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Obito Uchiha

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Obito Uchiha
Obito Uchiha senza maschera.png
Obito senza maschera
UniversoNaruto
Nome orig.オビト うちは (Obito Uchiha)
Lingua orig.Giapponese
Alter egoTobi
1ª app.
  • Manga: Capitolo 16 (comparsa nella copertina di capitolo); Capitolo 239
  • Anime: Episodio Shippūden 32
Voci orig.
  • Wataru Takagi (come Tobi ep.32-139 e come Obito senza maschera ep.343+)
  • Naoya Uchida (come Madara ep.125-343)
  • Sosuke Komori (ragazzo ep.119-120)
  • Megumi Han (ragazzo ep.343+)
  • Voci italiane
    SessoMaschio
    Data di nascita10 febbraio
    AffiliazioneTeam Minato, Organizzazione Alba

    «Allora chiamatemi pure col mio precedente nome, Tobi. Ora che la guerra è iniziata il mio nome non ha più importanza. Madara, Tobi... Chiamatemi come vi pare. [...] Questo mondo che riserva solo disperazione non merita di esistere.»

    (Obito a Naruto Uzumaki durante la quarta grande guerra ninja.[1])

    Obito Uchiha (うちは オビト Uchiha Obito?), noto anche come Tobi (トビ Tobi?), è un personaggio immaginario della serie anime e manga Naruto, scritto e disegnato dal mangaka Masashi Kishimoto.

    Fa la sua prima apparizione nella copertina del sedicesimo capitolo del manga, dove viene inquadrato in una foto del gruppo del quale faceva parte durante la sua adolescenza[2], ma viene inserito nella serie solo tra la prima e la seconda parte in un racconto chiamato Kakashi Gaiden; durante la seconda serie diviene invece uno dei principali antagonisti del manga.[3]

    Il personaggio[modifica | modifica wikitesto]

    Personalità[modifica | modifica wikitesto]

    Il ventaglio (団扇 uchiwa?), simbolo del clan Uchiha

    Durante la sua adolescenza, Obito è presentato come un ragazzo vivace, impacciato e ritardatario; appartiene al prestigioso clan Uchiha, del quale è molto orgoglioso seppure l'appartenenza ad esso rappresenti un compito gravoso da portare sulle spalle per un ninja senza uno spiccato talento. Contrariamente al ferreo rispetto per le regole del suo compagno e rivale Kakashi Hatake, dal quale viene spesso ripreso, Obito pone i propri compagni davanti alle rigide regole ninja e al successo stesso della missione, riuscendo a ribaltare i radicati ideali ninja del rivale. Era innamorato della giovane compagna di squadra Rin, della quale cercava in ogni modo l'attenzione, sebbene lei fosse attratta da Kakashi.

    In seguito alla sua presunta morte, Obito viene tratto in salvo da un anziano Madara Uchiha e, non riuscendo a ritornare al villaggio a causa delle ferite riportate, tenta di riprendersi allo scopo di poter ritrovare in seguito i suoi compagni. Venuto a sapere che Rin e Kakashi si trovano in pericolo, Obito si precipita subito in loro aiuto; arrivato sul posto, però, il giovane Uchiha assiste alla morte involontaria di Rin per mano di Kakashi: questo evento capovolge radicalmente l'animo di Obito, il quale giunge alla conclusione che il mondo reale è mero portatore di odio e disperazione, decidendo di aderire al progetto espostogli da Madara, attraverso il quale soggiogare l'umanità mediante lo Tsukuyomi Infinito, deportandola in un'illusione utopica specchio della realtà in cui nessuno potrà più patire alcuna sofferenza.

