Nino Galloni

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Nino Galloni, all'anagrafe Antonino Galloni (Roma, 17 marzo 1953), è un economista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Giovanni Galloni[1], esponente della Democrazia Cristiana e Vicepresidente del CSM, si laurea in Giurisprudenza a Roma nel 1975[2]. Dal 1977 al 1980 è stato addetto alle esercitazioni presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Roma, dove ha tenuto un corso di lezioni sul New Deal che è stato poi pubblicato nel 1978 da Bulzoni Editore[2].

Nel 1978 è stato ricercatore presso l'Università di Berkeley[senza fonte][2]. A Berkeley ha svolto una ricerca sotto la guida del professor Richard Webster,[senza fonte] che è stata pubblicata con contributo CNR e riportata nel libro "Momenti del Capitalismo Nordamericano 1881-1885 ", Giuffrè Editore. Dal 1979 è funzionario di ruolo del Ministero del Bilancio e della Programmazione Economica[2], dove si interessa delle strategie industriali all'interno delle politiche macroeconomiche ed alla formazione del risparmio[2].

È stato collaboratore dell'economista post-keynesiano Federico Caffè dal 1981 e il 1987 (anno della sua scomparsa), nella facoltà di Economia e Commercio dell'Università di Roma[senza fonte][2]. Federico Caffè ha presentato il libro di Galloni: “Crisi e adattamento; per una politica economica alternativa”. Frutto della collaborazione tra Galloni e Caffè sono state due pubblicazioni sul mutamento tecnologico e le politiche monetarie ed alcuni articoli che rendono conto di ricerche dei due autori intorno al collegamento tra le manovre macroeconomiche e le strategie industriali nella prospettiva di una crescita delle compatibilità interne al sistema capitalistico.

Nel 1983 ha vinto il premio di meridionalistica intitolato a Guido Dorso[2].

Dal 1987 al 1999 è stato professore a contratto alla Luiss di Roma, all'Università degli Studi di Roma, all'Università Cattolica del Sacro Cuore, all'Università di Modena, e all'Università di Napoli[2].

Alle elezioni politiche del 1992 si candida alla Camera dei deputati con la Democrazia Cristiana ma la prematura scomparsa del suo alleato politico Carlo Donat Cattin non gli consente di essere eletto[3][4].

Galloni è stato inoltre Direttore generale, al Ministero del Lavoro (dal 1990 al 2002) alla Cooperazione, dell'Osservatorio sul Mercato del Lavoro, Politiche per l'Occupazione Giovanile e Cassa Integrazione Straordinaria nelle grandi imprese. Ha ricoperto anche l'incarico di sindaco all'INPDAP, all'INPS, all'INAIL[5] dal 2002 al 2018 in rappresentanza del Ministero del lavoro e all'OCSE[2].

È Presidente del Centro Studi Monetari, un'associazione per lo studio dei mercati finanziari e delle forme di moneta emettibili senza creare debito pubblico[6].

Ha inoltre scritto diversi saggi di argomento economico ed è un conferenziere molto attivo.

Contributi e pensiero[modifica | modifica wikitesto]

