Niceforo Briennio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Niceforo Briennio
Nato 1062
Morto 1137
Dati militari
Grado Cesare
Guerre Prima Crociata (1097)
Spedizione nel sultanato d'Iconio (1116)
Campagna contro il regno armeno (1137)
Spedizione puntiva ad Antiochia (1137)
Spedizione in Siria (1137)
Battaglie Difesa delle mura di Costantinopoli (1097)
Battaglia di Malik Shah (1116)
Nemici storici Crociati, turchi selgiuchidi, armeni.

[senza fonte]

voci di militari presenti su Wikipedia

Niceforo Briennio (in greco: Νικηφόρος Βρυέννιος , Nikēphoros Bryennios) (Orestiada, 1062Costantinopoli, 1137) è stato un generale, storico, statista e cesare bizantino.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Niceforo Briennio nacque nel 1062 a Orestiada, vicino ad Adrianopoli (thema di Makedonia). Suo padre (o eventualmente suo nonno), che aveva lo stesso nome, fu il governatore del thema di Dyrrachion che si rivoltò contro l'imperatore bizantino, Michele VII Ducas, ma fu sconfitto dal futuro imperatore Alessio I Comneno e fu accecato. Il figlio o il nipote omonimo, Niceforo Briennio, che si era distinto per il suo apprendimento, la sua bellezza, e altre accattivanti qualità, ottenne il favore di Alessio I e la mano di sua figlia Anna Comnena, ricevendo così il titolo di cesare e panypersebastos (uno dei nuovi titoli introdotti da Alessio I).

Niceforo Briennio difese con successo le mura di Costantinopoli contro gli attacchi di Goffredo di Buglione durante la prima Crociata (1097). Condusse i negoziati di pace tra il basileus Alessio I e Boemondo I d'Antiochia (trattato di Devol del 1108). Svolse una parte importante nella sconfitta di Malik Shah, nel sultanato d'Iconio (1116).

Dopo la morte di Alessio, sì rifiutò di entrare a far parte di un complotto che avrebbe portato lui al trono, creato dalla suocera Irene Ducaena e da sua moglie Anna, per deporre immediatamente il nuovo imperatore, Giovanni II Comneno, figlio di Alessio. Sua moglie attribuì il suo rifiuto come codardia, ma si crede che invece egli era assolutamente contrario a spodestare Giovanni, considerando come un crimine la rivolta contro il legittimo erede; l'unico rimprovero che può essere attribuito a Niceforo fu di non aver troncato la cospirazione sul nascere. Fu molto amichevole con il nuovo imperatore Giovanni II, infatti ebbe l'onore d'accompagnato nella sua campagna in Siria (1137), ma fu costretto da una malattia a tornare a Costantinopoli, dove morì lo stesso anno.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Su suggerimento della suocera, Niceforo scrisse una storia chiamata "Materiali per una storia", che narra la storia dell'impero bizantino dal 1057 al 1081, dalla vittoria di Isacco I Comneno su Michele VI Bringa fino alla detronizzazione di Niceforo III Botaniate, avvenuta da parte di Alessio I Comneno. L'opera di Niceforo è descritta come una cronaca familiare, piuttosto che una storia, il cui lo scopo è la glorificazione della casata dei Comneni. Parte dell'introduzione è probabilmente un'aggiunta successiva.

In aggiunta alle informazioni ottenute da anziani contemporanei (come suo padre e suo suocero), Niceforo fece uso delle opere di Michele Psello, Giovanni Skylitzes e Michele Attaleiate. Come era prevedibile, i fatti sono raccontati di parte, attraverso considerazioni personali a favore dei Comneni, visto che Niceforo era membro della famiglia imperiale, allo stesso tempo, offre comunque un insolito punto di vista della storia dell'impero bizantino, degli anni cui egli prende in esame. Il suo modello fu Senofonte, che Niceforo ha imitato in modo modesto, egli si astiene da un uso di molte similitudini e metafore, il suo stile è così semplice e conciso.

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Dal matrimonio con Anna Comnena (1097), Niceforo ebbe diversi figli, di cui quattro sono riportati dalle cronache:

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Editio princeps pubblicato da Petrus Possinus in 1661.
  • in Bonn Corpus Scriptorum Historiae Byzantinae, di A. Meineke (1836), commentato da Charles du Fresne, sieur du Cange.
  • Jacques Paul Migne, Patrologia Graeca, cxxvii.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN10004278 · LCCN: (ENn87829553 · GND: (DE119251531 · BNF: (FRcb13517039c (data)