Nonna Abelarda

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nonna Abelarda
Lingua orig.Italiano
AutoreGiovan Battista Carpi
Disegni
  • Nicola Del Principe
  • Luciano Capitanio
  • Alberico Motta
  • Tiberio Colantuoni
EditoreBianconi
SessoFemmina

Nonna Abelarda è un personaggio dei fumetti ideato da Giovan Battista Carpi nel 1955 protagonista di varie serie a fumetti pubblicate sia in Italia dalle edizioni Bianconi per oltre quarant'anni, che in Francia[1]. Protagonista di numerose storie umoristiche per bambini caratterizzate da un divertente uso di assurdità e paradossi - una sorta di Braccio di Ferro al femminile - il personaggio riscuote grande popolarità intorno agli anni sessanta tanto che il suo nome viene ancora oggi usato per indicare la classica "vecchietta tutto pepe" .[senza fonte]

Genesi del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio venne creato da Carpi nel 1955 per il mensile per ragazzi Volpetto ideato da Giulio Chierchini nel 1952 al quale si voleva dare maggiore spessore affiancando una nuova spalla. Pubblicato sul settimanale Lo Scolaro per poi passare fin dal primo numero sul mensile Trottolino sempre pubblicato dall’editore Renato Bianconi. L'idea di Carpi era quella di affiancare al piccolo animale antropomorfo una umana pluri-centenaria ma tutt'altro che inerme per movimentargli la vita[1]. Il personaggio poi dal 1957 si trasferisce sul nuovo periodico Soldino dove diviene la tutrice del protagonista[2].

Tra gli autori che dopo Carpi proseguono la saga di Abelarda, Alberico Motta crea la coppia di criminali in calzamaglia Malvagik e Crudelia, mentre sono di Tiberio Colantuoni i gangster sempliciotti Nic e Noc e il gorilla Bongo, che si esprime attraverso dei cartelli. Il più assiduo prosecutore di Abelarda è Nicola del Principe che realizza centinaia di storie in cui introduce anche i tre fuorilegge della Banda Neroni e sviluppa il gatto Attila[senza fonte].

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Abelarda - le avventure di una nonna terribile
fumetto
Lingua orig.lingua italiana
PaeseItalia
AutoreGiovan Battista Carpi
EditoreEdizioni Bianconi
1ª edizione1971 – 1974
Albi46 (completa)
Generecommedia
Fantastica Abelarda
fumetto
Lingua orig.lingua italiana
PaeseItalia
AutoreGiovan Battista Carpi
EditoreEdizioni Bianconi
1ª edizione1990 – 1991
Albi4 (completa)
Generecommedia
Le avventure di Abelarda Serie Oro
fumetto
Lingua orig.lingua italiana
PaeseItalia
AutoreGiovan Battista Carpi
EditoreEdizioni Bianconi
1ª edizione1991 – 1991
Albi2 (completa)
Generecommedia

Il personaggio esordisce nel 1955 con la storia intitolata "La banda «la Bott»" facendo d'ora in poi coppia fissa con Volpetto. Nel 1957 il personaggio viene inserita anche in una nuova saga ambientata nel reame di Bancarotta pubblicata sul nuovo mensile Soldino concepita da Carpi. Nel frattempo l'editore Bianconi riprende anche la saga del personaggio come spalla di Volpetto affidandola soprattutto a Tiberio Colantuoni. Da questo momento il personaggio vive due esistenze parallele alle quali nel 1984 se ne affianca un terzo per un breve ciclo nel quale viene accoppiata a un altro nipotino di nome Pipo[1] il quale è in realtà lo stesso Soldino in quanto la testata dedicata al personaggio di Pipo, edita per sei numeri fino al 1985, riproponeva vecchie storie del personaggio insieme a Nonna Abelarda nelle cui tavole solo il protagonista Soldino, qui ribattezzato Pipo, venne ridisegnato per dargli l'aspetto di un bambino moderno al posto del piccolo principe dai toni fiabeschi.[3]

Fra le varie testate dedicate al personaggio la Bianconi pubblica Abelarda - le avventure di una nonna terribile (46 numeri dal 1971 al 1974) che ripropone le storie già presentate sul mensile Volpetto[1][4][5], Fantastica Abelarda (4 numeri dal 1990 al 1991) che ripropone storie di Giovan Battista Carpi già pubblicate sulla testata Soldino[1][5][6] e Le avventure di Abelarda Serie Oro (2 numeri del 1991) che ristampa storie di Giovan Battista Carpi[1][5][7].

Il personaggio venne pubblicato anche in Francia col nome Tartine Mariol[2] dove esordì nel 1956 per conto della Société Française de Presse Illustrée (S.F.P.I.) riscuotendo un notevole successo. Il suo direttore Jean Chapelle la fece ribattezzare Tartine Mariol, riferendosi alla popolare attrice Martine Carol, una bionda sensuale che non ha nessun punto in comune con Abelarda. Forte di questo aggancio Tartine diventa subito una presenza importante ed esce in contemporanea su più testate come a esempio il settimanale “Tartinet” dove viene pubblicata per cinque anni.[senza fonte]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Fortissima, quasi invincibile, Abelarda è l'amorevole nonna di Soldino, giovanissimo sovrano di Bancarotta, un piccolo stato in perenne deficit finanziario (anche per colpa dell'incompetente ministro Scartoffia). Nonostante i problemi, i pericoli insormontabili e i nemici più pericolosi (Nerone e la sua banda), l'eroina di Carpi riesce con arguzia e ceffoni a rimettere ogni volta le cose al proprio posto, senza dimenticare il suo ruolo di educatrice e cuoca (proverbiali le sue torte). Fra i tanti antagonisti, Malvagik, un ladro in calzamaglia ispirato a Diabolik[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Nonna Abelarda, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 02 febbraio 2017.
  2. ^ a b c Nonna Abelarda - La dinamica nonnina dei fumetti creata da Giovan Battista Carpi, su www.slumberland.it. URL consultato il 02 febbraio 2017.
  3. ^ Pipo, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 18 maggio 2017.
  4. ^ le avventure di una nonna terribile, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 02 febbraio 2017.
  5. ^ a b c FFF - Testate, ABELARDA, su www.lfb.it. URL consultato il 02 febbraio 2017.
  6. ^ Fantastica Abelarda, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 02 febbraio 2017.
  7. ^ Le Avventure di Abelarda, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 02 febbraio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Fumetti Portale Fumetti: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di fumetti