Oleodotto NATO Petroleum, Oil and Lubricant

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

L'oleodotto NATO-POL (acronimo che sta per Petroleum Oil Lubricant) è un sistema completo di terminal marini, depositi di stoccaggio sotterranei e gruppi di pompaggio costruito negli anni sessanta allo scopo di alimentare, almeno per quanto riguarda la rete italiana, con carburante per aerei e mezzi terrestri alcuni aeroporti militari principali situati nel nord-nord est.

La rete in Europa[modifica | modifica wikitesto]

L'oleodotto attraversa i confini nazionali per coprire l'intero continente europeo: un braccio arriva fino in Germania, passando attraverso l'Austria. Un terminale della rete si trova a Lisbona, nel porto della capitale portoghese, dove c'è un molo dedicato al sistema Nato-Pol. Altri depositi sono in Gran Bretagna.

La rete italiana[modifica | modifica wikitesto]

La frazione italiana della rete, denominata North Italian Pipeline System, e finanziata interamente con contributi della NATO, raggiunge le basi di Ghedi (in provincia di Brescia, tuttora sede del 6º Stormo), Villafranca (Verona, all'epoca sede della 3ª AeroBrigata ed oggi del 3º Stormo), Istrana (Treviso, sede del 51º Stormo), Aviano (Pordenone, utilizzata dagli americani), Rivolto (Udine, sede delle Frecce Tricolori), Cervia (Ravenna, base del 5º Stormo), [senza fonte] Rimini (zona Covignano-Santa Aquilina: in abbandono) e altre basi strategiche. La rete militare di pipe-line attraversa 6 regioni italiane, 17 province e 136 comuni, dividendosi in tre rami, dal terminale marino della Spezia alle aree Pol di Udine e San Giorgio di Cesena (Forlì-Cesena), passando per il nodo di Collecchio (Parma), per un'estensione pari a circa 900 chilometri di condutture.

La portata dell'oleodotto nella parte italiana raggiunge un massimo di 1 milione e 600 000 litri al giorno (dato al 1999, in piena guerra in Kosovo).

Inizialmente coperta da segreto di Stato, la rete italiana di oleodotti fu portata all'attenzione dell'opinione pubblica solo inizi del 2007, allorché dietro pressanti richieste il Governo italiano ammise, anche se ufficialmente non vi era più posto il segreto militare, l'esistenza di questa rete di oleodotti sul territorio nazionale.
La gestione dell'impianto in Italia è affidata alla società privata IG Infrastrutture e Gestioni S.p.A. di Roma, controllata dalla holding francese Technip.

Incidenti dell'oleodotto in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 marzo 2008 alle ore 7:00 una falla nelle condutture dell'oleodotto nei pressi di Vicenza ha provocato uno sversamento di diverse migliaia di litri di kerosene nel terrirorio circostante, raggiungendo le falde acquifere nonché le acque dei fiumi Bacchiglione ed Astichello nelle vicinanze di Monticello Conte Otto. Le acque hanno trasportato gli idrocarburi attraverso la città di Vicenza e quindi hanno proseguito il deflusso verso Padova.
Polemiche sono sorte a causa del ritardo con cui le autorità sono intervenute per arginare le conseguenze dell'incidente mediante la chiusura dei rubinetti della conduttura e la posa di opere di contenimento del combustibile e successiva bonifica.
La Procura della Repubblica di Vicenza ha aperto un fascicolo per chiarire le cause dell'incidente nonché del ritardo degli interventi.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]