Nikolaj Fëdorovič Fëdorov

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Nikolaj Fëdorov ritratto da Leonid Pasternak
(RU)

« Нет иного Бога, кроме Триединого, и воскрешение — Его заповедь. »

(IT)

« Triuno è il solo Dio, e la risurrezione è il suo comandamento. »

(Nikolaj Fëdorovič Fëdorov[1])

Nikolaj Fëdorovič Fëdorov (in russo Фёдоров, Николай Фёдорович; Kliuchi, 7 giugno 1829Mosca, 28 dicembre 1903) è stato un filosofo russo.

È considerato il fondatore del pensiero cosmista.

"Pensatore enigmatico", come lo definì Bulgakov[2] fu filosofo, scrittore e bibliotecario che destò l'interesse e l'ammirazione dei grandi protagonisti della letteratura russa come Vladimir Sergeevič Solov'ëv[3], Fëdor Dostoevskij, Lev Tolstoj[4] e che fu anche noto negli ambienti scientifici per la sua dottrina basata su un'incrollabile fiducia nel progresso delle scienze che, a suo parere, non solo avrebbero rigenerato il mondo impedendo per sempre l'avvento dei disastri naturali ma sarebbero riuscite a sconfiggere la morte attuando la resurrezione dei corpi. La sua tesi, basata su un profondo senso religioso, radicato nella spiritualità del cristianesimo ortodosso, venne delineata nel libro Философия общего дела (Filosofiya obshchago dela) (La filosofia dell'opera comune, 2 voll., postumi, 1906-13) dove Fëdorov sosteneva che la filosofia dovesse abbandonare il campo puramente speculativo e diventare una pratica «proiettiva» che si servisse della conoscenza per elaborare un «progetto d'un mondo migliore» dove, attraverso un «opera comune e universale», si ponesse fine alle ingiustizie, alle paure, e agli egoismi[5].

Durante la vita del filosofo i suoi pochi scritti ebbero scarso successo e furono incompresi dal grande pubblico[6]; Fëdorov era d’altronde consapevole di essere in anticipo suoi tempi, non ancora maturi perché le sue idee fossero capite ed accettate[7]. Una delle prime importanti recensioni de La filosofia dell'opera comune fu realizzata da Nikolai Berdyaev nel 1915[8]. La riscoperta del suo pensiero avvenne in particolare dopo l'avvento del regime sovietico che vedeva in Fëdorov il padre del cosmismo teoria che sosteneva la possibilità di uno sviluppo sociale affidato al progresso tecnico-scientifico anche se si fece sempre molta attenzione a distinguere fra le tendenze di Fëdorov considerate come reazionarie (come la fiducia nel cristianesimo ortodosso) da quelle progressiste[9]. Con l'instaurarsi del regime staliniano però il suo pensiero sarà sempre più emarginato fino a che, nella metà degli anni trenta del XX secolo - così come racconta anche Solzenicyn - Fëdorov diventerà in URSS una delle "non persone" delle cui idee era meglio non parlare apertamente, mentre i suoi aperti seguaci venivano perseguitati, come Aleksandr Gorskij (1886-1943) e Nikolaj Setnitskij (1888-1937). Se quindi alcune idee di Fëdorov troveranno realizzazione nella Russia sovietica, ciò avverrà solo indirettamente, senza riconoscergli alcuna paternità ufficiale[10]. Dopo le prime pubblicazioni postume della La filosofia dell'opera comune del 1906 (primo volume in 480 copie distribuite gratuitamente in conformità alle idee di Fëdorov sulla diffusione del sapere) e del 1913 (secondo volume in 620 copie) frutto del tenace lavoro collettore dei primi stretti discepoli di Fëdorov, Nikolaj Peterson (1844-1919) e Vladimir Kozevnikov (1852-1917)[11], bisognerà aspettare il 1982 perché, per la prima volta dalla rivoluzione d’ottobre, potesse essere pubblicato un libro di 700 pagine con alcuni scritti selezionati della La filosofia dell'opera comune su iniziativa dell’astronauta sovietico V. I. Sevast'janov, sotto gli auspici dell’Istituto di Filosofia dell’Accademia delle Scienze dell’URSS; tuttavia, quando le autorità ideologiche del Partito Comunista lo vennero a sapere dichiararono la pubblicazione “inopportuna” e “sbagliata”, le copie invendute furono ritirate e probabilmente distrutte[12]. Negli anni seguenti, con il definitivo affermarsi del nuovo clima della perestrojka e grazie in particolare al lavoro di Svetlana Semёnova[13] - che aveva curato l’introduzione del volume del 1982 - si potrà ritornare a parlare apertamente di Fëdorov e del suo pensiero.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel villaggio di Kliuchi nella provincia di Tambov, figlio illegittimo del principe Pavel I. Gagarin e di una donna del luogo di cui si hanno pochissime informazioni[14], così scrive ricordando gli anni dell'infanzia quando imparò l'odio e le divisioni che contraddistinguono l'umanità:

« Degli anni dell’infanzia, tre ricordi mi rimangono chiari in mente: ho visto un pane nero, molto nero, di cui (ho sentito dire), i contadini si nutrivano in quelli che probabilmente erano anni di carestia. Fin da bambino ho sentito una spiegazione della guerra (in risposta ad una mia domanda) che mi ha messo una confusione terribile: "In guerra la gente si spara uno all’altro". E, infine, ho imparato che alcune persone non sono nostri parenti, ma estranei, e anche tra i propri parenti alcuni non sono parenti, ma estranei.[15] »

