Naples Foot-Ball Club

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Naples Foot-Ball Club
Calcio Football pictogram.svg
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali Blu e Celeste (Strisce).png blu-celeste
Dati societari
Città Napoli
Paese Flag of Italy (1861-1946).svg Italia
Confederazione FIFA
Federazione Flag of Italy (1861-1946).svg FIGC
Fondazione 1904
Scioglimento 1922
Stadio Agnano, Napoli
(? posti)
Palmarès
Si invita a seguire il modello di voce

Il Naples Foot-Ball Club era un'antica società calcistica, il primo importante club fondato a Napoli, nel 1904. Nel 1922 si fuse con l'Internazionale Napoli dando vita all'Internaples.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Naples Foot-Ball & Cricket Club fu fondato verso la fine del 1904 dall'inglese William Poths, marinaio inglese impiegato nell'agenzia marittima Cunard Line (compagnia marittima commerciale che aveva gli uffici al porto), nonché giocatore di calcio dilettante, con l'aiuto dell'ingegnere napoletano Emilio Anatra. Poths era stato trasferito nel 1903: con sé aveva portato molte delle sue abitudini inglesi e una passione straordinaria per il football, che in madre patria giocavano dal 1847 e che oramai stava prendendo piede in tutta Europa. La tradizione vuole che l'atto costitutivo del Naples Foot-Ball & Cricket Club avvenne nel corso di una riunione tenutasi in via San Severino 43, presso la pizzeria di Guglielmo Matacena, a cui parteciparono, oltre a Poths, il connazionale Mr. Bayon e i napoletani Conforti, Salsi e Catterina. Diversi incontri, tra la fine del 1904 e l'inizio del 1905, si svolsero in Piazza Latilla 6, alla Pignasecca (oggi Piazza D'Ovidio), dove era solito recarsi un altro socio fondatore, l'ingegnere Ernesto Bruschini.[1][2]

Una formazione del Naples nel 1906

Inizialmente la squadra si sviluppò come sezione calcistica del Circolo Canottieri Italia, sodalizio di canottieri e velisti, salvo poi distaccarsene.[3] Il primo presidente fu Amedeo Salsi, che diede il nome al primo trofeo calcistico della città, la "Coppa Salsi". La prima storica formazione del Naples era la seguente: Kock, Garozzo, Del Pezzo, Little, lo svizzero Hasso Steinegger, Marin, Scarfoglio, McPherson, Chaudorir, Potts, Ostermann[4]. La divisa della squadra era celeste come il cielo e azzurra come il mare, a strisce verticali, su calzoncini neri[4]. La prima partita con un avversario di prestigio fu quella disputata contro i marinai-giocatori della nave Arabik che pochi giorni prima avevano battuto a Genova la blasonata squadra del Genoa per 3-0: il Naples si impose per 3-2 con le reti di William Mc Pherson, Michele Scarfoglio e Léon Chaudoir.

Nel 1906 (forse il 12 febbraio)[5] venne tolto il termine Cricket dalla ragione sociale, che divenne semplicemente Naples Foot-Ball Club. Fino al 1912 il Naples non partecipò al Campionato nazionale al quale erano iscritte solo le squadre del Nord Italia. Nei primi anni vinse comunque alcune competizioni minori fra le quali due Coppe Lipton, conquistate entrambe battendo in finale il Palermo, la Coppa Salsi, conquistata sconfiggendo altre squadre campane, e la Coppa Noli da Costa.

Il Naples, nei primi anni, era costituito soprattutto da elementi stranieri, soprattutto inglesi, anche se non mancavano in quella squadra giocatori italiani competitivi: in particolare l'ala destra Michele Scarfoglio era descritto dalla stampa come abile nel dribbling e spesso decisivo nelle vittorie della squadra; viene fatto l'esempio di una partita contro la Lazio, in cui Scarfoglio, con delle combinazioni con Chadoir, permise a quest'ultimo di segnare una tripletta; altro giocatore essenziale per la squadra era Garozzo, egiziano di nascita, ma di origini italiane, e Del Pozzo, educato in Svezia, oltre a Fritz Giannini, valoroso cannoniere.[6] Grazie a questi ottimi elementi, il Naples divenne la squadra più competitiva della città partenopea, surclassando spesso nelle pelouses di Bagnoli le altre squadre cittadine, ovvero l'Audace, l'Elio, la SS Napoli e la Juventus; spesso le altre squadre partenopee, per avere maggiori speranze di poter aver meglio sul Naples, univano le proprie forze costituendo una selezione unificata dei loro migliori elementi; spesso però anche questa selezione aveva comunque la peggio sul Naples.[6]