    In seguito all'incontro con Madara, la personalità di Obito cambia in maniera considerevole: questi, infatti, assume un atteggiamento estremamente serioso, addirittura arrogante quando si tratta delle sue abilità; disprezza fortemente chi crede debole e loda invece coloro che riescono a tenergli testa, come dimostrato durante il combattimento con Minato; rinuncia al suo sogno di diventare Hokage e ridicolizza Naruto per la stessa aspirazione. Questa arroganza si rivolge anche su Kakashi, accusandolo di parlare a vanvera. Anche in seguito alla morte di Rin per mano del ninja-copia, Obito non gliene dà la colpa, accusando invece la "realtà in cui vivono". Tuttavia, ben che Obito continui a ripeterselo, i suoi pensieri e flashback dimostrano che egli vuole attivare il progetto occhio lunare, non per distruggere solo la realtà del mondo per vendetta, ma per potere rivedere Rin. Da questo momento in poi Obito si presenta con due diversi alias, in modo che, durante la seconda parte del manga, la sua vera identità resti nell'ombra per circa trenta volumi: Tobi, identità con la quale si unisce all'Organizzazione Alba, e Madara Uchiha, nome utilizzato per attirare l'attenzione dei propri avversari ed essere preso più seriamente.

    Nelle sue prime apparizioni come Tobi, Obito è uno dei personaggi che meglio incarnano la parte comica del manga, in quanto si presenta come un individuo piuttosto buffo, impacciato, goffo e disinteressato agli stili di combattimento altrui, cosa che infastidisce molto il suo compagno Deidara[4]. La sua comicità, tuttavia, è molto apprezzata da alcuni membri dell'organizzazione, che si rammaricano in seguito alla sua presunta morte a causa di Deidara[5]. In seguito alla sua apparente scomparsa, Obito assume una condotta seria e astuta, diventando il principale antagonista del manga, dichiarandosi il vero leader dell'Organizzazione Alba e riassumendo la personalità fredda e misantropistica alla quale era giunto a causa della morte di Rin.

    Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

    Il coprifronte con il simbolo di Konoha

    Obito ha una carnagione chiara e i capelli neri, così come gli occhi; da ragazzo portava inoltre degli occhiali, che coprivano anche le orecchie, dalla visiera arancione e fatti in modo tale da essere isolati dall'esterno. Indossava un abito blu scuro con rifiniture arancioni il cui dorso era adornato dal tipico simbolo a ventaglio del clan Uchiha; indossava il coprifonte del Villaggio della Foglia e legate ai polsi aveva delle placche metalliche di protezione, similmente al compagno Kakashi, suo coetaneo.

    Dopo la sua presunta morte, veste la tunica nera decorata con nuvole rosse caratteristica dell'Organizzazione Alba lasciandosi crescere i capelli, per poi tagliarli in seguito. Durante questo periodo nasconde la propria identità grazie a diverse maschere: le prime due possiedono un solo foro in corrispondenza dell'occhio destro (quello con lo sharingan) mentre la terza, utilizzata durante la quarta grande guerra ninja, ne possiede tre per il fatto che nella cavità oculare sinistra si è trapiantato il Rinnegan; il motivo di questa terza maschera sembra una fusione tra lo Sharingan e il Rinnegan.

    Storia[modifica | modifica wikitesto]

    Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

    Obito è un ninja appartenente clan Uchiha del Villaggio della Foglia. In gioventù entra a far parte di una squadra di tre genin, insieme a Kakashi Hatake, suo rivale, e Rin Nohara, capitanata dal jonin Minato Namikaze, futuro Quarto Hokage nonché padre di Naruto Uzumaki. Partecipa all'esame di selezione dei chunin di Konoha, durante il quale, nella seconda sessione, deve affrontare insieme ai suoi compagni di squadra il gruppo formato da Gai Maito, Ebisu e Genma Shiranui. Tenta di affrontare Gai in combattimento ma viene velocemente messo fuori combattimento a causa di un incidente. Superata la seconda prova dovrà battersi con lo stesso avversario subendo, tuttavia, la stessa fine. Al torneo solo Kakashi riesce a ricevere la nomina di chunin, mentre Obito la conseguirà successivamente, nello stesso periodo in cui il suo compagno viene promosso al rango di jonin. Nel frattempo scoppierà uno dei più grandi e sanguinosi conflitti del mondo ninja, che vedrà il coinvolgimento di più paesi e le loro rispettive forze militari: la terza grande guerra ninja.

