Nazionale olimpica di calcio del Brasile

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Brasile Brasile olimpica
Stemma
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione Confederação Brasileira de Futebol
Codice FIFA BRA
Soprannome Seleção
("La selezione") Pentacampeões ("Cinque volte campioni")
Selezionatore Mano Menezes
Esordio internazionale
Olanda Olanda 1 - 5 Brasile Brasile
Turku, Finlandia; 16 luglio 1952
Migliore vittoria
Brasile Brasile 9 - 0 Colombia Colombia
Londrina, Brasile; 30 gennaio 2000
Peggiore sconfitta
Colombia Colombia 5 - 1 Brasile Brasile
Cali, Colombia; 10 febbraio 1980
Giochi olimpici
Partecipazioni 12 (esordio: 1952)
Miglior risultato Argento nel 1984, 1988, 2012

La Nazionale olimpica di calcio del Brasile è la rappresentativa calcistica del Brasile che rappresenta l'omonimo paese ai Giochi olimpici; è affiliata alla CONMEBOL ed è posta sotto l'egida della Federazione calcistica del Brasile.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Inizialmente i Giochi olimpici non prevedevano alcuna limitazione d'età, e l'unico ostacolo che impediva ai giocatori di prendervi parte era l'eventuale condizione di professionista. La prima partecipazione del Brasile al torneo calcistico delle Olimpiadi ebbe luogo durante Helsinki 1952. La prima partita disputata fu Brasile-Olanda, terminata 5-1 in favore della compagine sudamericana.[1] La manifestazione proseguì fino al 24 luglio, quando il Brasile fu eliminato dalla Germania Ovest per 4-2.[1] Il primo commissario tecnico della storia del Brasile olimpico fu Newton Cardoso, mentre la prima rete fu messa a segno da Humberto del São Cristóvão.[1] Saltata l'edizione di Melbourne 1956, la selezione tornò sui campi da gioco nel 1959 per disputare la Taça Marechal Teixeira Lotti, una competizione non ufficiale, svoltasi in due gare all'Estádio das Laranjeiras contro la selezione militare.[1]

L'ingresso ai Giochi panamericani e gli anni 1960[modifica | modifica sorgente]

Vicente Feola allenò la Nazionale olimpica in due occasioni

Il 29 agosto 1959 la Nazionale brasiliana olimpica prese parte ai III Giochi panamericani, tenutisi a Chicago. Il primo incontro in tale manifestazione fu quello vinto per 4-2 contro la Costa Rica; la gestione e la formazione della squadra era sempre appannaggio di Newton Cardoso.[1] Il Brasile giunse sino alla finale dei Giochi panamericani, pareggiando con l'Argentina e ottenendo la medaglia d'argento.[1] Terminata la competizione, Cardoso lasciò il posto a Gradim, allenatore con un passato nel Fluminense. Il nuovo tecnico guidò la selezione alla qualificazione per Roma 1960, ottenuta tramite la disputa del Torneo Pre-Olimpico CONMEBOL.[1] Nonostante tale risultato, Gradim non fu confermato in panchina, e fu rimpiazzato da Vicente Feola, che diresse il Brasile olimpico per la prima volta il 13 agosto 1960 in un'amichevole contro il Perù.[1] Il 26 agosto debuttò ufficialmente ai Giochi olimpici, affrontando la Gran Bretagna. Il torneo terminò allorché la selezione verde-oro fu sconfitta dall'Italia Olimpica allo stadio Flaminio.[1] Feola passò ad allenare la Nazionale maggiore, e al suo posto fu chiamato Sylvio Pirillo, che era aduso all'ambiente delle selezioni brasiliane, poiché aveva già guidato la Nazionale A nel 1957 e ne aveva fatto parte da giocatore.[1] Sotto la sua guida il Brasile olimpico partecipò a una competizione giovanile organizzata dalla CONMEBOL. Il suo incarico terminò nel 1963, e per i IV Giochi panamericani fu selezionato Antoninho, che debuttò il 24 aprile sulla panchina del Brasile. La gestione del nuovo CT fruttò subito la medaglia d'oro nella competizione.[1] In vista del campionato giovanile sudamericano, organizzato in Argentina,[2] fu assunto Denoni, tecnico con un passato da giocatore nell'Atlético Mineiro.[3] Il nuovo allenatore ebbe vita breve, poiché fu sostituito da Feola, che tornò in occasione del Torneo Pre-Olimpico che precedette i Giochi di Tokyo 1964. Ottenuta la qualificazione, la selezione venne nuovamente eliminata prima del raggiungimento della fase a eliminazione diretta.[3] Nel 1968 fu quindi nuovamente Antoninho a prendere le redini della squadra, e con lui alla guida il Brasile guadagnò un posto a Città del Messico 1968. Ricalcando ciò che era avvenuto nel 1960, per i Giochi veri e propri fu chiamato un altro CT, e la scelta ricadde su Marão.[3] Le scarse prestazioni degli anni seguenti furono ripetute, e il Brasile fu eliminato senza aver ottenuto una sola vittoria.[3]