All’età di quattro anni, in seguito al matrimonio del padre e alla morte del nonno Ivan qualche mese più tardi, fu costretto ad abbandonare la madre e la tenuta di campagna dei Gagarin nella provincia di Cherson[16]. Studiò alla scuola secondaria di Tambov e poi al liceo Richelieu a Odessa senza completarvi gli studi forse a seguito di un litigio con gli esaminatori[17]. Fu poi insegnante di storia e geografia nelle scuole elementari in alcuni piccoli villaggi periferici della Russia centrale e meridionale nella prima parte della sua vita (dal 1854 al 1868); fu costretto spesso a cambiare la scuola di insegnamento, e dopo diversi anni cambiò lavoro, a causa delle numerose incompatibilità emerse tra il suo modo originale di insegnare e rapportarsi con i giovani alunni, che pare gli volessero un gran bene, e quelli che erano i rigidi e stretti canoni dell’educazione nella Russia imperiale[18]. Trasferitosi a Mosca lavorò poi con grande abnegazione per 25 anni come bibliotecario in uno dei musei del centro, il museo Rumyanzev, che conteneva la biblioteca più importante della città. Negli ultimi anni lavorerà come bibliotecario responsabile della sala lettura dell’Archivio di Mosca presso il Ministero degli Affari Esteri[19] e trascorrerà anche un certo periodo ad Aşgabat, in Asia centrale, ospite del giudice distrettuale Nikolaj Peterson che riuscì a convincerlo, per la prima volta, a pubblicare degli articoli sotto pseudonimo su un giornale locale[20]. Fëdorov morirà a Mosca a causa di una polmonite contratta nel rigido inverno del 1903[21] e sarà sepolto al monastero Skorbjaščenskij della città; fino almeno al 1928, prima della demolizione del cimitero, la sua tomba - contrassegnata da una croce incisa con le parole “Cristo è risorto” - poteva ancora essere trovata[22].

Sebbene fosse di idee radicali era profondamente legato ai culti religiosi che frequentava quotidianamente. Condusse un'esistenza molto ritirata. Sobrio nel mangiare, beveva solo tè e viveva in una stanza in affitto grande come una cella, dormendo su una panca usando un libro come cuscino e coprendosi con vecchi giornali. Disprezzava il denaro e donava gran parte del suo magro salario, circa 400 rubli all'anno[23], ai poveri.

Fëdorov metteva la sua straordinaria erudizione al servizio di un unico e grande fine: creare, attraverso la scienza le condizioni necessarie per la risurrezione dei morti: un progetto al quale l'umanità avrebbe dovuto collaborare in toto poiché nessun problema sociale, politico, filosofico si sarebbe potuto risolvere se prima non si fosse risolto quello della morte.[24]

La filosofia dell'opera comune[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto visionarie possano sembrare le sue idee, la sociologa Nynfa Bosco ha opportunamente osservato che l'ingenua fiducia di Fëdorov nella scienza si spiega solo tenendo in conto l'ambiente, prerivoluzionario e sempre in attesa di una palingenesi, in cui il filosofo si trovava a lavorare. Mosso all'azione dal profondo contrasto determinato dalle diseguaglianze sociali, questo pensatore sognava un'azione collettiva che portasse al bene comune e all'abbattimento degli ostacoli sociali ed economici.[25]

La castità e la resurrezione degli antenati[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento di Nikolai Fёdorov a Borovsk, Russia

« Noi sappiamo di essere i figli di una moltitudine di antenati defunti. Ma per quanto sia grande il numero dei defunti, questo non può essere la base per l’accettazione incontrovertibile della morte, perché comporterebbe la rinuncia del nostro dovere filiale. La morte è una proprietà, uno stato condizionato da cause, non è una qualità che determina ciò che un essere umano è e ciò che dovrebbe essere.[26] »

Nell'ascesi umana predicata da Fëdorov la "castità passiva", ossia l'astensione dalla sessualità, aveva un ruolo importante poiché per lui cedere al sesso significava essere sconfitti dalla Natura. Tuttavia, egli non s'illuse che il momento della castità universale fosse già giunto: per realizzare il Compito Comune l'umanità necessitava della procreazione di nuovi individui[27][28]. La “castità negativa”, la semplice astinenza dai rapporti sessuali, non era comunque sufficiente per Fëdorov ma doveva essere progressivamente sostituita da una “castità attiva”, “positiva”, capace di reindirizzare l’energia sessuale degli uomini verso la “conoscenza e l’azione”, nell’Opera Comune della resurrezione dei padri e della regolamentazione della natura[29].

Fëdorov credeva che tutti gli uomini e le donne non dovessero guardare se stessi come concorrenti e partner sessuali ma come figli e figlie, fratelli e sorelle, resistendo a qualunque forza che li distogliesse dalla devozione totale ai propri genitori, fratelli e sorelle. L’impulso sessuale trascina invece tutte le persone nel ciclo violento della competizione e della guerra, e rappresenta non la forza della vita ma la forza della morte. Il compito degli uomini non è quello di continuare a vivere, direttamente o indirettamente, a spese dei propri antenati, nutrendosi dei loro resti, delle loro particelle, dando alla luce nuovi bambini che li “ingoieranno” e che poi saranno col tempo a loro volta “ingoiati” dai loro bambini. Il compito è, all’opposto, quello di interrompere questa storia millenaria di cannibalismo e invertire l’apparentemente naturale ma in realtà sempre innaturale ciclo di nascita, crescita, declino e morte, e dedicare tutte le possibili energie creative al dovere della resurrezione dei padri[30].

Nella La filosofia dell'opera comune, i figli che hanno avuto il dono della vita dai loro padri dovranno loro restituire la vita realizzando la "patrificazione". Sul modello della resurrezione di Cristo e grazie alla scienza tutti gli antenati sarebbero risorti[31], in una comunanza lavorativa di archeologia, museologia e biologia che avrebbero potuto attingere alle memorie del passato conservate nei musei. La fase di ricostruzione di un corpo defunto è assimilabile al restauro di un capolavoro del passato. Gli archeologi e gli astronomi (attraverso la ricerca delle particelle dei defunti sparsi per il cosmo) si sarebbero occupati della ricostruzione fisica degli avi, mentre gli artisti-scienziati avrebbero convogliato le loro conoscenze nel recupero dell'intima individualità di ogni singolo individuo, dall'assassino all'agricoltore.[32] I padri resuscitati saranno immortali come i figli e le figlie che gli hanno ridato la vita e tutti insieme realizzeranno la Trinità immortale[33].

