Oberdan Chiesa

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Oberdan Chiesa (Livorno, 11 settembre 1911Rosignano Marittimo, 29 gennaio 1944) è stato un antifascista italiano.

Comunista (almeno come ideale)[lo era o no?] e attivista antifascista, insofferente al regime mussoliniano, decide di espatriare in Algeria. Recatosi successivamente in Francia, abbraccia gli ideali di lotta al fascismo franchista e decide di andare a combattere in Spagna. Rientrato in Italia, viene condannato al confino politico.[1] Viene nuovamente arrestato nel 1943 a Roma - dove si trovava da alcuni giorni in un albergo - come sovversivo perché trovato in possesso di un ordigno (vedere documentario Rai Storia) e fucilato da un plotone di esecuzione sulla spiaggia di Rosignano il 29 gennaio 1944, in seguito ad un attentato gappista a un carabiniere (Il Maresciallo Nannipieri Cesare) collaborazionista. Il 19 luglio del 1944, la 3a Brigata Garibaldi 10o distaccamento “Oberdan Chiesa”, entra e libera dai nazifascisti la città di Livorno. Sulla spiaggia di Rosignano, un monumento ricorda il sacrificio di Oberdan. “Qui il 29 gennaio 1944 fu trucidato dai fascisti repubblichini Oberdan Chiesa combattente eroico in Spagna e in Italia per la causa del proletariato. Il popolo di Rosignano nel 1o anniversario del suo sacrificio (targa commemorativa posta sul monumento).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Commissione di Livorno, ordinanza del 17.11.1941 contro Oberdan Chiesa (“Combattente antifranchista in Spagna”). In: Adriano Dal Pont, Simonetta Carolini, L'Italia al confino 1926-1943. Le ordinanze di assegnazione al confino emesse dalle Commissioni provinciali dal novembre 1926 al luglio 1943, Milano 1983 (ANPPIA/La Pietra), vol. III, p. 1114