Oliver Reed

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Oliver Reed nel 1968

Robert Oliver Reed (Londra, 13 febbraio 1938La Valletta, 2 maggio 1999) è stato un attore cinematografico britannico.

Attivo dalla fine degli anni cinquanta, vanta un'importante attività di caratterista[1] in film d'avventura e horror della Hammer, tra cui spiccano le pellicole col regista Terence Fisher (Il mostro di Londra, Gli arcieri di Sherwood, L'implacabile condanna) tra il 1960 e il 1961.

Protagonista del cinema inglese degli anni sessanta grazie ai sodalizi con Michael Winner (Il complesso del sesso, I ribelli di Carnaby Street, entrambi del 1967) e soprattutto con Ken Russell (Donne in amore, I diavoli), da cui presero vita le interpretazioni più memorabili di Reed, che mise il suo fisico e il suo volto sanguigno al servizio di ruoli sopra le righe[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Reed nacque a Londra nel sobborgo di Wimbledon, figlio secondogenito del giornalista sportivo Peter Reed e di Marcia Beryl Andrews. Aveva un fratello maggiore, David (1936) e un fratellastro Peter (1947). Era nipote del noto regista Sir Carol Reed[1] e dell'attore e impresario teatrale Herbert Beerbohm Tree.

Amante della vita, delle donne e dei pub[2], dal 1959 al 1969 è stato sposato con Kate Byrne, dalla quale ebbe un figlio, Mark. La coppia ha divorziato nel 1969. Dalla sua lunga relazione con la ballerina Jacqueline Daryl ebbe una figlia, Sarah. Nel settembre del 1985 si sposò con Josephine Burge, con cui ha vissuto fino alla morte.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver svolto i lavori più disparati[2] esordisce al cinema lavorando in diverse produzioni della Hammer, in cui svolge ruoli da caratterista. Di questo suo primo periodo, caratterizzato da film horror della classica produzione Hammer, si ricordano le pellicole Il mostro di Londra (1960) e L'implacabile condanna (1961) per la regia di Terence Fisher e Hallucination (1963) di Joseph Losey.

Reed diventa un attore di fama nel periodo della Swinging London degli anni Sessanta grazie ai ruoli nei film di Michael Winner quali Il complesso del sesso (con Orson Welles) e I ribelli di Carnaby Street (1967). Diretto da suo zio Carol Reed, partecipa nel ruolo di Bill Sikes al musical di grande successo Oliver! (1968), candidato a 11 Premi Oscar e vincitore di miglior film e miglior regia nell'edizione degli Oscar 1969.

La sua carriera decolla definitivamente grazie al sodalizio professionale col regista Ken Russell con cui recita nelle pellicole Donne in amore (1969), I diavoli (1971) e Tommy (1975). Nella sua produzione successiva, si ricorda il ruolo di Athos ne I tre moschettieri (1973) e nei due seguiti del 1975 e del 1989. Molto richiesto per la sua fisicità e l'aspetto burbero[2], continua a partecipare, come nel periodo d'esordio, a pellicole horror, tra cui si segnala Brood - La covata malefica (The Brood), regia di David Cronenberg (1979).

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

La vita di Reed è stata segnata dall'abuso di alcool[3][4]; sono dozzine gli aneddoti, anche di colleghi del mondo del cinema[5], che ricordano situazioni ed eventi imbarazzanti e pericolosi causati dal suo alcolismo. Celebri alcune interviste televisive in in cui l'attore si presentò visibilmente ubriaco[5], tra cui quella con Des O'Connor e con Johnny Carson durante il The Tonight Show (26 settembre 1975), nel corso della quale Shelley Winters gli versò un bicchiere d'acqua in testa[6] dopo che l'attore aveva affermato che le donne dovrebbero restare in cucina.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Reed morì per un improvviso attacco cardiaco durante una pausa nelle riprese del film Il gladiatore[1], nel ruolo di Proximo, a La Valletta, Malta, mentre si trovava in un bar chiamato The Pub. Da allora la proprietaria ha aggiunto la scritta Ollie's Last Pub (L'ultimo pub di Oliver) all'insegna.[7] Alcune scene del Gladiatore sono state perciò completate usando tecniche di computer grafica[1].

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e E. Morreale, Scheda di Oliver Reed sull'Enciclopedia Treccani.it, Enciclopedia del Cinema, 2004 - Consultato il 15 ottobre 2015
  2. ^ a b c Le Garzantine Cinema, vol. 2 Milano, 2003 - p. 965 - Consultato il 20 ottobre 2015
  3. ^ T. Rennell, The vilest man in showbiz: Oliver Reed is portrayed as a lovable rogue, but a new book reveals he was a sadistic drunk who delighted in humiliating his own children MailOnline, 5 luglio 2013 - Consultato il 20 ottobre 2015
  4. ^ The Telegraph, On the razzle with Oliver Reed
  5. ^ a b Goodwin, Cliff. Evil Spirits: The Life of Oliver Reed (2001)
  6. ^ Sellers, Robert (2008). Hellraisers: The Life and Inebriated Times of Burton, Harris, O'Toole and Reed, Preface Publishing, ISBN 1906838364.
  7. ^ Insegna di "The Pub", members.virtualtourist.com. URL consultato il 9 giugno 2011.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN90617962 · LCCN: (ENn87838424 · ISNI: (EN0000 0001 1774 2973 · GND: (DE128423293 · BNF: (FRcb13898874h (data)