Napoli Napoli Napoli

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Napoli Napoli Napoli
Napoli napoli napoli.png
Uno scorcio di Napoli
Titolo originaleNapoli Napoli Napoli
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno2009
Durata102'
RegiaAbel Ferrara
SceneggiaturaMaurizio Braucci, Peppe Lanzetta, Gaetano Di Vaio
ProduttoreGianluca Curti
Casa di produzioneFigli del Bronx, Minerva Production Marketing, PFA Films
Distribuzione (Italia)Minerva Pictures Group, PFA Films
Interpreti e personaggi

Napoli, Napoli, Napoli è un film del 2009 diretto da Abel Ferrara.

Il regista newyorkese, originario del Bronx, si è occupato di Napoli grazie all'incontro con Gaetano Di Vaio fondatore della società di produzione cinematografica "Figli del Bronx", che ha prodotto il film insieme a PFA Films e a Minerva Pictures Production & Marketing.

Il film è stato presentato alla 66ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato girato come un documentario, intersecato da episodi di fiction, e presenta i diversi aspetti della città di Napoli: dal carcere femminile di Pozzuoli, ai vicoli dei Quartieri Spagnoli, alle Vele di Scampia, ai belvedere cittadini e al parco del Vesuvio.

Il regista, intervista donne detenute che raccontano le loro storie di vita, intellettuali e artisti dicono la loro sulla città, con intermittenze di accuse e difese dell'operato comune e privato dei cittadini. La cultura borghese e popolare esprimono nel film i loro rispettivi malesseri e aspirazioni, e la città che conserva emerge accanto a quella che distrugge se stessa o a quella che rinasce come mito della grande capitale perduta. Spicca inoltre il tema la cultura femminile come contrappeso e vittima dell'imperante machismo della violenza e del potere.

Alternandosi alle interviste e alle sequenze documentarie, tre brevi tracce narrative di fiction si intrecciano tra loro, raccontando le condizioni carcerarie, quelle dei gruppi criminali e delle famiglie devianti.

Idea del film[modifica | modifica wikitesto]

In un'intervista[1] il regista, Abel Ferrara, narra che il film è nato come un documentario sulla casa circondariale femminile di Pozzuoli, ma che, dopo aver intervistato le detenute, ha sentito il bisogno di andare nei quartieri napoletani dove queste avevano vissuto e parlare con gli altri abitanti di quelle zone. Le storie sono state scritte dall'intervistatore, Gaetano Di Vaio, da uno degli intervistati, Braucci, e da uno degli attori, Peppe Lanzetta, tutti napoletani.

Il regista ha inoltre ricordato l'origine campana del nonno, un uomo d'affari emigrato a New York, nel Bronx da Sarno, e l'esperienza, analoga a quella napoletana, di città come New York o Detroit, che mescolano violenza e povertà con l'arte, la cultura e i valori familiari.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'intervista al regista si trova ancora su OcchiSulCinema.it.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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