Nel dicembre 1906 il Naples disputò partite amichevoli contro gli equipaggi delle navi inglesi Cedric e Suffolk.[7] Nel gennaio 1907 rinunciò a iscriversi ai campionati ufficiali FIF.[8] Il redattore de La rassegna sportiva motivò ciò con il fatto che il Naples FBC era l'unica società meridionale affiliata alla FIF, pertanto, iscrivendosi, avrebbe dovuto sobbarcarsi spese di trasferta molto ingenti, poiché tutte le squadre iscritte ai tornei erano residenti nell'Italia Settentrionale, a meno di non dover di fatto trasferire la propria sede nell'Alta Italia, il che sarebbe stato di grande svantaggio per i giocatori, i quali avevano altri lavori e praticavano il calcio solo per divertimento, non certo come professione remunerativa.[8] Il redattore de La rassegna sportiva si augurò che la FIF avrebbe indetto un campionato dell'Italia Settentrionale, un campionato dell'Italia Centrale e un campionato dell'Italia Meridionale con finali nazionali tra i tre campioni per il titolo di Campione d'Italia, in modo da risolvere il problema delle spese di trasferta, che impediva di fatto al Naples di prendere parte ai campionati FIF.[8]

Nell'autunno 1907 si unì alla contestazione delle grandi società "spurie internazionali" (cioè composte prevalentemente da stranieri) contro la politica autarchica della FIF, che intendeva escludere dal campionato italiano i calciatori stranieri, dirottandoli in un campionato parallelo detto "federale" aperto a tutte le nazionalità. Opponendosi a tale deliberazione della FIF (Federazione Italiana Foot-Ball, l'odierna FIGC), il Naples, per protesta, abbandonò l'assemblea federale insieme a un'altra squadra minore, il Libertas, e alle Grandi Milan, Genoa e Torino, pur non partecipando ai campionati ufficiali della FIF (ovvero la FIGC) e dunque non essendo direttamente danneggiata dalla politica autarchica federale.[9]

Nel novembre 1907 il Naples ricevette dal Comando della Divisione militare il divieto di giocare nel campo di Bagnoli.[10] Nel dicembre 1907 il Naples risultava ancora in inattività, sembra per la negligenza del Consiglio Direttivo, mentre nel frattempo a Napoli veniva fondata la SS Napoli, una società di calcio costituita soprattutto da giocatori italiani, ed erano emersi rumour sulla possibilità di scissione da parte di alcuni dei soci del Naples per costituire un club costituito da giocatori stranieri, cosa che effettivamente sarebbe successa, ma nell'autunno 1911.[11] Il 19 dicembre 1907 si tenne l'assemblea generale del Naples; l'inoperosità del consiglio direttivo causata dalla mancanza di campo aveva generato il malcontento di alcuni soci che in segno di protesta avevano intenzione di fondare un nuovo club, ma la minaccia rientrò in seguito alle rassicurazioni del consiglio direttivo uscente.[12] Il consiglio direttivo fu comunque costretto a dimettersi in massa, e fu deciso all'unanimità da parte dell'assemblea di eleggere un triumvirato composto dal cassiere Henry Saltmarshe, dal segretario Hector M. Bayon e dal capitano William Potts.[12] Nel frattempo, però, il club aveva dovuto subire la perdita di giocatori di talento: alla partenza di Leuft e Maier, ex giocatore del Genoa, seguì infatti quella di Bianchi, ritornato al Milan, del marchese Cambiaso, ex attaccante della Torinese, che laureatosi in ingegneria, decise di lasciare Napoli, di Pratt, ritornato in Inghilterra, ma soprattutto del Capitano Peter Jackson, campione della First Union di Newcastle, che con tanta diligenza aveva istruito i suoi compagni di squadra fin dalla fondazione del Naples, e che ora era richiamato in Inghilterra per impegni professionali.[12]