Gli anni '70[modifica | modifica sorgente]

Falcão partecipò a Monaco di Baviera 1972

Antoninho inaugurò la decade degli anni 1970, guidando la formazione il 26 novembre 1971 contro l'Ecuador, gara del Pre-Olimpico.[3] Nel corso del torneo, tenutosi in Colombia, il Brasile si conquistò la qualificazione per Monaco di Baviera 1972.[4] Dopo alcune amichevoli di preparazione, effettuate tra il giugno e l'agosto 1972, la selezione debuttò contro la Danimarca, perdendo per 3-2.[4] L'inattesa sconfitta con l'Iran tagliò fuori i brasiliani dalla competizione, nuovamente al primo turno.[4] La Nazionale olimpica tornò a calcare i campi il 14 ottobre 1975, stavolta sotto la guida di Zizinho: l'esordio ai VII Giochi panamericani contro la Costa Rica fu positivo, e terminò 3-1 in favore dei verde-oro.[4] Il Brasile giunse fino alla finale, contro i padroni di casa del Messico, ma la partita fu interrotta durante i tempi supplementari. Inizialmente si decise di assegnare la medaglia d'oro a entrambe le nazioni, ma la FIFA annullò tale provvedimento in seguito.[4] L'amichevole contro il Brasile Under-20 del 17 dicembre chiuse il 1975 della selezione Olimpica.[4][5] Il Torneo Pre-Olimpico 1976 vide il Brasile guadagnarsi l'accesso a Montréal 1976. Dal maggio al giugno 1976 furono disputate numerose partite di preparazione, con alterni risultati. L'ex tecnico del Vasco da Gama fu assunto per i Giochi, rimpiazzando Zizinho e debuttando diciotto giorni dopo l'ultimo incontro del suo predecessore; stavolta il Brasile riuscì nella qualificazione al turno successivo, in qualità di prima del suo girone. Sconfitta in semifinale dalla Polonia e poi nella finale di consolazione dall'URSS, la selezione olimpica riuscì comunque a classificarsi al quarto posto, miglior risultato nella sua storia. Il 1979 vide Mário Travaglini incaricarsi della guida della squadra, e in seguito al Torneo di Parigi il Brasile si aggiudica la medaglia d'oro ai Giochi Panamericani del 1979.[6] A Travaglini succede Jaime Valente, che debutta in panchina il 30 ottobre.

Gli anni '80: due medaglie d'argento consecutive[modifica | modifica sorgente]

Dunga prese parte da giocatore a Los Angeles 1984 e da tecnico a Pechino 2008

Il nuovo commissario tecnico si cimentò nel Pre-Olimpico del 1980, ottenendo due vittorie, un pareggio e tre sconfitte (l'ultima delle quali un 5-1 a opera dei padroni di casa della Colombia). In sua vece fu assunto Gílson Nunes, che ai Giochi Panamericani del 1983 raccolse l'argento, con due vittorie e una sconfitta (per mano dei vincitori dell'Uruguay).[6] Il 19 gennaio 1984 esordì in panchina il nuovo tecnico, Cléber Camerino, che pareggiò l'amichevole di debutto contro il Paraguay.[7] Camerino ottenne la qualificazione a Los Angeles 1984 tramite il Pre-Olimpico tenutosi in Ecuador a febbraio, ma nel giugno dello stesso anno fu sostituito da Jair Picerni. L'ex tecnico del Corinthians ben figurò nei Giochi di Los Angeles, e la squadra progredì sino alla finale: la Francia la sconfisse per 2-0, e il Brasile ottenne la prima medaglia Olimpica della sua storia, quella d'argento.[7] A Jair Picerni successe il quasi omonimo Jair Pereira, che disputò la Coppa ODESUR 1986, torneo di qualificazione per i Giochi Panamericani del 1987.[7] A prendere le redini della squadra per quest'ultima competizione fu Carlos Alberto Silva, e con lui in panchina la Nazionale ottenne la medaglia d'oro.[7] Fu sempre Silva, che aveva guidato già la compagine all'accesso a Seul 1988, a dirigerla durante i Giochi olimpici.[8] Il suo debutto avvenne il 18 settembre contro la Nigeria, e la partita terminò 4-0 per i sudamericani. Per la seconda volta consecutiva, il Brasile giunse alla partita decisiva: questa volta, la medaglia d'oro se la aggiudicò l'URSS.[8]

