Nisargadatta Maharaj

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Nisargadat Maharaj

Sri Nisargadatta Maharaj, al secolo Maruti Kampli (Bombay, 18 marzo 18978 settembre 1981), è stato un maestro spirituale indiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il padre di Nisargadatta, Shivrampant, era un assistente domestico ed in seguito agricoltore, con educazione indù. Alla sua morte Maruti - che allora aveva 18 anni - dovette lasciare la famiglia per lavorare a Mumbai come tabaccaio. Nel 1924 sposò Sumatibai da cui ebbe tre figlie ed un figlio.

A 33 anni conobbe il guru Sri Siddharameshwar Maharaj che gli insegnò a concentrarsi sul mantra Brahmasmi ("Sono il Supremo").

Poco dopo Sri Siddharameshwar morì, e nel 1936 Maruti raggiunse la moksha (ovvero l'illuminazione). Dopo un periodo passato sull'Himalaya ritornò presso la sua famiglia a Bombai dove per il resto della sua vita continuò a fare il tabaccaio (vendendo bidi, cioè sigarette di foglie arrotolate) e dispensando i suoi insegnamenti presso la sua casa. Morì di cancro alla gola nel 1981.

Il pensiero[modifica | modifica wikitesto]

Nisargadatta è considerato uno dei più rappresentativi esponenti della scuola induista non dualistica del Vedānta rispettato e venerato anche in occidente. Si può condensare il suo pensiero con il Mahavakya ("Gran Verdetto"): Tat tvam asi ("Quello tu sei")[1]. Ma il suo commento in proposito era: "Il Gran Verdetto è verace, ma le tue idee sono false, perché tutte le idee lo sono".

Opere tradotte in italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • Io sono quello, trad. di Grazia Marchiano, Milano, Rizzoli, 1981
  • Alla sorgente dell'essere : dialoghi a Bombay, 1978-1980, trad. di Giovanni Turchi, Milano, Aequilibrium, 1985
  • Aforismi, trad. di Grazia Marchianò, Roma, Stile regina, 1989
  • Prima della coscienza : ultime conversazioni con sri Nisargadatta Maharaj, a cura di Jean Dunn, trad. di Sergio Peterlini, Vicenza, Il punto d'incontro, 1991
  • Essere è amore, trad. di Giovanni Turchi, Milano, Aequilibrium, 1992
  • Semi di consapevolezza : la saggezza di Nisargadatta Mahārāj, a cura di Jean Dunn, trad. di Sergio Peterlini, Vicenza, Il punto d'incontro, 1991
  • Nessuno nasce nessuno muore, a cura di Ramesh S. Balsekar, trad. di Sergio Peterlini, Vicenza, Il punto d'incontro, 1992
  • Io sono quello : conversazioni col maestro, trad. di Sergio Trippodo, Roma, Ubaldini, 2001
  • L' esperienza del nulla : discorsi sulla realizzazione dell'infinito, a cura di Robert Powell, trad. di Giampaolo Fiorentini, Roma, Ubaldini, 2006
  • Il nettare dell'immortalità : ultimi insegnamenti, a cura di Robert Powell, trad. di A. Anastasio, Roma, Ubaldini, 2006
  • La medicina suprema, a cura di Robert Powell, trad. di Giampaolo Fiorentini, Roma, Ubaldini, 2007
  • Oltre la libertà, Roma, Ubaldini, 2012
  • Il nulla è tutto : discorsi inediti, a cura di Mohan Gaitonde, trad. di Kabir Gana, Roma, Ubaldini, 2016
  • Non dualismo, trad. di Giovanni Turchi, Milano, Il saggiatore, 2017 (contiene Alla sorgente dell’Essere e Essere è amore)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Frase citata nel Chandogya Upanishad 6.8.7, che in sostanza significa che l'anima o la coscienza non sono altro che l'essenza del tutto, la realtà ultima, cioè il Brahman

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]