Agli inizi del 1908 Naples e SS Napoli, da poco tempo regolarmente affiliati alla FIF,[13] fecero richiesta per l'istituzione di un campionato regionale campano di Seconda Categoria organizzato dalla FIF al quale potessero iscriversi.[14] La FIF decise di istituire per la prima volta il campionato campano di Terza Categoria, al quale il Naples si iscrisse insieme ad altre società partenopee, debuttando così in una competizione organizzata dalla FIF.[15] Nel frattempo, agli inizi del 1908, era stata fondata una nuova società partenopea, l'Open Air. Nel marzo 1908 cominciò il Campionato Campano di Terza Categoria al quale, oltre al Naples, presero parte anche Open Air, SS Napoli e SC Audace. Il 22 marzo 1908 il Naples debuttò in tale campionato affrontando la SS Napoli: passato in svantaggio in modo fortunoso a causa di una mischia in area, nella ripresa il Naples attaccò, riuscendo infine a pareggiare su rigore e infine segnando con un tiro di Cremonini un gol che però non fu concesso perché l'arbitro non si accorse che prima della parata del portiere avversario, Buonanno, la palla aveva varcato completamente la linea di porta; in seguito a questa azione contestata, il capitano della SS Napoli, Matacena, cambiò ruolo diventando portiere al posto di Buonanno; il Naples continuò ad attaccare ma Matacena riuscì a parare tutti i tiri, rivelandosi un discreto portiere, anche se troppo spericolato nelle uscite; la partita terminò così in parità.[16] Il 29 marzo 1908 il Naples avrebbe dovuto disputare la propria seconda partita nel girone contro l'Open Air ma la partita non si disputò per la sospensione del campionato deciso dalla FIF in seguito agli incidenti della partita del 25 marzo 1908 tra Audace e SS Napoli.[16] In questa partita, il capitano della SS Napoli, Matacena, sbagliò un rigore e fu espulso dall'arbitro per proteste, in quanto riteneva che la palla fosse entrata in rete e pretendeva che l'arbitro Bayon assegnasse il gol alla propria squadra; Matacena, in seguito all'espulsione, rifiutò di lasciare il campo, costringendo l'arbitro a sospendere la partita e a fare rapporto alla FIF, che decise pertanto di sospendere il campionato.[16] Nell'aprile 1908, nel corso del Campionato Campano di Terza Categoria, la FIF annullò tutte le partite precedentemente disputate, a causa degli incidenti nella partita del 25 marzo 1908 tra Audace e SS Napoli, stabilendo che il torneo si sarebbe svolto in semifinali e finale.[17] Il 12 aprile 1908 si disputò la semifinale tra Naples e Open Air che fu vinta dal Naples per 15-0.[17] Il Naples si qualificò così alla Finale da disputarsi il giorno 3 maggio 1908 contro la vincente dell'altra semifinale, SS Napoli-Audace.[17] Secondo alcune fonti, il 24 maggio il Naples vinse il torneo battendo in finale l'SS Napoli.[18] Nel frattempo il socio del Naples, Luigi Salsi, mise in palio la Coppa Salsi, una Challenge triennale da disputarsi tra le società del Lazio e della Campania.

Nel maggio 1908 sul campo di Bagnoli si disputò una partita tra Naples e Lazio con in palio una Coppa d'argento: prevalse la Lazio per 3-1.[19] Nel giugno 1908 il Naples prese parte al torneo di calcio bandito dal SNEF, al quale parteciparono anche Lazio, US Milanese e Juventus di Torino.[20] Affrontò nella semifinale la Juventus di Torino che ebbe gioco facile ad imporsi sui partenopei con il punteggio di 6-0. Il torneo fu poi vinto inizialmente a parimerito da Juventus e US Milanese (che a sua volta si era imposta sulla Lazio per 6-0) dopo che la partita di finale terminò 1-1 (anche se poi l'organizzatore ci ripensò e ordinò la ripetizione della finale, che fu vinta dall'US Milanese).[20] Il 4 giugno 1908 avrebbe dovuto disputarsi la partita di ritorno tra Lazio e Naples ma la Lazio rifiutò di presentarsi perché mancante di giocatori a disposizione.[20] In seguito la Lazio precisò che se non si presentò in campo fu perché non fu preavvisata in tempo utile, e assicurò che era disposta a disputare la partita di ritorno, purché fosse preavvisata almeno cinque giorni prima.[21]

