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Niels Juel

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Niels Juel

Niels Juel (citato nella storiografia italiana anche come Niccolò Juel[1][2]; Cristiania, 8 maggio 1629Copenaghen, 8 aprile 1697) è stato un ammiraglio danese.

Giovane ammiraglio al servizio di Maarten Tromp nei Paesi Bassi, tornò presto in Danimarca e nel 1659 prese parte alla battaglia di Copenaghen. Nel 1676 vinse, con l'aiuto di Cornelis Tromp, la Svezia e divenne luogotenente generale, per poi divenire governatore a vita di Tåsinge.

Niels Juel era figlio di Erik Juel e di Sophie Sehested, entrambi membri della nobiltà danese,[3][4] originari dello Jutland dove suo padre aveva fatto carriera come funzionario governativo locale e giudice. Suo fratello fu il diplomatico Jens Juel (1631–1700).

Niels Juel nacque a Christiania (attuale Oslo), in Norvegia, dove la sua famiglia aveva trovato rifugio durante l'invasione dello Jutland del 1627 durante la Guerra dei Trent'anni, mentre suo padre era in patria per la difesa dei confini. L'anno successivo terminò l'occupazione e la famiglia si riunì nello Jutland. Dal 1635 al 1642, Juel venne cresciuto da sua zia Karen Sehested (1606–1672) nella residenza di Stenalt presso Randers.

Nel 1647, Niels venne arruolato nell'accademia Sorø.[5][6][7] Nel 1652, entrò al servizio della marina militare olandese. Qui compì il proprio apprendistato sotto la guida degli ammiragli olandesi Maarten Tromp (1598–1653) e Michiel de Ruyter (1607–1676), prendendo parte alla maggior parte degli scontri della prima guerra anglo-olandese.

Dal 1654 al 1656, fu al fianco dell'ammiraglio Michiel de Ruyter nel corso di due suoi viaggi nel Mediterraneo contro i pirati nordafricani. Ammalatosi, venne sbarcato ad Amsterdam nel 1655 e vi rimase sino all'anno successivo, cogliendo l'occasione per studiare le tecniche di costruzione delle navi. Nel 1656, tornò a Copenhagen ed entrò al servizio della marina militare danese come ufficiale, venendo nominato ammiraglio nel 1657. Si distinse nel corso della guerra dano-svedese (1656-1560) nella quale ebbe un ruolo importante nella difesa di Copenhagen contro le forze di re Carlo X di Svezia.[8]

Nel corso della pace dei quindici anni successivi, Juel, come ammiraglio della flotta danese, collaborò allo sviluppo della stessa, risentendosi però del ruolo di preminenza avuto dal viceammiraglio Cort Adeler (1622–1675) al suo ritorno in patria dopo aver prestato servizio per la Repubblica di Venezia contro i turchi. Nel 1675, allo scoppio della Guerra di Scania, prestò servizio dapprima sotto Adeler e poi, dopo la morte di quest'ultimo nel novembre di quell'anno, ottenne il comando supremo della flotta.[9]

Juel ottenne una certa reputazione in Europa portando con sé anche il nome della flotta danese per la quale sviluppò anche una nuova tecnica di manovra che consentiva alle navi di un convoglio di bloccare i rifornimenti dello stesso e agire in forza sull'obbiettivo. Impiegò per la prima volta tale teoria nella battaglia di Jasmund al largo di Rügen (25 maggio 1676) dove riuscì a rompere le linee nemiche e ad affondare cinque navi nemiche, malgrado l'oscurità della notte non gli consentì di inseguire le restanti. Durante l'operazione, ad ogni modo, il suo aiutante, il viceammiraglio olandese Philips van Almonde (1644–1711), lo accusò di codardia. Alcuni giorni dopo la battaglia di Jasmund, l'ammiraglio olandese Cornelis Tromp (1629–1691) con 17 navi di linea olandesi e danesi, sostituì Juel al comando. Juel contribuì grandemente alla vittoria di Tromop nella battaglia di Öland (1° giugno 1676), il che permise ai danesi di invadere la Scandinavia senza incontrare oppositori.[8]

Il 1° giugno 1677, Juel sconfisse l'ammiraglio svedese Erik Carlsson Sjöblad (1647–1725) nel corso della battaglia di Møn. Il 30 giugno 1677, ottenne la sua vittoria più grande nella battaglia della baia di Køge a sudovest di Copenhagen. Con 25 navi di linea e 1267 cannoni totali, circondò e vinse l'ammiraglio svedese Henrik Horn (1618–1693) che disponeva di 36 navi di linea e 1800 cannoni. Per questo suo grande trionfo, Juel venne grato viceammiraglio generale e consigliere privato del sovrano danese.[8]

Nel 1678, sentendo ormai la sua presenza superata nella marina militare olandese, re Cristiano VI di Danimarca licenziò Cornelis Tromp, dando il comando supremo a Juel. Nella primavera del 1678, Juel tornò in mare con 84 navi e 2400 cannoni al suo seguito, con le quali ad ogni modo si limitò a bloccare alcuni porti svedesi e a trasportare delle truppe a Rügen. Dopo il Trattato di Lund del 1679, Juel si dedicò nuovamente a riformare la marina militare danese.[8]

Margrethe Ulfeldt

Juel sposò Margrethe Ulfeldt (1641–1703) nel 1661. Questa era figlia del nobile Knud Ulfeldt (1609–1657) e di sua moglie, Vibeke Podebusk (1608–1645). La coppia ebbe quattro figli.[10]

Nel 1674, Juel venne onorato del cavalierato danese e nel 1678 gli venne garantito il castello di Valdemaro sull'isola di Tåsinge. Morì l'8 aprile 1697, all'età di 67 anni. Venne sepolto nella cappella di famiglia nella chiesa di Holmen presso Copenhagen.[11][12]

  1. Cfr. alle pp. 106-107 in Carlo Randaccio, Storia navale universale antica e moderna, volume II, Roma, Forzani, 1891.
  2. Cfr. a p. 362 in Felice Scifoni, Dizionario biografico universale, Volume III, Firenze, Passigli, 1845.
  3. (DA) Juel Tåsinge, su roskildehistorie.dk. URL consultato il 29 marzo 2010.
  4. (DA) Sehested, su roskildehistorie.dk.
  5. (DA) F. J. Meier, Juel, Jens, in Carl Frederik Bricka (a cura di), Dansk Biografisk Leksikon, vol. 8, pp. 572–587.
  6. C. O. Bøggild-Andersen, Karen Sehested, su denstoredanske.dk, Dansk Biografisk Leksikon, Gyldendal, 18 luglio 2011. URL consultato il 1º dicembre 2018.
  7. Om Stenalt, su stenalt.dk, Stenalt Land- og Skovbrug. URL consultato il 1º dicembre 2018.
  8. 1 2 3 4 Magne Njåstad, Niels Juel – dansk admiral, su snl.no, Store norske leksikon, 6 settembre 2017. URL consultato il 1º dicembre 2018.
  9. Øystein Rian, Cort Adeler, su nbl.snl.no, Norsk biografisk leksikon. URL consultato il 1º dicembre 2018.
  10. Margrethe Ulfeldt, su roskildehistorie.dk, Roskilde Historie. URL consultato il 1º dicembre 2018.
  11. Valdemars Slot, su danskeherregaarde.dk, Danske Herregaarde. URL consultato il 1º dicembre 2018.
  12. Holmens Kirkes Historie, su holmenskirke.dk, Holmens Kirke. URL consultato il 1º dicembre 2018.

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