    Durante la terza grande guerra ninja, insieme a Kakashi, Rin e il maestro Minato, Obito viene incaricato di svolgere una missione segreta ai confini del Villaggio dell'Erba, con l'obiettivo di intrufolarsi alle spalle del nemico e di distruggere il ponte Kannabi, da dove i ninja nemici ricevono rifornimenti. Dopo la partenza, il team viene attaccato da un ninja della Roccia e, in questo frangente, Obito si dimostra inutile agli occhi del rivale, che invece esibisce l'impetuoso Mille Falchi, appena sviluppato, ma incompleto, contro il nemico. La notte stessa, Minato racconta ad Obito che il padre di Kakashi aveva fallito una missione preferendo salvare i suoi compagni e che, per disonore, si era tolto la vita: questo è il motivo per cui Kakashi era ossessionato dal rispetto delle regole.
    Il giorno seguente, una volta separatosi dal maestro, Obito, insieme a Kakashi e Rin, viene attaccato da due ninja del Villaggio della Roccia e nello scontro Rin viene rapita. Obito intende andare subito a salvarla, ma Kakashi gli risponde di concentrarsi sulla missione, di vitale importanza ai fini della guerra. Nonostante l'opposizione del compagno, Obito si reca a salvare Rin. Kakashi decide di aiutarlo, ma nello scontro con i nemici perde l'occhio sinistro; durante il salvataggio di Rin, Obito riesce a dimostrare le proprie capacità al rivale, attivando per la prima volta lo Sharingan, uccidendo un nemico e riuscendo a recuperare Rin. Tuttavia uno dei ninja rimasti cerca di uccidere i ninja della Foglia, facendo franare la volta di una grotta. Kakashi non si accorge di un masso che è in procinto di franargli addosso: interviene quindi Obito, che riesce a spingerlo via in tempo prima che la grotta collassincompletamente, salvandogli la vita. La parte destra del corpo dell'Uchiha viene comunque schiacciata sotto il peso delle macerie: sapendo di essere in fin di vita, il giovane Obito decide di donare a Kakashi, come regalo per la sua promozione a jonin, il suo occhio sinistro contenente lo Sharingan, facendolo trapiantare da Rin.

    Con la frana causata dal ninja della Roccia, il corpo immobilizzato di Obito viene completamenten sepolto dalle pietre, causando però una piccola apertura nel terreno a lui sottostante che lo farà miracolosamente finire in uno dei corridoi dei quali è composto il nascondiglio sotterraneo di Madara Uchiha, centenario ninja creduto morto dal suo clan. Obito viene curato dallo stesso Madara, il quale ricostituirà la metà distrutta del suon corpo tramite le cellule del Primo Hokage coltivate tramite il chakra della Statua Diabolica: in questo modo il giovane uchiha ottiene, oltre ai geni naturali del suo clan, anche quelli dei Senju. Una volta ripresosi, Obito ha assoluta intenzione di ricongiungersi a Kakashi e Rin, ma a causa della lunga riabilitazione dovrà sostare nella caverna di Madara per un certo periodo di riposo, durante il quale gli viene esposto dal vecchio ninja il "progetto dell'occhio lunare". Intanto Obito stringe amicizia con gli Zetsu bianchi, in particolare con uno Zetsu dal volto a spirale. Dopo diversi mesi, Obito viene a sapere che Kakashi e Rin sono caduti in una trappola dei ninja della Nebbia; non essendo ancora totalmente ristabilito, Obito usa il corpo dello Zetsu a spirale come armatura e raggiungerà il campo di battaglia, dove la vista dell'assassinio di Rin per mano di Kakashi causa in lui un violento cambio di personalità.
    Lo shock fa sì che Obito risvegli lo Sharingan Ipnotico (sia il suo che quello di Kakashi) e, preso da un raptus omicida, fa terra bruciata dei ninja della Nebbia per poi stringere tra le braccia il corpo senza vita di Rin, ignorando totalmente lo svenuto Kakashi.
    Tornato al rifugio, convinto che il mondo riservi solo disperazione, Obito accetta il progetto di Madara, finalizzato a creare una realtà illusoria e fallace in cui non esiste alcuna forma di sofferenze e Rin sia ancora viva.