Agli inizi del 1909 l'attività delle società partenopee era proceduta a rilento anche a causa del disastro che aveva colpito la Sicilia, il maremoto del 1908; il Naples nel frattempo avviava le pratiche per ottenere un nuovo campo al Vomero, che sarebbe stato più comodo da raggiungere rispetto a quello di Bagnoli.[22] Nel gennaio 1909 il Naples vinse l'amichevole contro il RN Umberto I per 10-0.[23] Nel frattempo ricominciò il Campionato Campano di Terza Categoria: il 21 marzo 1909 il Naples vinse la SS Napoli per 4-1 e il 25 o il 28 marzo 1909 l'Audace vinse per 1-0 contro la Juventus di Napoli, accedendo così alla finale regionale.[24]

Nell'aprile 1909 il Naples si aggiudicò la sua prima Coppa Lipton, challenge donata dal miliardario inglese Sir Thomas Lipton e organizzata dal Palermo.[25] La finale fu appunto tra Naples e Palermo.[25] Il Naples si qualificò direttamente alla finale in seguito ai forfait nelle eliminatorie della Lazio e del Bari, mentre il Palermo era uscito vincitore delle eliminatorie siciliane.[25] La partita di Finale si disputò in casa del Palermo, ma fu il Naples a portarsi in vantaggio dopo pochi minuti con una rete di Potts; il Palermo si lanciò in attacco alla ricerca del pareggio e, sfruttando un'indecisione della difesa partenopea, Bonanni, su assist di Barbera, riuscì a segnare il gol del pareggio per il Palermo; il primo tempo terminò così 1-1, ma il secondo tempo cominciò con il Naples che prese il sopravvento, con il giocatore partenopeo Stevens che segnò addirittura una tripletta nel giro di pochi minuti; il Palermo, in svantaggio di tre reti, tentò di attaccare nel tentativo di accorciare il divario, ma i suoi attacchi furono spesso sventati dalla prestazione ottimale di Carlo Garozzo, tuttavia alla fine Morra riuscì ad accorciare le distanze portando il risultato sul 4-2.[25] Alla fine della partita il Naples uscì vincitore per 4-2 e si aggiudicò così l'ambito trofeo.[25]

Nel giugno 1909 il segretario del Naples, Lan, scoprì, leggendo La Stampa Sportiva, che la FIF aveva stabilito che il Naples avrebbe dovuto disputare a Roma il 13 giugno 1909 la finale del Campionato Federale di Seconda Categoria contro il Piemonte di Torino, senza che il Naples stesso fosse stato preavvisato dalla FIF. Il segretario del Naples reagì scrivendo una lettera alla FIF, nella quale si lamentava per il fatto che il Naples non fosse stato preavvisato, e chiedeva retoricamente alla FIF se, nell'imporre all'improvviso al Naples di disputare la finale contro il Piemonte, si fosse dimenticata che il Piemonte di Torino a quell'epoca era stato squalificato per tre mesi e pertanto, per regolamento, nessuna squadra poteva affrontarlo in quel periodo, pena la squalifica. La finale tra Naples e Piemonte non poté essere disputata a causa della squalifica del Piemonte. All'Assemblea Federale dell'ottobre 1909 fu risolta la questione tra Naples e Piemonte, con la decisione da parte della FIGC di proclamare il Piemonte Campione Federale di Seconda Categoria 1909.[26]

Nell'ottobre 1909 il Naples organizzò il torneo regionale di football a Caserta, al quale si iscrissero le tre squadre partenopee Naples, Open Air e Audace, e la squadra casertana del Robur; in seguito al forfait dell'Open Air, il torneo fu vinto dal Naples, che sconfisse nella prima partita l'Audace (7-0) e nella seconda partita la Robur (3-0), mentre nella terza partita per il secondo posto tra Audace e Robur, la Robur si ritirò dal campo per protesta contro l'arbitraggio, perdendo a tavolino l'incontro.[27] Nel novembre 1909 sconfisse l'equipaggio della nave francese Gaulois per 7-1.[28] Nel dicembre 1909 si aggiudicò la Targa Clescovich, sconfiggendo in semifinale il Robur di Caserta per 11-0 e in finale l'Audace per 9-0.[29]

