Nick Kamen

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Nick Kamen
NazionalitàRegno Unito Regno Unito
GenerePop
Synth pop
Soul
Periodo di attività musicale1986 – 1993
Strumentochitarra
EtichettaSire/WEA, Atlantic Records
Album pubblicati6
Studio4
Raccolte2
Nick Kamen
Altezza180 cm
Occhiverdi
CapelliNeri

Nick Kamen, pseudonimo di Ivor Neville Kamen (Harlow, 15 aprile 1962Londra, 4 maggio 2021), è stato un cantante, musicista e modello britannico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Frequentò la St. Marks RC Comprehensive School insieme a due dei suoi sette fratelli, Barry e Chester. Nei primi anni 80 intraprese la carriera di modello.

Gli anni ottanta e il successo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1984 Ray Petri usò una foto di Kamen per la copertina della rivista The Face.[1] Lo scatto mostrava Nick con un berretto da sci, un maglione arancione a collo alto e occhiali da sole Ray-Ban: le labbra erano sbiancate con lo zinco e un sopracciglio era ombreggiato di giallo. Ironicamente sopra di lui aleggiava la scritta "Hot" ("Caldo"), nonostante un gelido inverno londinese. Nick Kamen raggiunse poi la notorietà nel 1985 grazie ad uno spot televisivo della Levi's in cui, dopo essere entrato in una lavanderia, si toglieva i jeans e la maglietta restando tranquillamente in boxer a leggere il giornale in mezzo ad altre persone.[2][3]

Da lì a breve venne notato dalla cantante statunitense Madonna, che ne intuì le potenzialità sia canore che di immagine e, insieme al produttore Stephen Bray, nel 1986 decise di produrgli un brano scritto da lei stessa, Each Time You Break My Heart. La pubblicazione del singolo dette luogo a un successo di vendite, ponendosi al quinto posto nella classifica britannica e tra le prime dieci posizioni nelle principali classifiche di quasi tutti i paesi europei. Una versione remixata da Shep Pettibone entrò anche nelle classifiche di Stati Uniti e Canada.[4]

Nel 1987 vide la luce il suo primo album, intitolato semplicemente Nick Kamen. Il disco era caratterizzato da cover di grandi artisti del soul e del rhythm and blues, tra le quali Win Your Love, brano inciso da Sam Cooke nel 1958, e Loving You Is Sweeter Than Ever, versione aggiornata di una vecchia canzone dei Four Tops, che uscì come secondo singolo. Kamen fu consacrato quale icona della musica pop di quel periodo. La sua indubbia prestanza fisica e il suo aspetto gradevole contribuirono non poco a creare un'immagine che sembrava fatta apposta per attirare l'attenzione dei teenager, in particolar modo di sesso femminile. Inoltre, in svariate occasioni, Kamen sfoggiava un look anni Cinquanta alla Elvis Presley, e in molte foto promozionali che gli venivano scattate si cercava di evidenziare e accentuare il più possibile la somiglianza fisica e di atteggiamento con il "Re del Rock and Roll". Dall'LP Nick Kamen furono estratti altri due singoli, il lento Come Softly to Me, rifacimento di un successo dei Fleetwoods, un trio vocale statunitense celebre verso la fine degli anni Cinquanta, e Nobody Else.

A meno di un anno dall'album di debutto, nel 1988, uscì Us, disco prevalentemente registrato negli Stati Uniti come il precedente, che si avvaleva della produzione di Patrick Leonard, già produttore anche di Madonna, e di Madonna stessa, presente nei cori del singolo Tell Me, che faceva da apripista. Altri singoli degni di nota sono Bring Me Your Love, ad apertura dell'album, e Steal Love, con Anne Dudley degli Art of Noise tra i musicisti.

Us ottenne un particolare successo in termini di vendite in Italia, dove peraltro i videoclip di Tell Me e Bring Me Your Love vennero passati in continuazione su tutti i canali televisivi e radiofonici per mesi. Kamen era richiestissimo per interviste e apparizioni. Questo fece sì che a fine 1988 Nick pubblicasse solamente per l'Italia il disco di remix Loving You, contenente l'inedito Don't Hold out e versioni riarrangiate di alcuni successi dei primi due album.

