OJ 287

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
OJ 287
Oggetto BL Lacertae
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneCancro
Ascensione retta08h 54m 48.9s[1]
Declinazione+20° 06′ 31″[1]
Distanza3,5 miliardi a.l.  
Magnitudine apparente (V)15,43 [2]
Redshift0,306000 [1]
Caratteristiche fisiche
TipoOggetto BL Lacertae
Altre designazioni
EGO 0851+202,[1] 3EG J0853+1941,[1] RGB J0854+201,[1] QSO J0854+2006,[2]
Mappa di localizzazione
OJ 287
Cancer IAU.svg
Categoria di oggetti astronomici

Coordinate: Carta celeste 08h 54m 48.9s, +20° 06′ 31″

OJ 287 è un oggetto BL Lacertae situato a 3,5 miliardi di anni luce dalla Terra che ha prodotto picchi di emissioni nel visibile quasi periodici registrati sul nostro pianeta a partire da 120 anni fa. Tali, potentissime, emissioni sono infatti state rintracciate la prima volta su lastre fotografiche risalenti al 1891 e si è poi scoperto che esse erano già presenti su lastre fotografiche ancora più vecchie, risalenti almeno al 1887.[3] La rilevazione nel campo delle lunghezze d'onda radio è avvenuta nel corso della campagna di osservazione chiamata Ohio Sky Survey che si è svolta dal 1965 al 1971.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il buco nero supermassiccio situato al centro di OJ 287 ha una massa stimata in 18 miliardi di masse solari ed è uno dei buchi neri più massicci a noi noti,[4] tanto che all'epoca della sua scoperta divenne il buco nero più massiccio mai identificato, con una massa pari a sei volte quella del precedente detentore del titolo.[5]

Uno schema del sistema binario OJ 287.

La curva di luce di OJ 287 mostra per quest'oggetto una variazione periodica di 11-12 anni, con un doppio picco di luminosità piuttosto stretto;[6] ciò suggerisce quindi che OJ 287 sia un buco nero binario supermassiccio formato da due buchi neri di enormi dimensioni, dove il più piccolo ruota attorno al più grande seguendo un'orbita ellittica.[7] Si ritiene infatti che la variabilità del doppio massimo di emissione sia il risultato del passaggio del buco nero più piccolo attraverso il disco di accrescimento del buco nero più grande, passaggio che avverrebbe ogni 12 anni, e che il massimo di luminosità si raggiunga in particolare quando il minore si trova nel suo perinigrico.[3]

Le masse dei due buchi neri in oggetto, 18 miliardi di masse solari il buco nero maggiore e 100 milioni di masse solari il buco nero minore, è stata calcolata nel 2008 dalla squadra dell'osservatorio finlandese di Tuorla coordinata da Mauri Valtonen.[8][9] La misurazione del periodo dei picchi di emissione ha permesso di calcolare la precessione anomalistica dell'orbita ellittica del buco nero più piccolo, risultata pari a 39° per ogni orbita, e quindi, utilizzando i principi della relatività generale, e in particolare la risoluzione del problema di Keplero nella relatività generale, è stato possibile calcolare la massa del buco nero centrale.[5]

L'accuratezza di queste misurazioni è stata in seguito messa in discussione a causa del limitato numero di orbite del buco nero minore osservate con precisione, ma i valori calcolati potranno comunque essere affinati grazie a misurazioni future. Ad oggi si ritiene che l'orbita del buco nero più piccolo stia decadendo a causa dell'emissione di onde gravitazionali e ci si aspetta che i due buchi neri si fondano tra circa 10.000 anni.[5][10]

Nel 2010 è stato pubblicato uno studio secondo il quale, al fine di poter produrre tutti picchi emissivi a noi noti, la rotazione del buco nero principale deve essere pari al 28% della massima velocità di rotazione possibile per un buco nero di Kerr.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f NED results for object OJ +287, NASA/IPAC Extragalactic Database. URL consultato il 5 aprile 2018.
  2. ^ a b QSO J0854+2006 - SIMBAD basic query result, su Object query : OJ 287. URL consultato il 5 aprile 2018.
  3. ^ a b Camille M. Carlisle, Black Hole Binary En Route to Merger?, Sky & Telescope, 13 gennaio 2015.
  4. ^ M. J. Valtonen et al., A massive binary black-hole system in OJ 287 and a test of general relativity (PDF), in Nature, vol. 452, nº 7189, 2008, pp. 851-853, Bibcode:2008Natur.452..851V, DOI:10.1038/nature06896, PMID 18421348, arXiv:0809.1280.
  5. ^ a b c David Shiga, Biggest black hole in the cosmos discovered, NewScientist.com news service, 10 gennaio 2008. URL consultato il 5 aprile 2018.
  6. ^ Weizhao Shi, Xiang Liu e Huagang Song, A new model for the periodic outbursts of the BL Lac object OJ287, in Astrophysics and Space Science, vol. 310, 1-2, 2007, pp. 59-63, Bibcode:2007Ap&SS.310...59S, DOI:10.1007/s10509-007-9413-z.
  7. ^ M. J. Valtonen, K. Nilsson, A. Sillanpää, L. O. Takalo, H. J. Lehto, W. C. Keel, S. Haque, D. Cornwall e A. Mattingly, The 2005 November Outburst in OJ 287 and the Binary Black Hole Model, in The Astrophysical Journal, vol. 643, 2006, pp. L9, Bibcode:2006ApJ...643L...9V, DOI:10.1086/505039.
  8. ^ Huge black hole tips the scales, BBC, 10 gennaio 2008. URL consultato il 5 aprile 2018.
  9. ^ OJ 287 2005-2008 Project, Osservatorio di Tuorla. URL consultato il 5 aprile 2018.
  10. ^ M. J. Valtonen, H. J. Lehto, A. Sillanpaa, K. Nilsson, S. Mikkola, R. Hudec, M. Basta, H. Terasranta, S. Haque e H. Rampadarath, Predicting the Next Outbursts of OJ 287 in 2006—2010, in The Astrophysical Journal, vol. 646, 2006, pp. 36, Bibcode:2006ApJ...646...36V, DOI:10.1086/504884..
  11. ^ M. J. Valtonen, S. Mikkola, D. Merritt, A. Gopakumar, H. J. Lehto, T. Hyvönen, H. Rampadarath, R. Saunders, M. Basta e R. Hudec, Measuring the Spin of the Primary Black Hole in OJ287, in The Astrophysical Journal, vol. 709, nº 1, febbraio 2010, pp. 725-732, Bibcode:2010ApJ...709..725V, DOI:10.1088/0004-637X/709/2/725, arXiv:0912.1209.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Oggetti del profondo cielo Portale Oggetti del profondo cielo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di oggetti non stellari