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Nazionale maschile di calcio dell'Inghilterra

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Inghilterra (bandiera)
Inghilterra
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Sport Calcio
FederazioneFootball Association
ConfederazioneUEFA
Codice FIFAENG
SoprannomeThree Lions
SelezionatoreGermania (bandiera) Thomas Tuchel
Record presenzePeter Shilton (125)
CapocannoniereHarry Kane (78)
Ranking FIFA(19 novembre 2025)[1]
Sponsor tecnicoNike
Esordio internazionale
Scozia (bandiera) Scozia 0-0 Inghilterra Inghilterra (bandiera)
Glasgow, 30 novembre 1872
Migliore vittoria
Irlanda (bandiera) Irlanda 0-13 Inghilterra Inghilterra (bandiera)
Belfast, 18 febbraio 1882
Peggiore sconfitta
Ungheria (bandiera) Ungheria 7-1 Inghilterra Inghilterra (bandiera)
Budapest, 23 maggio 1954
Campionato del mondo
Partecipazioni16 (esordio: 1950)
Miglior risultatoCampione (1966)
Campionato europeo
Partecipazioni11 (esordio: 1968)
Miglior risultatoFinalista (2020, 2024)
UEFA Nations League
Partecipazioni4 (esordio: 2018-19)
Miglior risultato3º posto (2018-19)

La nazionale di calcio dell'Inghilterra (in inglese England national association football team) è la selezione calcistica maschile che rappresenta l'Inghilterra in ambito internazionale; opera sotto la giurisdizione di Football Association, la federazione calcistica inglese.

Nazionale di calcio più antica al mondo insieme a quella scozzese, ha vinto un campionato mondiale, nell'edizione casalinga del 1966, e nella rassegna ha raggiunto in due occasioni il quarto posto (1990 e 2018). Per quanto riguarda il campionato d'Europa, il miglior piazzamento è il secondo posto raggiunto nelle edizioni 2020 e 2024. L'Inghilterra è, dunque, l'unica nazionale di calcio che non ha mai vinto l'alloro continentale tra quelle laureatesi campioni del mondo.[2] Negli altri trofei internazionali vanta, quale miglior risultato, un terzo posto nell'edizione inaugurale della UEFA Nations League.

Il posizionamento più alto raggiunto dall'Inghilterra nella classifica mondiale della FIFA, istituita nell'agosto 1993, è il 3º posto, occupato dall'agosto al settembre 2012, da settembre a ottobre 2021 e dal novembre 2023 all'aprile 2024, mentre il più basso è il 27º posto del febbraio 1996. Occupa attualmente il 4º posto nella graduatoria.[1]

Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della nazionale di calcio dell'Inghilterra.
L'Inghilterra schierata prima di un match contro la Scozia a Richmond nel 1893.

La nazionale inglese di calcio è, insieme a quella scozzese, la più antica selezione internazionale della storia del calcio. Le due squadre si incontrarono per la prima volta il 5 marzo 1870 al Kennington Oval di Londra[3] sotto la giurisdizione di Football Association[4], all'epoca l'unica federazione calcistica esistente nel Regno Unito; nei successivi due anni e mezzo le due formazioni disputarono cinque incontri rappresentativi.

La sesta gara tra le due formazioni, che ebbe luogo all'Hamilton Crescent di Glasgow[5], è considerata il primo incontro internazionale della storia del calcio, in quanto tenutasi tra due selezioni indipendenti operanti in autonomia e non controllate dalla medesima federazione calcistica[6]. Per i successivi quarant'anni l'Inghilterra giocò esclusivamente contro nazionali di calcio delle nazioni costitutive del Regno Unito, vale a dire Scozia, Galles e Irlanda nel Torneo Interbritannico.

Inizialmente l'Inghilterra non disputava i propri incontri di calcio in uno stadio ben definito. Affiliata nel 1906 alla FIFA, la federazione allargò il novero di avversarie della propria squadra nazionale nel 1908, quando la nazionale intraprese un tour in Europa centrale. Nel 1923 fu inaugurato lo stadio di Wembley, da allora la sede della nazionale. Nel 1928 la FA uscì dalla FIFA per rientrarvi nel dopoguerra nel 1946. Il suo primo mondiale di calcio fu quindi quello del 1950 in Brasile, in cui fu eliminato dopo una clamorosa sconfitta contro gli Stati Uniti[7].

A tale data l'Inghilterra aveva già subìto la sua prima sconfitta interna a opera di una formazione esterna al Regno Unito: il 21 settembre 1949 al Goodison Park di Liverpool, terreno dell'Everton, fu l'Irlanda a imporsi 2-0[8]. Quattro anni dopo i Bianchi avrebbero perso anche la loro prima gara interna contro una formazione fuori dalle Isole britanniche, l'Ungheria che si impose 6-3 a Wembley; la sconfitta fu così pesante che il Manchester Guardian commentò che «Il 6-3 è perfino stretto […] quando gli ungheresi marcarono il sesto gol, nessun astante si sarebbe stupito se fossero arrivati a dieci»[9]. Il ritorno a Budapest sei mesi più tardi fu anche più disastroso, con i magiari vittoriosi per 7-1[10], al 2025 la peggior sconfitta inglese. Al termine dell'incontro Syd Owen dichiarò: «È stato come giocare contro dei marziani»[11].

Al campionato del mondo 1954 l'Inghilterra raggiunse per la prima volta nella propria storia i quarti di finale, dove fu sconfitta per 4-2 ed eliminata dall'Uruguay campione del mondo in carica.

La generazione d'oro

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La scultura The Champions ad Upton Park, dedicata alla vittoria della Coppa Rimet 1966.

Malgrado la nomina del primo selezionatore a tempo pieno, Walter Winterbottom, nel 1946, la squadra fu ancora scelta da un comitato tecnico fino alla nomina di Alf Ramsey, che assunse il ruolo di allenatore nel 1963. Nel campionato del mondo 1966, ospitato dall'Inghilterra, la squadra di Ramsey vinse il proprio girone grazie ai successi contro Messico e Francia e il pareggio contro l'Uruguay. Ai quarti batte 1-0 l'Argentina e in semifinale 2-0 il Portogallo grazie alla doppietta di Bobby Charlton e in finale batte la Germania Ovest (4-2) dopo i tempi supplementari, grazie alla tripletta di Geoff Hurst divenendo per la prima volta campioni del mondo. In quello stesso anno l'attaccante della nazionale Bobby Charlton vincerà il Pallone d'Oro.

Al campionato d'Europa 1968, in Italia, la squadra inglese raggiunse per la prima volta nel torneo le semifinali, eliminata dalla Jugoslavia.

