Normativa elettrica

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Con la locuzione normativa elettrica si intende l'insieme di leggi, norme di attuazione e norme di riferimento tecnico che disciplinano il settore dell'impiantistica elettrica.

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Le norme rivestono un ruolo importante nella tecnica, se non fossero state definite, e se non venissero applicate, apparecchi e sistemi non potrebbero funzionare insieme (compatibilità). Sostanzialmente chiunque può stabilire norme; la questione è soltanto se la loro applicazione sia anche diffusa. Determinati sistemi, come ad esempio il sistema operativo per computer Windows di Microsoft è diventato norma "de facto" poiché viene riconosciuto e impiegato su scala mondiale.

Le norme perseguono la razionalizzazione, assicurano la qualità contribuiscono alla sicurezza sul posto di lavoro e nel tempo libero, facilitano, ad esempio, i metodi di controllo (apparecchi e sistemi elettrici ecc.) e semplificano in genere la comprensione. Quelle che un tempo erano norme nazionali, oggi sono ormai norme internazionali uniformate.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Le norme vengono definite in senso giuridico come "regole della tecnica". Raramente hanno il carattere di legge. L'applicazione delle norme non è obbligatoria, ma potrebbe essere concordata dalle parti contrattuali. Le norme indicano, ad esempio, il modo principale per adempiere ai requisiti di sicurezza. Tuttavia chi desidera adempire in un altro modo ai suddetti requisiti, ed anche in grado di dimostrare il suo adempimento in maniera attendibile sostanzialmente, può farlo. In ogni caso chi si attiene alle norme in linea di principio agisce correttamente.

Come si producono le norme[modifica | modifica wikitesto]

ISO english logo.svg

Normalizzazione su scala mondiale[modifica | modifica wikitesto]

verde scuro - full members / verde chiaro - associate members / arancione - affiliates

All'elaborazione di norme aventi validità mondiale contribuiscono prevalentemente ISO e IEC. Entrambi lavorano a stretto contatto con l'organizzazione per il commercio mondiale WTO.

  • ISO: Organizzazione internazionale per la normalizzazione (International Organization for Standardization), è un'associazione mondiale e indipendente, è composto dai membri degli organismi nazionali di normalizzazione ufficiali complessivamente di 162 Paesi del mondo. La sede principale è a Ginevra. L'ISO elabora l'intero spettro delle norme tecniche, ad eccezione del settore dell'elettrotecnica, che rientra nelle competenze dell'IEC. Questa organizzazione è stata fondata il 23 febbraio 1947
  • IEC: Commissione elettrotecnica internazionale (International Electrotechnical Commission) Si tratta di un'associazione analoga all'ISO e molti delle sue norme sono definite in collaborazione con essa. L'IEC è un'organizzazione internazionale per la definizione di norme in materia di elettricità, elettronica e tecnologie correlate. Conta oltre 60 comitati elettrotecnici di altrettante nazioni. La sua sede principale si trova a Ginevra, in Svizzera. È stata fondata nel 1906
in rosso: stati membri del CENELEC in arancione: "affiliate members"

Normalizzazione europea[modifica | modifica wikitesto]

Le attività di normalizzazione a livello europeo si svolgono nell'ambito di tre organizzazioni normative:

  • CEN: Comitato europeo di normazione In veste di organizzazione multisettoriale è un ente normativo che ha lo scopo di armonizzare e produrre norme tecniche (EN) in tutti i campi as eccezione di quello elettrotecnico e delle telecomunicazioni.Il CEN, fondato nel 1961, lavora in accordo alle politiche dell'Unione europea e dell'EFTA (Associazione europea di libero scambio). Il CEN ha sede a Bruxelles in Belgio ed è stato fondato il 30 ottobre 1975.
  • CENELEC: Comitato europeo per la normalizzazione elettrotecnica. Il CENELEC è responsabile della normalizzazione europea nell'area dell'ingegneria elettrica. Beneficia della collaborazione di specialisti provenienti dai principali stati europei. Il comitato ha sede a Bruxelles in Belgio ed è stato fondato nel 1973; prima di allora, due organizzazioni erano responsabili della normalizzazione elettrotecnica: il CENELCOM e il CENEL.
  • ETSI: L'Istituto Europeo per gli Standard nelle Telecomunicazioni (European Telecommunications Standards Institute) L'ETSI emana standard nel campo delle telecomunicazioni in Europa validi su scala globale. Ad ottobre 2005 l'ETSI contava 688 membri (tra produttori, gestori di reti di telecomunicazioni, amministrazioni pubbliche, enti di ricerca ed utilizzatori) distribuiti in 55 paesi sia europei che extra-europei. Istituito nel 1988 dalla Conferenza Europea per le Poste e Telecomunicazioni (CEPT), l'ETSI ha sede a Sophia-Antipolis, in Francia.

