Nishida Kitarō

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Nishida Kitarō
Tomba di Nishida a Kamakura

Kitarō Nishida (西田幾多郎 Nishida Kitarō; Unoke, 19 maggio 1870Unoke, 7 giugno 1945) è stato un filosofo giapponese, considerato il fondatore della Scuola di Kyōto e il filosofo giapponese più importante del XX secolo, ha contribuito ad introdurre le dottrine del Buddhismo Mahāyāna nel pensiero filosofico[1].

La vita[modifica | modifica sorgente]

Dopo gli studi liceali compiuti presso il Ginnasio della prefettura (府立体育会館, furitsu taiikukaikan) di Kanazawa dove conobbe Daisetsu Teitarō Suzuki (鈴木大拙貞太郎, 1860-1966) si trasferì a Tokyo per frequentare l'università.

Di salute cagionevole, fin da giovane mostrò tuttavia le sue profonde doti intellettuali. Si laureò nel 1894 in filosofia con una tesi su David Hume, all'Università imperiale di Tokyo.

L'anno successivo, nel maggio del 1895, sposò la cugina (materna) Tokuda Kotomi (1875-1925)[2].

Dopo aver insegnato nelle scuole medie divenne professore di psicologia e logica alla Fourth High School di Kanazawa, durante questo periodo compose la sua prima opera filosofica, Zen no kenkyū (善の研究, Studio sul bene), che fu pubblicata successivamente, nel 1911, ottenendo un notevole successo.

Si trasferì quindi a Tokyo dove insegnò al Gakushūin (学習院), e, successivamente, nel 1910, all'Università imperiale di Kyoto in qualità, inizialmente di professore assistente di etica, poi in quella di professore ordinario di filosofia della religione (1913) e infine professore ordinario di filosofia (1914).

Si ritirò a vita privata nel 1928, a seguito di una serie di disgrazie che colpirono la sua famiglia: nel 1920 perse l'amato figlio Ken (nato nel 1898), mentre la moglie morì nel 1925 dopo essere stata costretta a letto per sei anni a seguito di un ictus, anche le altre figlie soffrirono di malattie gravi come la tubercolosi e la febbre tifoidea. Amareggiato dalla vita ebbe modo di osservare che

« Ciò che spinge verso la filosofia è il dolore e la sofferenza della vita umana »

Morì a seguito di una malattia renale, il 7 giugno 1945, poco prima della fine della seconda guerra mondiale. La sua tomba si trova a Kyoto, ospitata nel Reiun-in (霊云院), un padiglione del più ampio tempio buddhista zen Myoshin-ji (妙心寺).

Il pensiero[modifica | modifica sorgente]

Takeuchi Yoshinori (武内義範, 1913–2002) individuò già nelle prime righe della prima opera di Nishida Kitarō Zen no kenkyū, il cuore del suo pensiero filosofico:

« Sperimentare significa conoscere le cose come sono. Significa conoscerle mettendo completamente da parte i propri artifici ed essere guidati dalle cose stesse. Dal momento che, di solito, quando si parla di esperienza si comprende anche una certa attività mentale, qui si indichera con "pura" la condizione dell'esperienza come davvero essa è, senza l'aggiunta del benché minimo pensiero o della benché minima riflessione. Per esempio, quando vediamo un colore o sentiamo un suono, l'esperienza pura è quella del momento precedente non soltanto all'aggiunta del nostro giudizio circa la provenienza esterna di ciò che vediamo o sentiamo o a qualunque sensazione che noi proviamo, ma è precedente persino all'identificazione stessa del colore o del suono. Esperienza pura è dunque sinonimo di esperienza diretta. Quando si sperimenta il proprio stato conscio, non c'è soggetto né oggetto; il conoscere e l'oggetto della conoscenza sono la stessa identica cosa. Questa è la più pura forma di esperienza »
(Nishida Kitarō, da Zen no kenkyū (善の研究, Studio sul bene)[3], riportato da Takeuchi Yoshinori in Nishida Kitarō, Encyclopedia of Religion, NY, Macmillan, 1989; in italiano Enciclopedia delle Religioni vol.10, Milano, Jaca Book, 2005, pag. 453)

In questa opera è evidente l'influenza di autori come Henri Bergson (1859-1941) e William James (1842-1910) ma anche delle dottrine spirituali del Buddhismo Zen, la cui disciplina, con la peculiare pratica dello zazen e dei kōan, fu seguita da Nishida per dieci anni circa, a partire dalla metà degli anni venti.

Michiko Yusa (遊佐道子) evidenzia infatti come molte dottrine proprie del Buddhismo Mahāyāna, e segnatamente del Buddhismo Zen, come l'unità della mente-corpo, dell'oggetto-soggetto, della vacuità, della pura esperienza, della natura di Buddha insita in ogni elemento della realtà, siano proprie del vocabolario filosofico di Nishida[4].

Ueda Shizuteru (上田閑照, 1926-)[5] osserva come ciò che interessa il pensiero di Nishida non sia solo la vita in quanto tale ma la vita in rapporto con la sua morte e che il significato profondo di questa vita-morte lo si riscontri proprio nella comune vita quotidiana. In questa prospettiva Nishida ha coniato l'espressione di "quotidianità escatologica".

Le opere[modifica | modifica sorgente]

L'opera completa di Nishida Kitarō è raccolta in:

  • Nishida Kitarō Zenshū (Opere complete di Nishida Kitarō), 19 volumi, IV edizione (Tokyo, 1987–1989).

In italiano sono state tradotte le sue seguenti opere:

  • Watakushi to nanji: L'io e il tu. Padova, Unipress, 1996
  • Zen no kenkyū (善の研究): Uno studio sul bene. Torino, Boringhieri, 2007.
  • Bashoteki ronri to shūkyōteki sekaikan (場所的論理と宗教的世界観): La logica del luogo e la visione religiosa del mondo. Palermo, L'Epos, 2005.
  • Basho (場所): Luogo. Milano-Udine, Mimesis, 2012

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Michiko Yusa, in Nishida Kitarō, Encyclopedia of Religion, NY, Macmillan, 2005, pag. 6635 e segg.
  2. ^ Michiko Yusa. Zen and Philosophy: An Intellectual Biography of Nishida Kitaro. Honolulu, 2002, pag. 47.
  3. ^ In italiano è stato tradotto in Uno studio sul bene. Torino, Boringhieri, 2007.
  4. ^ Michiko Yusa. Op.cit..
  5. ^ Ueda Shizuteru. Nishida Kitarō, in Encyclopedia of Philosophy vol.6. NY, Macmillan, 2006 ,pag.623 e segg.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Michiko Yusa. Nishida Kitarō, in Encyclopedia of Religion vol.10. NY, Macmillan, 2005
  • Michiko Yusa. Zen and Philosophy: An Intellectual Biography of Nishida Kitaro. Honolulu, 2002
  • Takeuchi Yoshinori in Nishida Kitarō, Encyclopedia of Religion, NY, Macmillan, 1989; in italiano Enciclopedia delle Religioni vol.10, Milano, Jaca Book, 2005
  • Ueda Shizuteru. Nishida Kitarō, in Encyclopedia of Philosophy vol.6. NY, Macmillan, 2006
  • Marcello Ghilardi. Una logica del vedere. Estetica ed etica nel pensiero di Nishida Kitaro. Milano-Udine, Mimesis, 2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 17239533 LCCN: n81079742