Olio di semi di cotone

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Semi di cotone

L'olio di semi di cotone è un olio vegetale estratto dai semi di piante del genere Gossypium. Le specie più utilizzate sono Gossypium hirsutum e Gossypium herbaceum ma sono utilizzate anche altre specie, sottospecie, cultivar o varietà mutanti coltivate per la produzione del cotone. La produzione dell'olio dai semi si può considerare un sottoprodotto dalla produzione della fibra tessile del cotone, rappresentando un 12% del valore ricavabile dalla coltivazione del cotone.[1] [2] Il seme, a seconda della specie o della varietà della pianta può contenere dal 15% al 22% di olio. Si tratta di uno dei più economici oli vegetali di produzione industriale ed ha trovato, specie nei paesi produttori, un diffuso utilizzo anche alimentare nonostante l'olio non raffinato sia considerato non edibile.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La produzione annua mondiale in certi anni può superare i 5 milioni di tonnellate metriche (MMT) quasi il doppio della produzione mondiale di olio di oliva. Le produzioni maggiori di olio di semi di cotone sono nei paesi maggiori produttori di cotone

Stima 2016 delle maggiori produzioni nazionali di olio di semi di cotone [3]
paese Produzione (MMT)
India 1,277
Cina 1,048
Pakistan 0,510
Brasile 0,320
USA 0,277

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Copertina del libro di cucina Crisco, 1912

Come sottoprodotto della lavorazione della fibra di cotone, il seme era considerato praticamente inutile prima della fine del XIX secolo. L'olio che veniva prodotto oltre che per il colore e sapore acre non era compatibile con l'utilizzo alimentare soprattutto per la presenza di gossipolo. L'olio di semi di cotone era utilizzato per produrre candele e saponi, ma anche per adulterare oli alimentari più costosi al punto che nel 1883 ne venne bandita l'importazione in Italia. Perfezionando i processi di raffinazione alcalina oltre che deodorazione e decolorazione l'olio di semi di cotone divenne compatibile con l'utilizzo alimentare.[4]

A causa dei costi sempre più alti dei grassi animali, strutto e simili, grandi gruppi come Procter & Gamble introdussero l'utilizzo alimentare di oli vegetali idrogenati privilegiando l'olio di semi di cotone.

Agli inizi del '900 ebbe un enorme successo in USA un prodotto chiamato Crisco da crystallized cotton oil composto sostanzialmente da olio di semi di cotone idrogenato. Con la possibilità di regolarne viscosità e plasticità con il processo di idrogenazione divenne l'olio alimentare più utilizzato negli USA almeno fino alla Seconda guerra mondiale [4]. La coltivazione di altre piante oleose a maggior resa (soia, girasole) oltre che l'introduzione di limitazioni nell'utilizzo di acidi grassi trans prodotti con il processo di idrogenazione hanno ridotto il potenziale mercato per un suo utilizzo alimentare.

Caratteristiche chimico fisiche[modifica | modifica wikitesto]

Le caratteristiche chimico fisiche degli oli vegetali possono variare in funzione del processo di raffinazione. I valori standard dell'olio di semi di cotone non raffinato sono:

Caratteristiche chimico fisiche dell'olio di semi di cotone non raffinato[5]
Densità relativa 0,918-0,926 (x=20 °C)
indice di rifrazione 1.458-1.466
numero di saponificazione 189-198
numero di iodio 100-123

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

In tutti gli oli vegetali la composizione può variare in funzione della cultivar, delle condizioni ambientali, della raccolta e della lavorazione. L'olio di semi di cotone è composto prevalentemente da trigliceridi con la seguente distribuzione tipica di acidi grassi, come indicato nel Codex Alimentarius[5].

