Norina Trombini

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«Quando si dice che è stata lotta di popolo, era poi questo, perché se questi partigiani non avessero avuto questo sostegno dalla popolazione, come facevano? non ce l'avrebbero mai fatta.»

(Norina Trombini[1])

Norina Trombini (Ravenna, 14 agosto 1916Ravenna, 4 giugno 2009) è stata una partigiana italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Entrò a far parte della Resistenza nel ravennate sin dai primi giorni dopo l'armistizio dell'8 settembre 1944 con il nome di battaglia Ortensia, contribuendo alla creazione di una efficiente rete di staffette al servizio dell'attività clandestina partigiana, assieme ad altre numerose donne (tra cui Maria Bartolotti).

"Era capace di fare chilometri e chilometri con la sua bicicletta per un messaggio. Nascondeva gli ordini nella biancheria che portava addosso e quando la frugavano si mostrava spavalda. Lei, nel dopoguerra, quando le si ricordava i pericoli corsi si schermiva. Diceva che non era la sola. Che tanti avevano corso dei rischi come lei."[2]

A partire dall'estate del 1944 svolse la sua attività presso il Distaccamento "Terzo Lori" della 28ª Brigata Garibaldi "Mario Gordini", dislocato presso l'Isola degli Spinaroni, rimanendo ad esso aggregata sino alla Liberazione.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Partigiana animata da vivo amor di patria, subito dopo l'armistizio entrava nella Resistenza distinguendosi ben presto come una delle più valide collaboratrici e fiancheggiatrici delle forze partigiane romagnole.

Oltre ad una feconda attività nel settore della propaganda, dell'equipaggiamento dei partigiani della zona e del mantenimento dei collegamenti fra le formazioni del Ravennate, svolgeva una intensa e preziosa opera informativa, particolarmente rischiosa perché effettuata in territorio occupato dal nemico, riuscendo a trasmettere importantissime notizie agli alleati ormai vicini e contribuendo, così, con il suo coraggioso comportamento, alla liberazione della Patria.[3]»
— Porto Corsini, 3 giugno 1944 - 30 dicembre 1944

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Da una intervista pubblicata in AA.VV., La storia nella memoria, CGIL Ravenna, Ravenna, 1994, pp.62-66.
  2. ^ Dover Roma, All'isola degli Spinaroni l'ultimo viaggio, in "Resistenza Libertà" (Organo dell'ANPI Provinciale di Ravenna, n.3, maggio/giugno 2009.
  3. ^ Decreto del Presidente della Repubblica del 9 aprile 1982.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Arrigo Boldrini, Diario di Bulow, Vangelista, Ravenna, 1985.
  • AA.VV., La storia nella memoria, CGIL Ravenna, Ravenna, 1994.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]