Nicolò Carandini

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Nicolò Carandini
Nicolò Carandini.jpg

Ministro senza portafoglio
Durata mandato 18 giugno 1944 –
25 novembre 1944
Monarca Vittorio Emanuele III di Savoia
Capo del governo Ivanoe Bonomi
Legislature Periodo costituzionale transitorio

Deputato dell'Assemblea Costituente
Gruppo
parlamentare
Unione Democratica Nazionale
Collegio Collegio Unico Nazionale

Dati generali
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Professione agricoltore e diplomatico

Nicolò Carandini (Como, 6 dicembre 1895Roma, 18 marzo 1972) è stato un politico e imprenditore italiano. Ufficiale degli Alpini nella Prima Guerra Mondiale, agricoltore e bonificatore della bonifica di Torre in Pietra (Roma), ministro del ministero Bonomi, primo ambasciatore italiano presso il Regno Unito dopo la Seconda guerra mondiale, delegato alla conferenza della pace, deputato all'assemblea costituente, presidente della SIOI, iniziatore del Movimento Federalista Europeo, nonché primo presidente dell'Alitalia, presidente dell'Istituto Italiano di Credito Fondiario, membro del consiglio nazionale del Partito Liberale Italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Proveniente dalla nobile famiglia dei marchesi di Sarzano d'origine modenese trasferitasi in Piemonte (possedeva il titolo di conte, di Patrizio di Modena e Nobile di Bologna), era il figlio del conte Francesco Carandini (1858-1946) e di Amalia Callery Cigna Santi. Fratello di Federico Cesare ed Elisa. Padre di Guido, Andrea, Maria, Margherita e Silvia.

Sposato con Elena Albertini, figlia del senatore Luigi Albertini, fino al 1925 direttore del Corriere della Sera, dal 1926 Nicolò, assieme al cognato Leonardo Albertini, si occupa della bonifica del latifondo Torre in Pietra vicino a Roma, che trasforma in un'azienda agricola all'avanguardia. Nello stesso periodo stringe sempre più stretti contatti con esponenti dell'antifascismo liberale come Benedetto Croce e Francesco Ruffini, e nel 1942, con altri liberali, fonda il giornale clandestino Ricostruzione.

Dopo la seduta del Gran Consiglio del 25 luglio 1943 che sancisce la caduta di Mussolini è, con Leone Cattani, Mario Pannunzio e Francesco Libonati, tra i fondatori del nuovo Partito Liberale Italiano e, dopo l'8 settembre, è membro del Comitato di Liberazione Nazionale (l'organizzazione politica della Resistenza) a Roma, come esponente del Partito Liberale Italiano.

È, per un breve periodo dal luglio al novembre 1944, ministro senza portafoglio nel secondo governo Bonomi. Dal 1944 al 1947 è ambasciatore italiano a Londra.

Nel 1946 è artefice delle trattative che portano all'Accordo De Gasperi-Gruber che risolve il ruolo dell'Alto Adige tra l'Italia e l'Austria.

Dopo la ratifica del Trattato, lascia la diplomazia e ritorna all'attività politica, nel 1948 esce dal Partito Liberale Italiano e, insieme a Mario Ferrara, è il fondatore del Movimento Liberale Indipendente, esigua formazione di ispirazione terzaforzista che, nel 1951 rientra nel Partito Liberale Italiano, all'occasione del Convegno di unificazione e mobilitazione liberale, tenutosi l'8/9 dicembre di quell'anno a Torino. Dopo l'ascesa di Giovanni Malagodi alla guida del partito, esce di nuovo l'8 dicembre 1955, per fondare, insieme all'ex-segretario del Partito Liberale Italiano Bruno Villabruna, ma anche ad esponenti dell'antifascismo democratico quali Leo Valiani, il Partito Radicale.

Collaboratore della rivista "Il Mondo" diretta da Pannunzio, è tra i fondatori del Movimento Europeo Italiano.

Dal 1948 al 1968 è presidente della neonata compagnia aerea Alitalia. Nel 1968 fu tra i promotori del "Centro Pannunzio" di Torino insieme ad Arrigo Olivetti, Leone Cattani, Francesco Libonati, Pier Franco Quaglieni, Mario Soldati.

Era cugino dell'attore Christopher Lee.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Croce al merito di guerra - Luglio 1918 - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra - Luglio 1918

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carandini Albertini, Elena, Passata la stagione... Diari 1944-1947, Firenze, 1989.
  • Carandini Albertini, Elena, Dal terrazzo. Diario 1943-1944, Bologna, 1997.
  • Dotti Messori, Gianna, I Carandini. La storia e i documenti di una famiglia plurisecolare, Modena, 1997.
  • Longo, Oddone, Majnoni, Elisa (a cura di), Nicolò Carandini, il lungo ritorno. Lettere dalla Grande Guerra, Udine, 2005.
  • Riccardi, Luca, Nicolò Carandini il liberale e la nuova Italia, 1943-1953, Grassina, Bagno a Ripoli, 1992.
  • Blasberg, Christian, Die Liberale Linke und das Schicksal der Dritten Kraft im italienischen Zentrismus, 1947-1951, Frankfurt/Main, 2008
  • Carrannante, Antonio, Memorialistica del Novecento in due libri recenti, in "Giornale di storia contemporanea", dicembre 2008, pp. 121–137.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ambasciatore italiano nel Regno Unito Regno Unito Successore Flag of Italy (1861-1946).svg
vacante (Seconda guerra mondiale) 1944 - 1947 Tommaso Gallarati Scotti
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