Nel frattempo, a partire dal 5 dicembre 1909, fu messa in palio per la prima volta la Coppa Salsi, donata dal vicepresidente del Naples, Luigi Salsi, e fabbricata dallo stabilimento Nelli di Firenze; il regolamento della Coppa Salsi era simile a quello della Coppa Frank Bryan, ma era riservata unicamente alle squadre italiane della IV e V sezione.[30] Le gare di Coppa Salsi potevano aver luogo nel periodo tra il 1 dicembre e il 30 aprile, le gare dovevano avere luogo nella città di residenza del club detentore provvisorio della Coppa, e sul terreno da esso prescritto; il club che avrebbe vinto la Coppa nell'ultima gara di aprile, l'avrebbe conservata fino alla stagione successiva, in cui avrebbe dovuto accettare la prima sfida; la società, che avrebbe vinto più volte la Coppa entro il 30 aprile 1912, si sarebbe aggiudicato definitivamente il trofeo.[31]

Nelle elezioni di dicembre 1909 furono eletti Emilio Anatra presidente del club, Luigi Salsi vicepresidente, Guido Caristo cassiere, Fritz Giannini segretario, Hector M. Bayon Direttore-consigliere; W. Potts fu riconfermato come capitano della prima squadra e come componenti della commissione sportiva furono eletti Michele Conforti, Delfino Giolino, Carlo Garozzo, Hubert Kingdon.[32]

Nel febbraio 1910 vinse il Campionato meridionale di Seconda Categoria, di marca F.I.G.C., che stando alle fonti finora pervenute sarebbe stata di fatto la prima competizione ufficiale interregionale nella storia del Calcio italiano, per il Sud Italia, battendo all'andata per 6-2 il Foot-Ball Club Bari e uscendone vincitore anche al ritorno per forfait dell'avversario.[33] Nel marzo 1910 il Naples vinse la Coppa Città di Napoli, battendo per 7-1 l'Open Air.[34]

Nell'aprile 1910 disputò la Coppa Salsi, una competizione simile, anche se molto meno importante, alla Palla Dapples.[35] Lo Sport Club Audace di Napoli, appellandosi all'articolo 5 del regolamento della Coppa, cogliendo l'occasione che il Naples fosse impegnato a Palermo per la Coppa Lipton, gara non approvata dalla FIGC ma dalla quale il Naples aveva avuto però regolare autorizzazione, aveva sfidato il Naples per la Coppa Salsi in una partita da tenersi domenica 27 aprile 1910.[35] Il Naples, preso alla sprovvista, fu costretto a schierare la seconda squadra e neppure al completo, essendosi alcuni elementi delle riserve aggregati alla prima squadra, in quanto alcuni titolari avevano defezionato per malattia.[35] Il primo tempo si concluse sullo 0-0, con il Naples che perse l'opportunità di portarsi in vantaggio con un rigore fallito da Giolino; dopo cinque minuti di intervallo, cominciò il secondo tempo, e il Naples si lanciò in attacco, segnando un gol che però viene annullato per fallo di mano; anche il secondo tempo terminò 0-0, e, a causa del risultato di parità, la Coppa Salsi, per regolamento, rimase al detentore, il Naples.[35]

Nel frattempo, sempre nell'aprile 1910, la prima squadra del Naples, decimata dall'assenza per malattia di alcuni dei suoi giocatori migliori, perse per 4-1 la finale di Coppa Lipton contro il Palermo: dopo un primo tempo conclusosi sullo 0-0, il Palermo nella ripresa dilagò segnando quattro gol di seguito e assicurandosi la vittoria, mentre il gol della bandiera del Naples fu siglato da Fallert.[36]

Nel marzo 1911 vinse il Campionato meridionale di Seconda Categoria surclassando il Bari: dopo aver pareggiato la gara d'andata in trasferta, al ritorno in casa il Naples travolse di reti la squadra pugliese trionfando per 7-0.[37] Nell'aprile 1911 cominciò nel frattempo il Campionato regionale campano, nella quale il Naples, dopo aver perso la prima partita contro la SS Napoli per 2-0, nella partita successiva ottenne una vittoria per 7-2 contro l'Audace.[38] Sempre nell'aprile 1911 il Naples vinse a Bagnoli l'amichevole contro la Lazio per 3-1.[39] Nel 1911 il Naples vinse la sua seconda Coppa Lipton battendo il Palermo per 2-1.

