Nuu-chah-nulth

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Nuu-chah-nulth
Nuu-chah-nulth children in Friendly Cove.jpg
Tre bambini nuu-chah-nulth a Yuquot, anni 1930
 
Nomi alternativiNuučaan̓uł, Nootka, Nutka, Aht, Nuuchahnulth o Tahkaht
Popolazione8.000 (2006)
Linguainglese, nuu-chah-nulth, francese
Gruppi correlatiKwakwaka'wakw, Makah; altri popoli wakashan
Distribuzione
Columbia Britannica

I Nuu-chah-nulth (/nuːˈtʃɑːnʊlθ/;[1] Nuučaan̓uł: /nuːt͡ʃaːnˀuɬ/),[2] anteriormente designati anche come Nootka, Nutka, Aht, Nuuchahnulth o Tahkaht,[3] sono uno dei Popoli indigeni della Costa del Nord-ovest Pacifico in Canada. Il termine Nuu-chah-nulth è usato per descrivere quindici tribù imparentate la cui patria tradizionale è sulla costa ovest dell'Isola di Vancouver.

Nei periodi prima del contatto e in quelli iniziali dopo il contatto con i popoli bianchi, il numero delle tribù era molto maggiore, ma il vaiolo e altre conseguenze del contatto ebbero come conseguenza la scomparsa di alcuni gruppi e l'assorbimento di altri nei gruppi vicini. I Nuu-chah-nulth sono imparentati con i Kwakwaka'wakw, gli Haisla e i Nitinaht. La lingua nuu-chah-nulth fa parte del gruppo linguistico wakashan. Anche i Makah nella parte nord-ovest dello stato di Washington erano storicamente parlanti wakashan.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Quando James Cook incontrò per la prima volta gli abitanti del villaggio a Yuquot nel 1778, essi gli diedero le indicazioni per "fare il giro" (la parola nuu-chah-nulth nuutkaa significa "girare intorno")[4] con la sua nave fino al porto. Cook lo interpretò come il nome nativo per l'insenatura chiamata Baia di Nootka (Nootka Sound). Il termine fu applicato anche agli abitanti indigeni dell'area.

Nel 1978, le tribù della parte occidentale dell'Isola di Vancouver scelsero il termine Nuu-chah-nulth (nuučaan̓uł, che significa "tutto lungo le montagne"),[4] come ternine collettivo di identificazione. Questo atto era il culmine dell'alleanza forgiata nel 1967 tra queste tribù al fine di oresentare una voce politica unitaria ai livelli del governo e della società europeo-canadese. I Makah della parte nord-occidentale dello stato di Washington, localizzati sulla Penisola Olimpica nella loro riserva, sono strettamente imparentati con i Nuu-chah-nulth.

I Nuu-chah-nulth furono tra i primi popoli del Pacifico a nord della California a incontrare gli Europei, che navigavano nella loro area per commercio. La competizione tra la Spagna e il Regno Unito per il controllo del Nootka Sound condusse a un'aspra contesa internazionale intorno al 1790, chiamata la crisi di Nootka. Essa fu risolta sulla base della convenzione di Nootka degli anni 1790, quando la Spagna acconsentì ad abbandonare le sue pretese esclusive sulla costa pacifica settentrionale. I negoziati per risolvere la contesa furono condotti sotto l'egida e l'ospitalità di Maquinna, un potente capo dei Nuu-chah-nulth Mowachaht.

Alcuni anni dopo, Maquinna e i suoi guerrieri catturarono la nave mercantile americana Boston nel marzo 1803. Lui e i suoi uomini uccisero il capitano e tutti i mmebri dell'equipaggio tranne due, che tennero come schiavi. Dopo aver ottenuto la libertà, uno dei due, John R. Jewitt, scrisse un classico racconto di prigionia sui suoi quasi tre anni con i Nuu-chah-nulth e sulla sua riluttante assimilazione nella loro società. Questo libro del 1815 si intitola Narrative of the Adventures and Sufferings of John R. Jewitt, Only Survivor of the Crew of the Ship Boston, during a Captivity of Nearly Three Years among the Savages of Nootka Sound: With an Account of the Manners, Mode of Living, and Religious Opinions of the Natives ("Narrazione delle avventure e delle sofferenze di John R. Jewitt, unico sopravvissuto dell'equipaggio della nave Boston, durante una prigionia di quasi tre anni tra i selvaggi della Baia di Nootka: con un resoconto delle usanze, modi di vita e opinioni religiose dei nativi").[5]

Nel 1811 la nave mercantile Tonquin fu fatta esplodere nella Baia di Clayoquot. Tla-o-qui-aht e i suoi avevano attaccato la nave per vendicarsi di un insulto del capitano della nave. Il capitano e quasi tutto l'equipaggio furono uccisi e la nave abbandonata. Il giorno successivo i guerrieri risalirono a bordo della nave vuota per recuperarla. Tuttavia, un membro dell'equipaggio nascosto diede fuoco alla santabarbara della nave e l'esplosione risultante uccise molti nativi. Solo un membro dell'equipaggio, un pilota/interprete ingaggiato dalla vicina nazione Quinault, scampò per raccontare l'accaduto.