Nel 1989 Kamen incise la canzone Turn It Up per la colonna sonora del film della Walt Disney Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi di Joe Johnston. Negli anni ottanta nei tabloid furono riportate le sue relazioni con le modelle e attrici Talisa Soto e Tatjana Patitz.[5]

Gli anni novanta e il ritiro dalle scene[modifica | modifica wikitesto]

Seguì un periodo di silenzio che durò fino al 1990, anno in cui Kamen tornò con un nuovo look e sonorità molto più mature delle precedenti, già udibili in I Promised Myself, il singolo che precedeva l'album Move Until We Fly. L'album si muoveva in una direzione nuova e diversa dai precedenti: a tratti malinconico (lo si nota soprattutto in brani come Agony and Ecstasy e You Are) e persino liberatorio (come in Oh How Happy), con una title track di elevato livello. Questo lavoro cominciava a mostrare un altro aspetto dell'interprete, più profondo, introspettivo e lontano dalle contaminazioni tipiche del pop americaneggiante e spensierato degli anni Ottanta. Gli altri singoli estratti furono Oh How Happy (in una versione eterogenea), Looking Good Diving e Agony and Ecstasy. Il disco riscosse un buon successo a livello europeo, soprattutto in Italia, in Germania, in Svezia e nei Paesi Bassi. Ancora oggi Move Until We Fly viene considerato il disco più completo e maturo della sua discografia. Il singolo I Promised Myself verrà di fatto reinterpretato nel tempo da molti artisti famosi e non, e sarà riproposto nelle radio di tutta Europa, divenendo a tutti gli effetti un evergreen.

Dopo un breve tour di concerti dal vivo in Europa fra il 1990 e il 1991, il Move Until We Fly Tour, Nick Kamen fece il suo rientro a Londra prendendosi il giusto tempo per imbastire e registrare un nuovo lavoro, il quarto della sua carriera. Infatti nel 1992 fu il turno di Whatever, Whenever, album dalle sonorità decisamente più vicine al pop britannico, decisamente meno elettroniche dei precedenti, preceduto dal singolo e dal video You're Not the Only One, seguito dal singolo We'll Never Lose What We Have Found. Nonostante la minuziosa produzione (lo stesso Kamen scrisse, arrangiò e produsse gran parte del lavoro), il successo commerciale si rivelò modesto e segnò a tutti gli effetti la fine della carriera musicale di Kamen, che dal 1993 in avanti fece perdere le proprie tracce, eccezion fatta per qualche fortuito flash da parte dei paparazzi.

Dagli anni novanta agli anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante un discreto seguito da parte di una fanbase, e alcuni primi siti non ufficiali che lo seguivano, il cantante si ritirò a vita completamente privata, dedicandosi soprattutto alla pittura, a exhibit e a produzioni audio e video prevalentemente nello scenario indipendente. La stampa tornò a parlare di lui fra il 1998 e il 2001 per la sua relazione con l'attrice e presentatrice televisiva Amanda De Cadenet,[5] per la quale si spostava da Londra a Los Angeles.

Riebbe poi notorietà verso il pubblico nel 2002 quando apparve - nella sua ultima foto ufficiale da indossatore - sulla copertina della rivista di moda Vogue[6]; nel 2003 la boyband svedese A*Teens pubblicò la sua versione di I Promised Myself, riportando il brano al primo posto delle classifiche svedesi. Nello stesso anno l'artista affrontò il lutto per la morte del suo fratello minore Barry.