Poco prima dell'inizio della stagione agonistica 1911-12 a Napoli erano rimaste solo due società: Naples e Audace.[40] Infatti, delle sei società pionieristiche che erano in attività a quell'epoca nella città partenopea, quattro finirono per cessare l'attività, ovvero Open Air, Elios, Sportiva Napoli e Juventus di Napoli.[40] Nell'autunno 1911 avvenne poi una scissione all'interno del Naples: i giocatori di nazionalità straniera fuoriuscirono dalla squadra andando a formare una nuova società polisportiva, l'Unione Sportiva Internazionale di Napoli; la nuova società avrebbe prediletto gli sport atletici in generale e il calcio in particolare.[40] Conseguenza di questa scissione fu il fatto che il Naples divenne una squadra costituita quasi esclusivamente da giocatori di nazionalità italiana.[40] Non appena fondata, l'Internazionale di Napoli strinse immediatamente contratto con la società delle Terme di Agnano per uno spazioso campo di calcio provvisto di ampio chalet.[40] Intenzione della nuova società era mettersi d'accordo con le più blasonate squadre del Nord Italia affinché scendessero a Napoli per giocare con l'Internazionale di Napoli in maniera da polarizzare nella popolazione partenopea quell'interesse per il calcio che nel meridione non aveva finora goduto della fortuna che tale sport godeva nel settentrione.[40]

In seguito alla scissione, il Naples si indebolì considerevolmente, perdendo tutti gli elementi di origini straniere, nonché Michele Scarfoglio, richiamato in Libia; il Naples cercò di sostituire gli elementi di origini straniere con alcuni dei migliori giocatori provenienti dalla Juventus di Napoli, e la squadra fu completamente rivoluzionata: dei vecchi giocatori rimanevano solo Garozzo, Del Pozzo e Giannini, mentre il resto della rosa era costituito da giocatori giovani provenienti dalle seconde squadre; acquisto notevole per la squadra fu però Casacchia, mediano sinistro, che abbandonò l'Audace di Napoli per andare a giocare nel Naples.[6] La nuova squadra fu allenata da Capra, terzino del Torino, che in quel momento si trovava a Napoli per svolgere il servizio militare.[6][6] Allenati da Capra, al primo confronto con l'Internazionale, il Naples ebbe la meglio vincendo grazie a una rete di testa di Pasquali nei minuti finali del primo tempo.[6] Determinanti in quella partita per il Naples risultarono il portiere Guido Cavalli, il Casacchia e Paduli III, Dodero e Pasquali, oltre a Garozzo e Del Pozzo.[6] Il Naples vinse anche le due successive partite con l'Internazionale di Napoli, che andò anche a perdere a Roma con il Roman; tuttavia, l'Internazionale riuscì a riprendersi da queste prime sconfitte, sconfiggendo a Napoli il Roman, e avendo la meglio sul Naples nel campionato di Seconda Categoria.[6] Il Naples, senza più Capra ad allenarlo, perse le partite contro l'Internazionale, che si aggiudicò così il Campionato Campano di Seconda Categoria.[6] Il Naples era ormai costituito unicamente da giocatori italiani, mentre l'Internazionale poteva contare su molti elementi stranieri, nonché addirittura su due giocatori italiani che erano stati in precedenza soci del Naples, ovvero Casacchia e Scarfoglio.[6] L'undici del Naples era invece costituito da: Cavalli; Garozzo, Del Pozzo; Piazza Greco e Paduli Cesare; Dodero, Bruschini II, Picerno, Paduli Carlo e Pasquale.[6] Il 17 marzo 1912 si disputò un'eliminatoria campana tra Naples e Internazionale di Napoli per decidere chi avrebbe affrontato il Palermo nella Finale di Coppa Lipton e prevalse il Naples (3-1) che però nell'atto decisivo incassò sei reti (a zero) dal Palermo, perdendo l'occasione di conquistare l'ambito trofeo.[41] Nell'ottobre 1912 il Naples vinse l'Audace per 5-0, sul campo di Bagnoli.[42]