Dal primo contatto con gli esploratori europie fino al 1830, più del 90% dei Nuu-chah-nulth morirono in cinseguenza di epidemie malattie infettive, particolarmente la malaria e il vaiolo. Gli Europei portarono queste malattie endemiche, ma le Prime Nazioni non avevano alcuna immunità contro di esse. L'alto tasso di mortalità aumentò il turbamento sociale e il tumulto culturale risultante dal contatto con gli Occidentali. All'inizio del XX secolo, la popolazione era stimata a 3.500 unità.[6]

Tribù[modifica | modifica wikitesto]

Maschera di aquila nootka con ali mobili, Museo etnologico, Berlino, Germania

Nel XX secolo i governi riconosciuti delle bande nuu-chah-nulth sono:

  1. Prima Nazione Ahousaht (popolazione oltre 2.000), formata dalla fusione delle bande Ahousaht e Kelsemaht, Manhousaht, Qwatswayiaht e Bear River nel 1951;
  2. Prima Nazione Ehattesaht (popolazione 294)
  3. Prima Nazione Hesquiaht (popolazione 653)
  4. Prima Nazione Kyuquot/Cheklesahht (popolazione 486)
  5. Prime Nazioni Mowachaht/Muchalaht (popolazione 520), anteriormente la banda Nootka;
  6. Prima Nazione Nuchatlaht (popolazione 165)
  7. Prima Nazione Huu-ay-aht (anteriormente Ohiaht) (popolazione 598)
  8. Prima Nazione Hupacasath (anteriormente Opetchesaht) (256)
  9. Prime Nazioni Tla-o-qui-aht (anteriormente Clayoquot) (popolazione 881)
  10. Prima Nazione Toquaht (popolazione 117)
  11. Prima Nazione Tseshaht (popolazione 1002)
  12. Prima Nazione Uchucklesaht (popolazione 181)
  13. Prima Nazione Ucluelet (popolazione 606)

La popolazione totale per le 13 tribù della nazione nuuchahnulth è di 8.147, secondo il Registro indiano del Consiglio tribale nuuchahnulth del febbraio 2006.

La Prima Nazione Ditidaht (popolazione 690), benché politicamente e culturalmente affiliata ai Nuu-chah-nulth, è considerata indipendentemente. In aggiunta, la Prima Nazione Pacheedaht non è politicamente affiliata al Consiglio tribale nuu-chah-nulth.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Una donna nuu-chah-nulth vende cesti nella Baia di Nootka negli anni 1930
Cesto Nuu-chah-nulth largo circa cinque centimetri

I Nuu-chah-nulth erano uno sei pochi popoli indigeni sulla Costa pacifica che cacciassero le balena. La caccia alle balene è essenziale per la cultura e della spiritualità nuu-chah-nulth. Essa si riflette nelle storie, nei canti, nei nomi, nelle discendenze familiari e in numerosi toponimi in tutti i territori nuu-chah-nulth.

Forse il più famoso manufatto nuu-chah-nulth è il Santuario dei balenieri di Yuquot, una struttura rituale simile a una casa usata nei preparativi spirituali per la caccia alle balene. Composto da una serie di pali commemorativi raffiguranti figure di spiriti e le ossa degli antenati balenieri, è conservato nel Museo americano di storia naturale di New York, essendo stato portato là da Americani europei. È stato il soggetto del film The Washing of Tears ("Il lavacro delle lacrime"), diretto da Hugh Brody. Racconta la riscoperta delle ossa e di altri manufatti nel museo e gli sforzi della Prima Nazione Mowachaht, gli originali proprietari del santuario, che hanno chiesto di riottenere questi manufatti sacri.

Cibo[modifica | modifica wikitesto]

Io salmone è sempre stato una parte importante della dieta del popolo nuu-chah-nulth. Essi tradizionalmente mangiano vari animali di terra, uccelli acquatici e pesci. Le donne raccoglievano piante commestibili, noci, frutti come bacche e altre risorse.

