Omelette norvegese

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Omelette norvegese
Baked-Alaska.jpg
Origini
Altri nomiBaked Alaska
Luoghi d'origineFrancia Francia
Stati Uniti Stati Uniti
Dettagli
Categoriadolce
Ingredienti principalipan di spagna, meringa, gelato, liquore

L'omelette norvegese, chiamata anche omelette surprise o omelette norvégienne[1] o omelette surprise norvégienne[2] in francese, o baked Alaska in inglese, è un dessert molto caldo all’esterno con gelato all’interno.

Una variante consiste nel preparare il dessert flambé

La storia[modifica | modifica wikitesto]

Esistono varie versioni sull’origine e la paternità di questo dessert. Nel 1866, sulle pagine del quotidiano francese, Liberté, il giornalista Leon Brise raccontava che Balzac, chef del Grand Hotel di Parigi, aveva inventato il dolce nel 1867[3][4], durante l'Esposizione Universale di Parigi, sulla base degli esperimenti del conte Benjamin Thompson. Il fisico americano aveva ricoperto di albumi sbattuti un pezzo di formaggio ghiacciato, scoprendo così la capacità di isolante termico della meringa grazie all’aria imprigionata negli albumi durante la sbattitura. Una tesi sostiene che vada a Thompson, quindi, il merito dell'invenzione di questo dolce, la cui nascita risalirebbe perciò al 1804[5]; lo stesso Thompson lo chiamò "Omelette surprise"[6].

La denominazione Baked Alaska è attribuita a uno chef del ristorante Delmonico's di New York, Charles Ranhofer, che lo nominò così nel 1867 per festeggiare l’attribuzione dell’Alaska agli Stati Uniti[7]. E, sempre negli Stati Uniti, il 1º febbraio si festeggia il Baked Alaska day[8].

Il dolce[modifica | modifica wikitesto]

È costituito da una base di biscotti o pasta margherita tagliata a fette, imbevuta con alcool (kirsch o maraschino o rum), sormontata da una crema gelato, eventualmente ricoperta da una pâte à bombe preparata con tuorlo d'uovo, aroma di vaniglia e zucchero montati con la frusta. Lo strato esterno è costituito dagli albumi montati a neve, lavorati a spatola e spolverati di zucchero[9]. La cottura deve essere veloce, con il forno molto caldo, e lo strato di meringa così ottenuto impedisce al calore di arrivare alla parte interna e scioglierla. Esistono varie versioni con diversi ripieni e guarnizioni del dolce[1]. Appena estratto dal forno, il dessert va servito subito perché, "à l'instar de Luis XIV, n'aime pas attendre", come Luigi XIV, non ama aspettare[10].

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1938, l’omelette surprise è citata in La nausea, del filosofo Jean-Paul Sartre in relazione a uno stato di rabbia narra lo scrittore che la sua rabbia si dimenava all'esterno, mentre gli pareva di avere dentro un blocco di ghiaccio, come un'omelette-surprise[11].

Anche lo scrittore australiano Paul Wenz parla dell'omelette surprise in relazione a uno stato d'animo quando descrive i francesi durante la prima guerra mondiale: sotto la loro apparente infiammabilità nascondono un insospettabile sangue freddo[12].

Ne La Montagna Incantata di Thomas Mann, inoltre, il sopraggiungere del mese di ottobre, con il calore del sole che cela un gelo segreto e con l'interna frescura dell'atmosfera superficialmente scaldata, suggerisce al personaggio principale, Hans Castorp, questo paragone culinario: "la Omelette au Surprise, col gelato sotto la calda chiara d'uovo montata".

Nel romanzo L'opposto di me stessa della scrittrice e giornalista australiana Meg Mason, si cita il Baked Alaska durante una conversazione tra la protagonista Martha e la sorella Ingrid.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Escoffier, Auguste (1846-1935). Auteur du texte, Le guide culinaire : aide-mémoire de cuisine pratique (3e édition) / par A. Escoffier ; avec la collaboration de MM. Philéas Gilbert et Émile Fétu, su Gallica, 1912. URL consultato il 22 luglio 2018.
  2. ^ FR212316101__menus__M_0IV_00419 (JPG), su patrimoine.bm-dijon.fr. URL consultato il 22 luglio 2018.
  3. ^ Alexia Wulff, A Brief History Of Baked Alaska, in Culture Trip. URL consultato il 25 luglio 2018.
  4. ^ (EN) Prosper Montagné e Charlotte Snyder Turgeon, The new Larousse gastronomique: the encyclopedia of food, wine & cookery, Crown Publishers, 1977, ISBN 9780517531372. URL consultato il 25 luglio 2018.
  5. ^ (EN) Dawn Marie Schrandt, Just Me Cookin Cakes, iUniverse, 2003-06, p. 2, ISBN 9780595283576. URL consultato il 22 luglio 2018.
  6. ^ (EN) Madison Books, Corby Kummer e Andrews McMeel Publishing,LLC, 1001 Foods To Die For, Andrews McMeel Publishing, 2007-11, ISBN 9780740770432. URL consultato il 22 luglio 2018.
  7. ^ (EN) John E. Finn, 5, in The Perfect Omelet: Essential Recipes for the Home Cook, The Countryman Press, 2 maggio 2017, ISBN 9781581575071.
  8. ^ Notice of Interruption - Anchorage Daily News, su adn.com. URL consultato il 25 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 23 aprile 2009).
  9. ^ Gallica - Erreur, su gallica.bnf.fr. URL consultato il 22 luglio 2018.
  10. ^ La Femme de France, su Gallica, 1º maggio 1937. URL consultato il 23 luglio 2018.
  11. ^ (FR) Jean-Paul Sartre, La nausée, Editions Gallimard, 1º settembre 2017, ISBN 9782072442070. URL consultato il 23 luglio 2018.
  12. ^ Wenz, Paul (1869-1939). Auteur du texte, Bonnes gens de la Grande guerre / Paul Wenz, su Gallica, 1918. URL consultato il 23 luglio 2018.

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