Nicolò Zanon

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Nicolò Zanon
Zanon and Napolitano.jpg

Giudice della Corte costituzionale della Repubblica italiana
In carica
Inizio mandato 11 novembre 2014
Tipo nomina Nomina da parte del Presidente della Repubblica

Componente del Consiglio Superiore della Magistratura
Durata mandato luglio 2010 –
2014
Presidente Giorgio Napolitano
Vice presidente Michele Vietti

Dati generali
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Università Università di Torino
Professione avvocato, professore ordinario

Nicolò Zanon (Torino, 27 marzo 1961) è un avvocato, giurista e docente italiano, professore ordinario di diritto costituzionale all'Università degli Studi di Milano[1][2] e giudice della Corte costituzionale della Repubblica Italiana dall'11 novembre 2014.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Torino il 27 marzo 1961, Nicolò Zanon si laurea in giurisprudenza con 110 e lode all'Università di Torino[3] con una tesi in diritto pubblico comparato. Negli anni universitari collabora con la Nuova Destra di Marco Tarchi[4][5] Consegue poi un dottorato di ricerca in diritto comparato presso la facoltà di giurisprudenza dell'Università di Firenze.[3]

Dal 1991 al 1996 lavora come ricercatore in diritto costituzionale comparato presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Torino. Dal 1996 al 1997 è l'assistente di studio del giudice costituzionale Valerio Onida presso la Corte costituzionale a Roma.[3]

Nel frattempo, incomincia la sua carriera come docente: dal 1994 al 1997, infatti, insegna istituzioni di diritto pubblico presso l'Università Bocconi di Milano. In seguito, insegna in molti altri atenei: l'Università di Padova (nel 1996), l'Università di Milano-Bicocca (nel 1997), l'Università degli Studi di Milano (nel 1999 e dal 2002).[3]

Il giudice assieme alle colleghe Sciarra e De Pretis e al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel giorno del giuramento.

Questi sono anni di intensa produzione scientifica, correlata prevalentemente ai temi connessi al diritto regionale, alla giustizia costituzionale, e alla tutela dei diritti fondamentali sia nell’ordinamento italiano che in quello straniero. I suoi articoli, pubblicati su riviste giuridiche italiane e straniere, si incentrano anche sulla posizione costituzionale dei parlamentari e sulla loro tradizionale libertà da vincoli di mandato[6]. Entra a far parte, inoltre, di comitati scientifici e di redazione di importanti riviste del settore quali “Ideazione”, “Giurisprudenza costituzionale”, “Quaderni costituzionali”[7] e “Percorsi costituzionali”.

Nel 1998 ha assunto l’incarico di componente del “Gruppo di lavoro per la riforma dello Statuto regionale”.

Dal 2000 al 2010 è componente del Comitato legislativo della Regione Lombardia e, per nomina dell'Università di Milano, dal 2001 al 2010 è stato membro del consiglio d'amministrazione della Fondazione italiana per la ricerca sul cancro.[3] Inoltre, nel 2005 è consulente della Commissione parlamentare per le questioni regionali e dal 2008 è socio promotore della associazione "Italiadecide - Associazione di ricerca per la qualità delle politiche pubbliche", il cui presidente onorario è Carlo Azeglio Ciampi.[3]

Nel 2009[8]è stato eletto dal Senato della Repubblica componente del Consiglio di presidenza della magistratura amministrativa, di cui ha presieduto, fino a luglio[9], la seconda commissione permanente.

Nel luglio 2010, è stato eletto (su indicazione del Pdl)[10] membro del Consiglio superiore della magistratura[11] con 712 voti, risultando il componente laico più votato.[12] È stato editorialista di Libero, Il Giornale e Il Sole 24 ORE. Ha fatto parte anche della Commissione dei 35 saggi scelti nel 2013 dal Quirinale per predisporre un progetto di riforma della seconda parte della Costituzione[13]

Il 18 ottobre 2014 viene nominato giudice della Corte costituzionale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano insieme con Daria de Pretis.[14] Ha giurato 11 novembre 2014 al Quirinale davanti alle più alte cariche dello Stato prendendo possesso della piena funzione del suo ufficio. Si è dimesso dall'incarico il 12 marzo 2018, in seguito a un'indagine a suo carico per peculato[15] ma, il giorno successivo, la Corte ha respinto le sue dimissioni. Il 28 maggio 2018 cadono le accuse a suo carico con il procedimento che viene archiviato su richiesta della Procura stessa.[16]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

È sposato con Marilisa d'Amico, avvocato di diritto costituzionale ed ha 3 figli.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Giudice di Corte. Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 31 maggio 2017[17]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Ha pubblicato diversi saggi:[3]

