Nellie Bly

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Ritratto di Nellie Bly

Nellie Bly, pseudonimo di Elizabeth Jane Cochran (Burrell (contea di Armstrong, Pennsylvania), 5 maggio 1864New York, 27 gennaio 1922), è stata una giornalista statunitense.

È stata la prima giornalista investigativa e creatrice del genere di giornalismo sotto copertura. Il suo nome è legato anche ad un giro del mondo da record, completato in soli 72 giorni, emulando Phileas Fogg, protagonista del romanzo di Jules Verne Il giro del mondo in 80 giorni.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Elizabeth Jane nacque a Cochran's Mill presso Apollo, in Pennsylvania, il 5 maggio 1864. Fu la tredicesima tra i quindici figli del giudice e uomo d'affari Michael Cochran[1]. La morte prematura del padre quando lei aveva solo sei anni rese precaria la condizione finanziaria della famiglia e la situazione non migliorò quando la madre si risposò con un uomo che si rivelò presto alcolizzato e violento. La stessa Elizabeth, ancora adolescente, testimoniò contro di lui durante il processo di divorzio intentato dalla madre.[2]

Inizio carriera[modifica | modifica wikitesto]

A causa delle difficoltà economiche fu costretta presto ad abbandonare gli studi ed a cercare un lavoro, così si trasferì a Pittsburgh dove cercò di diventare insegnante. Un articolo dal titolo What Girls Are Good For (A cosa servono le ragazze) pubblicato sul Pittsburgh Dispatch la spinse a scrivere una risposta al direttore firmandosi come Lonely Orphan Girl.[3] La lettera colpì il direttore, George Madden[4], che prima offrì la possibilità alla Cochran di scrivere un articolo e subito dopo un posto stabile nella redazione del giornale.

La firma di Nellie Bly

Egli stesso trovò per Elizabeth anche lo pseudonimo che avrebbe usato per firmarsi, Nellie Bly, ispiratogli del titolo di una famosa canzone di Stephen Foster. Inizialmente lo pseudonimo avrebbe dovuto essere Nelly Bly, ma Madden scrisse erroneamente Nellie e l'errore rimase.[5]

Giornalista[modifica | modifica wikitesto]

Nellie Bly si appassionò presto al giornalismo investigativo e si interessò più volte delle condizioni delle lavoratrici in fabbrica. Questa sua attività le creò difficoltà con gli industriali e così fu costretta ad interessarsi di argomenti tradizionalmente legati alle pagine femminili come giardinaggio e moda. Nel 1886 si trasferì in Messico come corrispondente estera, e qui iniziò a scrivere sulle condizioni sociali del paese sotto il potere di Porfirio Díaz e quando il governo messicano si rese conto del suo lavoro fu costretta a lasciare il paese e tornare in patria.[6]

L'anno successivo abbandonò il Dispatch e si trasferì a New York, nella speranza di ottenere un posto presso il New York World, di Joseph Pulitzer. Pulitzer la assunse invitandola a scrivere sulle condizioni del sanatorio femminile Women's Lunatic Asylum nell'isola di Blackwell, situata a sud-est di Manhattan. La Bly si finse pazza, venne internata e fu sottoposta alle terribili condizioni in cui venivano trattate le pazienti nella struttura. Solo dopo 10 giorni venne dimessa grazie all'intervento del suo giornale, e la sua inchiesta descrisse pubblicamente il sanatorio come più simile a un luogo di reclusione che di cura. Lei lo definì una trappola umana per topi. È facile entrare ma, una volta lì, è impossibile uscire. Il vitto era scadente, i bagni freddi, l'igiene scarsa ed i maltrattamenti costituivano la regola. Insieme alle degenti realmente affette da patologie psichiatriche inoltre venivano internate emigrate povere e donne ripudiate dai familiari, sane di mente ma rifiutate dalla società. Quando l'inchiesta (generalmente conosciuta col nome del volume che ne fu tratto, Ten Days in a Mad-House) fu pubblicata sul quotidiano, destò grande scalpore, tanto che furono presi provvedimenti e vennero aumentate le sovvenzioni per migliorare le condizioni delle pazienti.[7]

Nellie Bly (autunno 1880)

Questa forma particolare di giornalismo in incognito, volta ad entrare in ambienti altrimenti inaccessibili, iniziò a diffondersi anche grazie a lei, che così divenne un modello di riferimento per molti interessati alla carriera di giornalista.

Successivamente si occupò, tra l'altro, di sfruttamento delle operaie, di bambini non desiderati, delle condizioni di lavoro delle domestiche e della vita che si conduceva in un istituto di carità.

Giro del mondo in 72 giorni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1888 Pulitzer ebbe l'idea di realizzare quello che lo scrittore francese Jules Verne aveva immaginato in uno dei suoi libri più conosciuti, Il giro del mondo in 80 giorni. Pulitzer puntò su Nellie Bly e la sfidò a realizzare il viaggio in meno di 80 giorni. Il 14 novembre 1889 la giornalista partì da Hoboken, nel New Jersey, per il suo viaggio di 40 000 chilometri.[8]

Il 25 gennaio 1890 Nellie arrivò a New York. Aveva compiuto la circumnavigazione della Terra in settantadue giorni, sei ore, undici minuti e quattordici secondi. All'epoca si trattò di un record assoluto.