Qualificatasi per il campionato del mondo 1970 in Messico, da campione del mondo in carica la nazionale inglese fu eliminata ai quarti di finale dalla Germania Ovest: in vantaggio di due gol, subì la rimonta avversaria e perse per 3-2 dopo i tempi supplementari. Le mancate qualificazioni al campionato d'Europa 1972 e al campionato del mondo 1974 portarono alle dimissioni di Ramsey, ma l'Inghilterra fallì anche la qualificazione al campionato d'Europa 1976 e al campionato del mondo 1978. Nel 1977 la nazionale inglese venne affidata al commissario tecnico Ron Greenwood, con il quale riuscì stavolta a qualificarsi per la fase finale del campionato d'Europa 1980, da dove venne comunque eliminata al primo turno. Al campionato del mondo 1982 l'Inghilterra, sempre guidata da Greenwood, tornò dopo dodici anni a giocare una fase finale di un grande torneo: venne eliminata nella seconda fase a gironi, pur senza subire alcuna sconfitta.

Allenata da Bobby Robson, la squadra raggiunse i quarti di finale del campionato del mondo 1986, dove fu sconfitta per 2-1 dall'Argentina ed eliminata in una partita resa famosa da due gol di Diego Armando Maradona: la prima rete fu segnata di mano, mentre la seconda venne premiata dalla FIFA nel 2002 come "Gol del secolo". Al campionato d'Europa 1988, però, l'Inghilterra perse tutte le partite e fu eliminata al primo turno. Al mondiale di Italia 1990 ottenne il suo secondo miglior piazzamento di sempre, il quarto posto, dopo aver perso ai tiri di rigore (4-3 dopo l'1-1 dei tempi supplementari) la semifinale con la Germania Ovest[12] e la finale per il terzo posto contro l'Italia padrona di casa. Il risultato fu salutato con entusiasmo da tutta la nazione e sancì di fatto la fine della lunga gestione Robson, che lasciò la panchina inglese l'anno seguente.

Dopo le dimissioni di Robson, gli anni novanta videro avvicendarsi tre allenatori alla guida della nazionale. Passata nelle mani del nuovo selezionatore Graham Taylor, al campionato d'Europa del 1992 la squadra pareggiò contro i futuri vincitori della Danimarca e contro la Francia, e fu eliminata al primo turno dopo la sconfitta contro i padroni di casa della Svezia.

Taylor si dimise dopo la mancata qualificazione al campionato del mondo 1994; Terry Venables guidò la squadra al campionato d'Europa 1996, disputato in casa e conclusosi con l'eliminazione in semifinale, di nuovo ai rigori contro la Germania[13]; nonostante la sconfitta, gli inglesi eguagliarono il loro miglior risultato nella competizione, risalente al 1968.

L'Inghilterra quarta classificata al campionato del mondo 1990

Come già reso noto prima del campionato europeo del 1996, a rassegna conclusa Venables lasciò il posto a Glenn Hoddle, che guidò i suoi alla qualificazione al campionato del mondo 1998 vincendo un girone comprendente anche l'Italia. Nella fase finale del torneo l'Inghilterra uscì agli ottavi di finale contro l'Argentina, ancora una volta ai tiri di rigore (dopo il 2-2 dei tempi supplementari). Kevin Keegan condusse dunque l'Inghilterra al campionato d'Europa 2000, dove la squadra fu eliminata nuovamente nella fase a gironi, disfatta che causò le dimissioni del tecnico.

Nel 2001 la conduzione tecnica dell'Inghilterrà passò a Sven-Göran Eriksson, primo allenatore non inglese della squadra. Durante la sua gestione, durata cinque anni, la formazione dei Leoni si fermò sempre ai quarti di finale di mondiali ed europei: al campionato del mondo 2002 (eliminazione contro il Brasile poi vincitore del torneo), al campionato d'Europa 2004 (eliminazione contro il Portogallo, nuovamente ai tiri di rigore) e al campionato del mondo 2006 (ancora contro il Portogallo e ancora ai tiri di rigore). Nonostante le eliminazioni, l'Inghilterra di Eriksson in cinque anni perse solo tre partite nei 90 minuti di gioco (cinque se si considerano i 120 minuti) e si issò al quarto posto della classifica mondiale della FIFA, ragioni che spinsero la federazione a rinnovare il contratto con il tecnico svedese sino al campionato d'Europa 2008. Ciononostante l'allenatore lasciò il proprio ruolo alla fine del mondiale.

La gestione del successore, Steve McClaren, si rivelò fallimentare: nel novembre 2007, dopo aver clamorosamente mancato la qualificazione al campionato d'Europa 2008 (decisivo il rovescio interno contro la Croazia all'ultima giornata), egli fu esonerato e sostituito dall'italiano Fabio Capello, in carica dal dicembre 2007.

Dopo aver vinto tutte le partite di qualificazione al campionato del mondo 2010 tranne una, nella fase finale del torneo la squadra inglese pareggiò le prime due partite contro Stati Uniti e Algeria[14], poi vinse contro la Slovenia e superò il primo turno, ma agli ottavi di finale, contro la Germania, perse per 4-1, stabilendo la propria peggiore sconfitta nelle fasi finali di un mondiale.

Nel febbraio 2012 Capello lasciò la nazionale dopo una polemica con la federazione sulla cessione di sottrarre la fascia di capitano a John Terry per accuse di razzismo[15] e fu sostituito da Roy Hodgson, a sole sei settimane dell'inizio del campionato d'Europa 2012[16]. Ancora una volta per gli inglesi furono fatali i rigori: ai quarti di finale fu l'Italia a eliminare i Leoni dopo lo 0-0 dei 120 minuti di gioco[17].

Qualificatasi per il campionato del mondo 2014, in Brasile la squadra inglese deluse, uscendo già al primo turno (la fase a gironi), evento che in un mondiale non accadeva da Svezia 1958 e in un grande torneo da Belgio-Paesi Bassi 2000[18]. L'unico punto ottenuto nella fase finale, contro la Costa Rica nell'ultima partita, rappresentò il peggiore risultato di sempre per l'Inghilterra ai mondiali[19]. L'Inghilterra si qualificò poi per il campionato d'Europa 2016 con 10 vittorie in 10 partite del girone eliminatorio[20], ma nella fase finale uscì agli ottavi di finale contro la sorprendente Islanda (2-1)[21]. Hodgson si dimise[22] e gli subentrò Sam Allardyce, che rimase in carica per un solo mese (vittoria in una partita contro la Slovacchia), costretto alle dimissioni allo scoppio di uno scandalo di affari illeciti di calciomercato che lo vedeva coinvolto[23].

