Obbedienza

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L'obbedienza come virtù consiste in una disposizione interiore abituale a conformare le proprie azioni a un ordine impartito dall'autorità considerata legittima; come atto è un comportamento umano di accettazione ed esecuzione di ciò che viene comandato.

Nella Chiesa cattolica[modifica | modifica sorgente]

Nella teologia cattolica l'obbedienza è collegata direttamente alla virtù cardinale della giustizia in quanto offre all'autorità la sottomissione che le è dovuta.

L'obbedienza è anche uno dei tre consigli evangelici, insieme alla povertà e alla castità e con queste costituisce l'oggetto dei voti emessi dai membri degli istituti di vita consacrata (voto di obbedienza per quanto riguarda l'obbedienza).

Strettamente connessa con l'obbedienza nella teologia cattolica è la virtù della docilità (docibilitas), che consiste nel trarre insegnamento dall'ordine ricevuto, senza limitarsi all'obbedienza puramente materiale ed esecutiva, in modo da modellare il proprio criterio secondo l'insegnamento appreso.


Massoneria[modifica | modifica sorgente]

In Massoneria il termine Obbedienza, è sinonimo di Comunione Massonica e serve ad indicare l'Istituzione alla quale una Loggia afferisce.[1]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Domenico V. Ripa Montesano, Vademecum di Loggia, Edizione Gran Loggia Phoenix – Roma Italia 2009 ISBN 978-88-905059-0-4.

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