La risurrezione immanente da lui promulgata si distingueva da quella trascendente, in quanto frutto dell'azione umana, realizzata entro i limiti del cosmo che non può mai venire trasceso. Questa visione fondamentalmente anticristiana è costata severe critiche nei suoi confronti da parte di schiere di teologi, fra i quali Georgij Vasil´evič Florovskij; anche se ci sono stati altri teologi che l'hanno accolta entusiasticamente, come Vladimir Solovjev. Quest’ultimo però, dopo l’adesione iniziale, se ne distanzierà progressivamente, attirandosi le dure critiche di Fëdorov che l’accusava di perdersi in divagazioni mistiche e fantasie occultiste, distogliendo se stesso e l’umanità dalla concretezza di quell’unico “Compito comune” capace di dare un senso e uno scopo all’esistenza dell’uomo sulla Terra: la resurrezione dei padri e la regolazione della natura.

La regolazione della natura[modifica | modifica wikitesto]

« Tutto il mondo, i processi meteorologici, tellurici e cosmici, ricadranno sotto la responsabilità dell’uomo, e la natura sarà il suo lavoro. L’uomo è spinto verso quest’obiettivo dalla fame, dalle malattie e da altre calamità, in modo che ogni volta che ritarda ad espandere l’area di applicazione del lavoro, la portata dei disastri si amplia. Così la natura punisce l’uomo con la morte per la sua ignoranza e la sua pigrizia, e lo spinge ad espandere sempre di più la sua attività lavorativa.[34] »

Ne La filosofia dell'opera comune, Fëdorov descrive come una delle tappe fondamentali per il raggiungimento dell'immortalità si dovesse trasformare la Terra, che per sua natura è un magnete, in un elettromagnete avviluppandola in una spirale di cavi elettrici[35]: in questo modo e con l'installazione di parafulmini si sarebbero controllate le tempeste e l'intero clima del pianeta riuscendo a prevenire i disastri naturali[36][37]. Per Fëdorov i disastri naturali accadono non perché la natura sia essenzialmente cattiva, ma solo per la sua cecità, pertanto la natura è "la nostra nemica temporanea, ma la nostra amica eterna”[38]. Non si può affermare che sia stato Dio a creare una forza cieca: Dio ne ha creata infatti anche un’altra razionale, l'uomo, ed è soltanto a causa dell’inazione di quest’ultimo che la prima fa del male[39]. Lasciata non regolata, la forza cieca della natura conduce la Terra e l’universo alla disintegrazione. Il compito dell’uomo è di controllare le forze distruttive della natura e di governarle con consapevolezza e con amore, in un modo totalmente opposto a quello infantile - predatorio e sfruttatore - di stampo capitalista, che distrugge le risorse naturali per produrre armi da guerra da una parte e “giocattoli” dall’altra: il compito sacro e scientifico dell’uomo maturo è invece enormemente più grande ed impegnativo, ed è quello di rimodellare l’intero universo - che si sta disintegrando - in un’icona della santa Trinità: integro, infondibile, indiviso. Senza quest’obiettivo, i tentativi di regolazione della natura rimarranno improduttivi e scoordinati, conducendo ad esiti conflittuali e contribuendo solo a sostenere le forze della disintegrazione[40].

Come per la resurrezione dei morti, con la quale è interconnessa, il compito della regolazione della natura sarà per Fëdorov lungo, graduale e, essenzialmente, universale. L’idea di trasformare l’universo in un’icona della Trinità è immaginabile solo come un obiettivo lontano. Si potrà cominciare intanto reindirizzando l'uso delle armi attualmente a disposizione degli eserciti. Quest'idea venne a Fëdorov in seguito ad alcuni eventi: nei primi anni del 1890, che furono in Russia anni di terribile siccità e carestia, i giornali russi erano pieni di articoli sulla scoperta di alcuni scienziati americani che gli spari dei cannoni indirizzati verso il cielo erano in grado di provocare, talvolta, la pioggia. A Fëdorov questa scoperta servì da modello per il radicale mutamento di direzione richiesto per trasformare le attuali forze portatrici-di-morte in forze portatrici-di-vita. Al momento gli uomini dirigono le loro armi l’uno contro l’altro mentre alla natura è concesso di causare siccità e bufere per la miseria di tutti. Ma ridirigendo tutte le armi dell’umanità, e la sua orientazione generale, da un obiettivo orizzontale a uno verticale, si potranno riorientare tutte le sue cieche, istintive e mortali attività. Le attuali armi a disposizione degli eserciti non dovranno essere messe da parte, ma ridirette da un uso orizzontale fratricida, ad uno pacifico e verticale-astronomico, restauratore della vita per tutti[41]. Le scienze passeranno poi gradualmente da passive ad attive (per esempio: dalla meteorologia come osservazione passiva alla scienza attiva del regolamento climatico, dalla biologia come studio passivo alla scienza attiva della restaurazione della vita), saranno incorporate in una versione operativa dell’astronomia fino a fondersi in un’unica scienza il cui raggio d’attività sarà l’intero universo[42]. Questo compito di trasformazione della forza cieca della natura potrà essere realizzato solo nel superamento della scissione tra dotti e non dotti (tra conoscenza e azione), nella fraternità e nell’unione dell’umanità in un'unica grande forza scientifica collettiva, guidata da una commissione di intellettuali e scienziati con un piano d’azione comune e supervisionata dallo Zar, rappresentante in terra dei padri defunti e sovrano responsabile dell’area del Pamir, nell’Asia centrale (all'epoca sotto diretta influenza dell'Impero russo) considerata da Fëdorov - che aveva avuto modo di informarsi sulle leggende e sui miti locali nel suo soggiorno ad Aşgabat - come luogo originario del Paradiso perduto e che solo a causa della mancanza dell’uomo di regolare la natura diventò luogo desolato, cimitero, centro di repulsione e della lotta fratricida, che dovrà trasformarsi di nuovo in Eden con la restaurazione della vita e in centro di attrazione planetaria di un’umanità finalmente riappacificata e unita nel “Compito comune” in un unico popolo e un’unica nazione[43].

