Ob-La-Di, Ob-La-Da

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Ob-La-Di, Ob-La-Da
Ob-La-Di,Ob-La-Da (Julia).png
ArtistaThe Beatles
Autore/iLennon-McCartney
GenerePop
Ska
Edito daApple Records
Pubblicazione
IncisioneThe Beatles
Data1968
Durata3'11"
NoteMcCartney voce, basso, batteria (?), battiti di mani, "percussione vocale"; Lennon cori, pianoforte, battiti di mani, "percussione vocale"; Harrison cori, chitarra acustica, battiti di mani, "percussione vocale"; Starr batteria (?), bongo, percussioni, battiti di mani, "percussione vocale"; Musicisti non accreditati 3 sassofoni.
The Beatles – tracce
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Ob-La-Di, Ob-La-Da è un brano dei Beatles. È la quarta traccia del White Album.

È una classica filastrocca McCartneyana (per alcuni uno dei primi esempi di reggae "bianco") dal ritmo incalzante, scandito da un pianoforte suonato da Lennon. Nonostante la sua spontaneità e il successo che l'anno seguente il pezzo ottenne nell'interpretazione dei Marmalade[1], Ob-La-Di, Ob-La-Da è stata eletta la peggior canzone dei Beatles di tutti i tempi in un sondaggio online organizzato dalla BBC[2]. Il brano è stato eseguito da Paul McCartney il 5 giugno 2012, durante il concerto finale nell'ambito dei festeggiamenti per il Giubileo di diamante della regina Elisabetta II davanti a Buckingham Palace a Londra, immediatamente prima del discorso del principe Carlo[3].

Il brano[modifica | modifica wikitesto]

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

La composizione di Ob-La-Di, Ob-La-Da risale al primo semestre del 1968. Un primo provino dimostrativo venne realizzato da Paul durante le giornate trascorse dai Beatles nella villa di George Harrison ad Esher.

Il brano fu scritto quando il reggae stava iniziando ad essere popolare in Inghilterra, e il Desmond della canzone si riferisce infatti al musicista reggae Desmond Dekker[4]. L'espressione "Ob la di ob la da, life goes on, bra" era un intercalare tipico del suonatore di conga nigeriano Jimmy Scott, amico di McCartney, che spesso la utilizzava. Al pari di quanto avvenne con Maxwell's Silver Hammer, nell'album Abbey Road, McCartney costrinse i suoi compagni a estenuanti e infinite sovrincisioni, in quanto il brano mancava di ritmo. Lennon, esasperato, scandì l'intro e la melodia col pianoforte.

Secondo Geoff Emerick, John Lennon odiava apertamente la canzone, e la chiamava "Paul's granny shit" ("la canzone di merda della nonna di Paul"), gioco di parole con "granny smith", famosa varietà di mele[5].

Cantando il testo della canzone, specificatamente l'ultima strofa, Paul si sbagliò e cantò: «Desmond stays at home and does his pretty face» ("Desmond rimane a casa e si trucca il bel faccino"), dicendo Desmond invece di Molly e dando inintenzionalmente un connotato ambiguo al personaggio. Successivamente, l'errore venne mantenuto nell'incisione finale perché piaceva agli altri Beatles[6]. Si possono anche sentire George Harrison e John Lennon pronunciare le parole arm (braccio) e leg (gamba) durante un break strumentale nella canzone, precisamente tra i versi «..Desmond lets the children lend a hand» e «Molly stays at home...»

Controversie legali[modifica | modifica wikitesto]

Tempo dopo, Jimmy Scott fece causa a McCartney per avere usato la sua espressione tipica nel testo e come titolo del brano. Secondo McCartney, "Ob-La-Di, Ob-La-Da" era solamente un modo di dire comune del popolo Yoruba, e Scott gliela aveva solo riportata. Significava "Life goes on" ("la vita va avanti"), espressione che compare anche nel testo.

Cover[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ian MacDonald, The Beatles. L'opera completa, Milano, Mondadori, 1994, pp. 284-285, ISBN 978-88-04-42300-3.
  2. ^ (EN) Beatles classic voted worst song, su News.BBC.co.uk, 10 novembre 2004. URL consultato il 20 luglio 2018.
  3. ^ Il concerto del Diamond Jubilee, su IlPost.it, 5 giugno 2012. URL consultato il 20 luglio 2018.
  4. ^ (EN) Jon Pareles, Desmond Dekker, 64, Pioneer of Jamaican Music, Dies, su NYTimes.com, 27 maggio 2006. URL consultato il 20 luglio 2018.
  5. ^ (EN) Geoff Emerick, Here, There and Everywhere: My Life Recording the Music of the Beatles, New York, Gotham Books, 2007, p. 246, ISBN 1-59240-179-1.
  6. ^ (EN) Steve Turner, The Beatles, in A Hard Day's Write: The Stories Behind Every Beatles Song, 9ª ed., HarperResource, 1999, ISBN 0-06-273698-1.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Alan W. Pollack, Notes on "Ob-La-Di, Ob-La-Da", in Notes on ... Series, Rijksuniversiteit Groningen.
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