Navicella (Liturgia)

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Navetta (opera del 1734, tesoro della chiesa di Saint-Thuriau, Crach, Bretagna, Francia).

La navicella è il contenitore per l'incenso da utilizzare durante le celebrazioni liturgiche e in altre celebrazioni di preghiera delle Chiese di tradizione latina e anglicana. Meno frequentemente lo stesso oggetto è chiamato navicella per l'incenso, navetta per l'incenso, navetta portaincenso, o navetta.[1]

Il nome deriva dalla forma tradizionale simile allo scafo di una nave. Etimologicamente il termine navicella deriva dal latino navicĕlla, che significa "piccola nave",[2] il termine navetta deriva dal francese navette con lo stesso significato di "piccola nave".[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fino al IX secolo non esisteva alcun portaincenso specifico da usare nelle celebrazioni. Inizialmente il contenitore aveva la forma di una torre e successivamente quella di una coppa, chiamata acerra, che fu in uso fino al XIII secolo, quando - come attestano alcuni inventari di quel secolo - venne sostituita dalla navicella, un portaincenso a forma di piccola nave a simboleggiare la navicula Petri, cioè la Chiesa.[4] Nei secoli XIV e XV la navicella aveva un profilo quasi a mezzaluna, caratterizzata da una coppa stretta e allungata.[5]

L'uso della navicella si diffuse a partire dal XV secolo. Nei secoli successivi la coppa divenne più larga, fino ad assumere la forma di una nave pesante, detta navicella a galeone, riccamente decorata con statuine e balaustre in epoca barocca, qualche volta decorata con figure allegoriche.[5]

Nel XIX secolo la forma della navicella subì una sorta di stilizzazione, assimilandosi a quella della lucerna con un becco appuntito al posto della prua e una grande voluta in luogo della poppa.[5]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Navicella di fattura recente, opera dell'artista svizzero Josef Caminada (1937-2012).

Non esistono norme specifiche per la navicella, che è realizzata prevalentemente in metallo di solito argentato o dorato, e più raramente in cristallo.

La navicella è costituita di un piede, un fusto, e una coppa a forma di piccola nave. La coppa è chiusa nella parte superiore da un coperchio oblungo costituito di due valve simmetriche incernierate al centro, delle quali di solito una sola si apre verso l'alto, ma a volte entrambe. All'estremità delle valve apribili vi è un pomello, una levetta o piccoli ganci per facilitare l'apertura della coppa.[6]

Attualmente sono prodotte navicelle anche di forma circolare e quadrata.

Accessorio della navicella è il cucchiaino per incenso,[7][8] qualche volta unito a questa con una catenella.

Navicella, cucchiaino e turibolo fanno parte del servizio per l’incensazione, il quale solo in epoca tarda, è andato a comporsi come un corredo omogeneo per stile e materiali usati, come avviene tuttora.[6] Pregevoli realizzazioni sono state realizzate nei secoli e si possono ammirare nei Musei di Arte sacra.[9]

Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

L'incenso si mette nella navicella per essere poi infuso col cucchiaino sui carboni che ardono nell'incensiere o turibolo.[10]

Nelle celebrazioni la navicella viene affidata a un ministrante detto navicelliere o naviculario e in sua assenza al turiferario.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Le seguenti immagini vogliono documentare i diversi materiali di manifattura e le forme nel corso dei secoli.


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Entrambi i termini "navicella" e "navetta" sono attestati in Emmanuele Rocco, Vocabolario domestico italiano per ordine di materie compendiato dai lavori di Carena, Guacci e Taranto, Melga, Fanfani, Ec., Napoli, Domenico e Antonio Morano, 1869, p. 208. URL consultato l'8 marzo 2021. Il termine navicella è usato per lo più in ambito liturgico, il termine navetta è meno frequente in ambito liturgico e per lo più è usato per indicare navicelle francesi (in francese, infatti, si dice navette). Le locuzioni navicella portaincenso e navetta portaincenso si trovano spesso nei cataloghi dei musei, anche per distinguere l'oggetto da altri simili come i bronzetti nuragici a forma di navicella; infine le locuzioni navicella per l'incenso e navetta per l'incenso sono usate in relazione alla corrispondente espressione inglese incense boat (= nave per l'incenso).
  2. ^ Vedi voce navicella, in Il nuovo De Mauro, su Internazionale, Internazionale spa.
  3. ^ Vedi voce navétta, in Vocabolario online Treccani, su Treccani, Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani S.p.A.
  4. ^ Cfr. Sonia Maffei, Linda Gandolfo, Valeria Masili, Assunta Spina, Oreficeria del Museo di Arte Sacra di Camaiore [Lucca], sezione Navicella: struttura, tecnica e funzione, su MASC Museo d'Arte Sacra di Camaiore. Le Autrici aggiungono che nel cristianesimo la nave è simbolo di salvezza per l’uomo. Tale significato affonda le radici nell’Antico Testamento con Noè (Genesi 6,5-9,15), la cui barca fu il mezzo di salvezza per sé e la sua famiglia. Nell’iconografia paleocristiana, la nave diviene simbolo della Chiesa tra il mare tempestoso dalle persecuzioni, ma anche mezzo di salvezza e di redenzione per tutti gli uomini che vi fossero saliti “a bordo”.
  5. ^ a b c Cfr. Sonia Maffei, Linda Gandolfo, Valeria Masili, Assunta Spina, l. cit.. URL consultato il 10 marzo 2021.
  6. ^ a b Cfr. Sonia Maffei, Linda Gandolfo, Valeria Masili, Assunta Spina, Oreficeria del Museo di Arte Sacra di Camaiore [Lucca], sezione Navicella: struttura, tecnica e funzione, su MASC Museo d'Arte Sacra di Camaiore.
  7. ^ Cfr. Emmanuele Rocco, Vocabolario domestico italiano per ordine di materie compendiato dai lavori di Carena, Guacci e Taranto, Melga, Fanfani, Ec., Napoli, Domenico e Antonio Morano, 1869, p. 208.
  8. ^ Cfr. Sonia Maffei, Linda Gandolfo, Valeria Masili, Assunta Spina, Oreficeria del Museo di Arte Sacra di Camaiore [Lucca], sezione Navicella: struttura, tecnica e funzione, su MASC Museo d'Arte Sacra di Camaiore, che aggiungono che le prime attestazioni che indicano l’impiego di un apposito cucchiaino per prendere i grani di incenso e deporli nel turibolo, risalgono ad alcuni inventari francesi, e sono datate già al X-XI secolo.
  9. ^ Esempi significativi: la navicella di forma circolare, in pietra tenera e argento, realizzata nel Basso Medioevo, nel Tesoro della Basilica di San Marco a Venezia (Meraviglie di Venezia, Navicella da incenso su Meraviglie di Venezia, URL consultato il 10 marzo 2021); la navicella in argento sbalzato e cesellato, di manifattura ligure, del XV secolo, proveniente dalla soppressa abbazia di San Girolamo della Cervara di Santa Margherita Ligure, ora nel Museo diocesano d'arte sacra di Chiavari (Genova); la navicella in argento dorato, sbalzato e cesellato con smalti, con minuziosi particolari sia dell'equipaggio che della attrezzatura; lavoro degli inizi del XVI secolo, conservata nella Basilica di Sant'Antonio di Padova.
  10. ^ Fuori delle celebrazioni, l'incenso va conservato in un recipiente ermeticamente chiuso allo scopo di mantenerne il profumo.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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