Gli anni '90: il bronzo a Atlanta 1996[modifica | modifica sorgente]

Ernesto Paulo, nuovo CT, fallì la qualificazione a Barcellona 1992, cui invece ebbe accesso la Colombia. Nel 1994 venne così assunto un tecnico d'esperienza, Mário Zagallo, che però guidò la selezione in una singola amichevole: il commissario tecnico definitivo in vista dei Giochi Panamericani del 1995 fu Pupo Gimenez.[8] Il Brasile perse però per mano dell'Honduras, e Giménez fu sostituito dapprima da Jairo Leal[8] e successivamente da,[9] che portò la Nazionale alla qualificazione per Atlanta 1996. Dopo una serie di amichevoli di preparazione avvenne il debutto, il 21 luglio all'Orange Bowl contro il Giappone olimpica: l'incontro finì in favore degli asiatici, che si imposero per 1-0 con gol di Ito.[9] Le successive vittorie contro Ungheria olimpica, Nigeria olimpica e Ghana olimpica permisero alla formazione verde-oro di raggiungere la semifinale; messa nuovamente di fronte alla Nigeria, questa volta ebbe la peggio, perdendo per 4-3.[9] La finale per il terzo posto vide la selezione sconfiggere il Portogallo per 5-0, e il Brasile vinse pertanto la sua terza medaglia. Nel 1999 la squadra venne assegnata a Vanderlei Luxemburgo, e il tecnico riuscì a raggiungere Sydney 2000.[10]

Il nuovo millennio 1 Bronzo e 1 Argento[modifica | modifica sorgente]

Il Torneo Pre-Olimpico, disputatosi in Brasile, vide la Nazionale disimpegnarsi con costrutto.[10] Furono poi organizzate delle partite con compagini australiane per testare la condizione dei giocatori, e il 14 settembre iniziò il torneo Olimpico vero e proprio: il Brasile superò la Slovacchia per 3-1.[10] Superata la fase a gironi, il Camerun sconfisse la Nazionale dalla maglia gialla ai tempi supplementari, con gol decisivo di Modeste M'Bami.[10] Nel 2003 la squadra fu assegnata a Ricardo Gomes, che disputò la CONCACAF Gold Cup 2003 con la selezione Under-23, mentre per i Giochi Panamericani del 2003 fu chiamato José Claudinei Georgini, detto Valinhos, anche se per l'ultimo incontro a sedersi sulla panchina fu Paulo Luiz Campos.[10] Gomes riprese il comando della Nazionale olimpica dopo la partecipazione ai Panamericani, ma la Nazionale mancò la qualificazione a Atene 2004.[11] Nel 2007 Lucho Nizzo prese parte ai Giochi Panamericani in qualità di CT, mentre per il 2008 l'allenatore della Nazionale A, Dunga, fu indicato dalla CBF come selezionatore per la formazione Olimpica.[11] La squadra giunse alle semifinali, ma i rivali dell'Argentina la eliminarono con un 3-0; nella finalina, il Brasile sconfisse il Belgio, aggiudicandosi la medaglia di bronzo.[11]. Alla Olimpiade di Londra 2012 il Brasile dopo aver vinto a punteggio pieno con 9 punti il proprio girone, ha sconfitto ai quarti di finale l'Honduras per 3-2 e in Semifinale ha battuto per 3-0 la Corea del Sud, ma a sorpresa il Brasile ha perso la finalissima per 2-1 con il Messico ed ha dovuto accontentarsi della conquista della medaglia di Argento.

Partecipazioni ai tornei internazionali[modifica | modifica sorgente]

Giochi olimpici[modifica | modifica sorgente]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1952 Helsinki Quarti di finale 2 0 1 9:6
1956 Melbourne Non partecipante - - - -
1960 Roma Primo turno 2 0 1 10:4
1964 Tokyo Primo turno 1 1 1 5:2
1968 Città del Messico Primo turno 0 2 1 4:5
1972 Monaco di Baviera Primo turno 0 1 2 4:6
1976 Montréal Quarto posto 2 1 2 6:6
1980 Mosca Non qualificata - - - -
1984 Los Angeles Argento Silver medal.svg 4 1 1 9:5
1988 Seul Argento Silver medal.svg 4 1 1 12:4
1992 Barcellona Non qualificata - - - -
1996 Atlanta Bronzo Bronze medal.svg 4 0 2 16:8
2000 Sydney Quarti di finale 2 0 2 6:6
2004 Atene Non qualificata - - - -
2008 Pechino Bronzo Bronze medal.svg 5 0 1 14:3
2012 Londra Argento Silver medal.svg 5 0 1 16:7

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

1963, 1975, 1979, 1987
1968, 1971, 1976, 1984, 1987, 1996, 2000
Los Angeles 1984, Seul 1988, Londra 2012
Atlanta 1996, Pechino 2008

Tutte le rose[modifica | modifica sorgente]

Giochi olimpici[modifica | modifica sorgente]


Giochi panamericani[modifica | modifica sorgente]


Rosa attuale[modifica | modifica sorgente]

Lista dei 18 giocatori convocati per i Giochi olimpici di Londra 2012.