  • L’exception d’inconstitutionnalité in Francia: una riforma difficile, Giappichelli, Torino, 1990[18].
  • Il libero mandato parlamentare. Saggio critico sull’art. 67 della Costituzione, Giuffré, Milano, 1991.
  • Pubblico Ministero e Costituzione, Cedam, Padova 1995.
  • Diritto costituzionale dell’ordine giudiziario, Giuffré, Milano 2002.
  • La procreazione medicalmente assistita. Al margine di una legge controversa, Franco Angeli, Milano, 2004 (con A.Celotto)[19].
  • L'incerto federalismo – Le competenze statali e regionali nella giurisprudenza costituzionale, (con A. Concaro), Giuffré, Milano 2005.
  • Il sistema costituzionale della magistratura, Zanichelli, Bologna, 2006 (con F. Biondi), Bologna, 2011, Bologna, 2014, Bologna, 2019.
  • Corti dell’integrazione europea e la Corte costituzionale italiana – Avvicinamenti, dialoghi, dissonanze, ESI, Napoli, 2006 (volume appartenente alla collana celebrativa per il cinquantenario della Corte costituzionale)[20].
  • Nozioni di diritto costituzionale, Giappichelli, Torino, 2007[21].
  • La giustizia civile e penale in Italia, Il Mulino, Bologna, 2008 (con P. Biavati, C. Guarnieri e R. Orlandi)[22].
  • L’ordinamento giudiziario a cinque anni dalla riforma: un bilancio tra spinte all’efficienza e servizio ai cittadini: atti del Convegno di Milano, 21 giugno 2011, Milano, 2012 (con M. G. Di Renzo Villata e F. Biondi)[23].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Maria Antonietta Calabrò, Vanno fermate le fughe di notizie dal Csm, Corriere della Sera, 16 febbraio 2011. URL consultato il 15 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2013).
  2. ^ Prof. Nicolò Zanon, su unimi.it, Università degli Studi di Milano. URL consultato il 15 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 4 novembre 2012).
  3. ^ a b c d e f g Curriculum accademico-scientifico (PDF), Associazione Italiana dei Costituzionalisti, settembre 2009. URL consultato il 16 maggio 2013 (archiviato dall'url originale l'11 novembre 2013).
  4. ^ Liam Brady, Il caso. Alla Corte costituzionale un giudice ex Nuova Destra, Nicolò Zanon, su Barbadillo.it, 24 ottobre 2014. URL consultato il 13 marzo 2018 (archiviato il 13 marzo 2018).
  5. ^ Luciano Lanna, Il fascista libertario, Milano, Sperling & Kupfer, p. 119, ISBN 978-8820050290.
  6. ^ CURRICULUM ACCADEMICO, SCIENTIFICO E PROFESSIONALE
  7. ^ Quaderni costituzionali
  8. ^ COMMISSIONI PERMANENTI – anno 2009, giustizia-amministrativa.it - Sito Istituzionale della Giustizia Amministrativa, 21 maggio 2009. URL consultato il 16 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2014).
  9. ^ COMMISSIONI PERMANENTI – anno 2010, giustizia-amministrativa.it - Sito Istituzionale della Giustizia Amministrativa, 20 maggio 2010. URL consultato il 16 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2014).
  10. ^ Membri laici CSM - Anche Zanon a rischio (PDF), su giustizia-amministrativa.it, Il Mondo, 1º aprile 2011, 18-19. URL consultato il 18 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 18 ottobre 2014).
  11. ^ Composizione del CSM, csm.it. URL consultato il 15 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 6 dicembre 2011).
  12. ^ Eletti gli 8 membri laici del Csm, RaiNews24, 29 luglio 2010. URL consultato il 16 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 30 luglio 2010).
  13. ^ Chi è Nicolò Zanon, nuovo giudice della Consulta, su lettera43.it, 18 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 2 gennaio 2015).
  14. ^ Claudia Fusani, Corte Costituzionale, Giorgio Napolitano nomina Daria De Pretis e Nicolò Zanon e avverte le Camere: "Ora i vostri giudici", Huffington Post, 18 ottobre 2014. URL consultato il 13 marzo 2018 (archiviato il 25 luglio 2016).
  15. ^ Indagato per peculato il giudice costituzionale Zanon, ANSA, 12 marzo 2018. URL consultato il 13 marzo 2018 (archiviato il 13 marzo 2018).
  16. ^ Auto blu usata dalla moglie, archiviate le accuse contro il giudice Zanon, in 28 maggio 2018, La Repubblica, 28 maggio 2018. URL consultato il 28 maggio 2018.
  17. ^ Le onorificenze della Repubblica Italiana - Zanon Prof. Nicolò, su quirinale.it (archiviato il 13 marzo 2018).
  18. ^ L'exception d'inconstitutionnalité in Francia: una riforma difficile
  19. ^ La procreazione medicalmente assistita. Al margine di una legge controversa
  20. ^ LE CORTI DELL'INTEGRAZIONE EUROPEA E LA CORTE COSTITUZIONALE ITALIANA
  21. ^ Nozioni di diritto costituzionale 2007
  22. ^ La giustizia civile e penale in Italia
  23. ^ L'ordinamento giudiziario a cinque anni dalla riforma. Un bilancio tra spinte all'efficienza e servizio ai cittadini. Atti del Convegno (Milano, 21 giugno 2011)

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