Norman Bates

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Norman Bates
Psycho gip.jpg
Saga Psycho
Autore Robert Bloch
1ª app. in Psycho (1959)
Ultima app. in Bates Motel (2013-in produzione)
Interpretato da
Voci italiane
Sesso maschile
Etnia caucasica
Data di nascita 20 aprile 1932
Professione serial killer/gestore di un motel
Abilità sdoppiamento personalità
Parenti
(EN)

« A boy's best friend is his mother. »

(IT)

« Il miglior amico di un ragazzo è la propria madre. »

(Norman Bates)

Norman Bates è un personaggio fittizio creato dallo scrittore Robert Bloch, protagonista della serie di romanzi Psycho. Bates è stato interpretato da Anthony Perkins nel film Psyco di Alfred Hitchcock; l'interpretazione di Perkins ha reso il personaggio un'icona e sembra essere alla base di molti miti che a tutt'oggi circolano sui serial killer. Vince Vaughn ha interpretato Bates nell'omonimo remake diretto da Gus Van Sant nel 1998.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La storia di Norman Bates viene raccontata in maniera dettagliata nel film Psycho IV del 1990, ultimo della saga con Anthony Perkins. Durante l'infanzia subì abusi psicologici (e forse sessuali) da parte della madre. Ella, Norma, lo educò alla misoginia e ad amare soltanto lei. Norman e la madre vivevano assieme in uno stato di dipendenza emotiva a causa della morte del padre del bambino. Alla fine degli anni quaranta, quando Norman divenne adolescente, la madre si fidanzò nuovamente e l'evento scatenò una forte gelosia in suo figlio. Il suo nuovo compagno convinse Norma a utilizzare il denaro del defunto marito per aprire un motel vicino casa, il quale avrebbe dato sicurezza economica e un posto fisso sia a lei che a Norman. L'inizio della nuova attività non fece che lenire la stabilità emotiva del giovane: Norma approfittò della devozione che suo figlio provava per lei rifilandogli ogni responsabilità. Norman giunse al limite della sopportazione quando sorprese sua madre e il suo compagno a letto insieme. Poche ore dopo, egli uccise entrambi somministrando loro succo di frutta mescolato a un'abbondante dose di stricnina. Passò poco tempo prima che in Norman riaffiorasse l'amore per sua madre. Per sopperire alla mancanza, trafugò il suo cadavere, lo imbalsamò e lo conservò segretamente nella sua camera da letto. Bates sviluppò una dissociazione della propria identità, acquisendo la personalità della madre e rimuovendo il ricordo della sua morte per sfuggire al rimorso di averla uccisa.

Bloch rappresentò le sue personalità in una forma stilistica di paronomasia: come Norman bambino, era sottomesso a sua madre; come Norma, si vestiva come sua madre, ne imitava la voce e uccideva chiunque s'intromettesse nel rapporto con suo figlio; come Norman adulto, era un normale gestore di motel. Venne arrestato dopo l'omicidio di Mary Crane (chiamata Marion Crane nel film), giovane donna, e Milton Arbogast, un investigatore privato che la ricercava per furto. Bates venne giudicato mentalmente instabile e venne mandato in un istituto di cura, dove la personalità della madre prese il sopravvento.

« È doloroso che una madre debba pronunciare parole che condannano il proprio figlio, ma non posso permettere che loro mi credano capace di commettere un assassinio. Ora lo rinchiuderanno come avrei dovuto fare io quando era bambino. È sempre stato cattivo e ora aveva intenzione di dire che ero stata io ad uccidere quelle ragazze e quell'uomo, come se io potessi fare un'altra cosa all' infuori di star seduta immobile e guardar fisso come uno di quei suoi uccellacci impagliati. Loro sanno che io non posso alzare neppure un dito… e non mi muoverò! Me ne starò seduta qui tranquilla, nel caso che loro sospettassero di me. Probabilmente ora mi stanno sorvegliando, ma lasciamoli fare. Farò vedere loro che specie di persona sono. Non scaccerò nemmeno quella mosca. Spero che mi stiano osservando, così vedranno. Vedranno e sapranno. E diranno a tutti: "Ma se lei non farebbe male neppure ad una mosca!" »

Da qui in poi i film vanno in una direzione mentre i libri in un'altra. Nel sequel letterario di Bloch, Norman evade dal manicomio travestendosi da suora e si dirige ad Hollywood, dove stanno pensando di fare un film sulla sua vita, per poi venire ucciso. Nel terzo, una nota scrittrice compra casa Bates 10 anni dopo la morte di questi, per trovare l'ispirazione per scrivere una biografia sul killer. Una serie di omicidî la porta a domande anche fuori dal consono: Norman è davvero morto? E se fosse il suo fantasma? O quello di sua madre?

