Nerone Cesare

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nerone Cesare
Retrat de Neró Cèsar.jpg
Busto raffigurante Nerone Cesare (Museo Archeologico Nazionale, Tarragona, Spagna)
Nome originaleNero Iulius Caesar Germanicus
Nascita6
Morte31
Ponza
ConsorteGiulia Livia
DinastiaGiulio-claudia
PadreGermanico
MadreAgrippina maggiore
Questura25

Nerone Giulio Cesare Germanico (in latino: Nero Iulius Caesar Germanicus; 6Ponza, 31), meglio conosciuto semplicemente come Nerone Cesare, è stato un nobile e politico romano, membro della dinastia giulio-claudia.

Origini familiari[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Dinastia giulio-claudia.

Nerone era il figlio primogenito di Germanico e Agrippina maggiore.[1] Il padre era figlio di Druso maggiore, a sua volta figlio di Tiberio Claudio Nerone e Livia Drusilla, moglie dell'imperatore Augusto, e la madre Antonia minore, figlia di Marco Antonio e di Ottavia minore, sorella di Augusto.[2] Germanico fu poi adottato dallo zio Tiberio.[2] La madre era invece figlia di Marco Vipsanio Agrippa, (generale e amico di Augusto) e di Giulia maggiore, unica figlia naturale del primo imperatore.[3] Era inoltre fratello dell'imperatore Gaio Cesare "Caligola" e di Agrippina minore, moglie dell'imperatore Claudio e madre dell'imperatore Nerone.[3] Suoi altri fratelli erano Druso Cesare, Giulia Drusilla e Giulia Livilla.[3]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nerone nacque nel 6, figlio del famoso ed amato Germanico, figlio adottivo dell'imperatore Tiberio. Fin da bambino fu promesso ad una figlia di Quinto Cecilio Metello Cretico Silano.[4] Alla fine del 19 però Germanico morì, forse fatto avvelenare dallo stesso Tiberio con l'aiuto di Gneo Calpurnio Pisone, che si suicidò l'anno successivo per non essere accusato.[5] Il 7 giugno del 20 Nerone ricevette la toga virilis[6] e, dopo che Tiberio ebbe fatto un discorso in Senato in cui lodava i figli di Germanico, Nerone diventò pontefice e sposò Giulia Livia, figlia di Druso minore, a sua volta figlio di Tiberio.[7] Alla morte di Germanico l'unico erede del princeps diventò Druso minore, ma morì anch'egli poco dopo, nel 23.[8] Allora, appena morto Druso minore, Tiberio affidò i figli di Germanico direttamente al Senato.[9]

« O senatori, avevo affidato questi orfani del loro padre allo zio e l'avevo pregato, bench'egli avesse una prole sua, di amarli e di educarli come fossero del proprio sangue, rendendoli degni di lui e dei suoi discendenti. Ora che Druso m'è tolto, rivolgo a voi questa preghiera e vi supplico, di fronte agli dei e alla patria: questi pronipoti di Augusto, seme di nobilissimi antenati, prendeteli sotto la vostra tutela, guidateli e adempite all'ufficio vostro e mio. E voi, Nerone e Druso, questi saranno i vostri padri. La vostra nascita è tanto elevata che il vostro bene e il vostro male riguardano lo stato. »

(Tiberio al Senato, da Tacito, Annales, IV, 8.)