Normalizzazione italiana[modifica | modifica wikitesto]

In Italia le norme tecniche che definiscono la modalità di costruzione e installazione dei componenti elettrici sono redatte dal Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI) fondata nel 1909. Il processo di normazione si basa sul principio della partecipazione e della collaborazione di tutte le parti coinvolte. Un progetto di norma nasce per rispondere a specifiche esigenze espresse dal mercato di disporre di riferimenti condivisi a livello nazionale (o internazionale). Il progetto di norma si sviluppa nell'ambito dei Comitati Tecnici di riferimento in cui lavorano oltre 3.000 Esperti, designati dai Soci di Diritto, Promotori ed Effettivi e provenienti da Ministeri, Enti pubblici e privati, Università, laboratori di ricerca, industria, associazioni di categoria. La materia è disciplinata da una serie di leggi e decreti che partono dal 1955 al 2001.

  • Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955 n 547 (si inizia a varare delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro), il presente Decreto è stato abrogato dal DL 09/04/2008 n. 81;
  • Decreto ministeriale 3/04/1957 (sancisce all'Ispettorato del Lavoro il controllo e la verifica degli impianti elettrici), abrogato dall'art.19 del DM 12/09/1959. Il presente decreto ministeriale è stato modificato dal decreto ministeriale 22 febbraio 1965. I verbali di verifica sono stati modificati dal decreto ministeriale 13 luglio 1965 e successivamente dal decreto ministeriale 15 ottobre 1993. Gli art. 2, 3 e 4 sono abrogati dall'art. 9 del decreto del presidente della repubblica 22 ottobre 2001, n. 462;
  • Decreto ministeriale 12/09/1959 (disciplina meglio la parte relativa alle verifiche e ai collaudi degli impianti elettrici e dei dispositivi di protezione dalle scariche atmosferiche, introduce i famosi modelli A, B e C);
  • Legge 1º marzo 1968 n 186 (famosa legge di due articoli in cui si segnala l'obbligo di costruire gli impianti elettrici a "regola d'arte" e che le norme CEI si considerano a regola d'arte, da osservare che è una legge con valenza legale superiore ai decreti);
  • Legge 46 del 5 marzo 1990 Attualmente la legge 46/90 è stata abrogata insieme al Dpr 447 ed è sostituita dal DM 37 del 22 gennaio 2008, come sotto specificato;
  • Decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 2001 n 462 [Testo DPR 462/01 1]

(che autorizza al controllo degli impianti elettrici, dei dispositivi di protezione dalle scariche atmosferiche da enti abilitati oltre che alle ASL o ARPA);

  • Decreto ministeriale n. 37 del 22/01/2008 che abroga e sostituisce la Legge 46/90 lasciando in vigore solo 3 articoli (8, 14, 16);
  • Decreto legislativo n. 81 del 09/04/2008, testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro

Fra questo corpus abbiamo la Legge n. 186 del 1º marzo 1968, che impone la realizzazione degli impianti elettrici ed elettronici, installazioni e macchinari "a regola d'arte", riconoscendo allo stesso tempo alle normative CEI la regola dell'arte. Questa legge, per quanto datata, è di grandissima importanza, poiché fornisce la condizione sufficiente (secondo la Legge italiana) per la Regola dell'Arte nel settore Elettrico ed Elettronico. Condizione sufficiente, corrisponde ad un modo dimostrato, per la Regola dell'Arte, ma non l'unico. Come si dice in matematica, sufficiente, ma non necessaria. Ciò pone delle importanti conseguenze, sulle responsabilità, ad esempio per il progettista (o per il costruttore) nel settore elettrico: se io progetto (o realizzo) secondo la norma CEI, in Italia, sto automaticamente adottando la Regola d'Arte di quel settore (legalmente riconosciuta) e, cosa importante, non ho l'onere della prova (tale onere è coperto appunto dalla norma CEI). Di contro, seguire la Norma CEI non è l'unico metodo per fare Regola dell'Arte (di seguito RdA), sempre nello stesso settore, tant'è che ci possono essere altre norme, ad esempio in altre nazioni, anche sensibilmente diverse (per quanto ci sono i comitati normativi Europei, Internazionali, ecc. che hanno appunto il compito di armonizzare i documenti normativi dei diversi paesi, per settori di interessi condivisi). Il fatto poi che seguire la norma CEI, non sia l'unico modo di fare RdA, stimola l'evoluzione tecnologica, cioè posso allontanarmi dalla Norma, se ad esempio introduco nuove soluzioni, ma l'onere della prova è a carico di chi propone. Tale principio (sancito dai due articoli della Legge 186/68) è condiviso in ambito normativo in tutto il paese con i Comitati Tecnici organizzati in tutti i paesi.

