Oleodotto dell'Amicizia
| Oleodotto dell'Amicizia | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Nazioni attraversate | |
| Inizio | Al'met'evsk |
| Fine | |
| Informazioni generali | |
| Tipo | misto (a trincea e su sostegni) |
| Costruzione | ottobre 1962-1964 - ... |
| Informazioni tecniche | |
| Lunghezza | 4 000 km |
| Capacità | 1,2-1,4 milioni di barili al giorno |
| Diametro | da 0,420 a 1,020 m |
L'oleodotto dell'Amicizia (in russo нефтепровод «Дружба»?, Nefteprovod Družba), costruito agli inizi degli anni '60, è il più lungo oleodotto del mondo e trasporta petrolio per circa 4.000 km dalla Russia verso l'Europa centrale, con due diramazioni: una settentrionale che rifornisce Bielorussia, Polonia, Germania, Lettonia e Lituania, e una meridionale che rifornisce Ucraina, Slovacchia, Ungheria e Croazia.[1][2] Il nome allude al fatto che l'oleodotto forniva il petrolio alle regioni occidentali dell'Unione Sovietica, povere di idrocarburi, e ai paesi dell'ex blocco sovietico. Oggi è la principale arteria per il trasporto di petrolio russo e kazako verso l'Europa.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Il 18 dicembre 1959 la decima sessione del Comecon, tenutasi a Praga, adottò una decisione e un accordo che prevedeva la costruzione di un oleodotto per il greggio dall'Unione Sovietica alla Polonia, Cecoslovacchia, Repubblica Democratica Tedesca e Ungheria.[3]
Ciascun paese doveva fornire il necessario materiale da costruzione, i macchinari e la manodopera. Nel 1962 per la prima volta il petrolio raggiungeva la Cecoslovacchia, nel settembre del 1963 l'Ungheria, nel novembre del 1963 la Polonia, nel dicembre dello stesso anno la Repubblica Democratica Tedesca. L'intero oleodotto fu messo in funzione nell'ottobre del 1964. Originariamente il petrolio pompato attraverso l'oleodotto dell'Amicizia proveniva dai pozzi petroliferi del Tatarstan e dall'Oblast' di Samara (all'epoca Kuybyšev). Negli anni settanta l'oleodotto fu prolungato ulteriormente.[4]
Nell'aprile 2025, a seguito del deteriorarsi dei rapporti con la Russia nel contesto dell'invasione dell'Ucraina, la Repubblica Ceca ha interrotto le importazioni di petrolio russo dall'oleodotto dell'Amicizia e ha deciso di servirsi dell'Oleodotto Transalpino.[1]
Percorso
[modifica | modifica wikitesto]L'oleodotto parte da Al'met'evsk in Tatarstan, dove raccoglie il petrolio dalla Siberia occidentale, dagli Urali e dal mar Caspio. Si dirige a Mazyr nella Bielorussia meridionale, dove si dirama nei tronconi meridionale e settentrionale. Il ramo settentrionale attraversa la Bielorussia e la Polonia per giungere a Schwedt in Germania.[3] Rifornisce la raffinerie di Płock e di Schwedt. Mediante l'oleodotto Płock-Danzica è collegato al terminale Naftoport di Danzica, usato per la ri-esportazione di petrolio.[5] A Schwedt l'oleodotto dell'Amicizia è collegato con l'oleodotto MVL a Rostock e Spergau.
