Nemapogon granella

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Falsa tignola del grano
Nemapogon.granella.7579.jpg
Nemapogon granella
Stato di conservazione
Status none NE.svg
Specie non valutata
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Protostomia
Phylum Arthropoda
Subphylum Tracheata
Superclasse Hexapoda
Classe Insecta
Sottoclasse Pterygota
Coorte Endopterygota
Superordine Oligoneoptera
Sezione Panorpoidea
Ordine Lepidoptera
Sottordine Glossata
Infraordine Heteroneura
Divisione Ditrysia
Superfamiglia Tineoidea
Famiglia Tineidae
Sottofamiglia Nemapogoninae
Genere Nemapogon
Specie N. granella
Nomenclatura binomiale
Nemapogon granella
(Linnaeus, 1758)

La falsa tignola del grano (Nemapogon granella (Linnaeus, 1758)) è un lepidottero appartenente alla famiglia Tineidae[1][2].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Adulto[modifica | modifica wikitesto]

Il corpo è lungo 5 millimetri[3], mentre l'apertura alare è tra i 10 e i 15 millimetri[1][3]. Le ali anteriori sono chiare con macchie scure[1][3], quelle posteriori sono grigiastre[1].

Larva[modifica | modifica wikitesto]

Allo stato maturo, le larve di N. granella hanno una lunghezza che va dai 7 ai 10 millimetri[3].

Pupa[modifica | modifica wikitesto]

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Comportamento[modifica | modifica wikitesto]

Esemplare adulto visto dall'alto.

La N. granella presenta abitudini crepuscolari[1]. Le femmine depongono tra 100 e 250 uova per volta[1][3], ponendole sulle sostanze che serviranno da alimento alle larve[1][3]; queste, dopo la schiusa, penetrano superficialmente nella sostanza ospite, se ne nutrono e la intaccano con la bava che secernono[1]. In seguito, le larve si spostano in rifugi asciutti dove maturare, per esempio nelle fessure tra le mattonelle[3]. Tra le sostanze attaccate, la N. granella dimostra una preferenza per le cariossidi dei cereali; difatti, la si trova spesso nei mulini o nei magazzini[3].

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Si nutre a spese di alimenti a lunga conservazione di vario genere (cereali, biscotti, farina, carne secca, noci, spezie, frutta secca, etc.)[1][3][4] e prodotti in fase di stagionatura (salumi, formaggi)[4].

Parassiti[modifica | modifica wikitesto]

N. granella ha due antagonisti naturali, l'imenottero Nemeritis caudatula e l'acaro Pyemotes ventricosus[1].

Danni[modifica | modifica wikitesto]

Perfora in profondità gli alimenti causando modificazioni chimiche ed organolettiche; favorisce, inoltre, la formazione di muffe[4].
I danni sono particolarmente gravi per prodotti quali salumi e formaggi, che subiscono una significativa perdita di qualità[4].

Metodi di lotta[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie può essere controllata grazie a fumigazioni con sostanze varie[1]; la scelta di queste dipende dal tipo di magazzino e dal tipo di alimenti conservati[1]. Alcuni alimenti, come i biscotti, possono essere disinfestati tenendoli per alcune ore ad una temperatura di 55-60 gradi[1]. Un altro accorgimento importante è la disinfestazione preventiva dei locali in cui conservare le derrate alimentari[1].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Abita nelle zone a clima temperato; è abbastanza diffusa nel Nord Italia[1].

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Antonio Servadei, Sergio Zangheri, Luigi Masutti. Entomologia generale ed applicata. Padova, CEDAM, 1972. Pag. 416
  2. ^ Scheda su Nemapogon granella del sito www.butterfliesandmoths.org, su butterfliesandmoths.org.
  3. ^ a b c d e f g h i Scheda su Nemapogon granella del sito www.disinfestanti.it (PDF), su disinfestanti.it.
  4. ^ a b c d Scheda su Nemapogon granella di ISS Italia [collegamento interrotto], su issfacilityservices.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Capinera, J. L. (Ed.), Encyclopedia of Entomology, 4 voll., 2nd Ed., Dordrecht, Springer Science+Business Media B.V., 2008, pp. lxiii + 4346, ISBN 978-1-4020-6242-1, LCCN 2008930112, OCLC 837039413.
  • (EN) Kükenthal, W. (Ed.), Handbuch der Zoologie / Handbook of Zoology, Band 4: Arthropoda - 2. Hälfte: Insecta - Lepidoptera, moths and butterflies, in Kristensen, N. P. (a cura di), Handbuch der Zoologie, Fischer, M. (Scientific Editor), Teilband/Part 35: Volume 1: Evolution, systematics, and biogeography, Berlino, New York, Walter de Gruyter, 1999 [1998], pp. x + 491, ISBN 978-3-11-015704-8, OCLC 174380917.
  • (EN) Scoble, M. J., The Lepidoptera: Form, Function and Diversity, seconda edizione, London, Oxford University Press & Natural History Museum, 2011 [1992], pp. xi, 404, ISBN 978-0-19-854952-9, LCCN 92004297, OCLC 25282932.
  • Antonio Servadei, Sergio Zangheri, Luigi Masutti. Entomologia generale ed applicata. Padova, CEDAM, 1972.
  • (EN) Stehr, F. W. (Ed.), Immature Insects, 2 volumi, seconda edizione, Dubuque, Iowa, Kendall/Hunt Pub. Co., 1991 [1987], pp. ix, 754, ISBN 9780840337023, LCCN 85081922, OCLC 13784377.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]