Il ritorno in auge

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L'Inghilterra quarta classificata al campionato del mondo 2018

Gareth Southgate, allenatore dell'Under-21, assunse le redini della nazionale maggiore nell'autunno del 2016, inizialmente in via temporanea[24] e poi permanente[25]. Sotto la sua gestione l'Inghilterra ottenne da imbattuta nel proprio girone la qualificazione al campionato del mondo 2018, poi si qualificò per gli ottavi di finale giungendo seconda nel gruppo di prima fase, ottenendo due vittorie contro Tunisia e Panama e subendo una sconfitta contro il Belgio. Agli ottavi eliminò la Colombia ai tiri di rigore[26] e ai quarti di finale la Svezia (2-0)[27], accedendo così alle semifinali del mondiale dopo 28 anni. In semifinale fu sconfitta per 2-1 dalla Croazia dopo i tempi supplementari e poi perse anche la finale per il terzo posto contro il Belgio, chiudendo al quarto posto, come a Italia 1990.[28]

Nel settembre 2018 la nazionale inglese esordì nella Lega A della UEFA Nations League 2018-2019, dove vinse il girone con Spagna e Croazia con due successi e un pari in quattro gare, ottenendo così la qualificazione alla final four. Sconfitta in semifinale a Guimarães dai Paesi Bassi, nello stesso stadio l'Inghilterra batté ai tiri di rigore la Svizzera, ottenendo il terzo posto nella rassegna.

Al campionato d'Europa 2020, disputato in varie sedi nel 2021, l'Inghilterra superò da prima classificata il proprio girone, grazie alle vittorie per 1-0 contro Croazia e Rep. Ceca e al pareggio a reti bianche contro la Scozia, in tre partite giocate allo stadio londinese di Wembley. Qualificatasi da capolista del girone, l'Inghilterra continuò a giocare a Londra, dove batté la Germania per 2-0 agli ottavi di finale, mentre ai quarti di finale, allo stadio Olimpico di Roma, superò per 4-0 l'Ucraina e in semifinale sconfisse la Danimarca per 2-1 dopo i tempi supplementari, accedendo alla finale dell'europeo per la prima volta. Nell'atto conclusivo della manifestazione, disputato in casa, a Wembley, la nazionale inglese fu sconfitta dall'Italia ai tiri di rigore (3-2) dopo che i tempi regolamentari e supplementari si erano chiusi con il risultato di 1-1.

Dopo la terza posizione nel proprio girone di Lega A dell'edizione 2020-2021 di UEFA Nations League, nella successiva edizione del torneo gli inglesi delusero le aspettative, non vincendo neanche una partita su sei e retrocedendo così in Lega B a causa dell'ultimo posto. Al campionato del mondo 2022 in Qatar, dopo aver primeggiato nella fase a gironi e aver superato il Senegal agli ottavi, la corsa degli inglesi si fermò ai quarti contro i campioni in carica della Francia, vittoriosi per 2-1. Al campionato d'Europa 2024, in Germania, la nazionale inglese superò la prima fase come prima nel girone (vittoria per 1-0 contro la Serbia e pareggi per 1-1 contro la Danimarca e 0-0 contro la Slovenia) e di seguito eliminò Slovacchia (2-1 dopo i tempi supplementari) agli ottavi, Svizzera (1-1 e 5-3 ai tiri di rigore) ai quarti e Paesi Bassi (2-1) in semifinale, per poi venire sconfitta dalla Spagna (2-1) nella finale di Berlino e confermare, quindi, il secondo posto raggiunto tre anni prima.

Impianti di gioco

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Tra i vari stadi che hanno ospitato le gare della nazionale inglese particolarmente noto è lo stadio londinese di Wembley.[29] L'impianto originario venne inaugurato nel 1923, risultando teatro di numerose partite: oltre a varie finali di coppe europee, ospitò gli atti conclusivi del Mondiale 1966 e dell'Europeo 1996.[30] Demolito nei primi anni 2000[31][32], venne ricostruito riaprendo nel 2007 con lo stesso nome.[33] L'apertura coincise con una sfida dell'Under-21, che in amichevole pareggiò (3-3) contro i pari età dell'Italia (3-3 il finale).[34] La fama del Wembley rimase legata anche ai risultati, tanto che fino al 1953 nessuna avversaria fu in grado di uscirne vittoriosa.

Altri impianti in cui i Tre Leoni si sono spesso esibiti sono l'Old Trafford di Manchester e l'Highbury, sempre sito nella capitale ed abbattuto nel 2006.[35][36]

Colori e simboli

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Scudo araldico dello stemma dalla Federazione calcistica dell'Inghilterra, con i tre leoni azzurri e le rose Tudor. Le dieci rose sono state aggiunte nel 1949.

La classica divisa casalinga dell'Inghilterra è composta da maglia bianca, pantaloncini blu e calzettoni bianchi; in genere il colore blu è variato spesso, anche se la tonalità notte è quella più tradizionale nonché l'attuale. Dal 1998 la maglia è spesso decorata con ornamenti color rosso, per avvicinarla ai crismi della bandiera nazionale; inoltre, talvolta non è insolito vedere i giocatori inglesi scendere in campo in totale completo bianco.

In trasferta, altrettanto classica è la tenuta rossa con pantaloncini bianchi e calzettoni rossi, la più amata e la più famosa anche perché usata nel Mondiale del 1966 vinto in casa – nonostante nella storia, gli inglesi non ne ebbero bisogno fino a una partita contro una selezione non britannica. In realtà la seconda divisa non è stata sempre rossa: dal 1935[37] al 1959[38] l'Inghilterra scendeva spesso in campo in tenuta blu. Nel 1996 invece, durante l'Europeo tenutosi proprio in patria, l'allora sponsor tecnico propose una muta d'un tenue blu indaco: tale combinazione fu utilizzata contro Bulgaria, Germania e Georgia, ma trovò scarsi consensi sia tra i tifosi, attaccatissimi alla casacca rossa della tradizione, sia tra gli addetti ai lavori, dato che tale tonalità poco contrastava col bianco della prima tenuta;[39] la maglia rossa fu pertanto ripristinata dopo due soli anni, e utilizzata stabilmente fino ai giorni nostri salvo che nel biennio 2011-2012, quando si tentò una nuova sperimentazione con una casacca blu navy abbinata a pantaloncini color celeste.[40]

Il classico abbinamento cromatico inglese, maglia bianca e pantaloncini blu, qui in una delle sue versioni più iconiche, sfoggiata a Euro 1980

Situazione più unica che rara nel panorama delle compagini nazionali, nel corso della sua storia l'Inghilterra ha più volte sfoggiato anche delle terze maglie. Già nei Mondiali del '70 vestì una divisa celeste contro la Cecoslovacchia.[41] Nel 1973 invece si ricorse a un'uniforme simile a quella del Brasile, composta da una maglia gialla e da pantaloncini blu, utilizzata ancora contro la Cecoslovacchia e in seguito vista pure con Polonia e Italia.[42] Ai Mondiali 1986, l'Inghilterra scese in campo in maglia bianca e pantaloncini celesti contro l'Argentina. Tra il 1986 ed il 1993 ci furono infine varie terze maglie color celeste (tra cui una rimasta famosa tra i collezionisti, coi leoni d'Inghilterra sullo sfondo[43]), ma che furono raramente usate in occasioni ufficiali.