La colonizzazione dello spazio[modifica | modifica wikitesto]

« Tutto lo spazio celeste e i pianeti diventeranno accessibili all’uomo solo quando sarà in grado di ricreare se stesso dalle sostanze primordiali, dagli atomi e dalle molecole, perché solo allora sarà in grado di vivere in qualsiasi ambiente, assumere qualsiasi forma e visitare tutte le generazioni in tutti i mondi, dal più antico al più recente, il più remoto e il più vicino. Governati da tutte le generazioni risuscitate, questi mondi saranno, nella loro interezza, il lavoro creativo di tutte le generazioni nella loro totalità - come un singolo artista.[44] »

Konstantin Ziolkovsky

La vittoria sulla morte avrebbe comportato un sovrappopolamento della Terra, evitabile solo attraverso la colonizzazione di altri pianeti. Una necessità utopica, questa, che affascinò numerosi fisici, fra i quali Konstantin Ciolkovsky (1857-1935), il padre della cosmonautica russa, che conobbe Fëdorov da giovane quando frequentò la biblioteca di Mosca per partecipare ad uno degli incontri informali tenuti dal filosofo[45] e che diede un'impronta fisica a questo progetto visionario. Fëdorov, comprendendo il talento del giovane Ciolkovskij, orientò le sue letture e la sua formazione da autodidatta nei campi scientifici e tecnici. Secondo le stesso Ciolkovskij, fu per lui un vero e proprio maestro universitario. Secondo il critico letterario e memorialista Viktor Sklovskij, fu Fëdorov a incoraggiare il giovane Ciolkovskij a sviluppare un serio interesse nei viaggi spaziali durante un curioso episodio in biblioteca nel quale il vecchio bibliotecario passò al giovane Ciolkovskij, all’epoca già mezzo sordo, un bigliettino nel quale era scritto: “Io ti aiuterò a studiare matematica, e tu aiuterai l’umanità a costruire razzi, così che saremo finalmente in grado di conoscere qualcosa di più della Terra, e potremo anche osservarla”[46].

Una volta raggiunto il sogno dell'immortalità il Compito Comune non è ancora finito, ma sfocerà nella colonizzazione di altri corpi celesti, attraverso astronavi rese onnipotenti dalla superiore tecnologia umana che creerà la cosiddetta "cattedrale celeste" un insieme di astronavi ciascuna guidata dal suo equipaggio e per i movimenti collettivi vi sarà un'intelligenza centrale in funzione di coordinamento delle diverse parti.[47] Queste idee di Fëdorov sulla futura espansione cosmica dell’umanità sono anche una logica estensione delle sue ipotesi secondo cui l’uomo ha dimostrato per la prima volta il suo potenziale di contrasto delle forze di gravità quando si è elevato dall’orientamento quadrupede-orizzontale alla postura bipede-verticale. La naturale componente animale dell’uomo tende all’orizzontale, che è la posizione dei cadaveri nelle tombe, in cui l’uomo è totalmente soggetto alla forza di gravità. Tutta l’arte dell’uomo, fin dalle sue origini, rappresenta per Fëdorov una protesta contro la morte e un’immaginaria vittoria sulle forze di gravità. Con il suo primo atto di elevazione bipede, e con ogni successivo atto di elevazione, l’uomo amplia i suoi orizzonti. Alla fine, quando l’uomo evaderà dalla forza di gravità della terra, l’intero universo sarà per Fëdorov il suo orizzonte e il suo vero fantascientifico teatro operativo[48].

Il supramoralismo[modifica | modifica wikitesto]

« Supramoralismo è un problema sacro e naturale per tutti i figli, e soprattutto per coloro che credono nel Dio dei loro padri. Infine, supramoralismo è il problema più naturale per tutti gli esseri razionali, poiché la morte è causata da una forza irrazionale. Pertanto tutti i viventi, tutti i figli e le figlie, tutti gli esseri razionali, devono prendere parte alla soluzione del problema, il compito di restituire la vita. È infatti un dovere morale naturale trasformare l’astratto "Perché esiste l'esistente?" in conoscenza ed arte vivente, non in riproduzioni di morti, ma in realtà viventi e nella conoscenza della vita di tutto il passato, di tutto ciò che è esistito.[49] »

Fëdorov, dunque, fonda un'etica particolare, o supramoralismo, come lui stesso lo chiama che deve fondarsi su tre elementi essenziali: l'uomo, Dio e la Natura uniti sinteticamente tra loro sul modello Trinitario. L'uomo essere razionale è guidato dalla volontà di Dio e nello stesso tempo egli guida le forze naturali. L'individuo non deve agire né per sé, né per gli altri, ma con tutti e per tutti, con l'unico scopo di volgere le forze alla risurrezione degli antenati.

In altri passaggi della La filosofia dell'opera comune con il termine supramoralismo Fëdorov indica semplicemente l’essenza del suo pensiero: supramoralismo diventa allora sinonimo del dovere dell’uomo di adempiere al più grande comandamento cristiano, quello di diventare perfetti come il Padre che è nei cieli, che chiama i figli al compito della ricreazione e della resurrezione così che l’umanità possa infine diventare essa stessa una forza celeste immortale capace di regolare i mondi dell’Universo[50].

È stato notato da più studiosi come questo supramoralismo di Fëdorov, questo cristianesimo attivo, questo cristianesimo dell’azione per diventare più simili a Dio adempiendo così alla volontà divina, troverebbe le sue radici nelle dottrine che i Padri greci esprimevano nell’assioma “Dio si è fatto uomo perché l’uomo diventasse Dio” e in quelle sofianiche e teandriche della filosofia e della teologia ortodossa[51] che saranno riprese e sviluppate successivamente anche da altri filosofi, teologici e scienziati cosmisti[52].

La Pornocrazia e la condizionalità delle profezie apocalittiche[modifica | modifica wikitesto]

Georgij Vasil´evič Florovskij, uno dei suoi più duri critici, attaccava Fëdorov anche in merito alle sue idee di regolazione della natura giudicate essenzialmente solo un’esaltazione della tecnica; per Florovskij queste idee riducevano l’uomo a un meccanico dell’universo, pretendevano di trasformare il cosmo da organismo a meccanismo preferendo sempre l’artificiale al naturale. Fëdorov tuttavia non ha mai glorificato la tecnica sopra ogni altra cosa e non la considerava un fine in se stessa. Nei suoi lavori, Fëdorov ribadisce che la tecnologia deve essere unita con l’arte e la religione, e che deve essere diretta verso l’unico obiettivo del “Compito Comune”, del ripristino della vita degli antenati e dell’armonia nell’intero universo.

