Nemo tenetur se detegere

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La locuzione latina nemo tenetur se detegere (anche nella forma nemo tenetur se ipsum accusare) esprime il principio di diritto processuale penale in forza del quale nessuno può essere obbligato ad affermare la propria responsabilità penale (auto-incriminazione).

Valore costituzionale[modifica | modifica wikitesto]

Tale principio trova accoglimento nel Codice di Procedura Penale di molti paesi[1], a partire dal V emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America, laddove si afferma che nessuno «può essere obbligato in qualsiasi causa penale a deporre contro sé medesimo»[2].

L'ordinamento giuridico, nel bilanciamento degli interessi in gioco, accorda preferenza alla libertà personale - e, secondo una dottrina[3], all'onore della persona - piuttosto che all'interesse alla repressione dei reati. Se tutti i soggetti del procedimento penale fossero obbligati a collaborare incondizionatamente con la Giustizia fino al punto di incriminare se stessi, verrebbe infatti meno la libertà morale dell'imputato, che ha diritto di scegliere se e come difendersi anche quando colpevole[4]: in Italia ciò fu riconosciuto dalla legge n. 932 del 1969, in base alla quale l’interrogatorio non fu "più considerato «narrazione obbligatoria e a titolo di verità cui è costretto l’indagato-imputato», ma concepito essenzialmente come strumento per l’esplicazione del diritto di difesa"[5] accordato dall'articolo 24 della Costituzione.

Diversi sono gli istituti finalizzati a garantire i diritti dei soggetti coinvolti nel procedimento penale[6]. Fra questi, si ricorda in particolare il privilegio contro l'autoincriminazione, che viene riconosciuto all'indagato e all'imputato: essi non sono tenuti a rispondere alle domande che vengono loro poste, e possono perfino mentire. Non possono commettere in tal modo i reati di falsa testimonianza, false informazioni al Pubblico ministero e favoreggiamento.

Il privilegio contro l'autoincriminazione è riconosciuto altresì ai testimoni, i quali possono opporlo qualora dalle risposte alle domande loro poste potrebbe emergere una propria responsabilità penale.

Varianti[modifica | modifica wikitesto]

Il principio del nemo tenetur se detegere vale anche nel diritto amministrativo[7].

Non è riconosciuto il medesimo privilegio nel diritto anglosassone, ove all'imputato è concesso il diritto di non rispondere, come si desume dal noto Quinto Emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti d'America, ma non quello di mentire. Nel caso egli decida di parlare, sarà tenuto a dire il vero, a pena di incriminazione per falsa testimonianza. Per questo motivo nel diritto anglosassone anche l'imputato è ritenuto teste attendibile, ma, di contro, sconta la propria perseguibilità qualora sia provato che menta[8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stanzione Giovanna, Autoincriminazione e diritto al silenzio: le esperienze italiana, francese e inglese, Assago: Wolters Kluwer; [Padova]: CEDAM, 2017.
  2. ^ Calligan, D. J., The right to silence reconsidered, in: Current legal problems. - London : [s.n.]. - Vol. 1941 (1988), p. 69-92.
  3. ^ https://www.tesionline.it/tesi/brano/31608/Il-principio-del-%22nemo-tenetur-se-detegere%22-e-la-componente-egoistica
  4. ^ http://www.avvocatocastellaneta.it/articoli/l-ordine-del-discorso/il-diritto-dell-imputato-di-mentire
  5. ^ E. Di Fiorino, La storia dello ius tacendi dalle origini fino al codice del 1988, 17/9/2009.
  6. ^ http://www.antoniocasella.eu/archica/Laronga_17apr14.pdf
  7. ^ https://www.penalecontemporaneo.it/d/5999-nemo-tenetur-se-detegere-e-procedimento-amministrativo-davanti-alla-consob-per-laccertamento-dellab
  8. ^ Deskus, Cassie. Fifth Amendment Limitations on Criminal Algorithmic Decision-Making, In: New York University Journal of Legislation and Public Policy, Vol. 21, Issue 1 (2018), pp. 237-286

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]