Nationes

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Lo scudo delle nationes all'Università di Bologna

Nel sistema universitario sviluppatosi nella tradizione medievale, le nationes (dal latino nātĭo-ionis, s.f.: nascita, stirpe, popolo) erano gruppi studenteschi strutturati localmente su base etnico-linguistica, in quanto comunità e aggregazioni di persone che frequentavano una determinata università provenendo da una medesima o omogenea entità linguistico-geografica-statuale.

L'affermarsi dell'impianto delle nationes accompagnò la fioritura e lo sviluppo dell'università medievale nella quale fiorirono come risposta a esigenze di solidarietà tra studenti "fuori sede"[1].

L'uso del termine nationes non deve far confondere il significato soggiacente a una comune appartenenza a confraternite, con il concetto moderno di nazione, come si è sviluppato nel mondo occidentale in epoca moderna e come lo si intende in età contemporanea: con esso, infatti, non ha nulla a che spartire, visto che, ad esempio, studenti di Bologna che fossero nativi della Prussia o della Slesia (come Niccolò Copernico) erano automaticamente considerati come appartenenti alla Natio Germanorum[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso di alcuni studenti nella Natio Germanica Bononiae, il collegio di studenti tedeschi a Bologna (miniatura del 1497).

Corporazioni studentesche si andarono costituendo e strutturando nella maggior parte delle città universitarie medioevali: il termine natio, nel latino medievale, si affermò in via definitiva nel corso del Duecento per indicare, in maniera unificata, le varie confraternite studentesche sorte nell'epoca di fioritura delle università europee[1].

La solidarietà studentesca interna si accompagnava a una spiccatissima rivalità esterna tra le varie nationes, soprattutto tra le più vicine: inglesi contro tedeschi e bretoni, francesi contro borgognoni, lombardi e romani, ecc. Queste rivalità produsse e consolidò un pittoresco corpus di dicerie denigratorie e di coloriti pregiudizi reciproci. Come riporta lo studioso belga Léo Moulin[3]:

« Nell'università medievale lo studente si sentiva membro a pieno titolo della propria Nazione, per quanto fosse eterogenea. È ovvio che ogni Nazione abbia delle buone ragioni per combattere con ardore le altre Nazioni, di preferenza le più vicine. Per i polacchi, i mazoviani hanno la caratteristica di essere nello stesso tempo sempliciotti e intriganti. Gli inglesi criticano i normanni frivoli e millantatori, i tedeschi furiosi e osceni, i borgognoni stupidi e collerici. A Parigi, secondo Giacomo di Vitry (1180-1240), i tedeschi sono detti ladri e lenoni, gli inglesi ubriaconi e codardi, i francesi (d'Île-de-France) superbi ed effeminati, i bretoni volubili e indecisi, quelli di Poitiers traditori e “cortigiani della fortuna”, i borgognoni grossolani e sciocchi, i lombardi avari e maliziosi, i romani sediziosi e violenti, i siciliani tirannici e crudeli, i normanni fatui e orgogliosi, i fiamminghi prodighi ed epuloni, i brabantini incendiari e ladri. I tedeschi sono dipinti dai cechi come "lupi nell'arena, mosche nel piatto, serpenti sul petto e puttane nei bordelli". "È più facile che un serpente si scaldi nel ghiaccio, che un ceco auguri del bene a un tedesco". Per i boemi, i teutoni nascono "de culo Pilati" (occorre tradurre?), mentre essi stessi provengono "de corpore Christi".
[...]
Tutta l'Europa viene così messa alla berlina dagli europei stessi. È inutile dire che ingiurie così gravi – dette in latino –, debitamente accompagnate da allusioni oscene alla madre dell'interessato, sarebbero state annegate nel sangue. »
( Léo Moulin, op. cit., Jaca Book, p. 118.)

Articolazione del fenomeno[modifica | modifica wikitesto]

Le configurazioni assunte dalle diverse nationes costituitesi in loco erano molto articolate, in funzione della composizione della popolazione studentesca e forestiera nelle differenti città che erano sede di università.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Bologna[modifica | modifica wikitesto]

L'Università di Bologna aveva due nationes, gli intramontani (quelli che provenivano dal di qua delle Alpi, ovvero dalle regioni della penisola italiana) e gli ultramontani, provenienti da oltralpe (ad esempio, gli studenti da territori come le attuali nazioni di Germania e Francia)[4]. Allo stesso modo, ognuna delle nationes era suddivisa in sub-nazioni, rispettivamente 17 per gli intramontani e 14 per gli ultramontani.