In tempi più recenti questo principio è stato ripreso e sviluppato dalla Legge n. 46 del 5 marzo 1990 Attualmente la legge 46/90 è stata abrogata insieme al Dpr 447 ed è sostituita dal DM 37 del 22 gennaio 2008. I punti salienti della legge sono:

  • la limitazione all'installazione e manutenzione degli impianti a soggetti abilitati, in possesso di requisiti tecnico-professionali riconosciuti;
  • l'obbligo di rilascio della dichiarazione di conformità da parte dell'installatore;
  • l'obbligo di utilizzo di materiali certificati a norma, sia nella loro scelta, sia nella loro messa in opera;
  • la necessità di redigere un progetto per gli impianti che superano alcune dimensioni di metratura o sono relative ad impianti particolari (medici, a maggior rischio in caso di incendio o sono ambienti a rischio di esplosione);
  • la protezione dell'utilizzatore da contatti diretti (il contatto con parti normalmente in tensione) e indiretti (parti metalliche che non dovrebbero essere in tensione, come le carcasse degli elettrodomestici);
  • l'obbligo dell'impianto di messa a terra;
  • l'obbligo di installazione dell'interruttore differenziale;

L'ente in Italia più conosciuto e famoso per certificare la conformità degli apparecchi elettrici e di laboratorio di prova nei settori elettrico, elettronico e gas con la normativa in vigore è l'Istituto Italiano del Marchio di Qualità (IMQ).

Normativa svizzera[modifica | modifica wikitesto]

L'associazione svizzera di normazione (Schweizer Normenvereinigung, SNV) è l'organizzazione di normazione nazionale della Svizzera e gestisce circa 12000 documenti, dei quali solo una minima parte contiene norme svizzere (es. si può trattare di questioni elettroniche, norme sulle cucine, questioni di traffico ecc.) Le norme svizzere si annullano a favore di quelle internazionali. Importanti istituzioni di normazione nel settore elettrotecnico, delle telecomunicazioni e dell'edilizia sono:

Swiss conformity mark SEV.JPG
  • SEV: Associazione svizzera per l'elettotecnica e la tecnica energetica e l'informatica. Nata a Berna nel 1889 da associazione privatistica, oggi organismo pubblico federale con sede a Zurigo

Gerarchia delle leggi in svizzera[modifica | modifica wikitesto]

L'Assemblea federale della Confederazione Svizzera, in applicazione degli articoli 23, 26, 36, 64 e 64 bis della Costituzione federale; visto il messaggio del Consiglio federale del 5 giugno 1899 ha emanato la legge federale concernente gli impianti elettrici a corrente forte e a corrente debole (Legge sugli impianti elettrici, LIE)[legge sugli impianti elettrici 1]. Da queste legge riconducibile alla costituzione federale si basano le ordinanze:

Le norme tecniche SN SEV 1000:2010 (NIBT norme impianti bassa tensione) si basa sulle sopracitate legge e ordinanze. Le NIBT sono edite da electro suisse SEV, la vecchia associazione svizzera degli elettrotecnici (ASE). Incaricato dell'elaborazione delle NIBT è il comitato elettrotecnico svizzero (CES) nella fattispecie il comitato tecnico 64 a sua volta composta da:

  • AES: Associazione aziende elettriche svizzere
  • USIE: Unione svizzera installatori elettricisti
  • SUVA: Istituto nazionale svizzero assicurazione contro gli infortuni
  • IFICF: ispettorato federale impianti a corrente forte
  • VKF: Associazione delle assicurazioni cantonali contro il fuoco
  • Industria (per esempio fabbricanti di interruttori e prese)
  • Assicurazioni di immobili

Sicurezza[modifica | modifica wikitesto]

Per garantire la sicurezza degli impianti le installazioni elettriche devono essere eseguite, modificate, mantenute e controllate secondo le regole tecniche riconosciute[ordinanze svizzere 6]. Le persone e le cose non devono essere messe in pericolo e si deve evitare perturbazioni intollerabili ad altri impianti elettrici.

