Nave San Rocco

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Nave San Rocco
comune
Nave San Rocco – Stemma
Panorama
Panorama
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Trentino CoA.svg Trento
Amministrazione
Sindaco Joseph Valer (Lista Civica SiAmo Nave) dal 10/05/2015
Territorio
Coordinate 46°10′N 11°06′E / 46.166667°N 11.1°E46.166667; 11.1 (Nave San Rocco)Coordinate: 46°10′N 11°06′E / 46.166667°N 11.1°E46.166667; 11.1 (Nave San Rocco)
Altitudine 207 m s.l.m.
Superficie 4,89 km²
Abitanti 1 399[1] (31-12-2010)
Densità 286,09 ab./km²
Comuni confinanti Lavis, Mezzolombardo, San Michele all'Adige, Zambana
Altre informazioni
Cod. postale 38010
Prefisso 0461
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 022126
Cod. catastale F853
Targa TN
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 745 GG[2]
Nome abitanti naveteri
Patrono san Rocco
Giorno festivo 16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Nave San Rocco
Nave San Rocco
Posizione del comune di Nave San Rocco nella provincia autonoma di Trento
Posizione del comune di Nave San Rocco
nella provincia autonoma di Trento
Sito istituzionale

Nave San Rocco (Naf o Nào in dialetto trentino[3], Schöffbrück in tedesco[4]) è un comune italiano di 1.360 abitanti della provincia di Trento, in Trentino-Alto Adige.

Notizie[modifica | modifica wikitesto]

Il nome[modifica | modifica wikitesto]

Guardando dalla splendida balconata della montagna di Fai si scorge tutta la pianura sottostante con il villaggio di Nave San Rocco addossato alla sponda destra del grande fiume Adige di fronte ad un'altra realtà umana chiamata Nave San Felice sulla sponda sinistra e verso ovest a confine con la sponda sinistra del torrente Noce. Viene subito da chiedersi perché Nave San Rocco sorse in quel preciso luogo, che sembra in una situazione precaria, date le frequenti esondazioni dei fiumi, dal 1492 al 1965 vi furono una ventina di disastrose inondazioni per la nostra Nave. A determinare il sorgere del paese di Nave san Rocco è stata la presenza del fiume Adige che si doveva attraversare, poiché sulla sponda sinistra giungeva da Pressano la grande strada romana Claudia Augusta Altinate, che doveva proseguire oltre il fiume verso la Piana Rotaliana per dirigersi verso il nord Europa. Difficilmente il grande fiume poteva essere guadato in ogni stagione; di qui la necessità di un traghetto che congiungesse le due sponde; data la frequenza del traffico vi era su ambedue le sponde un luogo di ristoro; questo fatto costituì il punto di partenza del sorgere del villaggio che alle spalle aveva tanto terreno coltivabile. Il 5 maggio 1185 si svolse una riunione feudale con la presenza del vescovo Alberto di Castel Campo "al guado di Salsedo che è verso Mezo", cioè verso la piana di Mezzocorona e Mezzolombardo. Il giorno 25 luglio dello stesso anno, il medesimo vescovo di Trento Alberto di Castel Campo è presente ad un atto di investitura rogato "alla Nave di Ramberto in quella parte che è verso Trento", cioè a Nave San Felice. Il notaio sentì il bisogno di qualificare il luogo anche col nome del possessore; il documento affermando che si trattava di quella parte di Nave che era verso Trento, sottendeva che l'altra parte del guado che era verso Mezo, era pure detta Nave, dal mezzo necessario per attraversare un fiume. Il nome Nave vuole indicare un luogo di attraversamento del fiume Adige con barche, in latino Naves. Al sorgere della chiesetta chiamata semplicemente di s. Rocco, il paese all'inizio del Seicento venne denominato Nave di San Rocco, come rispettivamente l'altra Nave della sponde sinistra fu denominata Nave di San Felice, poiché frazione di Pressano il cui titolare è San Felice. La storia del paese è legata fortemente alle opere di bonifica del territorio, con Legge provinciale del 1879, quando il Trentino faceva ancora parte dell’Impero Austro – Ungarico, venne istituito l’Etsch-Regulierung (ente per la regolazione dell’Adige), che si occupava di tutte le opere idrauliche sull’Adige, affluenti e fosse di fondovalle. Successivamente le opere idrauliche sull’Adige ed affluenti passarono di competenza statale, mentre le opere di bonifica rimasero in gestione al Consorzio, che fu trasformato in Consorzio di Bonifica con decreto del 21 ottobre 1929. Nel periodo tra le due guerre venne eseguita la prima grande bonifica del territorio di Nave S. Rocco.