Il ramo meridionale corre attraverso l'Ucraina. A Brody è collegato con l'oleodotto Odessa-Brody, che è ora usato per trasportare petrolio verso il Mar Nero. A Užgorod l'oleodotto si divide in due rami verso la Slovacchia (Družba-1 - il percorso originario) e l'Ungheria (Družba-2). Il ramo slovacco si divide ancora presso Bratislava: un tratto punta verso nord-ovest diretto in Repubblica Ceca e l'altro punta verso sud diretto in Ungheria. L'oleodotto Družba-1 si dirama verso l'Ungheria a Ipeľ, attraversa il confine ungherese a Dregelypalank e giunge a Százhalombatta.[3] In Ungheria, l'oleodotto Družba-1 rifornisce la raffineria Duna, mentre Družba-2 rifornisce le raffinerie Duna e Tisza.[6]
La raffineria di Mažeikių Nafta in Lituania e il terminale petrolifero di Ventspils in Lettonia sono collegati all'oleodotto principale da una diramazione da Uneča nell'Oblast' di Brjansk. Questo ramo è stato messo fuori servizio nel 2006 e probabilmente non tornerà operativo.
I tratti dell'oleodotto dell'Amicizia nei diversi paesi fuori dalla Russia misurano:
- 2.910 km in Bielorussia
- 1.490 km in Ucraina
- 670 km in Polonia
- 130 km in Ungheria
- 332 km in Lituania
- 420 km in Lettonia
- 400 km in Slovacchia e in Repubblica Ceca insieme[3][7]
Specifiche tecniche
[modifica | modifica wikitesto]L'oleodotto dell'Amicizia al presente ha la portata di 1,2-1,4 milioni di barili al giorno. Attualmente sono in corso lavori per aumentare la portata nel tratto fra Bielorussia e Polonia. Le condotte variano in diametro da 420 mm a 1020 mm.[4] Ci sono 20 stazioni di pompaggio.
Operatori
[modifica | modifica wikitesto]La parte russa dell'oleodotto è operata da Transneft attraverso OAO MN Družba. In Bielorussia l'operatore è Gomeltransneft Družba, in Ucraina UkrTransNafta, in Polonia PERN company, in Slovacchia Transpetrol, in Repubblica Ceca Mero e in Ungheria MOL.[8]
Attacchi dell'Ucraina
[modifica | modifica wikitesto]A seguito l'invasione dell'Ucraina da parte di Mosca del 2022, a differenza della maggior parte degli altri Paesi dell'Unione europea, Ungheria e Slovacchia hanno continuato a importare gas dalla Russia, creando così tensioni con il governo ucraino.[9] Nel 2023, in base a discussioni trapelate tra il presidente dell'Ucraina e il vice primo ministro Julija Svyrydenko, il Washington Post aveva scritto che Volodymyr Zelens'kyj aveva intenzione di far esplodere l'oleodotto Družba per colpire l'industria ungherese.[10] Péter Szijjártó, Ministro degli Affari Esteri ungherese, commentò duramente la notizia sostenendo che minacciare l'approvvigionamento energetico era un attacco alla sovranità dell'Ungheria.[11] Nel gennaio 2025 l'Ungheria stipulò un accordo con l'Ucraina che permetteva al paese di continuare a ricevere gas russo nonostante le ostilità in corso.[12]
L'11 marzo 2025 l'Ucraina ha condotto un primo attacco con droni kamikaze contro un impianto che fa parte del sistema di oleodotti Družba, rendendolo inoperabile, nella regione russa di Orël.[13] Szijjártó ha criticato la Commissione europea accusandola di non aver rispettato le garanzie date all'Ungheria sulla tutela di queste infrastrutture.[14]
Nell'agosto 2025 l'Ucraina ha attaccato diverse volte l'oleodotto,[15] colpendo una stazione di pompaggio a Unecha, nella regione russa di Brjansk. Gli attacchi ha causato danni e un incendio su larga scala nell'area della struttura,[16] bloccando il flusso di gas verso la Slovacchia e l'Ungheria.[17]
Il 7 settembre 2025 l'oleodotto è stato nuovamente attaccato nella regione russa di Brjansk.[18]
- Il FIRMS della NASA ha rilevato un incendio il 12 agosto 2025 alle 23:18:00 (UTC) presso il nodo di Unecha e la stazione di pompaggio dell'oleodotto Družba.