Nel 25 Tiberio concesse a Nerone la questura,[10] ma già nel 26 tutta la famiglia di Germanico iniziò ad essere perseguitata da Seiano, che dopo aver diffuso maldicenze su Nerone, riuscì ad avvicinare Druso Cesare e a metterlo contro il fratello.[11] Nel 29 Nerone ed Agrippina maggiore furono processati, imprigionati ed esiliati, uno a Ponza e l'altra a Pandataria.[12] Nei primi mesi del 31 Nerone si suicidò[13] oppure venne fatto assassinare da Seiano.[14]

Nel 37, dopo la morte di Tiberio, il nuovo imperatore Caligola andò personalmente sulle due isole per prendere le ceneri del fratello e della madre. Tornato a Roma, furono posate nel Mausoleo di Augusto insieme a quelle di Druso Cesare.[15]

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Nerone Cesare
Retrat de Neró Cèsar.jpg
Padre:
Console Germanico Giulio Cesare
Bust Germanicus Massimo.jpg
Nonno paterno:
Console Druso maggiore
Drusus the elder bust.jpg
Bisnonno paterno:
Pretore Tiberio Claudio Nerone
Trisnonno paterno:
Druso Claudio Nerone
Trisnonna paterna:
Claudia
Bisnonna paterna:
Livia Drusilla
Trisnonno paterno:
Pretore Marco Livio Druso Claudiano
Trisnonna paterna:
Alfidia
Nonna paterna:
Antonia minore
Hera Ludovisi Altemps Inv8631.jpg
Bisnonno materno:
Console Marco Antonio
Trisnonno materno:
Pretore Marco Antonio Cretico
Trisnonna paterna:
Giulia Antonia
Bisnonna paterna:
Ottavia minore
Trisnonno paterno:
Pretore Gaio Ottavio
Trisnonna paterna:
Azia maggiore
Madre:
Agrippina maggiore
Agripina Maior (M.A.N. Madrid) 01.jpg
Nonno materno:
Console Marco Vipsanio Agrippa
Agrippa Gabii Louvre Ma1208.jpg
Bisnonno materno:
Lucio Vipsanio Agrippa
Trisnonno materno:
?
Trisnonna materna:
?
Bisnonna materna:
?
Trisnonno materno:
?
Trisnonna materna:
?
Nonna materna:
Giulia maggiore
-0020 Altes Museum Mädchenkopf anagoria.JPG
Bisnonno materno:
Imperatore Augusto
Trisnonno materno:
Pretore Gaio Ottavio
Trisnonna materna:
Azia maggiore
Bisnonna materna:
Scribonia
Trisnonno materno:
Pretore Lucio Scribonio Libone
Trisnonna materna:
Sentia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cassio Dione, LVII, 22; SvetonioGaio Cesare, VII.
  2. ^ a b SvetonioGaio Cesare, I.
  3. ^ a b c SvetonioGaio Cesare, VII.
  4. ^ Tacito, Annales, II, 43.
  5. ^ SvetonioGaio Cesare, II.
  6. ^ Cassio Dione, LVII, 18; AE 2005, 305.
  7. ^ Tacito, Annales, III, 29.
  8. ^ Cassio Dione, LVII, 22; Tacito, Annales, IV, 3.
  9. ^ SvetonioTiberio, LIV; Tacito, Annales, IV, 8.
  10. ^ Adams 2007, pag. 105; CIL VI, 40374.
  11. ^ Tacito, Annales, IV, 59-60.
  12. ^ SvetonioGaio Cesare, XV; Tacito, Annales, V, 2-3.
  13. ^ SvetonioTiberio, LIV.
  14. ^ Nony 1988, pag. 128-129.
  15. ^ SvetonioGaio Cesare, XV.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti storiografiche moderne
  • Geoff W. Adams, The Roman Emperor Gaius "Caligula" and His Hellenistic Aspirations, Universal-Publishers, 2007, ISBN 978-1-59942-423-1.
  • Daniel Nony, Caligola, traduzione di C. De Nonno, Collana Profili, Roma, Salerno Editrice, 1988, ISBN 978-88-8402-001-7.
  • Antonio Spinosa, Tiberio, l'imperatore che non amava Roma, Milano, Mondadori, 1991, ISBN 978-88-04-43115-2.
  • Charles Brian Rose, Dynastic Commemoration and Imperial Portraiture in the Julio-Claudian Period. Cambridge, 1997, nr. 17, pp. 66–67.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]