Moore in maglia gialla nel 1973, per un'amichevole in casa dell'Italia

Per oltre vent'anni il fornitore tecnico dell'Inghilterra è stata la Umbro ma, dopo l'annuncio della vendita della società da parte della proprietaria Nike, proprio il colosso americano dello swoosh è subentrato come sponsor tecnico dal 2013. Precedentemente, per brevi periodi le maglie erano state firmate da aziende come Bukta e Admiral.

Per quanto concerne i dettagli, sul petto dei giocatori inglesi è presente lo stemma della propria federazione, uno scudo bianco con bordatura blu scuro, recante all'interno i tre leoni d'Inghilterra e le rose rosse tipiche della dinastia Tudor; il richiamo è fortemente ispirato all'emblema nazionale. Sopra lo stemma è inoltre posta una stella che rappresenta la vittoria al Mondiale del '66.

Confronti con le altre nazionali

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Questi sono i saldi dell'Inghilterra nei confronti delle nazionali con cui sono stati disputati almeno 10 incontri.

  • Nota bene: come previsto dai regolamenti FIFA, le partite terminate ai rigori dopo i tempi supplementari sono considerate pareggi.

Saldo positivo

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Nazionale Giocate Vinte Pareggiate Perse Reti fatte Reti subite Differenza reti Ultima vittoria Ultimo pareggio Ultima sconfitta
Scozia (bandiera) Scozia116492641206175+3212 settembre 202318 giugno 202117 novembre 1999
Galles (bandiera) Galles10570211424691+1659 ottobre 202520 maggio 19812 maggio 1984
Irlanda del Nord (bandiera) Irlanda del Nord634612516956+11326 marzo 200513 novembre 19857 settembre 2005
Irlanda (bandiera) Irlanda57468323049+18116 novembre 19495 novembre 194722 ottobre 1927
Irlanda (bandiera) Irlanda543712518439+14517 novembre 20247 giugno 201515 febbraio 1995
Germania (bandiera) Germania39179137649+2729 giugno 202126 settembre 202222 marzo 2017
Francia (bandiera) Francia32175107241+3117 novembre 201511 giugno 201210 dicembre 2022
Paesi Bassi (bandiera) Paesi Bassi3012995435+1910 luglio 202412 agosto 20096 giugno 2019
Svizzera (bandiera) Svizzera2818736021+3926 marzo 20226 luglio 202430 maggio 1981
Spagna (bandiera) Spagna28134114634+1215 ottobre 201815 novembre 201614 luglio 2024
Ungheria (bandiera) Ungheria2616376136+252 settembre 202112 ottobre 202114 giugno 2022
Belgio (bandiera) Belgio2616647433+4111 ottobre 202026 marzo 202415 novembre 2020
Svezia (bandiera) Svezia259974032+87 luglio 201820 giugno 200614 novembre 2012
Portogallo (bandiera) Portogallo23101034625+212 giugno 20161º luglio 200612 giugno 2000
Danimarca (bandiera) Danimarca2313643922+177 luglio 202120 giugno 202414 ottobre 2020
Polonia (bandiera) Polonia2112813313+2231 marzo 20218 settembre 20216 giugno 1973
Austria (bandiera) Austria1911445927+322 giugno 20214 settembre 200413 giugno 1979
Argentina (bandiera) Argentina146622115+612 novembre 200523 febbraio 200022 giugno 1986
Jugoslavia (bandiera) Jugoslavia145542320+313 dicembre 19895 giugno 19745 giugno 1968
Finlandia (bandiera) Finlandia131120418+3313 ottobre 202411 ottobre 2000-
Bulgaria (bandiera) Bulgaria12840262+2414 ottobre 20209 giugno 1999-
Cecoslovacchia (bandiera) Cecoslovacchia127322515+1025 aprile 199025 marzo 199230 ottobre 1975
Norvegia (bandiera) Norvegia12732287+213 settembre 201411 ottobre 19952 giugno 1993
Stati Uniti (bandiera) Stati Uniti12822399+3015 novembre 201825 novembre 20229 giugno 1993
Unione Sovietica (bandiera) Unione Sovietica115331913+621 maggio 19916 dicembre 196718 giugno 1988
Turchia (bandiera) Turchia11920331+3222 maggio 201611 ottobre 2003-
Croazia (bandiera) Croazia116232213+913 giugno 202112 ottobre 201811 luglio 2018
Grecia (bandiera) Grecia11821275+2214 novembre 20246 ottobre 200110 ottobre 2024
Ucraina (bandiera) Ucraina10631164+1226 marzo 20239 settembre 202310 ottobre 2009
Nazionale Giocate Vinte Pareggiate Perse Reti fatte Reti subite Differenza Ultima vittoria Ultimo pareggio Ultima sconfitta
Romania (bandiera) Romania123631110+16 giugno 202112 ottobre 199420 giugno 2000

Saldo negativo

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Nazionale Giocate Vinte Pareggiate Perse Reti fatte Reti subite Differenza Ultima vittoria Ultimo pareggio Ultima sconfitta
Italia (bandiera) Italia321011113935+417 ottobre 202311 giugno 202223 settembre 2022
Brasile (bandiera) Brasile27411122335−126 febbraio 201314 novembre 201723 marzo 2024
Uruguay (bandiera) Uruguay113351115−41º marzo 200629 marzo 199519 giugno 2014
Inghilterra 1966

Partecipazioni ai tornei internazionali

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Campionato del mondo
Edizione Risultato
1930 Non partecipante
1934 Non partecipante
1938 Non partecipante
1950 Primo turno
1954 Quarti di finale
1958 Primo turno
1962 Quarti di finale
1966 Campione
1970 Quarti di finale
1974 Non qualificata
1978 Non qualificata
1982 Secondo turno
1986 Quarti di finale
1990 Quarto posto
1994 Non qualificata
1998 Ottavi di finale
2002 Quarti di finale
2006 Quarti di finale
2010 Ottavi di finale
2014 Primo turno
2018 Quarto posto
2022 Quarti di finale
2026 Qualificata
Campionato europeo
Edizione Risultato
1960 Non partecipante
1964 Non qualificata
1968 Terzo posto
1972 Non qualificata
1976 Non qualificata
1980 Primo turno
1984 Non qualificata
1988 Primo turno
1992 Primo turno
1996 Semifinali
2000 Primo turno
2004 Quarti di finale
2008 Non qualificata
2012 Quarti di finale
2016 Ottavi di finale
2020 Secondo posto
2024 Secondo posto
Giochi olimpici[44]
Edizione Risultato
Confederations Cup
Edizione Risultato
1992 Non invitata
1995 Non invitata
1997 Non qualificata
1999 Non qualificata
2001 Non qualificata
2003 Non qualificata
2005 Non qualificata
2009 Non qualificata
2013 Non qualificata
2017 Non qualificata