Nel frattempo all'Assemblea Federale del 31 agosto 1912 venne approvato il "progetto Valvassori-Faroppa", un piano di riforma dei campionati che tra le varie novità prevedeva l'ammissione, per la prima volta, al campionato di Prima Categoria (allora la massima serie) delle squadre del centro-sud. La Stampa scrisse: «Il rappresentante partenopeo, sig. Bayon, pronunciò una calorosa difesa dei clubs meridionali chiedendo che la Federazione madre venga finalmente in loro aiuto... L'ispirato discorso fu salutato da prolungati applausi. Col nuovo regolamento anche l'Italia meridionale avrà i suoi campionati regionali, e la squadra che avrà vinto le semifinali del Sud si incontrerà in due matches finali con la squadra vincitrice del girone finale del Nord».[43] Le due squadre partenopee si affrontarono dunque in uno scontro fratricida nel Campionato Campano di Prima Categoria, disputatosi nel febbraio 1913, alla fine fu il Naples a uscirne vincitore grazie a due vittorie per 2-1 e 3-2.[44] Prima dell'inizio della partita di ritorno, si festeggiò l'inaugurazione del nuovo campo di gioco del Naples, con madrina la nobildonna Maria Teresa Coscia di Paduli, figlia della Duchessa Coscia di Paduli, quest'ultima madre di tre giocatori del Naples, i tre fratelli Paduli.[44] Dopo un primo tempo conclusosi sul 2-2, nella ripresa un gol su calcio di punizione trasformato dal danese Hansen consegnò la vittoria al Naples.[44] Con questa vittoria il Naples si qualificò alla Finale Centro-Sud contro la Lazio. La partita d'andata si disputò sul campo di Bagnoli il 16 marzo 1913 e inizialmente fu dominata dal Naples che, dopo aver creato numerose potenziali occasioni pericolose, riuscì a portarsi in vantaggio nei minuti iniziali del secondo tempo; a questo punto, però, si ebbe la reazione della Lazio, che a pochi minuti dalla fine pervenne al pareggio e all'ultimo minuto riuscì addirittura a ribaltare il risultato, imponendosi per 2-1.[45] Nella partita di ritorno, disputatasi a Roma il 30 marzo 1913, il Naples non riuscì ad ottenere meglio di un pareggio per 1-1, che, in virtù della sconfitta casalinga all'andata, ne cagionò l'eliminazione dal torneo.[46] Nella stagione successiva l'Internazionale si prese la rivincita eliminando il Naples sempre nella semifinale centrosud prima di perdere la finale centrosud contro la Lazio. Le due squadre si affrontarono ancora una volta nelle semifinali centrosud nel 1915, ma dopo la gara d'andata (vinta dall'Internazionale 3-0), il torneo venne sospeso a causa dell'entrata in guerra dell'Italia nella Prima guerra mondiale.

Finita la guerra, nel 1919 il campionato riprese. Rispetto all'ultimo campionato il numero delle squadre partecipanti aumentò a dismisura soprattutto nel nord. Anche il numero di squadre campane partecipanti al campionato aumentò di molto; se nella stagione 1914-15 le squadre campane partecipanti erano solo due (il Naples e l'Internazionale) nel 1919 le squadre campane partecipanti erano molte di più (Puteolana, Savoia, Bagnolese ecc.). Negli anni dal 1919 al 1922 il Naples non brillò venendo di solito eliminata nel girone campano. Solo in un'occasione riuscì a raggiungere le semifinali interregionali ma fu eliminato dal Livorno.

Nel 1922 le due compagini attuarono una nuova fusione, resa necessaria da esigenze di carattere finanziario, dando così vita al Foot-Ball Club Internazionale-Naples, meglio noto come FBC Internaples.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Naples Foot-Ball Club


Gli stadi[modifica | modifica wikitesto]

Il Naples giocò le sue partite interne in diversi stadi. Dal 1904 al 1912 giocò nel campetto di Via Campegna. Dal 1912 al 1913 giocò al campo di calcio di Agnano che fu inaugurato il 27 ottobre 1912 (lo stesso giorno si disputò nello stadio la partita Internazionale NA-Roman vinta 3-2 dall'Internazionale). Gli spettatori per assistere alle partite dovevano pagare mezza lira ma pochissimi pagavano dato che molti tifosi si intrufolavano nello stadio senza pagare il biglietto. Nel 1913 si trasferì nel campo del Poligono di tiro dove continuò a giocare fino al 1922, anno della fusione con l'Internazionale NA.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni sovra regionali[modifica | modifica wikitesto]

1909-1910, 1910-1911

Competizioni regionali[modifica | modifica wikitesto]

