Oligocottus maculosus

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Oligocottus maculosus
FMIB 52138 Oligocottus maculosus Girard Sitka.jpeg
Stato di conservazione
Status none NE.svg
Specie non valutata
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Gnathostomata
Classe Actinopterygii
Sottoclasse Neopterygii
Infraclasse Teleostei
Superordine Acanthopterygii
Ordine Scorpaeniformes
Sottordine Cottoidei
Superfamiglia Cottoidea
Famiglia Cottidae
Genere Oligocottus
Specie O. maculosus
Nomenclatura binomiale
Oligocottus maculosus
Girard, 1856

Oligocottus maculosus Girard, 1856[1] è una specie di pesce della famiglia Cottidae, il cui habitat si estende dal mare di Okhotsk alla contea di Los Angeles, in California. Gli individui possono raggiungere una dimensione di 8 cm e di solito sopravvivono nelle pozze di marea[2][3].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'Oligocottus maculosus può raggiungere una taglia di 8 cm, e ha una testa grande, un corpo affusolato e pinne spinose. Il pesce presenta un'unica spina pre-opercolare e ciuffi di cirri sopra la testa, ma non sul corpo, al di sotto della pinna dorsale, come per l'O. snyderi [2]. Il suo colore varia considerevolmente: spesso è grigio screziato, marrone e bianco, ma può essere rosso o verde, perché gli esemplari possono cambiare rapidamente colore per mimetizzarsi[4].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

O. maculosus si trova nella parte nord-orientale dell'Oceano Pacifico, dal mare di Okhotsk e il mare di Bering, fino a sud alle coste della contea di Los Angeles, in California. Vive a profondità che vanno dalla zona intertidale fino a una profondità di circa 100 metri.

Tollera sia l'acqua salmastra che l'acqua di mare[3]. Tollera anche le acque più calde più facilmente rispetto alle altre specie di Oligocottus, come ad esempio l'O. snyderi[5].

Ecologia[modifica | modifica wikitesto]

Un Oligocottus maculosus fuori dall'acqua presso Morro Bay.

O. maculosus è un piccolo pesce comune nelle pozze residue della battigia delle coste rocciose, dove lo si può vedere strisciare da un nascondiglio all'altro. Mostra un senso dell'orientamento sviluppato, tornando alla sua pozza abituale ad ogni bassa marea. È stata dimostrata la sua capacità di tornare alla sua pozza abituale da una distanza di 102 m, anche dopo esservi stato lontano sei mesi[2].

È un predatore che si nutre di piccoli invertebrati come gli isopodi, anfipodi, gasteropodi, vermi policheti e cirripedi, nonché di insetti che cadono in acqua. Anche piccole quantità di alghe fanno parte della sua dieta. A sua volta, O. maculosus è predato da uccelli marini e pesci carnivori durante l'alta marea[6]. Quando il mare è mosso, può risalire la costa e può anche lasciare acqua e respirare aria, scambiando ossigeno e anidride carbonica, quando si nasconde in un luogo umido e quando cerca di sfuggire ai predatori strisciando per raggiungere un nascondiglio meglio protetto[5].

Questo pesce diventa maturo quando raggiunge una taglia di circa 35 mm. Il maschio ha raggi anali modificati che può utilizzare come clasper durante la fecondazione[6], ma può anche attaccarsi alla femmina e fertilizzare le uova durante la loro deposizione[3]. Piccoli gruppi di uova vengono deposte a fine inverno, il più delle volte in fessure della roccia o in gusci di cirripedi vuoti. Le larve iniziano la loro vita in mare, sono planctoniche; nelle baie possono formare banchi vicino al fondale. Dopo trenta-sessanta giorni, le larve ritornano nelle pozze residue e si trasformano in giovani pesci. Il loro tasso di crescita dipende dall'affollamento della pozza nella quale crescono[6] .

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Bailly, Nicolas, Oligocottus maculosus Girard, 1856, in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 22 ottobre 2017.
  2. ^ a b c (EN) Eschmeyer, William N. e Herald, Earl S., A Field Guide to Pacific Coast Fishes, Houghton Mifflin Harcourt, 1999, p. 177–179, ISBN 0-618-00212-X.
  3. ^ a b c (EN) Oligocottus maculosus, su FishBase.
  4. ^ (EN) Kruckeberg, Arthur R., The Natural History of Puget Sound Country, University of Washington Press, 1995, pp. 91–92, ISBN 978-0-295-97477-4.
  5. ^ a b (EN) Allen, Larry G. e Horn, Michael H., The Ecology of Marine Fishes, University of California Press, 2006, p. 207–210, ISBN 978-0-520-93247-0.
  6. ^ a b c (EN) Denny, Mark W., Gaines, Steven Dean e Pfister, Catherine A., Encyclopedia of Tidepools and Rocky Shores, University of California Press, 2007, p. 485, ISBN 978-0-520-25118-2.