Presenze e reti aggiornate al 11 agosto 2012.

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Gol Squadra
1 P Gabriel 27 settembre 1992 (1992-09-27) (21 anni) 4 -4 Italia Milan Milan
18 P Neto 19 luglio 1989 (1989-07-19) (24 anni) 2 -3 Italia Fiorentina Fiorentina
2 D Rafael 9 luglio 1990 (1990-07-09) (24 anni) 7 1 Inghilterra Manchester Utd Manchester Utd
3 D Thiago Silva (capitano) 22 settembre 1984 (1984-09-22) (29 anni) 10 0 Francia Paris SG Paris SG
4 D Juan 10 giugno 1991 (1991-06-10) (23 anni) 7 0 Italia Inter Inter
6 D Marcelo 12 maggio 1988 (1988-05-12) (26 anni) 13 1 Spagna Real Madrid Real Madrid
13 D Bruno 3 giugno 1991 (1991-06-03) (23 anni) 2 0 Brasile San Paolo San Paolo
14 D Danilo 15 luglio 1991 (1991-07-15) (22 anni) 5 1 Portogallo Porto Porto
15 D Alex Sandro 26 gennaio 1991 (1991-01-26) (23 anni) 4 0 Portogallo Porto Porto
5 C Sandro 15 marzo 1989 (1989-03-15) (25 anni) 7 2 Inghilterra Tottenham Tottenham
7 C Lucas 13 agosto 1992 (1992-08-13) (21 anni) 6 0 Brasile San Paolo San Paolo
8 C Rômulo 19 settembre 1990 (1990-09-19) (23 anni) 7 1 Russia Spartak Mosca Spartak Mosca
10 C Oscar 9 settembre 1991 (1991-09-09) (22 anni) 7 1 Inghilterra Chelsea Chelsea
16 C Ganso 12 ottobre 1989 (1989-10-12) (24 anni) 3 0 Brasile Santos Santos
9 A Leandro Damião 22 luglio 1989 (1989-07-22) (24 anni) 6 6 Brasile Internacional Internacional
11 A Neymar 5 febbraio 1992 (1992-02-05) (22 anni) 7 4 Brasile Santos Santos
12 A Hulk 25 luglio 1986 (1986-07-25) (27 anni) 6 1 Portogallo Porto Porto
17 A Pato 2 settembre 1989 (1989-09-02) (24 anni) 13 3 Italia Milan Milan

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k (ENPT) Seleção Brasileira Restritiva (1952-1963), RSSSF Brasil. URL consultato il 20-1-2011.
  2. ^ Questa competizione non è da confondersi con il campionato sudamericano di calcio Under-20, organizzato parallelamente dalla CONMEBOL.
  3. ^ a b c d e (ENPT) Seleção Brasileira Restritiva (1964-1971), RSSSF Brasil. URL consultato il 20-1-2011.
  4. ^ a b c d e f (ENPT) Seleção Brasileira Restritiva (1972-1975), RSSSF Brasil. URL consultato il 20-1-2011.
  5. ^ (ENPT) Seleção Brasileira Restritiva (1976), RSSSF Brasil. URL consultato il 20-1-2011.
  6. ^ a b (ENPT) Seleção Brasileira Restritiva (1979-1983), RSSSF Brasil. URL consultato il 20-1-2011.
  7. ^ a b c d (ENPT) Seleção Brasileira Restritiva (1984-1987), RSSSF Brasil. URL consultato il 20-1-2011.
  8. ^ a b c d (ENPT) Seleção Brasileira Restritiva (1988-1995), RSSSF Brasil. URL consultato il 20-1-2011.
  9. ^ a b c (ENPT) Seleção Brasileira Restritiva (1996-1999), RSSSF Brasil. URL consultato il 20-1-2011.
  10. ^ a b c d e (ENPT) Seleção Brasileira Restritiva (2000-2003), RSSSF Brasil. URL consultato il 20-1-2011.
  11. ^ a b c (ENPT) Seleção Brasileira Restritiva (2004-2008), RSSSF Brasil. URL consultato il 20-1-2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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