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Neithotep

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Neithotep
BoneLabelQueenNeithhotep-BritishMuseum-August21-08.jpg
Dettaglio di una targhetta d'osso recante il nome della regina Neithotep, rinvenuto a Naqada (EA55589). British Museum
Regina consorte d'Egitto

Reggente

In carica ca. 3100 a.C. (Periodo arcaico)
Sepoltura mastaba
Luogo di sepoltura Naqada
Dinastia I dinastia egizia
Consorte Aha (un tempo creduta moglie di Narmer)[1]
Figli Djer[2]

Neithotep (... – ...) è stata una regina egizia, ritenuta a lungo moglie di Narmer, primo sovrano della I dinastia[3], ma recentemente identificata come moglie del faraone Aha, secondo sovrano della medesima dinastia, e madre di Djer[4].

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(Neith è contenta, oppure: Offerta a Neith)

Nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome teoforo, ossia recante il nome della dea Neith, divinità del Basso Egitto, della caccia e della guerra, indica probabilmente la regione di origine di Neithotep, che dovette perciò essere una principessa del Basso Egitto[5]. Ciò portò a supporre che il matrimonio con Aha, originario dell'Alto Egitto, potrebbe essere stata una operazione politico-religiosa volta a rafforzare la recente unione dei due regni sotto un unico sovrano[5][6].

Sepoltura[modifica | modifica wikitesto]

La tomba di Neithotep fu scoperta nel 1897 dall'archeologo francese Jacques de Morgan nel sito di Naqada e ispezionata nel 1898 dal tedesco Ludwig Borchardt. La struttura superiore consisteva di una grande mastaba in mattoni di fango essiccato. Le pareti esterne presentavano nicchie. Come quasi tutti gli edifici egizi in mattoni di fango, della mastaba non resta pressoché nulla. A causa delle ragguardevoli dimensioni, fu scambiata in passato per la tomba di Menes. La scelta del luogo per l'edificazione della tomba potrebbe suggerire che la titolare fosse originaria del Basso Egitto[6].

Recenti scoperte[modifica | modifica wikitesto]

Frammento di alabastro recante il nome di Neithotep, rinvenuto ad Abido. Museo egizio del Cairo (n.3051)

Fino al gennaio 2016 si è ipotizzato che Neithotep (il cui nome compare nelle tombe dei successori del sovrano: Aha e Djer) fosse stata la sposa principale di Narmer. Alcuni ipotizzarono che fosse madre del faraone Aha (o Hor-Aha)[6].

D'altro lato la scoperta, avvenuta nel gennaio del 2016 nel Sinai, a Wadi Ameyra, durante una spedizione capitanata da Pierre Tallet, di iscrizioni sulla roccia ascrivibili cronologicamente ai regni di Iri Hor, Narmer, Djer e Raneb, ha rivelato che Neithotep fu regina reggente nei primi anni del regno di Djer, secondo successore di Narmer, e che quindi fu probabilmente una sposa di Aha[7][8][9]. Le inscrizioni di re Djer mostrano una processione festiva di barche cerimoniali con accanto il serekht del nome di Djer; l'immagine del falco di Horus, regolarmente posizionato sulla cima del serekht, impugna una mazza da guerra e colpisce a morte un nemico inginocchiato: il nome di Neithotep compare alla sua sinistra[7][8][9].

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Dinastia periodo di regno
Periodo arcaico I intorno al 3100 a.C. ± 100 anni

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Owen Jarus: Name of queen Neith-hotep found at Wadj Ameyra. In: Live Science, 19 gennaio 2016
  2. ^ Owen Jarus: Name of queen Neith-hotep found at Wadj Ameyra. In: Live Science, 19 gennaio 2016
  3. ^ Toby A. H. Wilkinson: Early Dynastic Egypt - Strategy, Security and Society. Routledge, London 1999, ISBN 0-415-26011-6, p. 5 & 174.
  4. ^ Owen Jarus: Name of queen Neith-hotep found at Wadj Ameyra. In: Live Science, 19 gennaio 2016
  5. ^ a b Toby A. H. Wilkinson: Early Dynastic Egypt - Strategy, Security and Society. Routledge, London 1999, ISBN 0-415-26011-6, p. 70 & 291.
  6. ^ a b c Tyldesley, Joyce (2006), Chronicle of the Queens of Egypt, London: Thames & Hudson. pp.26-9
  7. ^ a b Owen Jarus, Live Science, Early Egyptian Queen Revealed in 5,000-Year-Old Hieroglyphs
  8. ^ a b Early Egyptian Queen Revealed in 5,000-Year-Old Hieroglyphs, livescience.com.
  9. ^ a b Photos: 5,000-Year-Old Hieroglyphs Discovered in Sinai Desert, livescience.com.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Silke Roth: Die Königsmütter des Alten Ägypten von der Frühzeit bis zum Ende der 12. Dynastie, Wiesbaden 2001, S. 31-35 ISBN 3-447-04368-7