Neoghibellinismo
Il neoghibellinismo è un termine che, riallacciandosi ai sentimenti filo-imperiali dei ghibellini medioevali, ha assunto vari significati storici,[1] finendo per indicare riduttivamente quella corrente culturale laica, repubblicana e unitaria diffusa in Italia nella prima metà del XIX secolo che, ispirandosi all'illuminismo e all'anticlericalismo, si opponeva alle ingerenze ecclesiastiche e ai neoguelfi papali di Vincenzo Gioberti.[2][3]

Uso del termine
[modifica | modifica wikitesto]Prima di tornare in voga durante il Risorgimento italiano, il termine ghibellinismo o neoghibellinismo aveva caratterizzato anche il programma politico rinascimentale dello statista italiano e gran cancelliere ispano-asburgico Mercurino Arborio di Gattinara, consigliere dell'imperatore Carlo V nel Cinquecento.[4]
Rifacendosi al suo significato medioevale di sostegno partigiano in favore del Sacro Romano Impero, Gattinara lo rilanciò come ideale politico-ideologico di una monarchia universale ad immagine di Gesù Cristo signore del mondo cristiano, capace non solo di riunificare sotto il proprio dominio i territori tedeschi e italiani, ma anche di posizionarsi come potere egemone sovranazionale subordinando a sé tutti i principi cristiani.[5]
In seguito, il neoghibellinismo passò a designare nell'Ottocento il pensiero risorgimentale di quanti si contrapponevano al progetto neoguelfo e federalista di riunificazione nazionale italiana, considerando il Papato come l'ostacolo principale all'indipendentismo del paese. Principali esponenti del neoghibellinismo in quest'epoca furono il drammaturgo Giambattista Niccolini, il romanziere Francesco Domenico Guerrazzi,[6] e il poeta satirico Giuseppe Giusti.[7]
Ulteriori significati
[modifica | modifica wikitesto]Con un diverso significato, nel Novecento il filosofo perennialista Julius Evola, vicino al fascismo, proponeva di realizzare un'idea di romanità «neo-ghibellina», mirante cioè alla ricostituzione di un Sacro Romano Impero o un Impero romano ma basato su valori spirituali, seppure non cristiani, richiamandosi a una sorta di imperialismo paganeggiante. Ne Il Mistero del Graal rivendicava il significato originario del termine ghibellino, indicante una spiritualità guerriera, regale e aristocratica, erede della tradizione esoterica del Graal, deprecandone l'inversione del suo contenuto semantico avvenuta nel corso del tempo, che avrebbe finito per denotare una dimensione laica, anti-tradizionale e profana, contrapposta a quella del sacro.[8]
Negli anni sessanta, Evola e altri esponenti del ghibellinismo diedero vita alla rivista di studi tradizionali Il Ghibellino.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Peter Herde, Neoguelfen und Neoghibellinen, in Walter Kasper, Lexikon für Theologie und Kirche, 3ªed., vol. 7, Freiburg im Breisgau, Herder, 1998, col. 735.
- ↑ Neoghibellinismo, su treccani.it.
- ↑ Neoghibellinismo, su sapere.it.
- ↑ Alfred Kohler, Karl V (1519–1556), in Anton Schindling, Walter Ziegler, Die Kaiser der Neuzeit, 1519–1918. Heiliges Römisches Reich, Österreich, Deutschland, pag. 36, Monaco, Verlag C. H. Beck, 1990 ISBN 3-406-34395-3.
- ↑ Alfred Kohler, Das Reich im Kampf um die Hegemonie in Europa 1521–1648, pag. 5 e segg., Monaco, Oldenbourg Wissenschaftsverlag, 2010 ISBN 978-3-486-59782-0.
- ↑ Sergio Parmentola, Risorgimento, in Enciclopedia dei ragazzi, 2006.
- ↑ Risorgimento, su it.wikiversity.org.
- ↑ Julius Evola, Il mistero del Graal , § 29, Roma, Mediterranee, 1994 ISBN 978-8827205020.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Julius Evola, Imperialismo pagano, 1928.
- Julius Evola, Il mistero del Graal, 1937.
- Peter Herde, Neoguelfen und Neoghibellinen, in Walter Kasper, Lexikon für Theologie und Kirche, 3ªed., vol. 7, Freiburg im Breisgau, Herder, 1998, col. 735.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Neoghibellinismo, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.