Non menzione della condanna nel casellario giudiziale

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La non menzione della condanna nel casellario giudiziale è un istituto giuridico del diritto penale italiano che ha lo scopo di evitare che la pena possa essere resa nota a privati che fanno richiesta del casellario giudiziale, non per ragioni di uso elettorale.

Disciplina[modifica | modifica wikitesto]

La sua disciplina è regolata dall'art. 175 del Codice penale italiano, il quale stabilisce i requisiti per la concessione del beneficio:

  1. si tratti della prima condanna;
  2. la pena inflitta sia detentiva non superiore ai 2 anni, oppure pecuniaria non superiore a 516 euro, oppure congiuntamente detentiva non superiore a due anni e pecuniaria che - convertita e cumulata secondo l'art. 135 c.p. - priverebbe complessivamente il condannato della libertà personale per un tempo non superiore a trenta mesi

Presupposti per l'applicazione[modifica | modifica wikitesto]

La sua applicazione è soggetta alla valutazione discrezionale del giudice, secondo quanto indicato dall'art. 133 c.p. Il giudice non deve decidere sulla concessione del beneficio in caso di sentenza di condanna che ope legis non è soggetta a iscrizione nel casellario giudiziale.

Il beneficio della non menzione della condanna è revocato di diritto in caso in cui il condannato commetta un altro delitto (non una contravvenzione). Non è fissato un termine massimo entro il quale debba operare tale revoca.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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