Conquista del territorio[modifica | modifica wikitesto]

Ben presto sorsero nei luoghi più asciutti e adatti all'agricoltura, alcune fattorie, chiamate masi, che avevano attorno a sé una notevole porzione di territorio; la presenza documentata dei masi risale al 1339 con l'accenno al maso Borsieri, detto poi Borzi, Gesuiti e attualmente Conci; pure nel 1339 viene nominato il maso di Belvesino di Tono (probabilmente il maso Inon); il maso Casoni (Borzi, Calvi, S. Valentino) è ricordato nel 1494; così il maso Nuovo (già Martini ed ora Quadrifoglio) è ricordato in un documento del 1586; altri masi sono ricordati all'inizio del Seicento e Settecento (maso Betta, maso Alfonso (già Thunn, Vescovi, Alfonso Devigili ecc., il Maset (Ulzpach, Bessoli, Stonfer, Postal), il maso del Gusto. La piana della Nave è ora costellata di numerose piccole aziende con al centro la casa d'abitazione: anche queste sono dette masi. Il Comune Il salto di qualità, sia civile che economico di questa piccola comunità, fino all'inizio dell'Ottocento, insignificante frazione di Mezzocorona, avvenne con la costituzione in Comune autonomo il 14 aprile 1818: il primo sindaco fu Giovanni Postal. Sviluppo civile economico e religioso Lo sviluppo civile ed economico di Nave San Rocco dopo la costituzione del Comune ha le sue radici in momenti qualificanti del secolo XIX: la deviazione del Noce (1852), l'arginatura dell'Adige (1854), la costruzione della nuova chiesa (1855-1859), la costruzione del ponte in legno al posto del traghetto (1893); del secolo XX: la ricostruzione del ponte in cemento armato (1934), la grande bonifica agraria (1929-1934), il nuovo edificio scolastico (1934), sostituito dall'attuale (1962-1967), la scuola materna (1950) l'introduzione della coltura intensiva degli alberi da frutto, soprattutto dopo il 1950. Con questo infaticabile lavoro della gente di Nave relativo alla loro terra, si può veramente parlare di terra conquistata portata dalla palude al frutteto. Questa vivace comunità si dotò anche dello stemma e gonfalone propri nel 1987.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Attività comunale[modifica | modifica wikitesto]

L'amministrazione comunale fu sempre vigile nella difesa del territorio con ripetuti interventi per difendere il paese dalle inondazioni; da ammirare il grande coraggio quando si decise la costruzione di un ponte a spese comunali nel 1893. La grande bonifica agraria impetrata con tenacia, che trasformò realmente il territorio in una campagna fertile e sicura. Il secondo edificio scolastico e la trasformazione del vecchio edificio in palestra; il duplice ampliamento del cimitero e il sottopassaggio per accedervi dal centro storico; la realizzazione dei campi sportivi; la casa I.T.E.A; il punto di lettura aggregato alla biblioteca di Mezzocorona, il parco giochi.

Vita sociale[modifica | modifica wikitesto]

All'interno di questa vivace comunità sorsero gruppi ricreativi e di competizione: l'Unione sportiva "Vigor" ancora nel 1947 con attività nel campo del gioco del tamburello, del ciclismo e del calcio; il "Corpo dei vigili del fuoco volontari", tradizionalmente detti "Pompieri", sempre presenti per l'interessamento dell'amministrazione comunale e tuttora in attività, dotati di mezzi e di un necessario magazzino; il "Gruppo Alpini in congedo" (ANA), sempre attivo anche in campo sociale; nel 1970 fu promotore per la costruzione del monumento ai caduti; nel 2003 festeggiò il 50° di fondazione con una grande parata e celebrazione religiosa in piazza. Benemerita anche la società "Filodrammatica s. Rocco", già presente come associazione nel 1924 e via via fino ad arrivare a ben 15 Associazioni di volontariato di varie attività. La principale squadra di calcio della città è F.C. Adige che milita nel girone B trentino di 1ª Categoria. Il dialetto di Nave San Rocco è vicino ai dialetti del circondario di Trento, con influssi dalla bassa valle di Non.