Nel suo saggio "Supramoralismo"[53], Fëdorov, oltre al suo futuro utopico di restaurazione e risurrezione prospetta anche un futuro alternativo e distopico: se l’uomo non diventerà maturo assumendosi il sacro dovere della resurrezione dei padri e della regolazione della natura, ma continuerà invece a trastullarsi come un bambino avendo di mira solo il soddisfacimento di meschini bisogni materiali continuando a farsi guidare dai “capricci” femminili, allora la scienza e la tecnica si distanzieranno sempre di più dalla moralità e dalla via indicata da Dio e il progresso, sia nella versione socialista che capitalista, non avrà altro sbocco che la "Pornocrazia (o "Anti-Pasqua” o "Contro-Pasqua") che porterà con sé catastrofiche conseguenze per tutto il genere umano. In questo futuro "pornografico" gli uomini abbandoneranno con disprezzo le visioni del mondo dei loro padri e finiranno per considerare se stessi e i propri simili esclusivamente dal punto di vista dei loro bisogni zoologici. Vivendo completamente nel presente, questi uomini in stato di minorità - d'immaturità - perderanno per sempre la memoria degli antenati. Lo scopo della loro vita non sarà né di ripristinare la vecchia vita né di crearne di nuova, ma di ottenere solo il massimo grado di soddisfazione, comodità e lussuria per se stessi fino a che “la lussuria, una volta che avrà portato a dei matrimoni senza bambini, scaccerà via poi anche l’amore per i padri e per i bambini”[54]. Tutto lo sforzo e l’energia umana, tutta la tecnologia, avrà il solo scopo di aumentare il comfort personale, di eliminare marginali scocciature e fastidi meschini, mentre tutti cercheranno di ignorare l’esistenza della morte. Questa tecnologia, non più guidata da una ragione umana sintonizzata con il comandamento divino della ricreazione ma da una ragione atrofizzata, diventerà una "tecnologia inconscia” che invece di portare la vita ai morti porterà la morte ai vivi. Bloccati in questo nauseante presente privo di senso e di scopo e con una “tecnologia inconscia” che la farà da padrona, le persone guarderanno a se stesse e agli altri con sempre più odio e disgusto finendo per autodistruggersi, realizzando quello che è stato profetizzato come “Il Giorno dell’ira”.

Come il suo paradiso, l’inferno di Fëdorov sarà quindi frutto di una scelta deliberata dell’uomo: se l’umanità non si darà da fare con i suoi propri sforzi, anima e corpo, per il "Compito comune", dovrà certamente affrontare il terribile “Giudizio Universale” autodistruggendosi. L’opzione che Fëdorov presenta all’umanità è quindi radicale: regolazione totale della Natura, o totale sottomissione ad essa, paradiso o inferno[55]. È questa condizionalità delle profezie apocalittiche una delle caratteristiche del pensiero di Fëdorov maggiormente apprezzate da Nikolaj Berdjaev.

Le critiche alla filosofia occidentale[modifica | modifica wikitesto]

Le spaccature sociali a lui contemporanee, che andavano essenzialmente contro quella comunione fraterna in Adamo, erano a suo parere state alimentate dalla colpevole filosofia occidentale, che esaltava il soggetto a spese della collettività: dall'oracolo di Delfi con il "conosci te stesso", questo processo di disintegrazione ha avuto sostenimento in Cartesio e Kant il cui torto è stato quello di non aver pensato a un'azione concreta che muovesse l'umanità all'instaurazione della pace («Per Kant la pace è solo il nostro pensiero, non la realtà»[56]). Il pensiero deve diventare progettazione «Kant invece cerca solo di spiegare i sistemi dell'universo senza partecipare ed agire in questi mondi con la forza creatrice della ragione»[57]. L'Occidente ha sempre avuto, secondo Fëdorov, una visione sbagliata dell'al di là:

« La prima carenza del Paradiso di Dante – questo paradiso per minori, per coloro che considerano l’immortalità e la beatitudine come un loro diritto di nascita e non come il risultato del lavoro – è che questo paradiso non è stato creato da loro; esiste già, è stato creato per loro ma non da loro. (…) Eppure la felicità risiede in primo luogo nel lavoro di creazione, e la regolazione del processo meteorologico è la prima fase del compito celeste – la creazione di paradiso.[58] »

Il pensiero di Fëdorov come progettazione, andando oltre al materialismo e all’idealismo, postula quindi, come sua epistemologia di base, che la conoscenza non sia né soggettiva, né oggettiva, ma “progettiva”: le idee esistono nella mente solo come progetti da realizzare nel mondo materiale. La parentela, la fratellanza, l’immortalità, il paradiso, l’ordine universale, e perfino Dio, non sono reali né come fatti né come idee, ma solo come progetti. Perché diventino fatti reali l’uomo deve quindi realizzarli. Se, per esempio, l’uomo ha già qualche evidenza che Dio e il paradiso esistano, affinché le prove siano conclusive egli deve però fare del mondo di Dio il proprio progetto. Quando avrà realizzato il progetto, non ci saranno allora più dubbi, perché vedrà Dio “faccia a faccia”[59]. Non comprendendo invece che il mondo è il proprio progetto, che può dirigere o non dirigere ma di cui si deve assumere la piena responsabilità, l’uomo ha permesso alle forze cieche della natura di modellare l’universo[60].

Fëdorov criticava poi aspramente Nietzsche, rappresentante esplicito di una tendenza secolare neopagana imperante in Occidente: le forze naturali, caotiche e oscure della materia che per Fëdorov devono essere illuminate e regolate, diventano in Nietzsche, in virtù del principio irrazionale, orgiastico, “dionisiaco”, le autentiche sovrane dell’esistenza.