Legenda: Grassetto: Risultato migliore, Corsivo: Mancate partecipazioni

Statistiche dettagliate sui tornei internazionali

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Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1930 Uruguay (bandiera) UruguayNon partecipante----
1934 Italia (bandiera) ItaliaNon partecipante----
1938 Francia (bandiera) FranciaNon partecipante----
1950 Brasile (bandiera) BrasilePrimo turno1022:2
1954 Svizzera (bandiera) SvizzeraQuarti di finale1118:8
1958 Svezia (bandiera) SveziaPrimo turno0314:5
1962 Cile (bandiera) CileQuarti di finale1125:6
1966 Inghilterra (bandiera) InghilterraCampione 51011:3
1970 Messico (bandiera) MessicoQuarti di finale2024:4
1974 bandiera Germania OvestNon qualificata----
1978 Argentina (bandiera) ArgentinaNon qualificata----
1982 Spagna (bandiera) SpagnaSecondo turno3206:1
1986 Messico (bandiera) MessicoQuarti di finale2127:3
1990 Italia (bandiera) ItaliaQuarto posto3318:6
1994 Stati Uniti (bandiera) Stati UnitiNon qualificata----
1998 Francia (bandiera) FranciaOttavi di finale2117:4
2002 Corea del Sud (bandiera) Corea del Sud / Giappone (bandiera) GiapponeQuarti di finale2216:3
2006 Germania (bandiera) GermaniaQuarti di finale3206:2
2010 Sudafrica (bandiera) SudafricaOttavi di finale1213:5
2014 Brasile (bandiera) BrasilePrimo turno0122:4
2018 Russia (bandiera) RussiaQuarto posto31312:8
2022 Qatar (bandiera) QatarQuarti di finale31113:4
2026 Stati Uniti (bandiera) Stati Uniti / Canada (bandiera) Canada / Messico (bandiera) MessicoQualificata----
Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1960 Francia (bandiera) FranciaNon partecipante----
1964 Spagna (bandiera) SpagnaNon qualificata----
1968 Italia (bandiera) ItaliaTerzo posto 1012:1
1972 Belgio (bandiera) BelgioNon qualificata----
1976 Jugoslavia (bandiera) JugoslaviaNon qualificata----
1980 Italia (bandiera) ItaliaPrimo turno1113:3
1984 Francia (bandiera) FranciaNon qualificata----
1988 bandiera Germania OvestPrimo turno0032:7
1992 Svezia (bandiera) SveziaPrimo turno0211:2
1996 Inghilterra (bandiera) InghilterraSemifinali2308:3
2000 Belgio (bandiera) Belgio / Paesi Bassi (bandiera) Paesi BassiPrimo turno1025:6
2004 Portogallo (bandiera) PortogalloQuarti di finale21110:6
2008 Austria (bandiera) Austria / Svizzera (bandiera) SvizzeraNon qualificata----
2012 Polonia (bandiera) Polonia / Ucraina (bandiera) UcrainaQuarti di finale2205:3
2016 Francia (bandiera) FranciaOttavi di finale1214:4
2020[45] Europa (bandiera) EuropaSecondo posto Argento52011:2
2024 Germania (bandiera) GermaniaSecondo posto Argento3318:6

Nations League

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Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
2018-2019 Portogallo (bandiera) Portogallo Terzo posto Bronzo 2 2 2 7:8
2020-2021 Italia (bandiera) Italia 9° in Lega A 3 1 2 7:4
2022-2023 Paesi Bassi (bandiera) Paesi Bassi 15° in Lega A[46] 0 3 3 4:10
2024-2025 Germania (bandiera) Germania 1° in Lega B[47] 5 0 1 16:3