1908

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

secondo posto nella sezione centro-meridionale: 1911-1912

Competizioni non ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

1909, 1911
  • Coppa Salsi: 1
1905
  • Coppa Noli da costa: 1
1911-1912

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ CULTURA POPOLARE A NAPOLI E IN CAMPANIA NEL NOVECENTO - 2. I primi campi ad Agnano (pag. 135), a cura di Amalia Signorelli. EDIZIONI DEL MILLENNIO. Distribuzione librerie Guida.
  2. ^ Dal Naples Football Club all'Internaples, SSCNapoli.it, URL consultato il 29/1/2009.
  3. ^ Romolo Acampora, Un romanzo lungo cent'anni, riccardocassero.it. URL consultato il 2 giugno 2013.
  4. ^ a b Storia Del Club, a cura di Valerio Rossano e Pietro Gentile, Napoli2000.com, URL consultato il 29/01/2009.
  5. ^ Guido Baccani, Annuario Italiano del Football, Roma, Guido Baccani Editore, 1919-1920
  6. ^ a b c d e f g h i j k La Stampa Sportiva #50 (1912), p. 15.
  7. ^ La Stampa Sportiva #51 (1906), p. 5.
  8. ^ a b c La Stampa Sportiva #4 (1907), p. 9.
  9. ^ Carlo Chiesa, La grande storia del calcio italiano, pp. 17-20, pubblicato a puntate sul Guerin Sportivo (05/2012).
  10. ^ La Stampa Sportiva #46 (1907), p. 8.
  11. ^ La Stampa Sportiva #49 (1907), p. 49.
  12. ^ a b c La Stampa Sportiva #52 (1908), p. 8.
  13. ^ La Stampa, 9 febbraio 1908
  14. ^ La Stampa Sportiva #4-5 (1908), p. 22.
  15. ^ La Stampa Sportiva #6-7 (1908), p. 13.
  16. ^ a b c La Stampa Sportiva #14 (1908), p. 17.
  17. ^ a b c La Stampa Sportiva #18 (1908), p. 6.
  18. ^ Piergiorgio Renna, Il football a Napoli, p. 30
  19. ^ La Stampa Sportiva #19 (1908), p. 10.
  20. ^ a b c La Stampa Sportiva #24 (1908), p. 17.
  21. ^ La Stampa Sportiva #26 (1908), p. 13.
  22. ^ La Stampa Sportiva #4 (1909), p. 13.
  23. ^ La Stampa Sportiva #1 (1909), p. 13.
  24. ^ La Stampa Sportiva #14 (1909), p. 9.
  25. ^ a b c d e La Stampa Sportiva #17 (1909), p. 6.
  26. ^ La Stampa Sportiva #41 (1909), p. 5.
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  28. ^ La Stampa Sportiva #45 (1909), p. 13.
  29. ^ La Stampa Sportiva #51 (1909), p. 17.
  30. ^ La Stampa Sportiva #49 (1909), p. 9.
  31. ^ La Stampa Sportiva #2 (1910), p. 9.
  32. ^ La Stampa Sportiva #50 (1909), p. 9.
  33. ^ La Stampa Sportiva #9 (1910), p. 9.
  34. ^ La Stampa Sportiva #13 (1910), p. 13.
  35. ^ a b c d La Stampa Sportiva #15 (1910), p. 13.
  36. ^ La Stampa Sportiva #14 (1910), p. 13.
  37. ^ La Stampa Sportiva #12 (1911), p. 9.
  38. ^ La Stampa Sportiva #15 (1911), p. 9.
  39. ^ La Stampa Sportiva #16 (1911), p. 17.
  40. ^ a b c d e f La Stampa Sportiva #45 (1911), p. 13.
  41. ^ La Stampa Sportiva #12 (1912), p. 13.
  42. ^ La Stampa Sportiva #42 (1912), p. 8.
  43. ^ L'assemblea generale della Federazione del Foot-Ball, La Stampa, 2 settembre 1912, p. 5. URL consultato il 7-11-2010.
  44. ^ a b c La Stampa Sportiva #5 (1913), p. 13.
  45. ^ La seconda giornata del girone finale per il campionato italiano di football, La Stampa, 17 marzo 1913, p. 4. URL consultato il 7-11-2010.
  46. ^ I matches di football, La Stampa, 31 marzo 1913, p. 5. URL consultato il 7-11-2010.
  47. ^ Questa competizione non fu mai portata a termine a causa degli eventi bellici.
  48. ^ Italia meridionale

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]