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Noriko's Dinner Table

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Noriko's Dinner Table
Noriko's Dinner Table.JPG
Da sinistra a destra: Noriko, Yuka e Kumiko
Titolo originale紀子の食卓
Noriko no shokutaku
Lingua originalegiapponese
Paese di produzioneGiappone
Anno2005
Durata159 min
Generedrammatico
RegiaSion Sono
SoggettoSion Sono (romanzo Suicide Circle: The Complete Edition)
SceneggiaturaSion Sono
ProduttoreTakeshi Suzuki
Casa di produzioneMother Ark Co. Ltd.
FotografiaSouhei Tanigawa
MontaggioJunichi Ito
MusicheTomoki Hasegawa
Interpreti e personaggi
Premi
  • 2005: Karlovy Vary International Film Festival (Don Quijote Award e premio speciale)
  • 2007: Yokohama Film Festival (premio speciale a Yuriko Yoshitaka)
(EN)

« What is a happy family? »

(IT)

« Cos'è una famiglia felice? »

(Slogan promozionale.)

Noriko's Dinner Table (紀子の食卓 Noriko no Shokutaku?) è un film del 2005, diretto da Sion Sono. È la seconda parte di una trilogia riguardante l'alienazione della società giapponese, iniziata nel 2002 con Suicide Club. È tratto dal romanzo Suicide Circle: The Complete Edition, scritto da Sion Sono nel 2002.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Noriko è una ragazza di 17 anni, che vive a Toyokawa con la sua famiglia, composta dal padre Tetsuzo, dalla madre Taeko e dalla sorella Yuka. Insofferente all'ambiente che la circonda, meno emancipata di alcune coetanee e poco compresa dal padre che le attribuisce scarsa libertà decisionale riguardo al suo futuro, Noriko incomincia a riflettere su dove stia realmente dirigendo la sua vita e si convince che l'unico modo per trovare amici che la capiscano sia sfruttare la collaborazione di insegnanti e preside della sua scuola per ottenere l'accesso illimitato alle aule informatiche dell'edificio. Passa così sempre più tempo al computer, e iscrivendosi a un sito chiamato Haikyo.com (lett. "rovine") conosce una ragazza che si fa chiamare Ueno Station 54.

Noriko approfitta di un blackout in casa e rapidamente decide di fuggire a Tokyo, dove incontra Ueno Station 54, che si chiama Kumiko; ed è una strana ragazza che ha un lavoro altrettanto strano, ovvero quello della famiglia in affitto: Kumiko si finge parte di una famiglia, condividendo gioie e dolori e sostituendosi alle persone morte o scomparse. Kumiko è anche responsabile del Suicide Club, un sito che incita al suicidio giovani ragazzi e ragazze.

Sei mesi più tardi, alla stazione di Shinjuku, cinquantaquattro ragazze si suicidano gettandosi sotto un treno. Noriko, adesso diventata Mitsuko, e Kumiko assistono al suicidio di massa. Parallelamente seguiamo evolversi le vicende di Yuka, che pare conservare un umore apparentemente gioviale anche dopo aver testimoniato, seppure indirettamente, a questo tragico fatto. Così decide di cercare la sorella scomparsa e si reca anch'essa a Tokyo, mentre la madre di Noriko si suicida e il padre inizia a cercare indizi sul Suicide Club per ritrovare le figlie.

Noriko comprende le dinamiche del lavoro a cui Kumiko e altri suoi colleghi sono preposti; si tratta infatti di una vera e propria organizzazione in grado di fornire "famiglia in affitto" a chi, solo o annoiato dalla routine, decida di usufruire del servizio e della compagnia delle due ragazze singole o dell'intero nucleo famigliare. Ciò le diviene chiaro quando, recandosi con Kumiko presso l'abitazione di un cliente, un uomo solo e trasandato che ha scelto di recitare la parte del padre temporaneamente privato della presenza delle figlie ribelli, l'emozione tracima più del dovuto e nonostante gli sforzi di Kumiko nel farla desistere in quanto mera finzione, crede di dovere all'uomo quanto di più simile all' "affetto filiale" ella conosca, invano.

Yuka ritrova Noriko e si aggrega al gruppo di Kumiko, diventando Yoko. Tetsuzo ingaggia un uomo che deve far finta di volere le ragazze come sua famiglia, e si nasconde dentro un armadio. Una volta riunite tutte le ragazze, l'uomo esce dall'armadio, impugnando un coltello, ma viene pestato da un gruppo di teppisti. Tetsuzo li uccide tutti e si ricongiunge con le figlie, iniziando a mangiare insieme a Kumiko, quindi tutti vanno a letto serenamente, fingendo di essere una nuova famiglia.

Yuka però si sveglia ed esce all'alba, decidendo di diventare una nuova persona.

Estetica e stile[modifica | modifica wikitesto]

Il film è diviso in cinque capitoli, intitolati Noriko, Yuka, Kumiko, Tetsuzo e Il coltello in tasca, ognuno dei quali racconta, tramite la voce fuori campo, le sensazioni e le storie dei vari personaggi. Il tutto è visualizzato tramite un flusso continuo di flashback, rimandi, visioni, in cui si sovrappongono tempi e luoghi.[1]

Più che un sequel del film precedente, Noriko's Dinner Table è una riflessione sulla famiglia, sull'alienazione della società giapponese e sulla solitudine.[2]

Collegamenti ad altre pellicole[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel film sono presenti parti della sequenza iniziale di Suicide Club.
  • Il continuo flusso di flashback, visioni e sogni rimanda alla struttura di Audition, film diretto da Takashi Miike nel 1999.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Noriko's Dinner Table, su asiaexpress.it. URL consultato il 2 febbraio 2009.
  2. ^ Sono Sion. Il surrealismo asiatico e le derive dello spirito al cinema, su occhisulcinema.it. URL consultato il 2 febbraio 2009.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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