Tutte le rose

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Coppa del Mondo FIFA 1950
P Ditchburn, P Williams, D Aston, D Eckersley, D Ramsey, D Scott, D Taylor, D Wright, C Baily, C Cockburn, C Dickinson, C Hughes, C Nicholson, C Watson, A Bentley, A Finney, A Mannion, A Matthews, A Milburn, A Mortensen, A Mullen, CT: Winterbottom
Coppa del Mondo FIFA 1954
1 Merrick, 2 Staniforth, 3 Byrne, 4 Wright, 5 Owen, 6 Dickinson, 7 Matthews, 8 Broadis, 9 Lofthouse, 10 Taylor, 11 Finney, 12 Burgin, 13 Green, 14 McGarry, 15 Wilshaw, 16 Quixall, 17 Mullen, 18 Chilton, 19 Armstrong, 20 Jezzard, 21 Haynes, 22 Hooper, CT: Winterbottom
Coppa del Mondo FIFA 1958
1 McDonald, 2 Howe, 3 Banks, 4 Clamp, 5 Wright, 6 Slater, 7 Douglas, 8 Robson, 9 Kevan, 10 Haynes, 11 Finney, 12 Hopkinson, 13 Hodgkinson, 14 Sillett, 15 Clayton, 16 Norman, 17 Brabrook, 18 Broadbent, 19 Smith, 20 Charlton, 21 A'Court, 22 Setters, CT: Winterbottom
Coppa del Mondo FIFA 1962
1 Springett, 2 Armfield, 3 Wilson, 4 Robson, 5 Swan, 6 Flowers, 7 Connelly, 8 Greaves, 9 Hitchens, 10 Haynes, 11 Charlton, 12 Hodgkinson, 13 Kevan, 14 Anderson, 15 Norman, 16 Moore, 17 Douglas, 18 Hunt, 19 Peacock, 20 Eastham, 21 Howe, 22 Banks, CT: Winterbottom
Coppa del Mondo FIFA 1966
1 Banks, 2 Cohen, 3 Wilson, 4 Stiles, 5 J. Charlton, 6 Moore, 7 Ball, 8 Greaves, 9 B. Charlton, 10 Hurst, 11 Connelly, 12 Springett, 13 Bonetti, 14 Armfield, 15 Byrne, 16 Peters, 17 Flowers, 18 Hunter, 19 Paine, 20 Callaghan, 21 Hunt, 22 Eastham, CT: Ramsey
Coppa del Mondo FIFA 1970
1 Banks, 2 Newton, 3 Cooper, 4 Mullery, 5 Labone, 6 Moore, 7 Lee, 8 Ball, 9 B. Charlton, 10 Hurst, 11 Peters, 12 Bonetti, 13 Stepney, 14 Wright, 15 Stiles, 16 Hughes, 17 J. Charlton, 18 Hunter, 19 Bell, 20 Osgood, 21 Clarke, 22 Astle, CT: Ramsey
Coppa del Mondo FIFA 1982
1 Clemence, 2 Anderson, 3 Brooking, 4 Butcher, 5 Coppell, 6 Foster, 7 Keegan, 8 Francis, 9 Hoddle, 10 McDermott, 11 Mariner, 12 Mills, 13 Corrigan, 14 Neal, 15 Rix, 16 Robson, 17 Sansom, 18 Thompson, 19 Wilkins, 20 Withe, 21 Woodcock, 22 Shilton, CT: Greenwood
Coppa del Mondo FIFA 1986
1 Shilton, 2 M.G. Stevens, 3 Sansom, 4 Hoddle, 5 Martin, 6 Butcher, 7 Br. Robson, 8 Wilkins, 9 Hateley, 10 Lineker, 11 Waddle, 12 Anderson, 13 Woods, 14 Fenwick, 15 G.A. Stevens, 16 Reid, 17 Steven, 18 Hodge, 19 Barnes, 20 Beardsley, 21 Dixon, 22 Bailey, CT: Bo. Robson
Coppa del Mondo FIFA 1990
1 Shilton, 2 M.G. Stevens, 3 Pearce, 4 Webb, 5 Walker, 6 Butcher, 7 Br. Robson, 8 Waddle, 9 Beardsley, 10 Lineker, 11 Barnes, 12 Parker, 13 Woods, 14 Wright, 15 Dorigo, 16 McMahon, 17 Platt, 18 Hodge, 19 Gascoigne, 20 Steven, 21 Bull, 22 Beasant, CT: Bo. Robson
Coppa del Mondo FIFA 1998
1 Seaman, 2 Campbell, 3 Le Saux, 4 Ince, 5 Adams, 6 Southgate, 7 Beckham, 8 Batty, 9 Shearer, 10 Sheringham, 11 McManaman, 12 Neville, 13 Martyn, 14 Anderton, 15 Merson, 16 Scholes, 17 Lee, 18 Keown, 19 L. Ferdinand, 20 Owen, 21 R. Ferdinand, 22 Flowers, CT: Hoddle
Coppa del Mondo FIFA 2002
1 Seaman, 2 Mills, 3 A. Cole, 4 Sinclair, 5 Ferdinand, 6 Campbell, 7 Beckham, 8 Scholes, 9 Fowler, 10 Owen, 11 Heskey, 12 Brown, 13 Martyn, 14 Bridge, 15 Keown, 16 Southgate, 17 Sheringham, 18 Hargreaves, 19 J. Cole, 20 Vassell, 21 Butt, 22 James, 23 Dyer, CT: Eriksson
Coppa del Mondo FIFA 2006
1 Robinson, 2 G. Neville, 3 A. Cole, 4 Gerrard, 5 Ferdinand, 6 Terry, 7 Beckham, 8 Lampard, 9 Rooney, 10 Owen, 11 J. Cole, 12 Campbell, 13 James, 14 Bridge, 15 Carragher, 16 Hargreaves, 17 Jenas, 18 Carrick, 19 Lennon, 20 Downing, 21 Crouch, 22 Carson, 23 Walcott, CT: Eriksson
Coppa del Mondo FIFA 2010
1 James, 2 Johnson, 3 A. Cole, 4 Gerrard, 5 Dawson, 6 Terry, 7 Lennon, 8 Lampard, 9 Crouch, 10 Rooney, 11 J. Cole, 12 Green, 13 Warnock, 14 Barry, 15 Upson, 16 Milner, 17 Wright-Phillips, 18 Carragher, 19 Defoe, 20 King, 21 Heskey, 22 Carrick, 23 Hart, CT: Capello
Coppa del Mondo FIFA 2014
1 Hart, 2 Johnson, 3 Baines, 4 Gerrard, 5 Cahill, 6 Jagielka, 7 Wilshere, 8 Lampard, 9 Sturridge, 10 Rooney, 11 Welbeck, 12 Smalling, 13 Foster, 14 Henderson, 15 Oxlade-Chamberlain, 16 Jones, 17 Milner, 18 Lambert, 19 Sterling, 20 Lallana, 21 Barkley, 22 Forster, 23 Shaw, CT: Hodgson
Coppa del Mondo FIFA 2018
1 Pickford, 2 Walker, 3 Rose, 4 Dier, 5 Stones, 6 Maguire, 7 Lingard, 8 Henderson, 9 Kane, 10 Sterling, 11 Vardy, 12 Trippier, 13 Butland, 14 Welbeck, 15 Cahill, 16 Jones, 17 Delph, 18 Young, 19 Rashford, 20 Alli, 21 Loftus-Cheek, 22 Alexander-Arnold, 23 Pope, CT: Southgate
Coppa del Mondo FIFA 2022
1 Pickford, 2 Walker, 3 Shaw, 4 Rice, 5 Stones, 6 Maguire, 7 Grealish, 8 Henderson, 9 Kane, 10 Sterling, 11 Rashford, 12 Trippier, 13 Pope, 14 Phillips, 15 Dier, 16 Coady, 17 Saka, 18 Alexander-Arnold, 19 Mount, 20 Foden, 21 White, 22 Bellingham, 23 Ramsdale, 24 Wilson, 25 Maddison, 26 Gallagher, CT: Southgate
Campionato d'Europa UEFA 1968
1 Banks, 2 Newton, 3 Wilson, 4 Mullery, 5 Labone, 6 Moore, 7 Ball, 8 Hunt, 9 B. Charlton, 10 Hurst, 11 Peters, 12 Stepney, 13 West, 14 Knowles, 15 J. Charlton, 16 Wright, 17 Stiles, 18 Summerbee, 19 Hunter, 20 Bell, 21 Greaves, 22 Thompson, CT: Ramsey
Campionato d'Europa UEFA 1980
1 Clemence, 2 Neal, 3 Sansom, 4 Thompson, 5 Watson, 6 Wilkins, 7 Keegan, 8 Coppell, 9 Johnson, 10 Brooking, 11 Woodcock, 12 Anderson, 13 Shilton, 14 Cherry, 15 E. Hughes, 16 Mills, 17 McDermott, 18 R. Kennedy, 19 Hoddle, 20 Mariner, 21 Birtles, 22 Corrigan, CT: Greenwood
Campionato d'Europa UEFA 1988
1 Shilton, 2 M.G. Stevens, 3 Sansom, 4 Webb, 5 Watson, 6 Adams, 7 Br. Robson, 8 Steven, 9 Beardsley, 10 Lineker, 11 Barnes, 12 Waddle, 13 Woods, 14 Anderson, 15 McMahon, 16 Reid, 17 Hoddle, 18 Hateley, 19 Wright, 20 Dorigo, CT: Bo. Robson
Campionato d'Europa UEFA 1992
1 Woods, 2 Curle, 3 Pearce, 4 Keown, 5 Walker, 6 Wright, 7 Platt, 8 Steven, 9 Clough, 10 Lineker, 11 Sinton, 12 Palmer, 13 Martyn, 14 Dorigo, 15 Webb, 16 Merson, 17 A. Smith, 18 Daley, 19 Batty, 20 Shearer, CT: Taylor
Campionato d'Europa UEFA 1996
1 Seaman, 2 G. Neville, 3 Pearce, 4 Ince, 5 Adams, 6 Southgate, 7 Platt, 8 Gascoigne, 9 Shearer, 10 Sheringham, 11 Anderton, 12 Howey, 13 Flowers, 14 Barmby, 15 Redknapp, 16 Campbell, 17 McManaman, 18 Ferdinand, 19 P. Neville, 20 Stone, 21 Fowler, 22 Walker, CT: Venables
Campionato d'Europa UEFA 2000
1 Seaman, 2 G. Neville, 3 P. Neville, 4 Campbell, 5 Adams, 6 Keown, 7 Beckham, 8 Scholes, 9 Shearer, 10 Owen, 11 McManaman, 12 Southgate, 13 Martyn, 14 Ince, 15 Barry, 16 Gerrard, 17 Wise, 18 Barmby, 19 Heskey, 20 Phillips, 21 Fowler, 22 Wright, CT: Keegan
Campionato d'Europa UEFA 2004
1 James, 2 G. Neville, 3 A. Cole, 4 Gerrard, 5 Terry, 6 Campbell, 7 Beckham, 8 Scholes, 9 Rooney, 10 Owen, 11 Lampard, 12 Bridge, 13 Robinson, 14 P. Neville, 15 King, 16 Carragher, 17 Butt, 18 Hargreaves, 19 J. Cole, 20 Dyer, 21 Heskey, 22 Walker, 23 Vassell, CT: Eriksson
Campionato d'Europa UEFA 2012
1 Hart, 2 Johnson, 3 Cole, 4 Gerrard, 5 Kelly, 6 Terry, 7 Walcott, 8 Henderson, 9 Carroll, 10 Rooney, 11 Young, 12 Baines, 13 Green, 14 Jones, 15 Lescott, 16 Milner, 17 Parker, 18 Jagielka, 19 Downing, 20 Oxlade-Chamberlain, 21 Defoe, 22 Welbeck, 23 Butland, CT: Hodgson
Campionato d'Europa UEFA 2016
1 Hart, 2 Walker, 3 Rose, 4 Milner, 5 Cahill, 6 Smalling, 7 Sterling, 8 Lallana, 9 Kane, 10 Rooney, 11 Vardy, 12 Clyne, 13 Forster, 14 Henderson, 15 Sturridge, 16 Stones, 17 Dier, 18 Wilshere, 19 Barkley, 20 Alli, 21 Bertrand, 22 Rashford, 23 Heaton, CT: Hodgson
Campionato d'Europa UEFA 2020
1 Pickford, 2 Walker, 3 Shaw, 4 Rice, 5 Stones, 6 Maguire, 7 Grealish, 8 Henderson, 9 Kane, 10 Sterling, 11 Rashford, 12 Trippier, 13 Henderson/Ramsdale, 14 Phillips, 15 Mings, 16 Coady, 17 Sancho, 18 Calvert-Lewin, 19 Mount, 20 Foden, 21 Chilwell, 22 White, 23 Johnstone, 24 James, 25 Saka, 26 Bellingham, CT: Southgate
Campionato d'Europa UEFA 2024
1 Pickford, 2 Walker, 3 Shaw, 4 Rice, 5 Stones, 6 Guéhi, 7 Saka, 8 Alexander-Arnold, 9 Kane, 10 Bellingham, 11 Foden, 12 Trippier, 13 Ramsdale, 14 Konsa, 15 Dunk, 16 Gallagher, 17 Toney, 18 Gordon, 19 Watkins, 20 Bowen, 21 Eze, 22 Gomez, 23 Henderson, 24 Palmer, 25 Wharton, 26 Mainoo, CT: Southgate