    Obito è il responsabile dell'attacco al Villaggio della Foglia il giorno della nascita di Naruto Uzumaki: approfittando del parto di Kushina Uzumaki, l'Uchiha, una volta liberato Kurama, il demone novecode, ne prende il controllo inviandolo a distruggere il villaggio,[6] ma, dopo aver combattuto contro l'ex maestro Minato Namikaze, ora Quarto Hokage, viene costretto alla ritirata.[7] Lo stesso Minato, in seguito, sigilla parte del chakra della volpe nel corpo del figlio Naruto, in modo da donargli i poteri del demone con i quali poter sconfiggere Obito in un futuro non troppo lontano.[8][9] In seguito partecipa allo sterminio del clan Uchiha, aiutando Itachi nella sua missione[10] e, nel periodo in cui il villaggio della Nebbia era chiamato "la Nebbia Insanguinata", prende il controllo del Quarto Mizukage, Yagura, attraverso una tecnica illusoria[11]. In questo periodo arruola personalmente Kisame Hoshigaki tra i suoi subordinati e si mette in contatto con Nagato, nel Villaggio della Pioggia, per spingerlo a creare l'organizzazione Alba.[12]

    Seconda parte del manga[modifica | modifica wikitesto]

    Dopo la morte di Sasori, Obito entra ufficialmente nell'organizzazione, assumendo l'identità di Tobi, come nuovo compagno di Deidara, con il quale cattura senza troppa fatica il demone a tre code.[13] Successivamente i due affrontano Sasuke Uchiha: al termine dello scontro, tuttavia, Deidara si suiciderà tramite il C0.
    In seguito rivela, mentendo, di essere il leggendario Madara Uchiha, e di voler dare inizio alla Quarta grande guerra ninja ed ordina a Nagato di catturare Naruto, forza portante della Volpe.[14] Poco dopo affronta i ninja della Foglia in modo da non farli interferire nello scontro tra Sasuke e Itachi. In questa occasione Shino Aburame tenta di attaccarlo con i suoi insetti, ma fallisce a causa della abilità del nemico, apparentemente capace di smaterializzarsi e teletrasportarsi.[15]

    In seguito, avvertito da Zetsu che lo scontro tra Itachi e Sasuke era terminato, cambia completamente personalità, diventando freddo e serio, ed è allora che Kakashi intravede il suo Sharingan.
    Subito dopo, mediante il Kamui, si teletrasporta in un covo di Alba, dove porta anche i corpi dei fratelli Uchiha. Racconta quindi a Sasuke la verità dietro lo sterminio del suo clan: il massacro fu commissionato a Itachi da Danzo, dai consiglieri Homura Mitokado e Koharu Utatane e da Hiruzen Sarutobi, nonostante quest'ultimo avesse sperato in una risoluzione pacifica, per annullare la minaccia rappresentata dal clan Uchiha, che pianificava un colpo di Stato contro la Foglia. Obito rivela che Itachi accettò di farsi carico della missione e di vivere nell'ignominia per salvare il Villaggio e l'onore del clan, chiedendo però al Terzo Hokage di proteggere il fratellino e di nascondergli la verità; Obito, inoltre, confessa di essere stato complice di Itachi quella notte. Dopo questa rivelazione, Sasuke decide di unirsi a lui, colmo di ira e vendetta, per distruggere il Villaggio della Foglia e vendicare il fratello.[16]

    Il Gunbai (軍配?) arma di Madara Uchiha utilizzata da Obito durante la quarta grande guerra

    Dopo la sconfitta di Pain, Obito si dirige al summit dei Kage avendo però prima un dialogo con Naruto, Kakashi e Yamato, ai quali racconta la verità su Itachi, per poi introdursi alla riunione. Qui salva Sasuke e chiede ai kage che gli vengano consegnate le due forze portanti rimanenti. È in questa occasione che Tobi illustra le ragioni dietro le sue azioni: l'attuazione del "progetto dell'occhio lunare" (月の眼計画 Tsuki no me keikaku?), con cui intende portare la pace nel mondo dei ninja. Al rifiuto dei kage di collaborare, proclama l'inizio della quarta guerra ninja.[17] Successivamente interferisce nel ritorno di Danzo al Villaggio della Foglia e cattura le guardie del corpo di quest'ultimo, Fuu e Torune, lasciando poi campo libero a Sasuke, che affronterà e ucciderà Danzo.[18] In seguito stringe un'alleanza con Kabuto Yakushi, soprattutto dopo che questi gli mostra la Tecnica della resurrezione impura[19]. Successivamente, dopo un duro scontro con Konan, recupera il Rinnegan dal cadavere di Nagato[20] e, rivelando di essere stato lui a donare quegli occhi al ninja della Pioggia, si trapianta il Rinnegan nell'occhio sinistro.[21]