Le critiche alle religioni[modifica | modifica wikitesto]

Fëdorov vedeva il principio dell’islam in un attivismo distruttivo, che ha come obiettivo la distruzione del mondo e dove i suoi seguaci non riconoscono né fratelli né sorelle, ma solo nemici; nel buddismo un principio d'inattività pessimistica che ha come scopo il rigetto del mondo e dove i propri fedeli vedono gli altri esseri umani solo come ostacoli alla loro fuga dal mondo; nel confucianesimo un legalismo stagnante che non vuole far risorgere, ma solo imbalsamare il mondo, e dove i suoi seguaci venerano gli antenati ma non provano a resuscitarli[61]; nel paganesimo, sempre risorgente in varie forme, la schiavitù, aperta o dissimulata, alle forze cieche della natura; nel giudaismo una speranza inoperante. Per Fëdorov “c’è solo una vera religione, e questa è il culto degli antenati”[62]: tutte le religioni del mondo sono cominciate come culto degli antenati, per poi degenerare. Solo il cristianesimo, in quanto religione dei figli e delle figlie, e quindi della fratellanza, rimane la sola religione che dà all’uomo la giusta direzione nell’esercizio dell’unica vera religione comune a tutta l’umanità, quella degli antenati, perché dice agli uomini di essere incompleti senza i propri padri e che bisogna pertanto resuscitarli fino al primo uomo[63]. Ma per Fëdorov il cristianesimo stesso ridiventa giudaismo e paganesimo e tradisce se stesso se continua a limitarsi - come ha fatto fino ad oggi - a commemorare i propri misteri e dogmi, come la Trinità e la Risurrezione, senza trasformarli attraverso l’opera creatrice dell’uomo, così come richiesto dal Padre che l'ha creato a sua immagine, in progetti attivi e pratici tramite una nuova liturgia scientifico-tecnica extraecclesiale tellurica e cosmica[64]. All’interno del cristianesimo è stata poi l’ortodossia ad aver dato enfasi non alla teologia (pensiero dissociato dall’azione), ma appunto alla liturgia (pensiero e azione), ed è l’ortodossia ad essere la sintesi tra libertà e unità mentre il cattolicesimo rappresenta una falsa unità senza libertà e il protestantesimo la libertà senza unità.

Opinioni su Fëdorov[modifica | modifica wikitesto]

« In conclusione, ricorderemo due giudizi di Andrej Platonov e Michail Prisvin, scrittori considerevolmente colpiti dall'atmosfera delle idee di Fëdorov ed in particolare della sua estetica della creazione della vita: «Bisogna amare l'universo che può essere e non quello che è. L'impossibile è il fidanzato dell'umanità e verso l'impossibile volano le nostre anime» e : «Nei gradi superiori si collocano coloro che si danno anima e corpo alla creazione dell'immaginario». Nikolaj Fedorovic, il filosofo dell' “impossibile” e dell' “immaginario”, fu al tempo stesso autentico poeta del sogno sublime che proietta sempre in avanti l'umanità.”[65] »

« Esistono due aspetti dell'insegnamento di Fëdorov: l'interpretazione dell'Apocalisse, geniale e unica nella storia del cristianesimo, e il suo “progetto” di risurrezione dei morti che contiene, certamente, un elemento fantastico. Ma la sua coscienza morale è la più alta nella storia del cristianesimo. (…). Bisogna riconoscere che nel progetto di Fëdorov un'intuizione geniale nell'interpretazione delle profezie apocalittiche, una coscienza morale straordinariamente elevata, la responsabilità collettiva di tutti per tutti si uniscono a fantasie utopistiche. Egli sostiene che scienza e tecnica possono contribuire alla risurrezione dei morti, che l'uomo riuscirà a dominare definitivamente le forze elementari della natura, regolare la natura e sottometterla. Certo, tutto ciò si ricollega in lui alle forze vivificatrici della religione, alla fede nella Risurrezione di Cristo. Fëdorov non recepiva appieno il significato della croce, per lui il cristianesimo era esclusivamente la religione della risurrezione. Non avvertiva affatto l'irrazionalità del male. La sua dottrina contiene comunque molti elementi degni di essere ritenuti e che rientrano a pieno titolo nell'idea russa. Personalmente non conosco scrittore più autenticamente russo e che tanto possa risultare estraneo all'Occidente.[66] »

« Saldamente ancorato all'idea centrale che il Triuno è il solo Dio, e la risurrezione è il suo comandamento, il progetto, o più esattamente l'abbozzo fedoroviano dell'opera comune è però abbastanza articolato e ricco di spunti curiosi, di osservazioni acute e bizzarre, di intuizioni precorritrici da raccomandarsi anche a una lettura “laica”. Penso, ma non sono che esempi, alla definizione dell'islamismo e del cristianesimo come incarnazioni delle opposte idee-forza della libertà e dell'obbedienza, della creatività e della conquista destinate a un nuovo, imminente scontro storico; alla polemica ecologica e anticolonialista, pacifista e anticonsumista; al progetto di ovviare all'esaurimento prossimo delle risorse alimentari ed energetiche causato dalla sovrappopolazione del globo con lo sfruttamento dell'energia solare e la conquista di altri pianeti, previa la trasformazione della terra stessa in veicolo spaziale mediante il controllo dell'elettromagnetismo; alla demonizzazione della metropoli e degli Stati Uniti d'America; alla proposta di un nuovo modello di famiglia, dove l'unità della coppia non sia funzione della procreazione ma del progetto creativo comunitario; alla rivendicazione della parità della donna, che sta all'uomo come l'immagine delle Spirito sta a quella del Logos; all'identificazione della civiltà contemporanea come civiltà di simulacri e vanità, di immagini suggerite e falsi bisogni. Così, ognuno potrà spigolare a suo gusto nel folto, un po' selvaggio ma seducente, di un testo che ammette, come si suol dire, molteplici livelli di lettura[67] »

Per Evgenij Vagin, Fëdorov è stato un uomo profondamente cristiano, il cui pensiero può rappresentare un elemento vitale per la rinascita spirituale del cristianesimo[68].

Per Sergei A. Levickij, nell’idea di Fëdorov c’è “peccato e follia”, ma anche una superiore tensione; il suo pensiero e il suo “progetto” sono un elemento imprescindibile nella storia del pensiero russo[69].

Per Aleksandr Dugin, il ruolo fondamentale di Fёdorov nella genesi della mentalità russa e sovietica del secolo XX è ancora tutta da scoprire[70].

Per George M. Young, di fronte allo sconfinato potere della tecnologia moderna, quello di Fëdorov rappresenta - se non la migliore - senz’altro la più completa e profonda riflessione sull’uso che l’uomo dovrebbe farne[71].