UEFA Nations League

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Fase finale UEFA Nations League 2018-2019
1 Pickford, 2 Walker, 3 Rose, 4 Dier, 5 Stones, 6 Maguire, 7 Lingard, 8 Henderson, 9 Kane, 10 Sterling, 11 Sancho, 12 Gomez, 13 Butland, 14 Chilwell, 15 Keane, 16 Rice, 17 Delph, 18 Barkley, 19 Rashford, 20 Alli, 21 Wilson, 22 Alexander-Arnold, 23 Heaton, CT: Southgate

Taça das Nações

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Taça das Nações 1964
P Banks, P Waiters, D Armfield, D Cohen, D Moore, D Norman, D Thomson, D Wilson, C Eastham, C Flowers, C Milne, C Mullery, C Paine, C Thompson, A Byrne, A Charlton, A Greaves, A Hunt, A Pickering, CT: Ramsey

Lista dei giocatori convocati per la gara di qualificazione al campionato del mondo 2026 del 13 e 16 novembre 2025.[48]

Presenze e reti aggiornate al momento delle convocazioni.

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Reti Squadra
P Jordan Pickford 7 marzo 1994 (31 anni) 80 -53
P Nick Pope 19 aprile 1992 (33 anni) 10 -5
P Dean Henderson 12 marzo 1997 (28 anni) 3 -4
D John Stones 28 maggio 1994 (31 anni) 85 3
D Marc Guéhi 13 luglio 2000 (25 anni) 26 1
D Reece James 8 dicembre 1999 (26 anni) 21 1
D Ezri Konsa 23 ottobre 1997 (28 anni) 16 0
D Dan Burn 9 maggio 1992 (33 anni) 4 0
D Djed Spence 9 agosto 2000 (25 anni) 3 0
D Jarell Quansah 29 gennaio 2003 (23 anni) 0 0
D Nico O'Reilly 21 marzo 2005 (20 anni) 0 0
C Jordan Henderson 17 giugno 1990 (35 anni) 87 3
C Declan Rice 14 gennaio 1999 (27 anni) 70 6
C Jude Bellingham 22 giugno 2003 (22 anni) 44 6
C Morgan Rogers 26 luglio 2002 (23 anni) 10 1
C Elliot Anderson 6 novembre 2002 (23 anni) 4 0
C Adam Wharton 6 febbraio 2004 (22 anni) 1 0
C Alex Scott 21 agosto 2003 (22 anni) 0 0
A Harry Kane 28 luglio 1993 (32 anni) 110 76
A Marcus Rashford 31 ottobre 1997 (28 anni) 66 18
A Bukayo Saka 5 novembre 2001 (24 anni) 46 13
A Phil Foden 28 maggio 2000 (25 anni) 45 4
A Jarrod Bowen 20 dicembre 1996 (29 anni) 19 1
A Anthony Gordon 24 febbraio 2001 (24 anni) 16 2
A Eberechi Eze 29 giugno 1998 (27 anni) 14 2

Record individuali

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Lo stesso argomento in dettaglio: Calciatori della Nazionale inglese.

