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Nuova democrazia (maoismo)

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La nuova democrazia (cinese semplificato: 新民主主义) è un concetto proprio del maoismo che si evidenzia nell'idea di Mao Zedong dell'attività e degli scopi blocco delle quattro classi. La prima (e unica) attuazione della nuova democrazia fu nella Cina post-rivoluzionaria; attualmente, alcuni partiti ed eserciti comunisti, come il Partito Comunista delle Filippine, stanno conducendo una guerra popolare che ha come obiettivo l'instaurazione di un sistema a nuova democrazia.

Mao Zedong elaborò questa teoria indicandola valida specificamente per i paesi asiatici, più in generale in via di sviluppo, dove il capitalismo non si è ancora sviluppato interamente. La nuova democrazia si struttura in due fasi: la rivoluzione di nuova democrazia e la nuova democrazia come sistema.

La teoria maoista[modifica | modifica wikitesto]

La rivoluzione di nuova democrazia[modifica | modifica wikitesto]

La rivoluzione di nuova democrazia può realizzarsi nelle condizioni in cui il blocco delle quattro classi (cioè la classe operaia, i contadini, la piccola borghesia e gli strati progressisti e nazionalisti della borghesia) riescono ad unirsi contro il comune nemico, l'imperialismo o il colonialismo. La rivoluzione di nuova democrazia, infatti, è realizzabile appieno quando forze esterne (come l'imperialismo) portano le quattro classi ad una politica di fronte unito. In assenza di queste forze esterne, l'alleanza sarebbe più complicata, in quanto le rivendicazioni di proletariato, contadini e piccola borghesia sarebbero avversi a quelli della borghesia al potere. La condizione di alleanza può invece tornare a verificarsi quando, anziché od oltre l'imperialismo, le quattro classi si trovano a combattere contro il feudalesimo. È chiaro però come, nei paesi a capitalismo avanzato, la rivoluzione di nuova democrazia sia pressoché impossibile.

Durante la rivoluzione, il Partito Comunista Cinese condusse la rivoluzione di nuova democrazia facendo largo uso del blocco delle quattro classi. Questo è simboleggiato tutt'oggi nella odierna bandiera cinese: le stelle minori sono il proletariato, i contadini, la piccola borghesia e la borghesia progressista, unite sotto la stella maggiore, il PCC.

Il regime di nuova democrazia[modifica | modifica wikitesto]

Una volta che la rivoluzione ha trionfato, viene a insediarsi il regime di nuova democrazia, retto nientemeno che dal blocco delle quattro classi. Questo regime vuole oltrepassare lo stadio della democrazia borghese - che per Marx e Lenin[la rivoluzione sovietica fu proprio il socialismo senza passare dal capitalismo] era necessario prima di passare al socialismo -, poiché, secondo Mao, in regime di nuova democrazia avveniva la lotta ideologica contro la borghesia e, una volta che tale lotta viene vinta dagli operai e dai contadini, lo Stato può dirsi in fase di costruzione del socialismo. Mao spiega la questione in questi termini:

« La dittatura democratica popolare è fondata sulla alleanza della classe operaia, dei contadini e della piccola borghesia urbana, e principalmente sull'alleanza degli operai e dei contadini, perché queste classi rappresentano dall'80 al 90 per cento della popolazione cinese. Il rovesciamento dell'imperialismo e della cricca dominante del Kuomintang è dovuto innanzitutto alla forza di queste due classi, e il passaggio dalla nuova democrazia al socialismo dipende principalmente dalla loro alleanza.[1] »

Una volta che contadini e operai hanno vinto questa lotta, si passa dal regime di nuova democrazia al socialismo vero e proprio in fase di edificazione. Secondo il maoismo, quindi, nelle condizioni in cui tale regime può venire a crearsi, esistono tre fasi per l'adempimento degli obiettivi marxisti: la nuova democrazia, la dittatura del proletariato (socialismo) e, infine, il comunismo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Sulla dittatura democratica popolare"

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