A settembre 2018, attraverso Instagram, una fanpage del cantante dichiarò che Nick Kamen era in cura per un tumore al midollo osseo [7]. L'artista è morto per le complicazioni del cancro il 4 maggio 2021, a 59 anni.[8]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Anno Titolo Posizioni classifica Certificazioni
Regno Unito
[9]
Austria
[10]
Germania
[11]
Italia
[12]
Paesi Bassi
[13]
Svezia
[14]
Svizzera
[15]
1987 Nick Kamen 34 59 5 38 50 12
1988 Us 2
1990 Move Until We Fly 4 44 9 15 12
  • Austria: Disco d'oro[16]
1992 Whatever, Whenever

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

  • 1988 — Loving You (ITA #7)
  • 1991 — Each Time You Break My Heart — 16 Classic Tracks
  • 2020 — The Complete Collection (box 6 cd)

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Anno Titolo Posizioni classifica Album
Regno Unito
[9]
Austria
[10]
Canada
[17]
Francia
[18]
Germania
[19]
Irlanda
[20]
Italia
[21]
Paesi Bassi
[13]
Nuova Zelanda
[22]
Svezia
[14]
Svizzera
[15]
1986 Each Time You Break My Heart 5 25 64 8 8 3 2 5 41 6 2 Nick Kamen
1987 Loving You Is Sweeter Than Ever 16 51 18 1 13 15
Win Your Love 5
Come Softly to Me 17
Nobody Else 47 19 97
1988 Tell Me 40 1 74 Us
Bring Me Your Love 20 16
1989 Don't Hold Out 32 Loving You
1990 I Promised Myself 50 1 11 5 8 4 1 3 Move Until We Fly
Oh How Happy 37
Looking Good Diving
Agony and Ecstasy
1992 You're Not the Only One Whatever, Whenever
We'll Never Lose What We Have Found
2004 I Promised Myself 2004 42

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ognyan Yordanov, Ray Petri - Urban Guerrilla, in Wound Magazine, vol. 1, n. 2, Londra, gennaio 2008, pp. 116-117, ISSN 1755-800X (WC · ACNP).
  2. ^ Spot pubblicitario "Launderette"
  3. ^ Stephanie Jenkins-Joan Williams, Clothes & Shoes, UK Television Adverts 1955–1985, 2005
  4. ^ David Roberts, British Hit Singles & Albums, Guinness World Records Limited, 19th Edition, p.296, London, 2006, ISBN 978-1-904994-10-7
  5. ^ a b Elisa Porcelluzzi, Nick Kamen, le ex fidanzate/ Talisa Soto, Tatjana Patitz e Amanda de Cadenet, su ilsussidiario.net, 5 maggio 2021. URL consultato il 5 maggio 2021.
  6. ^ Nick Kamen gravemente malato, il messaggio su Instagram, su DiLei, 10 settembre 2018. URL consultato il 5 maggio 2021.
  7. ^ Nick Kamen gravemente malato, il messaggio su Instagram dilei.it
  8. ^ Ivan Zingariello, Addio a Nick Kamen, cantante e modello, dai Levi’s alla hit con Madonna Every Time You Break My Heart, in www.spettacolo.eu, 5 maggio 2021.
  9. ^ a b Nick Kamen, Official Charts Company
  10. ^ a b Discographie Nick Kamen, www.austriancharts.at
  11. ^ Nick kamen, www.charts.de
  12. ^ Top Annuali Album, www.hitparadeitalia.it
  13. ^ a b www.dutchcharts.nl, Discografie Nick Kamen
  14. ^ a b Discography Nick Kamen, www.swedishcharts.com
  15. ^ a b Discographie Nick Kamen, www.swisscharts.com
  16. ^ Gold & Platin, www.ifpi.atdata archivio: 8 giugno 2009
  17. ^ Library and Archives Canada, www.collectionscanada.gc.ca, su collectionscanada.gc.ca. URL consultato il 13 marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 21 agosto 2014).
  18. ^ Discographie Nick Kamen, www.lescharts.com
  19. ^ Chartverfolgung, Nick Kamen, www.musicline.de, su musicline.de. URL consultato il 13 marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  20. ^ The Irish Charts – All There Is to Know, www.irishcharts.ie
  21. ^ Nick Kamen, www.hitparadeitalia.it
  22. ^ Discography Nick Kamen, www.charts.nz

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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