La biblioteca del Museo N.F. Fëdorov[modifica | modifica wikitesto]

L’istituzione più importante per la diffusione del pensiero di Fëdorov e del cosmismo è oggi la Biblioteca del Museo N.F. Fëdorov[72], fondata nel 1993 e situata a Mosca. Il progetto di un museo dedicato a Fëdorov e ai suoi eredi intellettuali nacque negli anni ottanta del XX secolo su impulso di Svetlana Semёnova (1941—2014), considerata – a livello internazionale - la più importante studiosa di Fëdorov e del cosmismo. La Semёnova fu la prima in URSS, a cavallo tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, a ritornare gradualmente e prudentemente a parlare apertamente di Fëdorov. Attualmente il museo è diretto dalla figlia Anastasija Gaceva. Insieme, madre e figlia hanno curato le opere complete di Fëdorov, composte in quattro volumi. Sempre nel 1993, il libro “Cosmismo russo[73] a cura di Semёnova e Gaceva, ha definito per la prima volta il cosmismo e i temi condivisi che lo rendono un movimento e un campo di studi[74].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Filosofiya obshchago dela: statʹi, mysli i pisʹma Nikolaja Fedorovicha Ḟedorova ("La filosofia dell'opera comune: articoli, riflessioni e lettere di Nicolaj Fedorovic Fëdorov"), 2 voll. pubblicati postumi da V. Kozevnikov e N. Peterson. Volume I, Vernyj, 1906, 731 pp.; Volume II, Mosca, 1913, 473 pp..

