Nel mare ci sono i coccodrilli

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«I fatti sono importanti. La storia è importante. Quello che ti cambia la vita è cosa ti capita, non dove o con chi.»

(Enaiatollah)
Nel mare ci sono i coccodrilli
AutoreFabio Geda
1ª ed. originale2010
Genereromanzo
Sottogenerebiografia, reportage
Lingua originaleitaliano
PersonaggiEnaiatollah Akbari, Sufi, sua madre.
ProtagonistiEnaiatollah Akbari
Altri personaggiLa madre, Sufi.
Preceduto daL'esatta sequenza dei gesti (2008)
Seguito daLa bellezza nonostante (2011)

Nel mare ci sono i coccodrilli è il terzo libro di Fabio Geda, che racconta la storia di Enaiatollah Akbari, dalla sua nascita in Afghanistan, al suo arrivo in Italia. Il romanzo è basato sulle interviste fatte dall'autore a Enaiatollah, che racconta della sua reale esperienza di vita.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Enaiatollah all’età di undici anni viaggia con la madre in Pakistan, a Quetta, ed è qui che gli fa promettere di non rubare, di non drogarsi e di non usare armi. Poi, prima di lasciarlo, gli dà un ultimo bacio in fronte.

Quando il mattino Enaiatollah si sveglia e cerca sua madre, non trovandola, chiede notizie al responsabile del dormitorio che gli risponde che è ritornata a casa. Il ragazzino ci rimane male, deve trovare un lavoro e riesce a convincere il responsabile, Kaka Rahim, ad assumerlo. Dopo tanti giorni di lavoro, faticosi e in condizioni disagevoli, incontra un signore che nota la sua bravura e l’intelligenza e gli propone di lavorare per lui. Enaiatollah deve comprargli la merce e poi venderla per la città. Il giorno dopo si mette a lavorare per le strade del Pakistan. Continua così finché non conosce un gruppo di ragazzini nelle sue stesse condizioni. Loro vogliono partire per arrivare in Iran e col cuore ricco di speranza, Enaiatollah si unisce a loro. Tra questi c'era anche Sufi. Dopo una settimana di ricerca vengono assunti come muratori in un cantiere dove costruivano case per i signori. Più tardi, una volta arrivato il controllo della polizia, il ragazzino rischia di essere rispedito in Afghanistan. Allora il suo amico Sufi, preso dalla paura dei poliziotti, decide di andare in Iran e Enaiatollah dopo qualche giorno, lo raggiungerà sfinito. Anche lì trovano lavoro come muratori, nel cantiere li pagano bene e il venerdì, che era il loro unico giorno libero, come tutti gli altri bambini vanno a giocare.

Enaiatollah conosce un altro gruppo di ragazzini che gli propone di andare in Turchia. Lui accetta ma Sufi decide di rimanere in Iran. Si salutano nella speranza che si possano rincontrare. I ragazzi attraversano a piedi le montagne per circa un mese e vivono al freddo con la paura dei lupi. Per non essere scoperti dalla polizia si nascondono per tre giorni di viaggio nel cassone di un camion con un doppio fondo alto poco più di cinquanta centimetri che li porta in Turchia. Scesi dal camion gli fanno male le gambe, la schiena e tutte le ossa poiché sono state in una posizione scorretta. Il ragazzo dichiara di aver urinato sangue per diverse settimane e che i dolori furono atroci. In Turchia vivono sotto un ponte, e la ricerca di un lavoro è vana, così Enaiatollah e i suoi amici, che convinse a pagargli il viaggio poiché sapeva un poco di inglese, partirono di notte con un gommone fornito da un trafficante di persone.

Durante il viaggio per Atene, Enaiatollah incontra un suo vecchio amico di Quetta, che gli disse che lui andava a vivere in un parco di Atene, vicino ad una chiesa che dava da mangiare e fare bisogni di sera, ed Enaiatollah accetta di andare con lui.

Qualche giorno dopo decise di andare a Corinto, per vedere se c’era qualche passaggio per un paese Europeo che lo soddisfasse. Un giorno riuscì a salire su un barcone che era diretto verso Venezia. Da Venezia partì per Roma dove cercò un suo amico, che scoprì abitare a Torino. Enaiatollah restò a Torino dove iniziò a studiare e dove viveva con una famiglia amica dell'amico, che si offrì di prenderlo in custodia.

Enaiatollah alla fine della storia riesce a ricontattare la madre, incredula, e le conferma di essere sano e salvo. Egli termina di narrare questa avventura all'età di 21 anni circa.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Fabio Geda, Nel mare ci sono i coccodrilli. Storia vera di Enaiatollah Akbari, Milano, Baldini&Castoldi, 22-4-2010, ISBN 9788868520151.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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