Aspetto religioso[modifica | modifica wikitesto]

Aumentando il numero degli abitanti si sentì la necessità di costruire un edificio sacro per poter con più comodità adempiere i propri doveri religiosi, senza dover portarsi a Mezzocorona o a Mezzolombardo. Il piccolo tempio risalente al Quattrocento, fu dedicato ai santi Rocco e Sebastiano patroni contro le malattie causate dalla situazione del territorio piuttosto paludoso ed anche per avere un aiuto contro i pericolosi contagi come la peste e poi il colera. La curazia di Nave San Rocco risale alla fine del Seicento; abbiamo così la presenza di un sacerdote residente in paese; la curazia fu elevata al rango di parrocchia nel 1953; col 1969 una parte della frazione di Nave San Felice, sotto l'aspetto religioso, è stata unita alla parrocchia di Nave San Rocco; ormai il grande fiume non costituisce alcun confine invalicabile. Da dicembre 2015 la Parrocchia di Nave San Rocco è affidata al Parroco della limitrofa Parrocchia di Mezzolombardo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Capi Comune e Sindaci[modifica | modifica wikitesto]

  • 1818 Giovanni Postal (primo Capo Comune)
  • 1819-1820 Michele Gottardi
  • 1821 Antonio Caset
  • 1822 Giovanni Postal
  • 1823 Michele Gottardi
  • 1824 Giovanni Postal
  • 1825 Antonio Caset
  • 1826-1827 Giovanni Postal
  • 1828-1829 Antonio Caset
  • 1831 Giovanni Antonio Osti
  • 1832-1833 Giuseppe Gottardi
  • 1834-1835 Giovanni Battista Caset
  • 1836 Matteo Thun
  • 1837-1842 Giovanni Battista Caset
  • 1843-1846 Giovanni Toscana
  • 1846-1847 Giovanni Bottamedi
  • 1850-1851 Tolameotti Giuseppe
  • 1852-1853 Carlo Antonio Perli
  • 1854-1855 Tolameotti Giuseppe
  • 1858-1860 Giovanni Castellan
  • 1861-1872 Carlo Antonio Perli
  • 1873-1875 Giuseppe Viola
  • 1876 Carlo Antonio Perli (rinunzia)
  • 1876-1879 Matteo Antonio Stenech
  • 1880-1883 Giuseppe Rocco Toscana
  • 1884-1886 Giuseppe Loner
  • 1887-1890 Giuseppe Viola
  • 1891-1894 Giuseppe Rocco Toscana
  • 1895-1897 Giuseppe Dallabetta
  • 1898-1901 Fabiano Tolameotti
  • 1902-1907 Giuseppe Viola
  • 1908-1911 Luigi Garzetti
  • 1912-1918 Fabiano Castellan
  • 1919-1921 Emilio Giovanni Maria Nicolini
  • 1921-1926 Giovanni Stenech
  • 1926-1928 Giovanni Stenech (Fiduciario del comune di Zambana)
  • 1928-1948 Il Comune di Nave San Rocco è aggregato al Comune di Zambana con Fai della Paganella
  • 1945-1947 Silvio Stenico (Commissario Prefettizio)
  • 1947-1948 Ferdinando Toscana (Commissario Prefettizio)
  • 1948-1956 Fabiano (Fabio) Castellan (primo Sindaco)
  • 1957-1964 Cornelio Dorigoni
  • 1965-1968 Graziano Dallabetta
  • 1969-1974 Romano Viola
  • 1974-1980 Graziano Dallabetta
  • 1980-1993 Luigi Castellan
  • 1993-1995 Livio Caset
  • 1995-2010 Renata Stenico Valer
  • 2010-2015 Ugo Garzetti
  • 2015- Joseph Valer

Variazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1928 il comune viene soppresso e i suoi territori aggregati al comune di Zambana insieme a Fai della Paganella; con la fine della seconda guerra mondiale le amministrazioni comunali furono affidate dal Comitato di Liberazione Nazionale ed il rappresentante comunale era chiamato Commissario prefettizio; nel 1948 il comune viene ricostituito (Censimento 1936: pop. res. 588).[6]

Con referendum consultivo del 22 maggio 2016, la popolazione di Nave San Rocco ha approvato la proposta di fusione con il limitrofo Comune di Zambana, che darà vita a partire dal 1 gennaio 2019 al nuovo Comune di Terre d'Adige.

Risultato Referendum 22 maggio 2016









Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli Etnici e dei Toponimi Italiani, Bologna, ed. Pàtron, 1981.
  4. ^ Otto Stolz, Die Ausbreitung des Deutschtums in Südtirol im Lichte der Urkunden, 1927.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3

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Controllo di autorità VIAF: (EN158711649