Navazzo

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Navazzo
frazione
Navazzo – Veduta
Navazzo di Gargnano
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Brescia-Stemma.png Brescia
ComuneGargnano-Stemma.png Gargnano
Territorio
Coordinate45°41′N 10°40′E / 45.683333°N 10.666667°E45.683333; 10.666667 (Navazzo)Coordinate: 45°41′N 10°40′E / 45.683333°N 10.666667°E45.683333; 10.666667 (Navazzo)
Altitudine497 m s.l.m.
Abitanti190[1] (2001)
Altre informazioni
Cod. postale25084
Prefisso0365
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiNavazzesi
PatronoSanta Maria Assunta
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Navazzo
Navazzo

Navazzo (Navàs in dialetto gardesano[2]) è una frazione montana del comune di Gargnano, in provincia di Brescia.

Bivio che porta a Navazzo

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcuni l'origine del toponimo di Navazzo è da ricercarsi nella parola celtica “nava” che significa conca prativa o campo piano tra i boschi. Hanno la stessa origine i vicini luoghi di Navezi a Bollone, Navezze e Naveter a Magasa in Val Vestino, Navezze a Idro e a Gussago.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Navazzo trova la sua origine probabilmente in epoca pre-romana come piccolo insediamento di popolazioni “reto-celtiche”: Stoni o Galli Cenomani.

Sorta in un pianoro in prossimità della Val Vestino, con la quale comunicava attraverso la mulattiera di Bocca di Paolone della frazione della Costa, dal 1861 al 1918 fu zona di confine tra Regno d'Italia e Austria Ungheria, dopo che per secoli, dal 1426 al 1797, lo fu tra la Repubblica di Venezia, di cui faceva parte, e la Contea principesca del Tirolo.

Navazzo fu quindi luogo di passaggio privilegiato per quegli eserciti che intendevano penetrare nella Val Vestino, nel maggio 1513 il condottiero della Serenissima Scipione Ugoni salì da Gargnano e depredò la terra di Magasa e Cadria.

Tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento Navazzo fu anche luogo di rifugio e di scorribande del bandito Giovanni Beatrici di Gargnano braccato dai provveditori veneti di Salò[3].

Nel luglio 1866, durante la terza guerra di indipendenza, la frazione assunse un ruolo strategico di grande rilevanza come base logistica per le operazioni del Corpo Volontari Italiani di Giuseppe Garibaldi impegnato nell'offensiva contro gli austriaci attivi in Val Vestino[4].

Nel maggio 1915 a seguito dello scoppio della prima guerra mondiale il villaggio fu attraversato dalla fanteria italiana diretta all'occupazione della Val Vestino e della Valle del Chiese.

La chiesa di santa Maria Assunta[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale è dedicata al culto di santa Maria Assunta che si festeggia il 15 agosto. È attestata in un documento del 1197 relativo al comune di Serle e conserva il dipinto dell'“Assunzione di Maria” del celebre pittore gardesano Giovanni Andrea Bertanza.

Persone legate alla frazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Donato Cattazzi (1674-1764), sacerdote nella diocesi di Trento.
  • Giuseppe Cattazzi sacerdote nativo di Navazzo. Parroco della primitiva chiesa di Lavenone. Beneficiato in Lavenone il 16 aprile 1761, il 24 agosto 1770 veniva promosso a Bagolino, quindi venne nominato arciprete a Vobarno il 15 aprile 1772. Fu giustiziato a Salò il 30 maggio del 1797 dai soldati francesi di Napoleone perché aveva benedetto le bandiere dei valsabbini insorti contro i rivoluzionari bresciani.
  • Ottaviano Manotti, patriota del Risorgimento.
  • Ferri, oste di Navazzo fu arrestato dagli austriaci nel 1849, imprigionato a Gargnano e condannato a morte; fu liberato da una sommossa popolare.
  • Paolo Pasqua, sacerdote a Odolo nel 1873 e arciprete a Offlaga nel 1894.
  • Giacomo Zanini (1864-1937), sacerdote nel 1889 a Vesio di Tremosine, si dedicò al miglioramento sociale del comune. Nel 1896 fondò la Cassa Rurale di Vesio e promotore della costruzione della strada Porto-Pieve-Vesio. Fu nominato cavaliere del lavoro.

Attività sportive[modifica | modifica wikitesto]

Navazzo è teatro, nel periodo estivo, di manifestazioni sportive di livello internazionale, tra le quali spicca la gara podistica denominata "Diecimiglia del Garda" che si corre ogni anno ininterrottamente dal lontano 1974.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Censimento ISTAT 2001
  2. ^ Toponimi in dialetto bresciano
  3. ^ Vito Zeni, La valle di Vestino - Appunti di storia locale, Fondazione Civiltà Bresciana, 1993.
  4. ^ * Pietro Spinazzi, Ai miei amici, Stabilimento tipografico di Genova 1867.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vito Zeni, La valle di Vestino - Appunti di storia locale, Fondazione Civiltà Bresciana, 1993.
  • Ugo Perini, La Riviera del Garda. Gargnano nella storia e nell'arte, Brescia 1974.
  • Gianpaolo Zeni, La guerra delle Sette Settimane. La campagna garibaldina del 1866 sul fronte di Magasa e Val Vestino, Comune e Biblioteca di Magasa, 2006.
  • Pietro Spinazzi, Ai miei amici, Stabilimento tipografico di Genova 1867.
  • Carlo Zanoia, Diario della Campagna garibaldina del 1866, a cura di Alberto Agazzi, in "Studi Garibaldini", n. 6, Bergamo 1965.
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