Noi combatteremo sulle spiagge

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Winston Churchill

Noi combatteremo sulle spiagge (in inglese We Shall Fight on the Beaches) è il nome comunemente dato al famoso discorso pronunciato da Winston Churchill alla Camera dei Comuni il 4 giugno 1940, subito dopo la sconfitta anglo-francese nella battaglia di Dunkerque e la rocambolesca evacuazione via mare di oltre 300.000 soldati alleati durante l'Operazione Dynamo. Churchill descrisse il disastro militare, comunicando il possibile tentativo di invasione da parte dei nazisti, ma senza mettere in dubbio l'eventuale vittoria, in coerenza con il precedente discorso del 13 maggio, in cui aveva dichiarato l'obiettivo della "vittoria, per quanto lunga e difficile possa essere la strada".

Antefatto[modifica | modifica wikitesto]

Winston Churchill aveva assunto la carica di Primo Ministro il 10 maggio 1940, otto mesi dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale in Europa. Lo aveva fatto come capo di un governo di coalizione pluripartitico, che aveva sostituito il precedente governo guidato da Neville Chamberlain. [1] Churchill aveva parlato alla Camera dei Comuni come Primo Ministro per la prima volta il 13 maggio, per annunciare la formazione della nuova amministrazione ma in quel discorso non aveva detto nulla sulla situazione militare in Francia e nei Paesi Bassi. Il 20 maggio, le divisioni corazzate della Wehrmacht avevano raggiunto la costa della Manica, dividendo l’esercito britannico e la prima armata francese dalle principali forze francesi. [2] Dopo la capitolazione del Belgio, avvenuta il 28 maggio, il grosso dell’esercito britannico e un considerevole numero di truppe francesi, che erano stati costretta in una piccola sacca attorno al porto di Dunkerque, furono evacuati nell'operazione Dynamo, ma lasciando sul campo praticamente tutte le loro attrezzature pesanti (trasporto, carri armati, artiglieria e munizioni). [3] Pertanto, in questo discorso, parlando del futuro e della condotta della guerra, Churchill dovette descrivere il grande disastro militare, senza sorvolare la possibilità di un tentativo di invasione tedesca ma senza mettere in dubbio l'eventuale vittoria. Churchill disse:

«Gli eventi militari che sono accaduti nelle ultime due settimane non mi sono pervenuti con alcun senso di sorpresa. In effetti, ho indicato quindici giorni fa, con la massima chiarezza possibile, che le peggiori possibilità erano aperte, e ho chiarito perfettamente che qualsiasi cosa fosse accaduta in Francia non avrebbe cambiato la decisione della Gran Bretagna e dell'Impero britannico di combattere, se necessario per anni, se necessario da solo.»

Infine, ha dovuto ribadire una politica e un obiettivo invariato - nonostante gli eventi intermedi - dal suo discorso del 13 maggio, in cui aveva detto:

«Abbiamo davanti a noi una prova del genere più doloroso. Abbiamo davanti a noi molti, molti lunghi mesi di lotta e di sofferenza. Chiedi, qual è la nostra politica? Dirò: è la guerra, il mare, la terra e l'aria, con tutta la nostra forza e con tutta la forza che Dio può darci; fare la guerra contro una mostruosa tirannia mai superata nell'oscuro, deplorevole catalogo del crimine umano. Questa è la nostra politica. Chiedi, qual è il nostro obiettivo? Posso rispondere in una sola parola: è la vittoria, la vittoria a tutti i costi, la vittoria nonostante tutto il terrore, la vittoria, per quanto lunga e difficile possa essere la strada.»

Esortazione finale[modifica | modifica wikitesto]

L’esortazione finale è forse la parte più conosciuta del discorso, ed è ampiamente considerata uno dei momenti più intensi dell’oratoria e della carriera di Churchill:

«Sir, I have, myself, full confidence that if all do their duty, if nothing is neglected, and if the best arrangements are made, as they are being made, we shall prove ourselves once more able to defend our island home, to ride out the storm of war, and to outlive the menace of tyranny, if necessary for years, if necessary alone. At any rate, that is what we are going to try to do. That is the resolve of His Majesty's Government – every man of them. That is the will of Parliament and the nation. The British Empire and the French Republic, linked together in their cause and in their need, will defend to the death their native soil, aiding each other like good comrades to the utmost of their strength.

Even though large tracts of Europe and many old and famous States have fallen or may fall into the grip of the Gestapo and all the odious apparatus of Nazi rule, we shall not flag or fail. We shall go on to the end. We shall fight in France, we shall fight on the seas and oceans, we shall fight with growing confidence and growing strength in the air, we shall defend our island, whatever the cost may be. We shall fight on the beaches, we shall fight on the landing grounds, we shall fight in the fields and in the streets, we shall fight in the hills; we shall never surrender, and if, which I do not for a moment believe, this island or a large part of it were subjugated and starving, then our Empire beyond the seas, armed and guarded by the British Fleet, would carry on the struggle, until, in God's good time, the New World, with all its power and might, steps forth to the rescue and the liberation of the old.»

«Ho, io stesso, piena fiducia che se tutti faranno il loro dovere, se nulla verrà trascurato, e se saranno prese le decisioni migliori - come sono prese - ci dimostreremo ancora una volta in grado di difendere la nostra isola, di cavalcare tempesta della guerra e di sopravvivere alla minaccia della tirannia, se necessario per anni, se necessario da soli. Ad ogni modo, questo è ciò che tenteremo di fare. Questa è la decisione del governo di Sua Maestà, all’unanimità. Questa è la volontà del Parlamento e della nazione. L'impero britannico e la Repubblica francese, uniti nella causa e nei bisogni, difenderanno fino alla morte il loro territorio natio, aiutandosi a vicenda come buoni compagni con il massimo delle forze.

Anche se ampie parti dell'Europa e molti Stati antichi e famosi sono caduti o potrebbero cadere nella morsa della Gestapo e di tutto l'odioso apparato del dominio nazista, noi non desisteremo né abbandoneremo. Andremo avanti fino alla fine. Combatteremo in Francia, combatteremo sui mari e gli oceani, combatteremo con fiducia crescente e con forza crescente nell'aria, difenderemo la nostra isola a qualunque costo. Combatteremo sulle spiagge, combatteremo nei luoghi di sbarco, combatteremo nei campi e nelle strade, combatteremo sulle colline, non ci arrenderemo mai; e se, cosa che non credo neanche per un momento, quest'isola o gran parte di essa fosse soggiogata e affamata, allora il nostro impero d'oltremare, armato e guidato dalla flotta britannica, continuerà la lotta fino a quando, se Dio vorrà, il Nuovo Mondo, con tutta la sua forza e potenza, si muoverà al salvataggio e alla liberazione del vecchio.[4]»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Winston Churchill Becomes Prime Minister
  2. ^ The British Army 1939–45 (1): North-West Europe, pp. 6-7, Bloomsbury, 2013
  3. ^ David T. Zabecki, World War II in Europe: An Encyclopedia, p. 1493, Routledge, 2015
  4. ^ Robert Lacey, When Winston Churchill wanted to rally the nation, Goodreads

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

John Lukacs, Five Days in London: May 1940, Yale University, New Haven, 2001

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