    Quarta grande guerra ninja[modifica | modifica wikitesto]

    Una volta cominciata la guerra[22] mette Kabuto alle strette affinché gli riveli i segreti della Tecnica di Resurrezione[23] ed entra in possesso dei cinque tesori dell'Eremita delle Sei Vie della Trasmigrazione.[24] Grazie al Rinnegan controlla le precedenti forze portanti catturate, uccise dall'Organizzazione Alba e resuscitate da Kabuto, le quali posseggono, come Obito, lo Sharingan e il Rinnegan[25] e con queste si prepara a catturare le ultime due forze portanti: Naruto e Killer Bee.[26] Durante lo scontro giungono in soccorso delle due forze portanti Kakashi Hatake e Gai Maito. Dopo che i cercoteri da lui controllati vengono liberati dal suo controllo da Naruto, egli scende personalmente in campo. Nel frattempo Obito fa assorbire il chakra della Volpe a Nove Code, contenuto nei corpi di Kinkaku e Ginkaku, alla Statua Diabolica (外道魔像 Gedo Mazo?), iniziando a risvegliare il Decacoda. Kakashi analizza le sue tecniche, intuendone i segreti, così da combinare gli attacchi dalle due differenti dimensioni sfruttate da Obito e riuscire a far distruggere la sua maschera da Naruto e scoprire finalmente la sua vera identità, rimasta nell'ombra fino ad allora. Contemporaneamente Madara Uchiha, resuscitato dalla tecnica di resurrezione, liberatosi dal controllo di Kabuto e avendo ridotto in fin di vita i cinque kage suoi avversari, viene a dare supporto al compagno Obito e il Decacoda viene risvegliato. L'alleanza ninja giungerà sul campo di battaglia a dar manforte a Kakashi, Gai, Naruto e Bee; la lotta si farà sempre più disperata e Kakashi utilizzerà il Kamui sul dieci code per sconfiggerlo e farlo sparire una volta per tutte. Obito lo intercetterà e, resosi conto della pericolosità del ninja-copia, ingaggerà uno scontro con lui all'interno dell'altra dimensione per poterlo isolare dal campo di battaglia e allontanarlo dal mostro. Obito verrà sconfitto dall'ex compagno di squadra e, ormai in fin di vita, decide di teletrasportarsi fuori dalla dimensione e scappare prima che Kakashi gli dia il colpo di grazia. Madara, a questo punto, rivela che dentro Obito c'è una parte nera, identica a quella dello Zetsu nero, che racchiude la sua volontà: grazie ad essa Madara forza il corpo di Obito a eseguire i sigilli per il Rinne Tensei, in modo che Obito sacrifichi la sua vita per far tornare in vita Madara con un corpo in carne e ossa, con cui possa diventare la forza portante del Decacoda. Inaspettatamente Obito riesce a ribaltare all'ultimo momento la situazione divenendo egli stesso la forza portante del Decacoda e riuscendo a emulare l'Eremita delle Sei Vie.