Dati aggiornati al 17 novembre 2025.

  • In grassetto i giocatori ancora in attività in nazionale.

Record di presenze

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Posizione Giocatore Presenze Reti Periodo
1 Peter Shilton 125 0 1970-1990
2 Wayne Rooney 120 53 2003-2018
3 David Beckham 115 17 1996-2009
4 Steven Gerrard 114 21 2000-2014
5 Harry Kane 112 78 2015-
6 Bobby Moore 108 2 1962-1973
7 Ashley Cole 107 0 2001-2014
8 Bobby Charlton 106 49 1958-1970
Frank Lampard 29 1999-2014
10 Billy Wright 105 3 1946-1959

Record di reti

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Posizione Giocatore Reti Presenze Periodo
1 Harry Kane 78 112 2015-
2 Wayne Rooney 53 120 2003-2018
3 Bobby Charlton 49 106 1958-1970
4 Gary Lineker 48 80 1984-1992
5 Jimmy Greaves 44 57 1959-1967
6 Michael Owen 40 89 1998-2008
7 Nat Lofthouse 30 33 1950-1958
Alan Shearer 63 1992-2000
Tom Finney 76 1946-1958
10 Vivian Woodward 29 23 1903-1911
Frank Lampard 106 1999-2014

Commissari tecnici

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Nome Periodo G V N P % V Trofei
Inghilterra (bandiera) Winterbottom, Walter Walter Winterbottom 1946–1962 139 78 33 28 56,1
Inghilterra (bandiera) Ramsey, Alf Alf Ramsey 1963–1974 113 69 27 17 61,1 Mondiale 1966
Inghilterra (bandiera) Mercer, Joe Joe Mercer 1974 7 3 3 1 42,9
Inghilterra (bandiera) Revie, Don Don Revie 1974–1977 29 14 8 7 48,3
Inghilterra (bandiera) Greenwood, Ron Ron Greenwood 1977–1982 55 33 12 10 60,0
Inghilterra (bandiera) Robson, Bobby Bobby Robson 1982–1990 95 47 30 18 49,5
Inghilterra (bandiera) Taylor, Graham Graham Taylor 1990–1993 38 18 13 7 47,4
Inghilterra (bandiera) Venables, Terry Terry Venables 1994–1996 23 11 11 1 47,8
Inghilterra (bandiera) Hoddle, Glenn Glenn Hoddle 1996–1999 28 17 6 5 60,7
Inghilterra (bandiera) Wilkinson, Howard Howard Wilkinson 1999 1 0 0 1 &&0,0
Inghilterra (bandiera) Keegan, Kevin Kevin Keegan 1999–2000 18 7 7 4 38,9
Inghilterra (bandiera) Wilkinson, Howard Howard Wilkinson 2000 1 0 1 0 &&0,0
Inghilterra (bandiera) Taylor, Peter Peter Taylor 2000 1 0 0 1 &&0,0
Svezia (bandiera) Eriksson, Sven-Göran Sven-Göran Eriksson 2001–2006 67 40 17 10 59,7
Inghilterra (bandiera) McClaren, Steve Steve McClaren 2006–2007 18 9 4 5 50,0
Italia (bandiera) Capello, Fabio Fabio Capello 2008–2012 42 28 8 6 66,7
Inghilterra (bandiera) Pearce, Stuart Stuart Pearce 2012 1 0 0 1 &&0,0
Inghilterra (bandiera) Hodgson, Roy Roy Hodgson 2012–2016 56 33 15 8 58,9
Inghilterra (bandiera) Allardyce, Sam Sam Allardyce 2016 1 1 0 0 100,0&
Inghilterra (bandiera) Southgate, Gareth Gareth Southgate 2016–2024 102 61 24 17 59,8
Irlanda (bandiera) Carsley, Lee Lee Carsley 2024–2025 6 5 0 1 83,3
Germania (bandiera) Tuchel, Thomas Thomas Tuchel 2025– 10 9 0 1 90,0
  1. 1 2 (EN) Men's Ranking, su fifa.com. URL consultato il 19 novembre 2025.
  2. L'Inghilterra non vince mai, su ilpost.it, 28 giugno 2016.
  3. (EN) National Football Match – England v Scotland, in The Manchester Guardian, 7 marzo 1870, p. 4. URL consultato il 6 febbraio 2026.
  4. (EN) Paul Mitchell, The first international football match, su bbc.co.uk, BBC. URL consultato il 23 settembre 2007.
    «Prior to the first official meeting, there had been several unofficial international matches played between the countries at the behest of the English Football Association»
  5. (EN) International Football Match at Glasgow, in The Manchester Guardian, 2 dicembre 1872, p. 4. URL consultato il 7 febbraio 2026.
  6. (EN) FIFA President attends 150-year anniversary of oldest international fixture in football between Scotland and England, su inside.fifa.com, FIFA, 13 settembre 2023. URL consultato il 6 febbraio 2026 (archiviato il 18 ottobre 2025).
    «International football first started on St Andrew’s Day in 1872 when a crowd estimated between 2,500 and 4,000 fans paid one shilling each to attend the West of Scotland Cricket Club where they witnessed history.»
  7. (EN) England loses in Brazil, in The Manchester Guardian, 30 giugno 1950, p. 10. URL consultato il 7 febbraio 2026.
  8. (EN) England Lacks Thrust, in The Manchester Guardian, 22 settembre 1949, p. 2. URL consultato il 7 febbraio 2026.
    «It was England's first home defeat by a side other than from one of the home countries.»
  9. (EN) Pat Ward-Thomas, Brilliant Display by Forwards, in The Manchester Guardian, 26 novembre 1953, p. 11. URL consultato il 7 febbraio 2026.
  10. (EN) Record Defeat for England, in The Manchester Guardian, 24 maggio 1954, p. 1. URL consultato il 7 febbraio 2026.
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  45. Originariamente previsto per il 2020, fu posticipato al 2021 in seguito alla pandemia di COVID-19 del 2019-2021
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