Non aprite quella porta - Parte 2

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Non aprite quella porta - Parte 2
Non aprite quella porta - Parte II.jpg
Logo originale del film
Titolo originaleThe Texas Chainsaw Massacre 2
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1986
Durata96 min
Genereorrore, commedia, thriller
RegiaTobe Hooper
SoggettoTobe Hooper, L. M. Kit Carson
SceneggiaturaL. M. Kit Carson
ProduttoreYoram Globus, Menahem Golan
Casa di produzioneCannon Films
FotografiaRichard Kooris
MontaggioAlain Jakubowicz
Effetti specialiRay Beetz, Gerald McClanahan, Joe Quinlivan, Ken Sher, Todd Smiley
MusicheTobe Hooper, Jerry Lambert
CostumiCarin Hooper
TruccoCandi Duke, Tom Savini
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Non aprite quella porta - Parte 2 (The Texas Chainsaw Massacre 2) è il sequel non diretto del film Non aprite quella porta del 1974. Prodotto nel 1986, il film è stato nuovamente diretto da Tobe Hooper.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Dallas. Tredici anni dopo la fine del primo film, l'ex tenente dei Texas Ranger Lefty Enright, nonché lo zio di Sally (la protagonista del primo film) e Franklin cerca in tutti i modi vendetta per la morte dei nipoti. Ad aiutarlo ci sarà Stretch, un'affascinante deejay locale che ha registrato durante la sua trasmissione un massacro compiuto dalla famiglia Sawyer. Stretch manderà di nuovo in onda il nastro, costringendo i cannibali ad uscire allo scoperto. I Sawyer riusciranno a rapire la deejay ma ci sarà ben poco da fare, a salvarla ci sarà Lefty, che metterà fine alla famiglia Sawyer con epici duelli di motoseghe.

Titoli alternativi[modifica | modifica wikitesto]

  • The Texas Chainsaw Massacre Part 2
  • Texas Chainsaw Massacre 2: The Buzz is Back

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente, Tobe Hooper si sarebbe dovuto limitare a produrre il film ma non fu in grado di trovare un regista adatto a causa delle ristrettezze del budget.[1] Secondo quanto dichiarato nel documentario Electric Boogaloo: The Wild, Untold Story of Cannon Films, la società di produzione Cannon Films si aspettava un film horror mentre invece Tobe Hooper voleva girare una black comedy. Quando la Cannon vide il risultato, non fu soddisfatta del prodotto finale.[2] Il film costò circa 4.700.000 dollari. Tobe Hooper e Kim Henkel inizialmente volevano ricreare un'intera città di cannibali per questo sequel. Jim Siedow è l'unico attore che era presente anche nell'originale. A Gunnar Hansen venne proposto di tornare a indossare i panni di Leatherface, ma trovò l'offerta economica troppo bassa.[3] A causa del rifiuto di Hansen, la parte fu assegnata a Bill Johnson. Tobe Hooper appare nei panni di un uomo che si diverte ad una festa. Alla fine dei titoli di coda appare il logo di Non aprite quella porta e si sente il suono della motosega.

Bill Moseley aveva girato un cortometraggio parodia del primo film intitolato The Texas Chainsaw Manicure[4] dove egli interpreta un piccolo ruolo nei panni dell'autostoppista. Uno sceneggiatore suo amico vide il corto e lo mostrò a Tobe Hooper.[5] A Hooper piacque moltissimo e si annotò il nome di Moseley per un ruolo in un eventuale sequel, se mai avesse deciso di girarlo.[5] Quando venne il momento di fare il cast per Non aprite quella porta - Parte 2, Moseley fu contattato per la parte di Chop Top, il fratello gemello dell'autostoppista del film originale.[5]

Il film è stato classificato come commedia horror o commedia nera. C'è un omaggio a Il dottor Stranamore di Kubrick, infatti vediamo nella sala dove c'è la tavola uno scheletro di un uomo che cavalca una bomba atomica con un cappello da cow-boy in mano. La foto di gruppo che appare su alcune locandine del film, ricalca quella del film Breakfast Club.