Collegio di San Clemente di Spagna a Bologna[modifica | modifica wikitesto]
Cortile e arcate interne del Collegio di Spagna, il cui impianto, opera di Matteo Giovannelli, risale a circa il 1367)
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Collegio di Spagna.

Tra il 1365 e il 1367, per volere del cardinale Egidio Albornoz (1310-1367) e su disegno di Matteo Giovannelli (detto il Gattapone), fu realizzato (grazie al lascito testamentario del cardinale Albornoz del 29 settembre 1364) fu costruito il Collegio di Spagna, nato per accogliervi studenti della Natio Hispanica, poi assurto, insieme ad altre realizzazioni coeve, a modello per gli analoghi collegi di epoca posteriore[5].

Fra gli studenti di rilievo che il collegio ha ospitato vi sono Antonio de Nebrija, Ignazio di Loyola, Pietro d'Arbués e Miguel Cervantes[6]. Nel 1530 vi fu ospitato Carlo V d'Asburgo per quattro mesi, in occasione della sua incoronazione a imperatore (avvenuta nella basilica di San Petronio).

Universitas scholarium citramontanorum[modifica | modifica wikitesto]

Gli studenti italiani non bolognesi (i citramontani) erano raccolti nella Universitas scholarium citramontanorum: un quadro della composizione etnica dei citramontani può ricavarsi da una lettera indirizzata da papa Onorio III, il 26 giugno 1217, agli studenti che ricadevano sotto la sua diretta giurisdizione, per tutelarne la libertà associativa e l'autonomia giurisdizionale[1]: romani, campani, toscani[1](un'altra missiva, di analogo tenore e sugli stessi temi, era stata da lui inviata al Podestà di Bologna in quello stesso anno[7]).

Oltre a queste tre componenti, citate come destinatarie della lettera, va tenuta in considerazione quella dei Lombardi[1].

Universitas scholarium ultramontanorum[modifica | modifica wikitesto]

L'Universitas scholarium ultramontanorum, che comprendeva stranieri oltremontani era più articolata[1]: al suo interno, la componente che ha lasciato maggiori tracce è stata la natio germanica (Natio Germanorum: Natio dei Germani), per la preponderante consistenza numerica dei suoi sodali e per lo spessore della sua struttura organizzativa[1]. Si trattava di un'organizzazione universitaria privilegiata che annoverava studenti germanofoni di molte regioni d'Europa[2][8]. Uno dei suoi membri più famosi fu Niccolò Copernico il quale, spostatosi in Italia nel 1496 per studiarvi diritto, entrò a far parte della Natio Germanorum[9][10][11]. Infatti, il 7 gennaio 1947 si trova menzionato in un'annotazione degli Annales Clarissimae Nationis Germanorum circa il conferimento di una quota di nove grossi: Dominus Nicolaus Kopperlingk de Thorn grossetos novem (Signor Niccolò Copernico di Toruń - nove grossi). L'appartenenza alla Natio Germanorum non implicava in alcun modo che Copernico considerasse o definisse sé stesso "germanico"[2]: era la stessa natura "privilegiata" e l'importanza dell'organizzazione a fornirgli buone ragioni per accettarne l'iscrizione[2].

Altre corporazioni notevoli, con consistenze numeriche variabili, erano quelle dei Francesi, dei Provenzali, degli Inglesi, e degli Ispanici[12].

Padova[modifica | modifica wikitesto]

Francia[modifica | modifica wikitesto]

La facoltà d'arte dell'Université de Paris era suddivisa in quattro nationes[4][13]:

Ogni nazione era rappresentata da un procuratore eletto fra i professori principali, detti régents. La facoltà delle arti era diretta da un rettore e dai quattro procuratori delle nationes. Molto presto però, il rettore divenne la più alta autorità dell'università[4].