In uno sforzo di far rivivere le diete tradizionali, il Consiglio tribale e le sedici tribù nuu-chah-nulth hanno scritto ricette in un libro di cucina di cibi selvatici tradizionali. Il libro di 90 pagine, intitolato Čamus[7] si focalizza sulle ricette tradizionali e gli ingredienti stagionali provenienti dalla costa occidentale dell'Isola di Vancouver e dalla parte settentrionale dello stato di Washington. Esso esplora la cucina delle Prime Nazioni e aggiunge consigli di cucina, osservazioni culturali e aneddoti della storia orale.

In tal modo, Čamus illustra un modo di mangiare tradizionale mentre promuove uno stile di vita sano, allineandosi ai principi del movimento slow food, che è cresciuto in questi anni fino a includere 80.000 membri in oltre 100 paesi. Si tratta di un importante retaggio culturale, che lega profondamente le Prime Nazioni della costa occidentale dell'Isola di Vancouver e della parte settentrionale dello stato di Washington nel trattamento rispettoso dei prodotti tradizionali dei loro territori.

Potlatch[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Potlatch.

I Nuu-chah-nulth e altre culture del Nord-ovest Pacifico sono famose per le loro cerimonie potlatch, in cui chi ospita onora gli invitati con doni generosi. Il termine 'potlatch' è in definitiva una parola di origine nuu-chah-nulth. Lo scopo del potlatch è molteplice: redistribuzione della ricchezza, mantenimento e riconoscimento dello status sociale,[8][9] cementare alleanze, la celebrazione e solennizzazione del matrimonio e la commemorazione di importanti eventio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Guide to Pronunciation of B.C. First Nations (PDF), British Columbia Ministry of Aboriginal Relations and Reconciliation. URL consultato il 5 luglio 2010.
  2. ^ Nuučaan̓uł (Nuu-chah-nulth, Nootka), Languagegeek. URL consultato il 5 luglio 2010.
  3. ^ Some account of the Tahkaht language, as spoken by several tribes on the western coast of Vancouver island , Hatchard and Co., London, 1868
  4. ^ a b Lyle Campbell, American Indian Languages: The Historical Linguistics of Native America, n. 34, Oxford, Oxford University Press, 1997, p. 396.
  5. ^ Middletown, Connecticut, stampato da Loomis and Richards, 1815. Testo digitale completo disponibile in linea [1]
  6. ^ Hugh Chisholm (a cura di), Aht, in Enciclopedia Britannica, 11ª ed., 1911.
  7. ^ Uu-a-thluk, Čamus: West Coast Cooking Nuu-chah-nulth Style, Nuu-chah-nulth Tribal Council Fisheries Department, 2012.
  8. ^ Potlatch, Oxford English Dictionary. URL consultato il 26 aprile 2007.
  9. ^ Potlatch, Dictionary.com. URL consultato il 26 aprile 2007.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ellis, David, W.; & Swan, Luke. (1981). Teachings of the Tides: Uses of Marine Invertebrates by the Manhousat People. Nanaimo, British Columbia: Theytus Books.
  • Hoover, Alan L. (Ed.). (2002). Nuu-Chah-Nulth Voices: Histories, Objects & Journeys. Victoria, B. C.: Royal British Columbia Museum.
  • Kim, Eun-Sook. (2003). Theoretical Issues in Nuu-Chah-Nulth Phonology and Morphology. (Doctoral Dissertation, University Of British Columbia, Department Of Linguistics).
  • McMillian, Alan D. (1999). Since the Time of the Transformers: The Ancient Heritage of Nuu-Chah-Nulth, Ditidaht, and Makah. Vancouver: UBC Press.
  • Sapir, Edward. (1938). Glottalized Continuants in Navaho, Nootka, and Kwakiutl (With a Note on Indo-European). Language, 14, 248–274.
  • Sapir, Edward; & Swadesh, Morris. (1939). Nootka Texts: Tales and Ethnological Narratives with Grammatical Notes and Lexical Materials. Philadelphia: Linguistic Society Of America.
  • Sapir, Edward; & Swadesh, Morris. (1955). Native Accounts of Nootka Ethnography. Publication of the Indiana University Research Center in Anthropology, Folklore, and Linguistics (No. 1); International Journal of American Linguistics (Vol. 21, No. 4, Pt. 2). Bloomington: Indiana University Research Center in Anthropology, Folklore, and Linguistics. (Reprinted 1978 In New York: AMS Press, ISBN 0-404-11892-5).
  • Shank, Scott; & Wilson, Ian. (2000). "Acoustic Evidence for ʕ As a Glottalized Pharyngeal Glide in Nuu-Chah-Nulth." In S. Gessner & S. Oh (Eds.), Proceedings of the 35th International Conference on Salish and Neighboring Languages (pp. 185–197). UBC Working Papers in Linguistics (Vol. 3).

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