Il suo diario Around the World in Seventy-two Days[9] fu un grande successo di pubblico: Nellie Bly divenne nota in tutto il mondo.

Durante il suo viaggio attorno al mondo, visitò Europa, Giappone, Cina, Hong Kong e Sri Lanka. Mentre era in Francia si recò ad Amiens, la cittadina dove viveva Jules Verne. L'incontro con Verne era stato organizzato da Robert Sherard, corrispondente da Parigi del New York World. Nellie Bly arrivò ad Amiens il 22 novembre alle 16 e fu accolta dal famoso scrittore, accompagnato da sua moglie Honorine e dallo stesso Sherard, che fece da interprete. Verne la trovò "giovane, carina e snella come un fiammifero". La ricevette nel suo studio, dove lei lo intervistò (l'intervista venne pubblicata in seguito, mentre Nellie Bly era in Asia) successivamente ripartì per Calais, dove prese all'ultimo minuto il treno per l'Italia, con destinazione Brindisi[10]. Nellie Bly fu inoltre la prima donna a viaggiare attorno al mondo senza essere accompagnata ovunque da uomini e divenne un modello di emancipazione femminile.

Ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

La tomba di Nellie Bly nel cimitero di Woodlawn

Nel 1895 Nellie Bly si sposò con il milionario Robert Seaman e lasciò il giornalismo. Si dedicò alla gestione degli affari dopo la morte del marito nel 1904. Gravata dai debiti, dovette dichiarare bancarotta nel 1914. In quel periodo partì per l'Europa, dove si mantenne da vivere come corrispondente di guerra per «The Evening Journal»; non dimenticò, comunque, di aiutare vedove e orfani. Tornata negli Stati Uniti un lustro più tardi, continuò a scrivere e a mobilitarsi per i bambini in difficoltà. Ritornò in seguito a scrivere articoli di cronaca, parlando al congresso delle suffragette del 1913. Dopo lo scoppio della prima guerra mondiale si trasferì in Europa ed inviò reportage al «New York Evening Journal» dal fronte russo e serbo[1].

All'età di 57 anni, il 27 gennaio 1922, Elizabeth morì di polmonite al St. Mark's Hospital di New York. Fu sepolta in una modesta tomba al Woodlawn Cemetery nel Bronx.

Poche settimane prima della sua scomparsa, lasciò detto: «Non ho mai scritto una parola che non provenisse dal mio cuore. E mai lo farò».

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Valeria Palumbo, Racconto al femminile (PDF), in Pretext, ottobre 2015. URL consultato il 25 luglio 2017.
  2. ^ Rai
  3. ^ Pioniere. Nelly Bly e il giornalismo di inchiesta, su ingenere.it, 20 agosto 2015. URL consultato l'8 agosto 2016.
  4. ^ Nellie Bly, su enciclopediadelledonne.it. URL consultato il 25 luglio 2017.
  5. ^ (EN) Brooke Kroeger's Nellie Bly, su correctionhistory.org, New York Correction History Society. URL consultato il 13 marzo 2018.
  6. ^ (EN) Nellie Bly, Six Months In Mexico/Chapter 26, su en.wikisource.org, American Publishers Corporation (Wikisource), 1889. URL consultato il 14 marzo 2018.
  7. ^ (EN) Alice Gregory, Nellie Bly’s Lessons in Writing What You Want To, su newyorker.com, The New Yorker, 14 maggio 2014. URL consultato il 15 marzo 2018.
    «What, excepting torture, would produce insanity quicker than this treatment?».
  8. ^ (FR) Christian Desmeules, Écrivains voyageurs: le tour du monde de Nellie Bly, l’opération Phileas Fogg, su ledevoir.com, Le Devoir, 31 luglio 2017. URL consultato il 29 aprile 2018.
  9. ^ Nellie Bly’s Book: Around the World in Seventy-two Days
  10. ^ Vedi (FR) Daniel Compère, Jean-Michel Margot, Entretiens avec Jules Verne. 1873-1905, Slatkine, 1998, pp. 31-72.
  11. ^ "Elizabeth Jane Cochran - National Women's Hall of Fame", su womenofthehall.org.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicola Attadio, Dove nasce il vento, Milano, Bompiani, 2018, SBN IT\ICCU\MIL\0949824.
  • Martina Starnini, Follie separate - Genere e internamento manicomiale al San Niccolò di Siena nella seconda metà dell’ottocento, Pisa, Consiglio Regione Toscana -Sistema bibliotecario dell’Università di Pisa, 2014, ISBN 978-88-6741-463-5.
  • Nellie Bly, Dieci giorni in manicomio, traduzione di Barbara Gambaccini, Massa, Edizioni Clandestine, 2017, SBN IT\ICCU\UBO\4283158.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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