A Parigi vi era anche il Collège des Quatre-Nations che raggruppava gli studenti originari dell'Artois, dell'Alsazia, del Rossiglione e della Cerdagna.

L'Università di Orléans contava fino a dieci nations, che furono ridotte a quattro nel 1538 per ordine del Parlamento di Parigi [14]: Francia, Germania, Normandia, Piccardia.

Inghilterra e Germania[modifica | modifica wikitesto]

L'Università di Oxford, nella quale studiavano soltanto allievi provenienti dalle Isole britanniche, aveva solo due nazioni: i Boreales («nordici»), che comprendevano gli scozzesi, e gli Australes («meridionali»), comprendenti i gallesi e gli irlandesi. Queste distinzioni scomparvero nel 1274[4].

L'Università di Lipsia era suddivisa anch'essa in quattro nationes: la natio sassone, la natio di Misnie, la natio polacca, la natio bavarese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Dalla solidarietà scolastica alla corporazione studentesca, in Luigi Pellegrini, L'incontro tra due "invenzioni" medievali: università e ordini mendicanti, 2003 (p. 75)
  2. ^ a b c d (EN) Alexandre Koyré, The Astronomical Revolution: Copernicus, Kepler, Borelli, Cornell University Press, 1973, p. 21, ISBN 0-486-27095-5. URL consultato il 15 giugno 2015.
    «"Although great importance has frequently been ascribed to this fact, it does not by any means imply that Copernicus ever considered himself to be a German. The 'nationes' of a medieval university had nothing in common with nations in the modern sense of the word. Students who were natives of Prussia and Silesia were automatically described as belonging to the Natio Germanorum. Furthmore, at Bologna, this was the 'privileged' nation"».
  3. ^ Léo Moulin, La vita degli studenti nel Medioevo, Jaca Book, 1992, p. 118.
  4. ^ a b c d Jacques Le Goff, Les Intellectuels au Moyen Âge, 2 éd., Paris, 1985, pp. 82-83.
  5. ^ (EN) Hilde de Ridder-Symoens, Mobility in A History of the University in Europe. Volume 1. Universities in the Middle Ages, Cambridge University Press, 2003, p. 334.
  6. ^ (EN) The Spanish College At Bologna. Historic Memories, The Times, 26 novembre 1923; p. 13; Issue 43508; col D
  7. ^ Dalla solidarietà scolastica alla corporazione studentesca, in Luigi Pellegrini, L'incontro tra due "invenzioni" medievali: università e ordini mendicanti, 2003 (p. 72)
  8. ^ (EN) Lonnie Johnson, Central Europe: Enemies, Neighbors, Friends, Oxford University Press, 1996, p. 23, ISBN 0-19-510071-9. URL consultato il 14 giugno 2015.
    «"It is important to recognize, however, that the medieval Latin concept of natio, or "nation," referred to the community of feudal lords both in Germany and elsewhere, not to "the people" in the nineteenth-century democratic or nationalistic sense of the word."».
  9. ^ (DE) Heribert Maria Nobis (a cura di), Documenta Copernicana: Urkunden, Akten und Nachrichten : Texte und Übersetzungen - Nicolaus Copernicus, Akademie Verlag GmbH, 1996. URL consultato il 14 giugno 2015.
  10. ^ (EN) Arthur Koestler, The Sleepwalkers, Macmillan, 1968. URL consultato il 14 giugno 2015.
  11. ^ (EN) Pierre Gassendi, The Life of Copernicus (1473-1543), a cura di Oliver Thill, Xulon Press, 2002, ISBN 1-591601-93-2. URL consultato il 14 giugno 2015.
  12. ^ Dalla solidarietà scolastica alla corporazione studentesca, in Luigi Pellegrini, L'incontro tra due "invenzioni" medievali: università e ordini mendicanti, 2003 (p. 76)
  13. ^ Antoine Léon, Pierre Roche, Histoire de l'enseignement en France, Presses universitaires de France, collana « Que sais-je ? », p. 24.
  14. ^ Annie Henwood, Françoise Michaud-Fréjaville, Charles Vulliez, 700 ans d'université à Orléans, Orléans, Conseil général du Loiret, 2006, p. 27.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]