Nick Kamen

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Nick Kamen
Nazionalità Inghilterra Inghilterra
Genere Pop
Synth pop
Periodo di attività musicale 1986-1992
Album pubblicati 6
Studio 5
Live 0
Raccolte 1

Ivor Neville Kamen, meglio noto come Nick Kamen (Harlow, 15 aprile 1962), è un cantante, musicista ed ex modello inglese.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

La prima comparsa in assoluto risale al 1984, quando Ray Petri usa una sua foto per la copertina della rivista The Face.[1] La fotografia mostra Nick con un berretto da sci, un maglione arancione a collo alto e occhiali da sole Ray-Ban. Le labbra sono sbiancate con lo zinco e un sopracciglio ombrato di giallo. Ironicamente sopra di lui aleggia la scritta Hot (Caldo) nonostante un gelido inverno londinese.

Nick Kamen raggiunge notorietà nel 1985 in seguito ad uno spot televisivo della Levi's nel quale, dopo essere entrato in una lavanderia, si toglie i jeans e resta tranquillamente in boxer a leggere il giornale. Non si sa quanto questa performance possa aver influito sulla sua carriera musicale ma da lì a breve viene notato da Madonna, che ne intuisce le potenzialità sia canore che di immagine e insieme al produttore Stephen Bray nel 1986 decide di produrgli un singolo scritto da lei stessa, Each Time You Break My Heart. La pubblicazione del singolo darà luogo ad un successo di vendite, ponendosi al quinto posto della classifica inglese e nelle principali top 10 di quasi tutti i paesi europei.

Nel 1987 vede la luce il suo primo album, intitolato semplicemente Nick Kamen. Il disco sarà caratterizzato da cover di grandi artisti del Soul e R&B tra le quali spiccano Win Your Love" brano inciso da Sam Cooke nel 1958 e Loving You Is Sweeter Than Ever (cover di un vecchio brano dei Four Tops, che esce come secondo singolo), il disco lo consacra quale icona della musica pop di quel periodo. La sua indubbia prestanza fisica ed il suo aspetto gradevole contribuiscono non poco a creare un'immagine che sembra fatta apposta per attirare l'attenzione dei teenager, in particolar modo quelli di sesso femminile. Inoltre in svariate occasioni sfoggia un look alla Elvis anni cinquanta, ed in molte foto pubblicitarie che gli vengono scattate si cerca di evidenziare e accentuare il più possibile la somiglianza fisica e di atteggiamento con il "Re del Rock". Dall'LP Nick Kamen vengono estratti altri due singoli, il lento Come Softly to Me (cover di un famoso brano dei Fleetwods, un trio vocale americano celebre verso la fine degli anni cinquanta), e Nobody Else, (cover di un vecchio brano di Bobby Womack).

A meno di un anno dall'album di debutto, nel 1988 viene pubblicato Us, album prevalentemente registrato negli Stati Uniti (come il precedente disco) che si avvale della produzione di Patrick Leonard (già produttore di Madonna) e di Madonna stessa, presente nei cori del singolo Tell Me (che fa da apripista). Un altro singolo degno di nota è Bring Me Your Love (che apre l'album) e "Steal Love", dove fra i musicisti compare Anne Dudley degli Art Of Noise. Us ottiene un particolare successo in termini di vendite in Italia (dove peraltro i video di Tell Me e Bring Me Your Love vengono passati in continuazione in tutti i network televisivi e radiofonici per mesi) Kamen è richiestissimo per interviste e apparizioni. Questo fa sì che a fine 1988 Nick pubblichi solamente in Italia il disco Loving You, una compilation contenente l'inedito Don't Hold Out e versioni riarrangiate di alcuni successi nei primi due album.

Segue un periodo di silenzio che dura fino al 1990, anno in cui Nick Kamen torna con un nuovo look ed un sound molto più maturo del precedente, già udibile in I Promised Myself, il singolo che precede l'album Move Until We Fly. L'album si muove in una direzione nuova e diversa dai precedenti: a tratti malinconico (lo si nota soprattutto in brani come Agony And Ecstasy e You Are) e a tratti liberatorie (come in Oh How Happy) con una title track di elevato livello. Questo lavoro comincia a mostrare un altro aspetto dell'interprete, che si accentuerà in seguito: quello più profondo, introspettivi e lontano dalle contaminazioni tipiche del pop americaneggiante e spensierato degli anni '80. Gli altri singoli estratti saranno Oh How Happy(con una versione eterogenea), Looking Good Diving e Agony and Ecstasy. Il disco riscuote un buon successo a livello europeo soprattutto in Italia, in Germania in Svezia nei Paesi Bassi e in Europa in genere, sia pure con minor clamore. Ancora oggi però molti fan ritengono Move Until We Fly il disco più completo e maturo dell'intera discografia e il singolo "I Promised Myself" verra' di fatto reinterpretato nel tempo da molti artisti famosi e non, verrà riproposto nelle radio di tutta Europa, divenendo a tutti gli effetti un evergreen.


Dopo un breve tour di concerti dal vivo in europa fra il 1990 e il 1991 "Move Until We Fly Tour", Nick Kamen fa il suo rientro a Londra prendendosi il giusto tempo per imbastire e registrare un nuovo lavoro, il terzo della sua carriera. Infatti nel 1992 è il turno di Whatever, Whenever album dalle sonorità decisamente più vicine al pop britannico, decisamente meno elettroniche dei precedenti, preceduto dal singolo e dal video You're Not the Only One, seguito dal singolo We'll Never Lose What We Have Found. Nonostante la bonta' della produzione (nella quale lo stesso Kamen scrive, arrangia e produce gran parte del lavoro) Il successo commerciale si rivela modesto e segna a tutti gli effetti la fine della carriera musicale di Nick Kamen che, dal 1993 in avanti, fa perdere in breve tempo le proprie tracce, eccezion fatta per qualche fortuito flash da parte dei paparazzi. Nonostante un discreto numero di fans e alcuni siti e pagine social all'attivo non ufficiali, Nick Kamen si ritira quindi nella sua amata Londra a vita privata, dedicandosi soprattutto alla pittura, a exhibit e a produzioni audio e video prevalentemente nello scenario indipendente. La stampa tornerà a parlare di lui Fra il 1998 del 2001 per la sua relazione con l'attrice e presentatrice televisiva Amanda De Cadenet per la quale si spostava da Londra a Los Angeles, nel 2002 quando verrà messo in copertina nella nota rivista di moda Vogue, nel 2003, quando la boyband svedese A*Teens pubblicherà una cover di "I Promised Myself" riportando il brano al primo posto delle classifiche Svedesi e per la recente perdita dell'amatissimo fratello minore Barry.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ognyan Yordanov, Ray Petri - Urban Guerrilla, in Wound Magazine, vol. 1, nº 2, Londra, gennaio 2008, pp. 116-117, ISSN 1755-800X.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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