    Nonostante ciò non riesce a resistere a Kurama, circondato dal Susano'o di Sasuke, che si scaglia su di lui con una spada estraendogli il Decacoda sotto forma delle sette bestie codate assorbite dalla Statua Diabolica. Obito cade a terra e poco dopo arriva Kakashi pronto ad ucciderlo quando Minato lo ferma. Poco dopo lo Zetsu nero spunta dal terreno e prende controllo di Obito facendogli usare il Rinne Tensei per far tornare in vita Madara. Zetsu gli dice inoltre che gli rimane poco da vivere e che una volta morto Madara si riprenderà il suo Rinnegan. Madara allora estrae da Obito la Statua Diabolica e si prepara ad usare la tecnica Rinbo Hengoku. In seguito quando Madara va a riprendersi il suo occhio dal corpo di Obito, lo Zetsu nero, che ormai controlla quest'ultimo, si avvicina a Madara per passargli anche l'altra metà del novecode che gli servirebbe a diventare l'Eremita delle sei vie perfetto. Ma con un colpo di scena la volontà di Obito surclassa lo Zetsu nero tramite il suo Sharingan. A questo punto Obito rivela a Madara di non essere quest'ultimo ma bensì l'Obito che voleva diventare Hokage, a questo punto lo trafigge con una mano allo stomaco sottraendogli il chakra. In seguito riesce a trasportare Naruto nella dimensione parallela grazie alla tecnica del Kamui, con un'azione combinata con Kakashi, allo scopo di infondergli parte del chakra della volpe a nove code racchiuso nella sua metà di corpo occupata dallo Zetsu nero. Dopo avergliela passata riporta Naruto nella dimensione reale infine chiede a Sakura di distruggere il suo Rinnegan per impedire che Madara se ne impossessi il suo tentativo fallisce infatti Madara penetrato nella dimensione del Kamui cerca di uccidere Sakura. Il tentativo viene vanificato da Obito che riesce a salvarla riportandola nella dimensione reale venendo, in seguito, aggredito da Madara che gli rivela di essere il vero responsabile della morte di Rin per indurre Obito a lasciarsi consumare dall'odio. Infine gli porta via il Rinnegan sinistro mentre glielo rimpiazza con l'occhio che donò a Kakashi tempo addietro venendo soggiogato dalla volontà dello Zetsu nero che prende pieno possesso del suo corpo.

    Tornato nella dimensione reale con Madara assiste all'attivazione dello Tsukuyomi Infinito rimanendo immunizzato dagli effetti della tecnica. Ormai posseduto dallo Zetsu nero trafigge Madara in pieno petto dopo che lo Zetsu nero rivela di essere la volontà di Kaguya Ootsutsuki. Fatto ciò rivela che lo Tsukuyomi Infinito trasformerà tutti coloro che ne sono imprigionati in Zetsu bianchi, detto questo lascia il corpo di Obito che cade a terra privo di forza. Obito viene poi curato da Naruto tramite il chakra dell'Eremita delle Sei Vie e dopo essere stato informato della situazione, nota che la tecnica usata da Kaguya per spostarsi nelle dimensioni è simile al Kamui e decide di per recuperare Sasuke dalla dimensione in cui Kaguya l'ha portato dopo aver ricordato le parole che gli aveva detto Naruto si prepara a combattere affermando di essere disposto a morire per salvare il mondo. Insieme a Sakura usa il Kamui per teletrasportarsi nella dimensione di Kaguya per recuperare Sasuke. Riesce nell'intento anche grazie all'abilità oculare di Sasuke, che può spostarsi alla velocità della luce per piccoli tratti del terreno. Obito fa ritorno assieme ai due ninja nella dimensione dove Naruto combatte contro Kaguya, e viene teletrasportato da quest'ultima in una dimensione con un'altissima gravità. Nel tentativo di proteggere Naruto e Sasuke, Obito prende in pieno petto un attacco che ne provoca la morte, non prima però di aver salvato Kakashi dallo stesso attacco usando il Kamui un'ultima volta. Nell'altro mondo, incontra Rin che dice ad Obito, tornato giovane, che lei lo avrebbe sempre protetto. Obito, tuttavia, per restare da solo con Rin (o, almeno, come dice lui) vuole impedire a Kakashi di raggiungerli e, quindi, di morire. Fa quindi ritorno nel mondo reale e dona a Kakashi un potere temporaneo, ma fondamentale, che permetterà a quest'ultimo di evocare il Susanoo tramite entrambi gli occhi con lo Sharingan. Prima di fare tutto ciò, rivela a Kakashi che lui sarà il Sesto Hokage e Naruto il Settimo Hokage.

    Capacità ninja[modifica | modifica wikitesto]

    Lo Sharingan ipnotico di Obito Uchiha
    Il Rinnegan

    Come del resto tutti i membri del clan Uchiha, Obito presenta una predisposizione naturale per il chakra di tipo fuoco e infatti riccorre frequentemente alla tecnica della Palla di fuoco suprema; in seguito apprende altre tecniche, anche molto avanzate, sempre appartenenti allo stesso elemento. Nel corso della Terza Guerra Ninja, Obito attiva per la prima volta in assoluto la potente arte oculare dello Sharingan, peculiarità del suo clan, con due tomoe per occhio.

