Ogro

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Ogro
Gian Maria Volontè 1.png
Gian Maria Volonté nei panni di Ezarra
Titolo originale Operación Ogro
Paese di produzione Spagna, Italia, Francia
Anno 1979
Durata 100 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere storico, politico, drammatico, thriller
Regia Gillo Pontecorvo
Soggetto Julen Agirre (Operacion Ogro)
Sceneggiatura Gillo Pontecorvo, Giorgio Arlorio, Ugo Pirro
Produttore Franco Cristaldi, José Sámano
Casa di produzione Vides Cinematografica, Action Film, Sabre Films
Fotografia Marcello Gatti
Montaggio Mario Morra
Effetti speciali Emilio Ruiz del Río
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Antonio de Miguel, Rafael Palmero
Costumi Javier Artiñano
Interpreti e personaggi
Premi

Ogro (Operación Ogro) è un film drammatico del 1979 diretto da Gillo Pontecorvo. Il film fu proiettato in anteprima all'edizione 1979 della Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film descrive l'attentato - noto come Operación Ogro, Operazione Orco - del 20 dicembre 1973 a Luis Carrero Blanco da parte dei separatisti baschi dell'ETA.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Operación Ogro.

Il piano, concepito dall'organizzazione che lottava per l'indipendenza dei paesi baschi dalla Spagna, fu messo a punto da quattro uomini: Ezarra, il capo, Txabi, Iker e Luken. Costoro, sotto le finte spoglie di funzionari di banca, si installarono a Madrid e studiarono il piano, che in un primo tempo prevedeva il rapimento di Luis Carrero Blanco, soprannominato "Ogro" (orco), nella chiesa dove si recava a messa tutte le mattine. Tenuto in ostaggio dai rapitori, il governo avrebbe dovuto rilasciare 150 prigionieri politici baschi in cambio della sua liberazione. Il piano cambiò quando Carrero Blanco venne designato presidente del consiglio: poiché le misure di sicurezza intorno a lui si erano moltiplicate, si decise di eliminarlo.

I quattro attentatori, vengono descritti dal regista intimamente nei loro pensieri e atteggiamenti durante gli otto mesi che precedettero l'attentato: mesi in cui, tra mille difficoltà, scavarono il lungo tunnel sotto la strada su cui sarebbe passato Carrero Blanco e che, pieno di dinamite, esploderà facendo arrivare l'auto dell'ammiraglio in cima a un palazzo.

Analisi[modifica | modifica wikitesto]

«...Al contrario di quello che succedeva ne La battaglia di Algeri; là tutto era corale, qui tutto nasce all'interno di quattro ritratti singoli.»[1]

L'attentato

Pontecorvo ci racconta la formazione politica dei quattro attivisti dell'ETA e la preparazione dell'attentato attenendosi rigidamente alla verità storica. I quattro educati ai valori degli indipendentisti da preti nazionalisti si erano poi divisi sui metodi per raggiungere la libertà politica.

Nel colloquio finale del film si dibatte il tema della violenza politica tra Txabi, che persegue il mito sanguinoso di una perfetta sovranità popolare e che nella Spagna post-franchista continuerà a fare il terrorista in nome della sua fede politica e il suo fraterno amico Ezarra che, pur avendo guidato l'operazione Ogro, crede che la violenza possa essere giustificata solo per opporsi alla violenza della dittatura ma che quella diventa fanatismo quando vi siano gli strumenti politici democratici per combattere, coraggiosamente e pazientemente, per la realizzazione dei propri ideali.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La stesura della sceneggiatura del film era iniziata ben quattro anni prima, ma per le indecisioni e i dubbi dello stesso Pontecorvo fu affidata a due diversi autori così che il film uscì nelle sale con un forte ritardo rispetto agli avvenimenti del 1973 relativi all'attentato all'ammiraglio Luis Carrero Blanco. Nel 1976 il film era dunque ancora nella fase della sceneggiatura che si basava su un libro contenente una serie di interviste agli attentatori. Il libro era a nome di Julen Agirre (Operazione Ogro, Alfani editore) ma la vera autrice, che era stata tre anni nelle prigioni franchiste, era Eva Forest che non apprezzò il film di Pontecorvo, accusandolo di moderatismo.