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Nel film di Hitchcock è un ragazzo ventiseienne, in apparenza emotivamente fragile. Ogni qualvolta compie i suoi delitti, Norman indossa abiti di sua madre e si serve di un coltello da macellaio per uccidere le proprie vittime. Quando ritorna in se stesso si risveglia come da un sonno profondo senza alcun ricordo degli omicidî e, convinto che ad uccidere sia stata sua madre, occulta ogni prova per proteggerla. I corpi e le vetture delle vittime vengono gettati in una palude nelle vicinanze del motel.

Bates nei sequel[modifica | modifica wikitesto]

Dopo 22 anni dagli episodi precedenti Norman viene dato sano di mente quindi liberato. Lila Crane e sua figlia Lucy tenteranno di farlo ritornare il pazzo di una volta, per convincere le autorità ad arrestarlo, riuscendo nella loro impresa ma solo a metà: ciò costerà loro la vita e Norman non verrà arrestato, inoltre viene rivelato da sua zia, Emma Spool, che molti della famiglia Spool soffrivano di infermità mentale e lo convince che sia lei la sua vera madre. Spinto dalla rabbia che l'abbia lasciato con una donna crudele come Norma la ucciderà ma la imbalsamerà facendo tornare la sua personalità materna. Ritornato al suo lavoro di sempre si innamorerà di una ex-suora contraccambiato ma la sua malvagia personalità materna lo porterà non solo ad uccidere la povera ragazza ma anche a ritornare in prigione, non prima di "uccidere" definitivamente l'identità materna. Alla fine di questo sequel verrà rivelato, che Emma era sua zia, e non sua madre come disse lei stessa, e uccise il padre di Norman non appena nacque il piccolo poiché lo riteneva suo figlio a causa della rivalità tra lei e Norma per l'amore di John. In manicomio si sposerà con una delle infermiere che lo porta ad una ritrovata stabilità mentale, tuttavia qualche anno dopo egli è inspiegabilmente di nuovo in libertà (forse evaso) e col falso nome di Ed racconterà la sua infanzia ad una stazione radiofonica. Quando scopre che sua moglie è incinta non vuole che un altro "mostro Bates" semini morte nel mondo e cercherà di ucciderla ma si pentirà del suo gesto affermando che: "Se avrà l'amore necessario non diverrà me". Alla fine Norman si libererà del disturbo dissociativo bruciando la sua vecchia casa (rischiando tuttavia di morire a causa delle sue allucinazioni), riuscendo così ad avere una vita normale.

Bates nel libro[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel film Norman Bates è scisso nella personalità di se stesso e in quella di sua madre, mentre nel libro vi è anche quella di Norman bambino.
  • Nel libro Norman è un uomo più apertamente instabile di mezza età, tozzo e bevitore con addosso degli occhiali che, per passare all'identità della madre, si ubriacava fino a svenire, mentre nel film è un ragazzo alto e apparentemente fragile perché Hitchcock voleva che il pubblico cercasse di simpatizzare con Bates rendendolo "un ragazzo della porta accanto".
  • Il libro è molto più violento rispetto al film: Mary Crane viene decapitata nella doccia e Arbogast sgozzato con un rasoio. Nel film vengono entrambi solamente accoltellati.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Bates è al secondo posto tra i 50 migliori cattivi del cinema (dopo Hannibal Lecter e prima di Darth Vader) nella lista scelta dall'American Film Institute nel giugno 2003.

Ispirazione[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Norman Bates è ispirato alla figura di Ed Gein, che nel periodo tra il 1947 e il 1957 uccise sei persone nella zona di La Crosse e Plainfield in Wisconsin, utilizzandone i resti per fare delle suppellettili con cui ornare la propria casa. Bates prese da Ed Gein soprattutto la relazione psicologica fra lui e la madre. La sua figura viene ripresa anche in altri tre film: ne Il silenzio degli innocenti dove è rappresentato nella figura di Jame Gumb (interpretato da Ted Levine), in Deranged - Il folle rappresentato dal Macellaio di Woodside Ezra Cobb (interpretato da Roberts Blossom) e in Non aprite quella porta (1974) dove è impersonato da Leatherface che altri non è che Gunnar Hansen.

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Serie originale[modifica | modifica wikitesto]

Serie televisiva[modifica | modifica wikitesto]

Spin-off[modifica | modifica wikitesto]

Remake[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]