I suoi numerosi saggi affrontano in particolare tematiche riguardanti il mercato, la finanza, e la sovranità monetaria, soprattutto in relazione alle politiche nazionali italiane ed europee. In essi, Galloni evidenzia le sue posizioni critiche riguardo all'attuale equilibrio economico dei Paesi dell'Eurozona e insiste sulla fase di recente deindustrializzazione dell'Italia, iniziata a partire dagli anni Ottanta. A suo avviso, le difficoltà dell'Euro potrebbero prevedere il ritorno alla sovranità monetaria nazionale per l'Italia e le altre nazioni europee, nel caso in cui l'Europa attuale si rivelasse incapace di ridistribuire efficacemente le sue risorse finanziarie. Galloni afferma la necessità di un ritorno alla separazione netta tra gli Istituti operanti nel credito rivolto ai soggetti dell'economia reale (anche di tipo pubblico, come le infrastrutture, la ricerca pubblica, eccetera), e i soggetti finanziari che operano sui mercati speculativi, ovvero negli scambi economici puramente finanziari (in particolare in due modi: con la reintroduzione dello Glass-Steagall Act e con l'introduzione di monete complementari). Nelle sue conferenze ed opere ha più volte ribadito il concetto di dover valutare diversamente le semplici irregolarità negli adempimenti amministrativi dei cittadini rispetto alle vere e proprie grandi irregolarità (che rientrano nell'illegalità). Mentre, nelle prime, lo Stato deve assumere un ruolo attivo aiutando il cittadino nei propri adempimenti amministrativi, le irregolarità più rilevanti vanno punite, per creare una dinamica virtuosa di collaborazione tra Stato e cittadino. Si è detto inoltre scettico sulla sostenibilità della decrescita felice perché essa richiederebbe una riduzione maggiore nella popolazione che nella produzione[7].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Momenti del capitalismo nordamericano. 1881-1885, Milano, Giuffrè, 1979.
  • New Deal tra capitalismo e socialismo. Contributo a un dibattito sulla storia del capitalismo americano, Roma, Bulzoni, 1979.
  • Crisi e adattamento. Per una politica economica alternativa, Roma, Bulzoni, 1981.
  • Industria, società e mutamento tecnologico, Roma, Edizioni Studium, 1984. ISBN 88-382-3501-5.
  • Problemi economici dell'offerta, della moneta e del lavoro, Milano, Angeli, 1984.
  • Struttura dell'economia e prospettive della politica economica, Roma, Edizioni Studium, 1988. ISBN 88-382-3565-1.
  • La moneta al servizio dell'uomo, con Emanuele Levi, Roma, Edizioni dehoniane, 1989. ISBN 88-396-0280-1.
  • La rivoluzione della moneta, ISEDI, 1992. ISBN 88-8008-131-4.
  • L'impresa sociale, Roma, Liocorno, 1996. ISBN 88-7128-055-5.
  • L'occupazione tradita. [Come il capitalismo affossa il mercato], Roma, Editori Riuniti, 1998. ISBN 88-359-4433-3.
  • Mercato senza padroni. Condizioni per uno sviluppo socialmente sostenibile, Roma, Ediesse, 2000. ISBN 88-230-0371-7.
  • Siamo merce o siamo angeli? (Ambiente, lavoro e progresso tecnologico), Roma, Euroma-La Goliardica, 2001.
  • La rivincita dei temperini. Manuale per i perplessi, Roma, Accademia degli Incolti, 2002. ISBN 88-87803-21-8.
  • Dopo lo sviluppo sostenibile. L'ambiente come obiettivo, la crescita come vincolo, Bari, Palomar, 2002. ISBN 88-87467-98-6.
  • Misteri dell'euro misfatti della finanza, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2005. ISBN 88-498-1308-2.
  • Il grande mutuo. Le ragioni profonde della prossima crisi finanziaria, Roma, Editori Riuniti, 2007. ISBN 978-88-359-6014-0.
  • La moneta copernicana. I falsi limiti dello sviluppo i veri fondamenti della sovranità, con Marco Della Luna, Due Carrare, Nexus, 2008. ISBN 978-88-89983-11-9.
  • Prendi i tuoi soldi e... scappa? La fine della globalizzazione, Roma, Koinè nuove Edizioni, 2010. ISBN 978-88-89828-11-3.
  • Chi ha tradito l'economia italiana? Come uscire dall'emergenza, Roma, Editori riuniti university press, 2011; 2012; 2013. ISBN 978-88-6473-078-3.
  • Moneta e società. Gli effetti sociali delle politiche monetarie. Il caso italiano, Cesena, Edizioni Sì, 2013.
  • Eurocidio. La sana politica economica tra Scilla e Cariddi, con Giovanni Passali, Associazione Copernico, 2013. ISBN 978-88-9090-510-0.
  • Il futuro della banca. Lineamenti di teoria bancaria e finanziaria, Roma, Eurilink, 2014. ISBN 978-88-97931-34-8.
  • L'economia imperfetta. Catastrofe del capitalismo o rivincita del lavoro?, Novecento Editore, 2015, ISBN 978-88-99316-20-4

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Parentopoli: tanti indizi, poche prove, in Corriere della Sera, 4 settembre 1995 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  2. ^ a b c d e f g h i CV di Nino Galloni, su www.edizioniandromeda.com. URL consultato il 17 aprile 2018.
  3. ^ Repubblica- Febbre delle liste, corsa agli esterni, su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 20-09-2016.
  4. ^ Nino Galloni, L'economia imperfetta - Catastrofe del capitalismo rivincita del lavoro?, Milano, Novecento Editore, 2015, pp. 60-69.
  5. ^ Dal sito dell'INPS, su inps.it. URL consultato il 22-05-2013.
  6. ^ Chi siamo - Centro Studi Monetari, su www.studimonetari.org. URL consultato il 17 aprile 2018.
  7. ^ Andrea Pranovi, “L’economia imperfetta” di Nino Galloni: L'economia non è in ripresa – intervista di Andrea Pranovi, in Ultima Edizione.Eu, 1º dicembre 2015. URL consultato il 17 aprile 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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