Scene tagliate[modifica | modifica wikitesto]

Molte scene furono tagliate al montaggio dal regista Tobe Hooper per una questione di ritmo narrativo, come indicato nel documentario Texas Chainsaw Massacre: The Shocking Truth del 2000.[6] Una lunga scena mostrava i membri della famiglia Sawyer che di notte uscivano a caccia di "carne fresca" per il loro chili e finivano con il massacrare varie persone. La scena eliminata includeva alcuni elaborati effetti speciali splatter opera di Tom Savini. Altra scena tagliata vedeva la partecipazione del critico cinematografico Joe Bob Briggs.[7] Tutte le scene tagliate sono state inserite nei contenuti extra della "Gruesome Edition" del film in DVD nel 2007.

Distribuzione e censura[modifica | modifica wikitesto]

Non aprite quella porta - Parte 2 fu distribuito negli Stati Uniti nell'agosto 1986 dalla Cannon Films. La pellicola incassò 8725872 $ al botteghino.[8]

Dopo essere stato sottoposto alla MPAA negli Stati Uniti, il film ricevette una classificazione "X", costringendo il regista a farlo uscire senza visto censura. Tuttavia, negli spot tv, sui manifesti e sulle locandine apparve la dicitura: "A causa dei temi trattati in questo film, la visione è vietata ai minori di anni 17".

Il film è stato vietato ai minori di 18 anni in Australia, Germania, Italia, e in molti altri paesi tra i quali la Norvegia, la Svezia e Singapore.

In Australia il film è stato messo al bando per 20 anni. Nel 1987, una versione senza tagli fu distribuita in formato VHS dalla Warner Home Video in Nuova Zelanda, ma poteva essere trovata (illegalmente, come fieramente scritto sulla custodia della videocassetta)[9] anche in alcune videoteche australiane. La videocassetta neozelandese è diventata negli anni un oggetto raro per collezionisti. Nel 2000, una versione pirata in VHS venne pubblicata in Australia all'insaputa dell'OFLC. Il film venne finalmente messo in vendita legalmente in Australia solo il 30 novembre 2006.[9] La "Uncut Gruesome Edition" in DVD è stata distribuita il 24 gennaio dell'anno successivo.[10]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il prodotto finale è stato stroncato dalla critica, avendo abbandonato tutti gli stili dell'originale per scene con più umorismo e un maggiore utilizzo di trucco che ha reso il film meno realistico. Tuttavia con gli anni, i fan hanno rivalutato il film giustificando la sua maggiore comicità rispetto all'horror. Il noto critico Roger Ebert assegnò al film 1 stelletta su 4, stroncando la pellicola come "senza tensione, senza ritmo, banale in ogni anticipazione dell'orrore e senza nessun approfondimento dei personaggi"; egli scrisse: "Dennis Hopper è l'esempio lampante, interpreta un uomo che passa la prima parte del film sembrando distratto e vago, e la seconda parte a urlare nel corso di duelli con la motosega". Egli concluse dichiarando che nonostante il film fosse molto più splatter dell'originale, mostrando sangue e smembramenti vari, non suscita il terrore del primo film, non volendo farsi prendere sul serio".[11] Anche la recensione di TV Guide fu similarmente negativa, asserendo come con questo sequel "sembra che Hooper stesso non abbia altro che disprezzo per l'originale e abbia fatto di tutto per demolirlo".[12]

La recensione a posteriori di AllMovie è invece favorevole: "Molto odiato al momento della sua uscita, The Texas Chainsaw Massacre 2 di Tobe Hooper è invecchiato molto bene, funzionando ora come una satira stranamente efficace se non troppo sottile di diverse sfaccettature degli eccessi degli anni '80".[13]