- Il FIRMS della NASA ha rilevato un incendio il 17 agosto 2025 alle 23:50:00 (UTC) presso la stazione di pompaggio del petrolio di Nikolskoye, nel distretto di Michurinsky.
- Il FIRMS della NASA ha rilevato un incendio il 21 agosto 2025 alle 18:51:00 (UTC) presso il nodo di Unecha e la stazione di pompaggio dell'oleodotto Družba.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Fabio Lugano, La Repubblica Ceca mette fine alla dipendenza da Petrolio russo, su Scenari Economici, 18 aprile 2025. URL consultato il 18 aprile 2025.
- ↑ The List: The Five Top Global Choke Points, su foreignpolicy.com.
- 1 2 3 4 The Comecon Pipeline. Background Research, su osa.ceu.hu (archiviato dall'url originale il 30 maggio 2009).
- 1 2 History. Truboprovodny transport Rossii (1946-91), su transneft.ru (archiviato dall'url originale il 2 maggio 2003).
- ↑ Belarus blocks Russian oil deliveries to Germany, Poland and Ukraine, su iht.com.
- ↑ Energy Policies of IEA Countries - Hungary (PDF), su iea.org. URL consultato il 3 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2016).
- ↑ Druzhba never gets old, su transneft.ru (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2007).
- ↑ Issues surrounding the privatisation of the petrochemical industry in the V4 countries, su visegrad.info. URL consultato il 25 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 14 marzo 2016).
- ↑ (EN) Ukrainian attack halts Russian crude oil flows to Hungary and Slovakia, su France 24, 18 agosto 2025. URL consultato il 21 agosto 2025.
- ↑ (EN) Zelensky, in private, plots bold attacks inside Russia, leak shows, in The Washington Post, 13 maggio 2023. URL consultato il 7 settembre 2025.
- ↑ (EN) Ukraine threatens Hungary’s sovereignty because Zelenskyy wanted to blow up Druzhba pipeline – Hungary’s Foreign Minister, su Ukrainska Pravda. URL consultato l'11 marzo 2025.
- ↑ (EN) Hungary begs Ukraine to spare Russian oil pipelines after drone strike cuts off flow, su POLITICO, 11 marzo 2025. URL consultato l'11 marzo 2025.
- ↑ Ukraine says it struck oil facilities in Russia's Moscow, Oryol regions, su Reuters.«Martedì l'Ucraina ha dichiarato di aver colpito una raffineria di petrolio vicino a Mosca e un impianto nella regione russa di Oryol che fa parte del sistema di oleodotti Druzhba che esporta petrolio in Europa. Il Ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto ha dichiarato martedì che le spedizioni di greggio attraverso l'oleodotto sono state sospese dopo l'attacco di un drone ucraino a una stazione di misurazione.»
- ↑ (EN) Important: Druzhba pipeline oil deliveries suspended due to drone strike - DailyNewsHungary, su dailynewshungary.com, 11 marzo 2025. URL consultato l'11 marzo 2025.
- ↑ (EN) Pavel Polityuk, Anita Komuves e Vera Dvorakova, Ukrainian attack suspends Russian oil flows to Hungary, Slovakia, in Reuters, 22 agosto 2025. URL consultato il 22 agosto 2025.
- ↑ Ukraine Claims Attack on Hub for Major Russian Oil Pipelines, su bloomberg.com (archiviato dall'url originale il 13 agosto 2025).
- ↑ (EN) Anita Komuves, Russian oil flows to Hungary and Slovakia halted after Ukrainian attack, in Reuters, 18 agosto 2025. URL consultato il 21 agosto 2025.
- ↑ (EN) Ukraine says it attacked Druzhba oil pipeline in Russia's Bryansk, in Reuters, 7 settembre 2025. URL consultato il 7 settembre 2025.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]- Oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan, il secondo oleodotto per lunghezza al mondo
- Nord Stream
- Nord Stream 2
- Sabotaggio dei gasdotti Nord Stream
Altri progetti
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