Nicolaes Maes

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Nicolaes Maes, Vecchia che dorme, 1656 ca., Museo Reale di Belle Arti, Bruxelles

Nicolaes Maes (noto anche come Maas) (Dordrecht, gennaio 1634Amsterdam, 24 novembre 1693) è stato un pittore olandese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del facoltoso mercante di Dordrecht Gerrit Maes e di sua moglie Ida Herman Claesdr., nasce a Dordrecht nel 1634[1]; intorno al 1650 si trasferisce ad Amsterdam, dove entra nello studio di Rembrandt[2].

Nicolaes Maes, Ragazza alla finestra, 1656 ca., Rijksmuseum, Amsterdam

Sono anteriori al 1654, prima cioè del suo ritorno a Dordrecht, alcuni quadri nello stile di Rembrandt, con figure a grandezza naturale e profonda luminosità del colore[2]. Il suo primo stile, infatti, è così vicino a quello di Rembrandt che alcune tele, oggi a Lipsia, a Budapest e in Inghilterra, sono state in passato attribuite al suo grande Maestro[3]. Dipinti di soggetto religioso dal potente chiaroscuro e dai colori caldi come il Cristo che benedice i bambini[4], a lungo attribuito a Rembrandt, e l'Cristo di fronte a Pilato[5] riflettono chiaramente l'influenza di Rembrandt[6].

Nel periodo che va dal 1655 al 1665 il pittore torna a Dordrecht e si sposa[1]; è il suo periodo migliore: mantenendo in parte la magia del colore appresa da Rembrandt, si dedica, però, a dipinti di genere su scala più piccola dei precedenti. I suoi soggetti preferiti sono donne intente a filare o a leggere la Bibbia, o a preparare pasti[2] assaporando calma e silenzio. E tipico l'uso abbastanza pesante del rosso e della forte luce che illumina e semplifica[6]. Sono di questi anni la maggior parte dei dipinti che hanno costruito la sua fama, Donna che fila[7], Vecchia in preghiera[8], Ragazza alla finestra[9], Donna che pulisce un pollo[6][10].

Spiccata predilezione per una assorta interiorità mostrano alcuni dipinti come La serva pigra[11] Il servo curioso[12], punti d'incontro con l'arte di Delft, probabilmente con Carel Fabritius. Si vedano anche, a questo proposito, alcuni ritratti, come Jacob de Witt[13], e Vecchia che dorme[14], di volta in volta attribuito a Rembrandt, Vermeer, Drost e Fabritius[6].

Dal 1665 Maes si trasferisce ad Anversa fino al 1673 e cambia completamente stile e soggetti: se il genere preferito è ora il ritratto, lo stile ricorda l'elegante noncuranza di Van Dyck[3]. Abbandonato il tono rossastro che aveva caratterizzato i lavori precedenti per una gamma tonale più ampia, più leggera e più fresca (ombre grigie e nere, invece di tonalità brunastre)[15], la trasformazione è così netta e repentina da far supporre ad alcuni che si tratti di un altro Maes: il vero Nicolaes Maes avrebbe continuato invece a risiedere a Dordrecht fino al 1673[1].

Nel 1673 si trasferisce ad Amsterdam e riscuote grande successo con i suoi ritratti, freddi e precisi[16]. Fu artista assai prolifico ed è ben rappresentato, ad esempio, alla National Gallery di Londra, e al Rijksmuseum di Amsterdam[15].

Nicolaes Maes, La serva pigra, 1655 ca., National Gallery, Londra

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c The Grove Dictionary of ArtNicolaes Maes
  2. ^ a b c Classic EncyclopediaNicolaes Maes
  3. ^ a b Encyclopædia BritannicaNicolaes Maes
  4. ^ Nicolaes Maes, Cristo che benedice i bambini, 1652 - 1653, National Gallery, Londra
  5. ^ Nicolaes Maes, Cristo di fronte a Pilato, 1649 - 1650, Museo di belle arti, Budapest
  6. ^ a b c d Encyclopédie LarousseNicolaes Maes
  7. ^ Nicolaes Maes, Donna che fila, 1655, Rijksmuseum, Amsterdam
  8. ^ Nicolaes Maes, Vecchia in preghiera, 1656 ca., Rijksmuseum, Amsterdam
  9. ^ Nicolaes Maes, Ragazza alla finestra, 1656 ca., Rijksmuseum, Amsterdam
  10. ^ Nicolaes Maes, Donna che pulisce un pollo, 1656 ca., Philadelphia Museum of Art, Filadelfia
  11. ^ Nicolaes Maes, La serva pigra, 1655 ca., National Gallery, Londra
  12. ^ Nicolaes Maes, Il servo curioso, 1656 ca., Wallace Collection, Londra
  13. ^ Nicolaes Maes, Jacob de Witt, 1657 ca., Dordrechts Museum, Dordrecht
  14. ^ Nicolaes Maes, Vecchia che dorme, 1656 ca., Museo Reale di Belle Arti, Bruxelles
  15. ^ a b The Oxford Dictionary of ArtNicolaes Maes
  16. ^ Enciclopedia Treccani, treccani

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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