Pontecorvo inoltre insinuava nella trama del film che l'attentato avesse avuto il sostegno tacito del partito franchista in contrasto con Ugo Pirro che voleva rimanere fedele a quanto raccontavano gli stessi attentatori. In quello stesso anno, il 1978, avvenne il rapimento di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse italiane. A ritardare ulteriormente l'uscita nelle sale cinematografiche si aggiunse a quel punto il timore per le speculazioni politiche per i raffronti tra il terrorismo basco e quello italiano. Pontecorvo temeva che il film potesse apparire come un tacito appoggio all'azione delle Brigate Rosse.

A tal riguardo Franco Cristaldi, produttore del film, disse: «Ricordo perfettamente la mattina in cui parlavamo dell'ennesima revisione, e accendemmo la radio sentendo di Moro. E allora io, che in quel momento avrei strozzato Gillo, gli ho detto subito: 'E adesso mi spieghi come facciamo un film sul terrorismo, che cosa facciamo noi con Ogro tre anni dopo?'. Nel 1976 Ogro sarebbe stato un'opera straordinaria, coraggiosa, in cui si dicevano delle cose, mentre in una situazione politica così calda un indugio di tre anni aveva cambiato tutto. È stato concepito nel momento giusto ed è apparso sugli schermi in quello sbagliato.»[1]

La critica[modifica | modifica wikitesto]

La critica ha variamente giudicato l'opera di Pontecorvo: i giudizi si sono divisi sull'impronta politica che il regista dà abitualmente ai suoi film che da alcuni viene giudicata eccessiva e di parte. Così mentre per Giovanni Grazzini «La buona riuscita del film dipende dalla sintesi fra lezione civile e tensione nervosa, dalla giustezza dell'analisi psicologica e dalla precisione dei ritmi. I protagonisti non si comportano diversamente dagli “uomini talpa” che in tanti altri film d'avventura preparano furti strepitosi mentre le loro donne li aiutano trepidanti, ma la regia di Pontecorvo e la recitazione degli attori (il caposquadra è Gian Maria Volonté, Angela Molina accresce emozione col fulgor del suo bel viso) hanno la nuda secchezza del cinema di classe.»[2] al contrario per Tullio Kezich «...più che alle prese con un'azione rivoluzionaria, i personaggi sembrano impegnati in un dibattito; e solo nella seconda parte, quando lo scavo della fatale galleria arriva alla conclusione, ci sono momenti di autentica tensione spettacolare. Ma non così intensa da cancellare il ricordo di un fumettone libertario di trent'anni fa: Stanotte sorgerà il sole di Huston.»[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b OGRO
  2. ^ Giovanni Grazzini, Il Corriere della Sera, 5 settembre 1979
  3. ^ Tullio Kezich, Il nuovissimo Mille film. Cinque anni al cinema 1977-1982, Oscar Mondadori.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

In lingua italiana:

  • Agirre Julen, Operazione Ogro: come e perché abbiamo giustiziato Carrero Blanco, Roma, Alfani,1975
  • Alfonso Botti. La questione basca. Dalle origini allo scioglimento di Batasuna. Milano, Bruno Mondadori, 2003
  • Bruni Luigi, Storia dell'ETA, Milano, Tranchida, 1990
  • Giovanni Lagonegro. Storia politica di Euskadi Ta Askatasuna e dei Paesi Baschi'. Ed. L'altra storia Tranchida, 2005
  • Sergio Le nazioni proibite Vallecchi Firenze 1973
  • Savater Fernando, Il mito nazionalista, Genova, Il melangolo, 1998
  • Savater Fernando, Contro le patrie, Milano, Eleuthera, 1999
  • Fabrizio Simula. Il labirinto basco. Prospettiva Editrice, 2005

in lingua spagnola:

