Nebbiolo
| Nebbiolo | |
|---|---|
| Dettagli | |
| Sinonimi | Spanna, Chiavennasca, Prunent, Picotendro |
| Paese di origine | |
| Colore | rosso |
| Regioni di coltivazione | Piemonte Sardegna Lombardia Umbria Abruzzo Basilicata Valle d'Aosta |
| DOCG | Barbaresco Barolo Gattinara Ghemme Roero Sforzato di Valtellina o Sfursat di Valtellina Valtellina superiore |
| DOC | Alba Albugnano Boca Bramaterra Canavese Carema Colli Tortonesi Colline Novaresi Colline Saluzzesi Coste della Sesia Fara Langhe Lessona Monferrato Nebbiolo d'Alba Piemonte Pinerolese Sizzano Terre Alfieri Valle d'Aosta o Vallee d'Aoste Valli Ossolane Valle d'Aosta Donnas Valle d'Aosta Nebbiolo Valle d'Aosta Arnad-Montjovet |
| Ampelografia | |
| Degustazione | |
| http://catalogoviti.politicheagricole.it/result.php?codice=160 | |
Il Nebbiolo è un vitigno autoctono a bacca nera del Piemonte (Italia), considerato di pregio e adatto per vini da invecchiamento di alta qualità (D.O.C. e D.O.C.G.).
È coltivato soprattutto nelle colline di Langhe-Roero, quindi in alcune zone del Monferrato, Canavese, Astigiano ed infine nel Vercellese-Novarese col nome di Spanna e in Val d’Ossola nell’estremo nord Piemonte con il nome di Prünent.
Si riscontra una parziale coltivazione anche in alcune regioni limitrofe del Piemonte, quali Lombardia (in Valtellina, con il nome di Chiavennasca) e in Provincia di Varese (IGT Ronchi Varesini), in Valle d'Aosta (col nome di Picotener, Picotendre o Picotendro), e alcune zone della Sardegna (Luras). È coltivato anche in una piccola zona dell'Umbria, a Marsciano. Viene inoltre utilizzato anche per la vinificazione e l'assemblaggio di alcuni vini in Abruzzo e Basilicata, mentre all'estero esistono alcune coltivazioni in vari paesi, tuttavia con risultati non sempre soddisfacenti.
Altri sinonimi del vitigno possono essere: Nebiolo, Prunenta, Brunenta, Marchesana, Martesana, Melasca, più altri vitigni cloni denominati Lampia, Michet, Rosé, Bolla.
Il nome Nebbiolo identifica il vitigno, ossia la denominazione di una varietà botanica e non una denominazione geografica protetta: di conseguenza, la varietà può essere coltivata e commercializzata con tale nome in qualsiasi parte del mondo.[1][2][3][4]
In quanto vitigno autoctono con forte identità locale, è talvolta richiamato nel dibattito sulla sovrapposizione tra nome varietale e nome del vino dello specifico territorio.[5][6]
Il tema è stato affrontato in Italia anche in occasione di misure di ridenominazione dei vitigni, adottate per chiarire in modo inequivocabile la separazione tra la varietà botanica e la denominazione territoriale protetta.[7]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Il termine pare derivare da "nebbia", ma non è chiaro se per definire l'aspetto dell'acino, scuro, ma appannato (annebbiato) da abbondante pruina, oppure se dovuto alla maturazione molto tardiva delle uve, che porta spesso a vendemmiare nel periodo delle nebbie autunnali.
Il Nebbiolo ha le sue prime citazioni storiche alla fine del Duecento, per la sua presenza in vari luoghi, primariamente in Piemonte, soprattutto per l'Astigiano e le Langhe: nel 1431 è citato negli statuti di La Morra assieme al Pignolo. Solo a partire dal XIX secolo il Nebbiolo viene frequentemente citato nelle opere dei più famosi ampelografi.
Zone di coltivazione
[modifica | modifica wikitesto]È coltivato in Piemonte nelle Langhe e nel Roero in provincia di Cuneo, in Canavese (particolarmente nel comune di Carema) in provincia di Torino, nel Biellese, nell'Alto Vercellese, nel Novarese e nel Verbano-Cusio-Ossola. È presente anche nell'Astigiano seppure in quantità minore.
