Odo delle Colonne

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Odo delle Colonne, anche Oddo, od Oddus de Columna (Messina, XIII secoloXIII secolo), è stato un poeta italiano, esponente della Scuola siciliana, di cui ci rimangono due componimenti.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Funzionario e rimatore di corte, fu quasi sicuramente uno dei seguaci di Federico II di Svevia. Di probabili origini messinesi, come dichiara il Codice Vaticano 3193 - in cui è presente la lirica, a lui attribuita, Oi lassa 'nnamorata -[1] era forse parente del più celebre Guido delle Colonne e appartenente ad una nobile famiglia romana, trapiantata in Sicilia. Si possono trovare altre informazioni su questo poeta, in uno saggio di Francesco Torraca,[2] dove sono elencate queste cariche, da lui ricoperte: "giustiziere nella Sicilia orientale" ("al di là del Salso") dal 10 ottobre 1239 al 3 maggio 1240; capitano imperiale dal settembre del 1241, su un territorio che andava dalla Basilicata allo Stretto di Messina ("dalla porta di Roseto al Faro") e che comprendeva anche tutta la Sicilia; possessore in Calabria della baronia di Cerchiara, del feudo di Suverito e di altri beni feudali, a Ordeolo e Casal Galato.

All'inizio dell'inverno del 1240 Odo delle Colonne ebbe da Federico II un delicato incarico: recarsi come ambasciatore in Egitto, dove si era appena insediato come nuovo sultano as-Salih Ayyub, succeduto al fratello al-Adil Abu Bakr, per ottenere una proroga della tregua di dieci anni sottoscritta dall'imperatore e dal padre di questi al-Kamil. In Egitto egli rimase, a spese del nuovo sultano, fino alla primavera del 1241. Nel 1246 fu tra i partecipanti alla congiura di Capaccio contro Federico II e «scontò il tradimento con la morte: venti anni dopo, suo figlio Corrado fu reintegrato nel possesso dei beni paterni da Carlo d'Angiò».

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Le due canzoni Oi lassa 'nnamorata (lirica di attribuzione incerta) e Distretto core e amoruso (unica lirica di sicura attribuzione), si avvicinano molto al canto popolare, pur mantenendo un carattere aulico: si tratta di due lamenti, di argomento amoroso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Francesco Empedocle Restivo, La scuola siciliana e Odo della Colonna, lettera al prof. Vincenzo Di Giovanni, Messina, Nicotra, 1895.
  2. ^ Francesco Torraca, Lezioni di lirica italiana del Duecento, Bologna, Zanichelli, 1902, p. 117.

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