Non aprite quella porta - Parte 2 ha un indice di gradimento del 48% da parte della critica sull'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes, basato su 31 recensioni da parte di critici professionisti con un giudizio complessivo di 4.87 su 10. Il giudizio del sito recita: "Senza l'atmosfera tesa dell'originale, la posta in gioco sembra più bassa, ma The Texas Chainsaw Massacre 2 colpisce ancora con una miscela di umorismo esagerato e sangue".[14] Su Metacritic il film ha un punteggio di 42 su 100 basato su 13 recensioni da parte di critici cinematografici. Attualmente viene considerato un film cult dagli appassionati di film horror.[15]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

  1. The Lords of the New Church: Good to Be Bad – 4:42
  2. The Cramps: Goo Goo Muck – 3:02
  3. Concrete Blonde: Haunted Head – 2:48
  4. Timbuk3: Life Is Hard – 4:06
  5. Torch Song: White Night – 3:42
  6. Stewart Copeland: Strange Things Happen – 2:58
  7. Concrete Blonde: Over Your Shoulder – 3:20
  8. Timbuk3: Shame on You – 4:48
  9. The Lords of the New Church: Mind Warp – 3:42
  10. Oingo Boingo: No One Lives Forever – 4:08

Crazy Crazy Mama di Roky Erickson fu utilizzata nel film ma non venne inclusa nell'album della colonna sonora.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ken Phipps, Tobe Hooper, in The A.V. Club, The Onion, 11 ottobre 2000. URL consultato il 19 luglio 2015.
  2. ^ Clay Coppedge, Tranquil setting belies past: PRAIRIE DELL, in Texas Escapes, Blueprints for Travel, 24 settembre 2004. URL consultato il 3 luglio 2018.
  3. ^ Stefan Jaworzyn, The Texas Chain Saw Massacre Companion, Titan Books, 2012, pp. 130–131, ISBN 978-1-78116-497-6.
  4. ^ Gina McIntyre, 'Texas Chainsaw 3D': Bill Moseley reflects on a monster career, su Los Angeles Times, 4 gennaio 2013. URL consultato il 17 ottobre 2017.
  5. ^ a b c Stefan Jaworzyn, The Texas Chain Saw Massacre Companion, Titan Books, 2012, pp. 131–132, ISBN 978-1-78116-497-6.
  6. ^ Texas Chainsaw Massacre: The Shocking Truth (2000), IMDb. URL consultato il 19 luglio 2014.
  7. ^ Stefan Jaworzyn, The Texas Chain Saw Massacre Companion, Titan Books, 2012, pp. 249–250, ISBN 978-1-78116-497-6.
  8. ^ The Texas Chain Saw Massacre II, in Box Office Mojo, IMDb. URL consultato il 29 marzo 2011.
  9. ^ a b Film Censorship: The Texas Chainsaw Massacre (1974) & (1986), in Refused Classification, 30 novembre 2006. URL consultato il 21 agosto 2012.
  10. ^ Texas Chainsaw Massacre 2, The - The Gruesome Edition, EzyDVD, 23 gennaio 2007. URL consultato il 21 agosto 2012 (archiviato dall'url originale il 17 luglio 2011).
  11. ^ Roger Ebert, The Texas Chainsaw Massacre 2, su RogerEbert.com, Ebert Digital LLC, 25 agosto 1986. URL consultato il 4 ottobre 2017.
  12. ^ The Texas Chainsaw Massacre 2 Review, in TV Guide. URL consultato il 5 maggio 2019.
  13. ^ Keith Phipps, The Texas Chainsaw Massacre 2, in AllMovie, RhythmOne. URL consultato il 26 luglio 2012.
  14. ^ The Texas Chainsaw Massacre 2 (1986), in Rotten Tomatoes, Fandango Media. URL consultato il 3 luglio 2018.
  15. ^ Austin Trunick, The Texas Chainsaw Massacre 2: Collector’s Edition, in Under the Radar, 5 maggio 2016. URL consultato il 13 maggio 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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