Composizione tipica dell'olio di semi di cotone
acido grasso Notazione Delta concentrazione
(min-max)%
acido laurico 12:0 ND-0,2
acido miristico 14:0 0.6-1.0
acido palmitico 16:0 21.4-26.4
acido palmitoleico 16:1Δ9c ND-1.2
acido margarico 17:0 ND-0.1
acido eptadecenoico 17:1Δ10c ND-0.1
acido stearico 18:0 2.1-3.3
acido oleico 18:1Δ9c 14.7-21.7
acido linoleico 18:1Δ9c12c 46.7-58.2
acido α-linolenico 18:3Δ9c,12c,15c ND-0.4
acido arachico 20:0 0.2-0.5
acido gadoleico 20:1Δ11c ND-0.1
acido eicosadienoico 20:2Δ11c,14c ND-0.1
acido beenico 22:0 ND-0.6
acido erucico 22:1Δ13c ND-0.3
acido docosadienoico 22:2Δ13c,16c ND-0.1
acido lignocerico 24:0 ND-0.1
Legenda: ND, Non Determinato o ≤0,05%

Come gli oli estratti da altre malvaceae, l'olio di semi di cotone tipicamente contiene anche acidi grassi ciclopropenici a concentrazioni relativamente basse ( ≤ 2%). Il loro tenore, come quello del gossipolo viene estremamente ridotto con i processi di raffinazione e idrogenazione. L'alto grado di raffinazione produce oli con alto punto di fumo che nell'olio di semi di cotone può superare i 220 °C.[4] L'alta concentrazione di acidi grassi saturi, oltre il 25%, lo rende relativamente resistente all'ossidazione e adatto alla produzione di margarine con processi di idrogenazione.[6] [7] Dall'olio di semi di cotone si può separare per invernalizzazione una stearina con punto di fusione oltre 30 °C, solida a temperatura ambiente e senza grassi idrogenati.[8]

concentrazione di tocoli rilevata su oli non raffinati [5]
Sostanza mg/kg
Tocoli totali 380-1200
Alfa-tocoferolo 136-674
Beta-tocoferolo ND-29
Gamma-tocoferolo 138-746
Delta-tocoferolo ND-21
Alfa-tocotrienolo ND
Gamma-tocotrienolo ND
Delta-tocotrienolo ND
Legenda: ND,= Non Determinato


distribuzione steroli rilevata su oli non raffinati
steroli totali = 2700-6400 mg/kg. [5]
Sostanza  % sul totale degli steroli
Colesterolo 0.7-2.3
Brassicasterolo 0.1-0.3
Campesterolo 6.4-14.5
Stigmasterolo 2.1-6.8
Beta-sitosterolo 76.0-87.1
Delta-5-avenasterolo 1.8-7.3
Delta-7-stigmastenolo ND-1.4
Delta-7-avenasterolo 0.8-3.3
altri steroli ND-1.5
Legenda: ND, Non Determinato o ≤0,05%

Altri utilizzi[modifica | modifica wikitesto]

In agricoltura ed orticoltura, la tossicità dell'olio di semi di cotone non raffinato può essere sfruttata per il controllo delle infestazioni da insetti.[9]

Molte ricerche sono state condotte per valutare il suo utilizzo come carburante alternativo o biodiesel.[10][11][12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ FRANK D. GUNSTONE, THE CHEMISTRY OF OILS AND FATS Sources, Composition, Properties and Uses, Blackwell Publishing, 2004, p. 5.
  2. ^ Alfred Thomas, Ullmann's Encyclopedia of Industrial Chemistry: Fats and Fatty Oils, Wiley-VCH Verlag GmbH & Co, 15 giugno 2000, p. 56.
  3. ^ Index-mundi: Cottonseed Oil Production by Country in 1000 MT
  4. ^ a b c O’Brien, e al., Cottonseed oil in Bailey’s Industrial Oil and Fat Products, vol. 2, Fereidoon Shahidi. John Wiley and Sons, Inc, 2005.
  5. ^ a b c d CODEX STANDARD FOR NAMED VEGETABLE OILS-2015 (PDF), codexalimentarius.org. URL consultato il Novembre 2015.
  6. ^ United States Department of Agriculture, Basic Report: 04502, Oil, cottonseed, salad or cooking, ndb.nal.usda.gov.
  7. ^ United States Department of Agriculture, Nutrient data for 04702, Oil, industrial, cottonseed, fully hydrogenated, ndb.nal.usda.gov.
  8. ^ Cottonseed oil: An oil for trans-free options.
  9. ^ W.S. Cranshaw, B. Baxendale. Insect Control: Horticultural Oils
  10. ^ Fuel Properties of Cottonseed Oil
  11. ^ Study on cottonseed oil as a partial substitute for diesel oil in fuel for single-cylinder diesel engine
  12. ^ Properties and performance of cotton seed oil–diesel blends as a fuel for compression ignition engines

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