  • Aa Vv. Razones contra la violencia: por la convivencia democrática en el País Vasco v. <1-3> Bilbao, Bakeaz, [1998]-1999
  • Allieres Jacques, Les Basques Paris, Presses universitaires de France, 1986
  • Aguirre Rafael, El túnel vasco : (democracia, iglesia y nacionalismo) Alegia (Gipuzkoa) Oria, 1998
  • Bilbao Jon Eusko-Bibliographia : Diccionario de bibliografia vasca : 1976-1980, Bilbao, Servicio editorial Universidad del País Vasco, 1985-1987
  • Bordes Solanas Montserrat, El terrorismo : una lectura analítica Barcelona, Bellaterra, 2000
  • Burgo, Jaime Ignacio del Soñando con la paz : violencia terrorista y nacionalismo vasco Madrid, Temas de Hoy, 1994
  • Copa, Vicente País Vasco : crónicas de un analista político Bilbao, El Correo Español-El Pueblo Vasco, 1989
  • Domínguez Iribarren, Florencio ETA: estrategia organizativa y actuaciones 1978 1992, Bilbao, Universidad del País Vasco, Servicio Editorial/Euskal Herriko Unibertsitatea, Argitalpen Zerbitzua 1998
  • Elorza Antonio (Coordinador) La Historia de Eta, Madrid, Temas de Hoy 2000
  • Equipo Cinco Las víctimas del post-franquismo : 55 muertos, balance trágico de un año de terror Madrid Sedmay, 1977
  • Equipo "D" La década del terror 1973-1983 Madrid, Dyrsa, 1984
  • Fontes Ignacio, Menéndez Manuel Ángel, La prensa frente a ETA : Miguel Ángel Blanco (1968-1997), in memoriam Madrid, Fundación Pro-Derechos
  • Francés Sayas, Pedro José Una solución al conflicto vasco: el espacio de decisión Barañain, P.J. Francés, 2000
  • Humanos Miguel Ángel Blanco, 1999
  • Juaristi Jon, El bucle melancolico: historia de nacionalistas vascos Madrid, Espasa Calpe, 1997
  • Ibarra Guel Pedro La evolucion estrategica de Eta, de la 'Guerra Revolucionaria', 1963 a la negociacion, 1987. San Sebastian, Kriselu, 1987.
  • Ioyer Barbara Geopolitique du Pays basque: nations et nationalismes en Espagne Paris, L'Harmattan, 1997.
  • Martín Beristain, Carlos Violencia, Apoyo a las víctimas y reconstrucción social: experiencias internacionales y el desafío vasco = Kalteak zuzendu eta biktimei lagundu : beste herrialdetako esperientziak eta euskal kasuan eduki ditzakeen aplikazioak Madrid Fundamentos, 2000
  • Morales José Luis; Toda Teresa ;Imaz, Miren, La Trama del G.A.L. Madrid, Revolución, 1988
  • Morán Blanco Sagrario ETA entre España y Francia Madrid, Editorial Complutense, 1997
  • Muñoz Alonso, Alejandro, El terrorismo en España Barcelona Círculo de Lectores 1982
  • Ollora Juan María Una vía hacia la paz Donostia, Erein, 1996
  • Piñuel, José Luis El terrorismo en la transición española, 1972-1982 Madrid Fundamentos, 1986
  • Presidencia del Gobierno Acuerdo para la normalización y pacificación de Euskadi: 12 de enero de 1988
  • Reinares Nestares, Fernando Terrorismo y antiterrorismo Barcelona, Paidós Ibérica, 1998 Salvi
  • Unzueta, Patxo El terrorismo : ETA y el problema vasco Barcelona : Destino, 1997

in lingua francese:

  • Cassan, Patrick, Le pouvoir français et la question basque (1981-1993) Paris ; Montréal : l'Harmattan, 1997

in lingua inglese:

  • Clark P. Robert, The Basque Insurgents Eta, 1952-1980 Madison, The University of Wisconsin Press, 1984
  • Moxon-Browne. Edward, Spain and the ETA. the bid for Basque autonomy London. Centre for Security and Conflict Studies. 1987

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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