Al di fuori del Piemonte è ampiamente diffuso nella Bassa Valle d'Aosta, ancor più in Valtellina ove costituisce la base per la produzione dei DOCG Valtellina superiore e Sforzato o Sfursat. È presente anche in Franciacorta e a Luras in Sardegna settentrionale, dove è denominato "Nebiolo". Dai primi anni del XXI secolo viene coltivato anche nei comuni di Angera, Albizzate e Azzate in Provincia di Varese. Dal XVIII secolo fu introdotto da piemontesi anche nella zona di Gubbio in provincia di Perugia.[8]
Caratteristiche morfologiche
[modifica | modifica wikitesto]- Germogliamento: prima decade di aprile.
- Fioritura: prima decade di giugno.
- Invaiatura: seconda decade di agosto.
- Maturazione dell'uva: seconda-terza decade di ottobre.
Attitudini enologiche
[modifica | modifica wikitesto]È un vitigno producente uve di altissima qualità (l'unico confronto possibile in tali termini è probabilmente quello con il Pinot nero), per diversi aspetti, ma soprattutto per la completezza di tutte le caratteristiche, in buon equilibrio tra colore, corpo, acidità, aromi persistenti e volatili, robustezza alcolica. È quindi uva adatta ad essere vinificata in purezza o con minimi apporti, a produrre vini definibili "nobili" di gran corpo e durata, previa adeguata maturazione (affinamento).
Per definizione è un vitigno adatto all'invecchiamento, è infatti molto stabile negli aromi, che con la terziarizzazione divengono sempre più complessi ed interessanti, mentre il colore, per il profilo caratteristico degli antociani, tende ad evolvere rapidamente verso il granato[9].
A maturazione finita i vini di Nebbiolo presentano un profumo con note fruttate e di fiori secchi, di spezie. Al gusto il tannino è intenso seppur compensato dall'acidità elevata, tipica della varietà. Normalmente viene vinificato in purezza per far risaltare tutte le sue caratteristiche.
Vini ricavati
[modifica | modifica wikitesto]- Solo in purezza (100% uve Nebbiolo): Barbaresco, Barolo, Nebbiolo d'Alba e Roero.
- Anche con aggiunta di altre uve: Carema, Donnas, Gattinara, Ghemme, Langhe Nebbiolo, Valtellina superiore, Sforzato di Valtellina, Canavese Nebbiolo, Albugnano, Spanna, Roero, Lessona, Terre Alfieri, Valli Ossolane.
- Solo con aggiunta di altre uve: Bramaterra, Boca, Fara, Sizzano.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ WineNews, «Ma se i vitigni autoctoni italiani diventassero un giorno le varietà internazionali più diffuse?», 2024, https://winenews.it/it/ma-se-i-vitigni-autoctoni-italiani-diventassero-un-giorno-le-varieta-internazionali-piu-diffuse_535047/
- ↑ Gambero Rosso, «Cambiamenti climatici e viticoltura: le nuove sfide del vino italiano», https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/cambiamenti-climatici-viticoltura/
- ↑ Christian Benna, Nebbiolo made in Usa: «Così ho impiantato il principe dei vini nella mia Virginia», su Corriere della Sera, 28 dicembre 2020. URL consultato il 24 novembre 2025.
- ↑ Il Nebbiolo? Prodotto anche in USA, Australia e Argentina - Memorie di un (Santo?) Bevitore -, su fancy Magazine. URL consultato il 24 novembre 2025.
- ↑ Gambero Rosso, «Vitigni autoctoni e vini contemporanei: tradizione, tecnica e territorio», https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/vitigni-autoctoni-vini-contemporanei/
- ↑ WineNews, «La vocazione del territorio è una parola della quale forse il vino ha perso il vero significato», 2024, https://winenews.it/it/la-vocazione-del-territorio-e-una-parola-della-quale-forse-il-vino-ha-perso-il-vero-significato_552119/
- ↑ Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, «D.M. 17 luglio 2009 – Ridenominazione del vitigno Prosecco in Glera», https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2009/07/28/09A08700/sg
- ↑ Fabrizio Cece, Sulle origini del nebbiolo di Gubbio[collegamento interrotto] (PDF), su vinisemonte.com, giugno 2013. URL consultato l'8 settembre 2019.
- ↑ Fattori che influenzano gli antociani nelle uve nebbiolo e sangiovese (PDF), su viten.net.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Nebbiolo
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Scheda del Nebbiolo nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite, su catalogoviti.politicheagricole.it.