    In seguito all'incidente a causa del quale fu dato per morto, per continuare a vivere Obito necessita di una particolare sostanza bianca derivata dal chakra della Statua Diabolica (外道魔像 Gedo Mazo?) che attraversa la parte destra del suo corpo permettendogli così un "ricambio" degli arti persi e l'immortalità biologica; quando poi si trova a diretto contatto con uno Zetsu bianco o con il Demone Decacoda (十尾の尾獣 Jūbi no bijū?), Obito, oltre al primo Hokage e il capitano Yamato, diviene in grado di utilizzare la potente Arte del Legno.

    La morte di Rin causa nell'animo del giovane Obito un violento shock, che porterà al risveglio del suo Sharingan Ipnotico: ciò si verifica anche nell'occhio donato all'ex compagno Kakashi, sebbene questi divenga in grado di utilizzarlo solo in un periodo molto successivo. Il potere caratteristico dello Sharingan Ipnotico di Obito è una tecnica spazio-temporale chiamata Kamui (神威? letteralmente "Potere degli Dei"), che gli permette di trasportare sé stesso o altre persone in un'altra dimensione[27] e di rendersi intangibile attraversando apparentemente la materia[18][28]. In realtà il primo effetto di Kamui implica il secondo per il fatto che, trasportando in un'altra dimensione la parte del corpo interessata dal colpo nemico o la materia che pare oltrepassare, il suo corpo sembra essere attraversato da esso, dando l'impressione di essere intangibile[29]; per attaccare, tuttavia, Obito deve tornare tangibile.

    Durante la notte della nascita di Naruto ha agevolmente superato la strettissima sorveglianza predisposta dal Quarto Hokage a tutela di Kushina, estraendo da quest'ultima la Volpe a Nove Code (che ha poi soggiogato con il suo Sharingan e scatenato sul villaggio), costringendo il suo ex maestro ad affrontarlo personalmente e a ricorrere al secondo stadio della Dislocazione Istantanea per fermarlo; in questa occasione Minato afferma di conoscere un solo ninja capace di tanto, Madara Uchiha, considerando quindi pari il livello dei due. In seguito aiuta Itachi nello sterminio del clan.

    Nello scontro con Konan dimostra di essere in grado di utilizzare Izanagi, un Genjutsu proibito degli Uchiha necessitante sia dello Sharingan che del potere del clan Senju capace, per poco più di un minuto, di riscrivere la realtà in modo favorevole all'utilizzatore. La tecnica, tuttavia, come contraltare del potere che concede richiede il sacrificio di uno Sharingan, rendendolo cieco per sempre.

    Poco prima dell'inizio della Quarta Guerra Ninja si trapianta nell'occhio sinistro il Rinnegan di Nagato, che gli consente di realizzare una sua versione delle Sei Vie di Pain con cui tenere sotto controllo sei forze portanti riportate in vita (dotate anch'esse di Sharingan e Rinnegan): i redivivi possono utilizzare tutte le tecniche possedute in vita e trasformarsi nei rispettivi cercoteri, ma visto l'eccessivo sforzo per tenere a bada le bestie Obito non è capace di sfruttare anche i poteri tipici del Rinnegan. Nella prosecuzione del conflitto diventa la forza portante del Decacoda ottenendo un potere tale da permettergli di combattere contemporaneamente contro Naruto, Sasuke, Minato e Tobirama Senju; ottiene inoltre una nuova abilità, superiore anche all'Arte della Polvere, che si presenta sotto forma di nove sfere nere che può modellare a suo piacimento capaci persino di annullare l'effetto rigenerante della Resurrezione.

