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Nevşehir

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Nevşehir
comune
Nevşehir – Veduta
Localizzazione
Stato Turchia Turchia
Regione Anatolia Centrale
Provincia Nevşehir
Distretto Nevşehir
Amministrazione
Sindaco Hasan Ünver
Territorio
Coordinate 38°37′30″N 34°42′44″E / 38.625°N 34.712222°E38.625; 34.712222 (Nevşehir)Coordinate: 38°37′30″N 34°42′44″E / 38.625°N 34.712222°E38.625; 34.712222 (Nevşehir)
Altitudine 1.224 m s.l.m.
Superficie 535 km²
Abitanti 67 864 (2007)
Densità 126,85 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 501xx
Prefisso 0384
Fuso orario UTC+2
Targa 50
Cartografia
Mappa di localizzazione: Turchia
Nevşehir
Nevşehir
Nevşehir – Mappa
Sito istituzionale

Nevşehir, un tempo Muşkara e anticamente Nissa o Nyssa, è una città della Turchia, capoluogo dell'omonima provincia in Anatolia centrale. Al censimento del 2000 aveva una popolazione di 67.864 abitanti (105.078 nell'intero distretto).[1][2] Il distretto ha una superficie di 535 km²[3] e la città sorge all'altitudine media di 1.224 m s.l.m.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nissa fu fondata dagli Ittiti alle pendici del monte Kahveci, nella valle del fiume Halys. La regione cadde sotto il controllo dell'impero assiro nell'VIII secolo a.C., poi in possesso dei Medi e infine dei Persiani sotto il regno di Ciro il Grande (546 a.C.). Questi ultimi furono sconfitti da Alessandro Magno nel 333 a.C. Dopo la morte di Alessandro, la Cappadocia fu annessa da Ariobarzane, con Mazaka per capitale. Nissa, insieme al resto del regno di Cappadocia, divenne parte dell'Impero romano sotto Tiberio.

I rifugi sotterranei intorno a Nissa e Göreme furono costruiti in origine per sfuggire alla persecuzione delle autorità pagane dell'impero. Il teologo e santo cristiano Gregorio fu vescovo di Nissa nel tardo IV secolo. Molte delle chiese ricavate nella roccia risalgono a questi albori della cristianità. Anche quando Teodosio il Grande rese il cristianesimo religione ufficiale dell'impero, le grotte offrirono riparo alla popolazione locale dalle incursioni dei Sasanidi intorno al 604 e dal Califfato islamico verso il 647. E quando la politica dell'Impero bizantino volse all'iconoclastia le caverne offrirono nuovo riparo a coloro che fuggivano dalla persecuzione.

Il castello sulla collina risale al periodo bizantino, quando la regione si trovò sul fronte della guerra al Califfato. Nella battaglia di Manzicerta (l'odierna Malazgirt) nel 1071, l'imperatore Romano IV venne sconfitto dal sultano selgiuchide Alp Arslan. Ciò condusse all'occupazione dell'Anatolia da parte dei Selgiuchidi nel 1074, e Nissa, con il resto della regione, divenne parte del Sultanato di Iconio. Passò poi sotto il regno della dinastia caramanide (1328) e infine sotto l'Impero Ottomano (1487), ribattezzata Muşkara. Rimase un insediamento relativamente insignificante fino al primo Settecento.

La moderna Nevşehir deve la sua fondazione al Gran Visir e genero del sultano Ahmed III Damat İbrahim Pasha, che era nato a Muşkara e pertanto aveva a cuore la sua trasformazione in una vera e propria città. Il villaggio, di sole diciotto case, già sotto l'amministrazione del cadì di Ürgüp, evolse rapidamente grazie all'edificazione di moschee (la moschea di Kurṣunlu), fontane, scuole, mense popolari, locande e bagni pubblici, e cambiò nuovamente nome nell'attuale (che significa città nuova in persiano e turco ottomano).

Nevşehir moderna[modifica | modifica wikitesto]

La città è situata a 290 km dalla capitale Ankara entro la regione storica della Cappadocia. Le sue principali fonti tradizionali di reddito, la tessitura di tappeti e la viticoltura, sono state sorpassate dal turismo, grazie alla sua vicinanza con caverne, camini delle fate, monasteri, caravanserragli e le famose chiese scavate nella roccia di Göreme.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (TR) Istituto turco di statistica, Censimento 2000 (XLS). URL consultato il 04-06-2009.
  2. ^ (EN) GeoHive, Informazioni statistiche sulle unità amministrative della Turchia. URL consultato il 04-06-2009.
  3. ^ (EN) Statoids, Informazioni statistiche sui distretti della Turchia. URL consultato il 04-06-2009.

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