Prescrizioni da terzi[modifica | modifica wikitesto]

Le norme possono essere completate da prescrizioni speciali emanate dai gestori di rete. Queste prescrizioni non devono influenzare la sicurezza richiesta dalle norme.

esempi tratti dalle NIBT:

2. Scelta dei provvedimenti di protezione di messa al neutro, messa a terra, FI

5. Tensioni di allacciamento e le potenze per gli utilizzatori di energia

6. Definizione degli utilizzatori di energia da bloccare e rispettivi tempi di interruzione

9. Apparecchiature di misura e di commutazione e tariffe.

10. Numero, colore e sezione dei conduttori isolati per il comando degli apparecchi

12. Sezioni minim edelle condutture principali e di abbonato

Altre prescrizioni[modifica | modifica wikitesto]

Altre prescrizioni di terzi non sono ammesse, a meno che non si tratti di richieste che incrementano la sicurezza nei propri impianti e non siano in contrasto con le prescrizioni dei gestori di rete e delle norme.

Deroghe[modifica | modifica wikitesto]

  1. Esecuzioni divergenti per le realizzazioni di determinati impianti e singoli impianti possono essere concesse dall'IFICF se esse comportano un evidente progresso tecnico.
  2. Esecuzioni divergenti possono essere concesse per gli oggetti che sono eseguiti secondo le norme CENELEC

Settori di applicazione[modifica | modifica wikitesto]

La disciplina elettrica si differenzia in diversi settori di applicazione principali:

Impianti in bassissima tensione e segnali[modifica | modifica wikitesto]

Funzionamento e sicurezza di impianti che operano con tensioni molto basse, al di sotto di 50 Volt: impianti citofonici, telefonici, informatici, antifurto e di antenna televisiva. Soprattutto è definito il livello minimo di isolamento tra questi circuiti e le linee elettriche.

Impianti a bassa tensione[modifica | modifica wikitesto]

Sono gli impianti con tensione fino a 1000 Volt in corrente alternata e 1500 Volt in corrente continua, e comprendono la maggior parte degli impianti privati, sia civili che industriali.

Impianti a tensione media e alta[modifica | modifica wikitesto]

Questi impianti, con tensioni superiori ai 1000 Volt in alternata, sono prevalentemente in uso da parte delle società di produzione e distribuzione. Da osservare che a livello legale si parla solo di bassa tensione o di alta tensione, la distinzione fra media ed alta è puramente di uso tecnico, generalmente con media tensione si intende un valore di tensione compreso fra i 1000 Volt e i 30.000 Volt.

Sicurezza delle macchine industriali[modifica | modifica wikitesto]

Definizione delle forme minime di sicurezza su macchinari elettrici al fine di prevenire gli incidenti sul lavoro: interruttori di sicurezza ed emergenza, protezioni contro l'accesso, ecc.

Compatibilità elettromagnetica[modifica | modifica wikitesto]

Limitazione delle emissioni massime di disturbi elettromagnetici da parte di dispositivi elettrici ed elettronici e minima suscettibilità di questi da parte dei disturbi presenti nell'ambiente. La Comunità Europea ha emanato una direttiva in materia, che obbliga i fabbricanti ad applicare le migliori tecniche progettuali e a dimostrarne l'efficacia attraverso prove di tipo (ovvero su diversi esemplari prima della immissione in commercio) e periodiche (in diversi casi applicabili anche a dispositivi in esercizio, durante la loro vita). La conformità a questo aspetto è parte integrante del processo di qualificazione del prodotto, concluso con la marcatura CE. In passato è stata alquanto diffusa la convinzione errata che il simbolo "CE" avesse il significato di "compatibilità elettromagnetica" (che invece viene chiamata EMC), a causa della coincidenza dell'acronimo.

Va infine ricordato che i criteri di compatibilità sono definiti in base alla destinazione d'uso del dispositivo elettrico e possono essere più o meno stringenti: ad esempio, i dispositivi medici devono rispettare criteri di suscettibilità molto più elevati di quelli applicabili ad un comune elettrodomestico.

Protezione da fulminazione[modifica | modifica wikitesto]

Protezione di persone e beni dai fulmini, progettazione degli impianti parafulmine e coordinamento con gli altri impianti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]