    Note[modifica | modifica wikitesto]

    1. ^ Kishimoto, Masashi, Capitolo 564, in Naruto, Volume 59, Panini Comics, 2012.
    2. ^ Kishimoto, Masashi, Capitolo 16, in Naruto, Volume 2, Panini Comics, 2003.
    3. ^ Kishimoto, Masashi, Capitolo 239, in Naruto, Volume 27, Panini Comics, 2006.
    4. ^ Kishimoto, Masashi, Capitolo 362, in Naruto, Volume 40, Viz Media, 2009.
    5. ^ Kishimoto, Masashi, Capitolo 363, in Naruto, Volume 40, Shueisha, 2007.
    6. ^ Masashi Kishimoto, Capitolo 501, in Naruto, Volume 53, Viz Media, 2010, ISBN 978-4-08-870126-4.
    7. ^ Masashi Kishimoto, Capitolo 503, in Naruto, Volume 53, Viz Media, 2010, ISBN 978-4-08-870126-4.
    8. ^ Masashi Kishimoto, Capitolo 504, in Naruto, Volume 53, Viz Media, 2010, ISBN 978-4-08-870126-4.
    9. ^ Masashi Kishimoto, Capitolo 440, in Naruto, Volume 47, Viz Media, 2009, ISBN 978-4-08-874711-8.
    10. ^ Kishimoto, Masashi, Capitolo 401, in Naruto, Volume 43, Shueisha, 2008, ISBN 978-4-08-874552-7.
    11. ^ Kishimoto, Masashi, Capitolo 404, in Naruto, Volume 44, Shueisha, 2008, ISBN 978-4-08-874589-3.
    12. ^ Masashi Kishimoto, Capitolo 507, in Naruto, Volume 53, Viz Media, 2010, ISBN 978-4-08-870084-7.
    13. ^ Kishimoto, Masashi, Capitolo 318, in Naruto, Volume 35, Shueisha, 2006, ISBN 978-4-08-874273-1.
    14. ^ Masashi Kishimoto, Capitolo 364, in Naruto, Volume 40, Shueisha, 2008.
    15. ^ Masashi Kishimoto, Capitolo 395, in Naruto, Volume 43, Shueisha, 2008, ISBN 978-4-08-874552-7.
    16. ^ Masashi Kishimoto, Capitolo 401, in Naruto, Volume 43, Viz Media, 2009, ISBN 978-1-4215-2929-5.
    17. ^ Kishimoto, Masashi, Capitolo 467, in Naruto, Volume 50, Shueisha, 2010.
    18. ^ a b Kishimoto, Masashi, Capitolo 475, in Naruto, Volume 51, Shueisha, 2010.
    19. ^ Kishimoto, Masashi, Capitolo 490, in Naruto, Volume 52, Shueisha, 2010.
    20. ^ Kishimoto, Masashi, Capitolo 510, in Naruto, Volume 54, Shueisha, 2010.
    21. ^ Kishimoto, Masashi, Capitolo 514, in Naruto, Volume 54, Shueisha, 2010.
    22. ^ Kishimoto, Masashi, Capitolo 515, in Naruto, Volume 55, Shueisha, 2011.
    23. ^ Kishimoto, Masashi, Capitolo 520, in Naruto, Volume 55, Shueisha, 2011.
    24. ^ Kishimoto, Masashi, Capitolo 537, in Naruto, Volume 57, Shueisha, 2011.
    25. ^ Kishimoto, Masashi, Capitolo 557, in Naruto, Volume 59, Shueisha, 2011.
    26. ^ Kishimoto, Masashi, Capitolo 564, in Naruto, Volume 59, Shueisha, 2011.
    27. ^ Kishimoto, Masashi, Capitolo 395, in Naruto, Volume 43, Shueisha, 2008.
    28. ^ Kishimoto, Masashi, Capitolo 394, in Naruto, Volume 43, Shueisha, 2008.
    29. ^ Kishimoto, Masashi, Capitolo 597, in Naruto, 2012.

    Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

    • Masashi Kishimoto, Il Mondo di Naruto. La guida ufficiale del Manga vol.3 - Hiden To no Sho: Il Libro dei combattimenti, Modena, Planet Manga, 2010. ISBN non esistente
    • Masashi Kishimoto, Il Mondo di Naruto. La guida ufficiale del Manga vol.4 - Hiden Sha no Sho: Il Libro dei guerrieri, Modena, Planet Manga, 2011. ISBN non esistente
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