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nikolaj F. Fëdorov, Sobraniye sochineniy N.F. Fedorova v 4-kh tomakh (“Le opere di N.F. Fedorov in 4 volumi”), a cura di S.G. Semёnova e A.G. Gaceva, Tomo I, pag. 107
  2. ^ AA.VV., Filosofie nel mondo, Bompiani, 2014 (Bibliografia su "Filosofia dell'impresa comune di Fëdorov)
  3. ^ «Io abbraccio senza riserva il vostro progetto...il vostro progetto è il primo movimento dell'umanità sulla via di Cristo.» (Lev Šestov, Speculazione e rivelazione, Bompiani 2014)
  4. ^ «Sono orgoglioso di vivere nella stessa epoca di un uomo simile» (L. Šestov, Op. cit. ibidem)
  5. ^ Enciclopedia Treccani alla voce corrispondente
  6. ^ Tolstoj racconta che volendo far conoscere l'opera di Fedorov espose i principi fondamentali della sua dottrina in una riunione della società psicologica di Mosca ma si accorse che gli astanti ridevano nell'ascoltare le teorie del filosofo. Tolstoj si sdegnò per questo comportamento, lascio la riunione e ritirò la sua adesione alla società.(L. Šestov, Op. cit. ibidem)
  7. ^ Elisabeth Koutaissof, Introduction, in N.F. Fëdorov, What was man created for? The philosophy of the common task. Selected works translated from the Russian and abridged by Elisabeth Koutaissof and Marilyn Minto, London, Honeyglen, 1990, p. 14
  8. ^ Nikolai Berdyaev, The Religion of Resusciative Resurrection. "The Philosophy of the Common Task of N. F. Fedorov, 1915
  9. ^ Roberto Manzocco, Esseri Umani 2.0: Transumanismo, il pensiero dopo l'uomo, Springer Science & Business Media, 2014 p.26
  10. ^ George M. Young, I cosmisti russi, Tre Editori, Roma, 2017, p. 247
  11. ^ Elisabeth Koutaissof, Op. cit., p. 17
  12. ^ Elisabeth Koutaissof, Op. cit., p. 13
  13. ^ George M. Young, Op. cit., p. 264
  14. ^ George M. Young, Op. cit., p. 73
  15. ^ Cit. in Nikolai Berdyaev, Op. cit.
  16. ^ George M. Young, Op. cit., pp. 73-74
  17. ^ Elisabeth Koutaissof, Op. cit., p. 16
  18. ^ George M. Young Jr., Nikolai F. Fedorov: An introduction, Nordland Publishing Company, Belmont, Massachusetts, 1979, p. 20
  19. ^ Elisabeth Koutaissof, Op. cit., p. 16
  20. ^ George M. Young, Op. cit., pp. 94-95
  21. ^ George M. Young, Op. cit., p. 99
  22. ^ George M. Young Jr.,Op. cit., p. 75
  23. ^ Lev Šestov, Op.cit, p.371
  24. ^ R. Manzocco, Op.cit., pp.18 e sgg.
  25. ^ Nynfa Bosco , Introduzione a N. Fèdorov, Filosofia dell'opera comune, in Id. (ed.), Occidente cristianesimo e progresso, Milano 1981
  26. ^ Nikolaj F. Fëdorov, Sobraniye sochineniy N.F. Fedorova v 4-kh tomakh (“Le opere di N.F. Fedorov in 4 volumi”), a cura di S.G. Semёnova e A.G. Gaceva, Tomo I, pag. 258
  27. ^ Il sesso e la castità erano temi particolarmente dibattuti nella Russia piena di fermenti rivoluzionari del tempo di Fëdorov e la castità fu anche uno tra i tanti oggetti di controversia tra lui e Tolstoj: Fëdorov lo attaccava perché Tolstoj esortava alla castità totale, e quindi alla fine della razza umana, senza aver prima preteso la sconfitta della morte e l’avvio del compito comune della resurrezione dei padri (George M. Young Jr.,Op. cit., p. 68)
  28. ^ Quest'idea venne ripresa più tardi da un fervente cosmista, affezionato alla filosofia fedoroviana, Aleksander Gorsky (1886-1943), che oltre ad avere una propensione per l'occultismo svolgeva in quegli anni i primi, pionieristici studi sul paranormale. Per dare esiti pratici alla teoria della "castità attiva" di Fëdorov, «Gorsky sostenne la possibilità di sublimare, accumulare e reindirizzare a fini più nobili gli sterili istinti sessuali» (Francesco Dimitri, Comunismo magico: leggende, miti e visioni ultraterrene del socialismo reale, Castelvecchi, 2004 p.176 e R. Manzocco, Op.cit., p.28)
  29. ^ Elisabeth Koutaissof, Op. cit., p. 17
  30. ^ N.F. Fëdorov, La questione della fratellanza, o della parentela, sulle ragioni della non fratellanza, della non parentela, cioè dello stato non pacifico del mondo e dei mezzi per la restaurazione della parentela in La Filosofia della Causa Comune, 1906, pp. 9-10
  31. ^ AA.VV. Op.cit cap. 2.8
  32. ^ F. Dimitri, Op. cit., p.173
  33. ^ N. F. Fëdorov, La filosofia dell’opera comune, in N. Bosco, Op. cit., p. 129
  34. ^ N.F. Fëdorov, What was man created for? , p. 166
  35. ^ Più o meno negli stessi anni in cui Fëdorov sviluppava queste idee, negli Stati Uniti Nikola Tesla conduceva le sue avveniristiche e misteriose ricerche - prima a Colorado Springs e poi a Wardenclyffe - sul potere delle onde elettromagnetiche e sull’elettromagnetismo della Terra. Non si sa comunque con certezza se Fëdorov, che era un vorace lettore di libri e giornali ed era particolarmente attento a rimanere aggiornato sullo stato delle ricerche tecnico-scientifiche internazionali, ne fosse o meno a conoscenza.
  36. ^ F. Dimitri, Op. Cit., p.171
  37. ^ Anche Lenin, successivamente, sarà attratto dall'elettricità che gli appariva dotata di un potere quasi magico. (F. Dimitri, Ibidem)
  38. ^ N. F. Fëdorov, Chi è il nostro comune nemico, il nostro unico nemico, ovunque e sempre presente, che vive dentro e fuori di noi ma che, nonostante ciò, è un nemico solo temporaneo? in La Filosofia della Causa Comune, 1913, p. 247
  39. ^ N. F. Fëdorov, La filosofia dell’opera comune, in N. Bosco, Op. cit., p. 135
  40. ^ George M. Young Jr.,Op. cit., p. 113
  41. ^ N.F. Fëdorov, Disarmo. Come gli strumenti di distruzione possono essere volti in strumenti di salvezza e Sulla conversione delle armi, cioè degli strumenti della distruzione in strumenti di salvezza. Sulla conversione degli eserciti in una forza scientifica sperimentale, in una forza di controllo delle forze cieche della natura in La Filosofia della Causa Comune, 1906, pp. 656-676
  42. ^ George M. Young Jr.,Op. cit., pp.113-114
  43. ^ George M. Young Jr.,Op. cit., p.131
  44. ^ Nikolaj F. Fëdorov, Sobraniye sochineniy N.F. Fedorova v 4-kh tomakh (“Le opere di N.F. Fedorov in 4 volumi”), a cura di S.G. Semёnova e A.G. Gaceva, Tomo I, pag. 405
  45. ^ Roberto Manzocco, Op.cit., p.26
  46. ^ Viktor Borisovič Šklovskij, Kosmonavtika ot A do Ia, in Literaturnaia Gazeta, 7 aprile 1971, p.13
  47. ^ F. Dimitri, Op.cit., p.173
  48. ^ George M. Young Jr.,Op. cit., p. 115
  49. ^ N.F. Fëdorov, What was man created for? , p. 141
  50. ^ N.F. Fëdorov, What was man created for?, pp.105-106
  51. ^ Gino Piovesana, Storia del pensiero filosofico russo, San Paolo Edizioni, 1992, p. 278 e N. Bosco, Op. cit., p. 89
  52. ^ Adalberto Mainardi: Teilhard de Chardin e il pensiero russo, su Youtube.
  53. ^ N.F. Fëdorov, Supramoralismo, in La Filosofia della Causa Comune, 1906, pp. 399-468
  54. ^ N.F. Fëdorov, Op. cit.,p. 429
  55. ^ George M. Young Jr.,Op. cit., pp.116-118
  56. ^ N.F. Fëdorov, What was man created for? , p. 50
  57. ^ N.F. Fëdorov, What was man created for? , p. 95
  58. ^ N.F. Fëdorov, What was man created for? , pp.133-134
  59. ^ N.F. Fëdorov, La posizione orizzontale e verticale, la morte e la vita in La Filosofia della Causa Comune, 1906, p.262
  60. ^ George M. Young Jr.,Op. cit., pp.90-91
  61. ^ George M. Young Jr.,Op. cit., p.136
  62. ^ N.F. Fëdorov, Il culto degli antenati come unica, vera religione. La Trinità come un comandamento. La prova delle fedi. La fede, come unificazione nel compito dei padri, o nel ripristino della devozione ai padri e al Dio dei padri. Sul criterio con il quale la via del Signore e l’immagine di Dio si debba determinare in La Filosofia della Causa Comune, 1906, p. 46
  63. ^ George M. Young Jr.,Op. cit., p.145
  64. ^ N. F. Fëdorov, La filosofia dell’opera comune, in N. Bosco, Op. cit., p. 130
  65. ^ Svetlana Semёnova, La creazione della vita. La storia e la cultura nel pensiero di N.F. Fëdorov in “Filosofia, religione e letteratura in Russia all’inizio del XX secolo”, Guida, 1993, p. 126.
  66. ^ Nikolaj Berdjaev, L'idea russa, Mursia, 1992, pp. 210-213.
  67. ^ N. Bosco, Op. cit., p. 90.
  68. ^ Vagin Evgenij, Fedorov, il profeta dell’opera comune, Russia Cristiana, n. 3/1978 (159), pp. 24-43
  69. ^ Cit. in Silvano Tagliagambe, La "Filosofia dell'opera comune" di Fëdorov e il cosmismo russo in "La filosofia della seconda metà del Novecento" a cura di Gianni Paganini, Vallardi, 1998, p.1432
  70. ^ Aleksandr Dugin, Il complotto ideologico del cosmismo russo in Russia segreta, Edizioni all’Insegna del Veltro, Parma, 2012, p. 24
  71. ^ George M. Young Jr.,Op. cit., p.198
  72. ^ (RU) La biblioteca del Museo N.F. Fëdorov, su nffedorov.ru.
  73. ^ S.G. Semёnova e A.G. Gaceva (a cura di), Russkii kosmizm: Antologiia filosofskoi mysli, Mosca, Pedagogika-Press, 1993.
  74. ^ George M. Young, Op. cit., pp. 263-264

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Documentari[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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